15/04/2012

Morte Morosini, la fidanzata in lacrime: «Era bellissimo». Ecco chi era Morosini, il ragazzo che portava i sorrisi

Morte Morosini, la fidanzata in lacrime: «Era bellissimo». Ecco chi era Morosini, il ragazzo che portava i sorrisi

L'autopsia verrà effettuata lunedì mattina. Ad Anna, 20 anni, l'incobenza del riconoscimento della salma in obitori. Negli ultimi sei mesi il giocatore del Livorno condivideva pensieri ed interessi su Twitter: fan di Ligabue e Ibra, amava viaggiare e stare con gli amici. Tradito più volte dal destino, è ricordato da tutti come una persona sempre allegra.

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11/01/2012

Affonda peschereccio a Vada. Un morto e un disperso

Affonda peschereccio a Vada. Un morto e un disperso

LIVORNO. Un terzo membro dell'equipaggio è stato recuperato in vita. Vigili del fuoco sul posto

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17/12/2010

Collisione tra traghetti al largo dell'Elba

Collisione tra traghetti al largo dell'Elba

Contatto troppo ravvicinato nel MAR TIRRENO. Le due imbarcazioni, una con 390 passeggeri e l'altra carica di merci, si sono sfiorate. Nessun ferito

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05/10/2010

Si uccide con i farmaci anti-anoressia Ingoiate cento pasticche di potassio

Si uccide con i farmaci anti-anoressia Ingoiate cento pasticche di potassio

Livorno. La vittima è una ragazza di 27 anni di Cecina: ha ingerito un centinaio di pasticche di potassio

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19/09/2010

Livorno, fischi al parà morto: "Basta, non avete rispetto"

Livorno, fischi al parà morto: "Basta, non avete rispetto"

Mentre una parte della curva si dissocia, il sindaco della città toscana commenta l'atteggiamento dei tifosi amaranto durante il raccoglimento per il tenente Alessandro Romani caduto in Afghanistan. Il ministro Matteoli: "Partita da sospendere".

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06/08/2010

Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battaglia

Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battaglia

Guerra di campanile in Toscana. Cittadini e tifosi preoccupati per le conseguenze che può provocare nella tana del "lupo livornese"

 

La tifoseria livornese (Ansa)
La tifoseria livornese (Ansa)

LIVORNO - Da quando si è sparsa la voce dell'aggiudicazione del bando di gara anche il mondo politico è entrato in ebollizione. Interessamenti trasversali, da destra a sinistra, dal centro alle liste civiche. Tutti preoccupati delle "imponderabili conseguenze" che potrebbero manifestarsi allo stadio Armando Picchi di Livorno. E soprattutto nei suoi bar, frequentatissimi (non solo durante la partita) dai tifosi amaranto. Il motivo? A partire dal prossimo campionato di serie B i bar avranno un altro gestore, la società Chiosco Marameo Sas con sede a Cascina, provincia di Pisa, una delle cittadine dove il tifo nerazzurro è più accanito. Apriti cielo.

POLEMICHE - Polemiche a non finire, tifosi perplessi, qualche sfottò via Internet e persino un probabile ricorso da parte degli ex gestori (di fede livornese doc) che i sono rivolti all'avvocato perché vogliono vederci chiaro nell'aggiudicazione dell'appalto. Sostenuti da una pletora di politici locali, anch'essi di fede amaranto, preoccupati per "lo snaturamento" e le "conseguenze" che il bar pisano provocherebbe nella tana del lupo livornese. E poco importa che la "Chiosco Marameo" sia guidata da Roberto Santi, originario della provincia di Pistoia. I tifosi si dividono così come i cittadini non attratti dalla fede calcistica. E c’è chi sui blog giudica “indecente” un possibile ricorso, perché nelle gare pubbliche se regolari il campanile non c’entra. Una querelle che nasce proprio alla vigilia di un possibile riavvicinamento sportivo delle due città. Il vice sindaco di Pisa, Paolo Ghezzi, ha rilanciato l'idea di uno stadio unico tra le due città da costruire al Calambrone, località di confine, un po' pisana e un po' livornese. Un'idea già lanciata in passato da Romeo Anconetani il rimpianto presidente del Pisa calcio di serie A, accantonata dopo i no sdegnati delle due cittadinanze, ma oggi neppure troppo lontana. Il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, pur ammettendo che da tifoso avrebbe un'immediata pulsione a bocciare il progetto, "come sindaco penso che sia una soluzione intelligente".

Marco Gasperetti


25/08/2009

Livorno, ruba pullman e uccide un uomo

Livorno, ruba pullman e uccide un uomo

 

Ha urtato violentemente un camper e schiacciato contro un muro la vittima. Il 38enne è in cura da tempo per disturbi psichiatrici. Giorni fa aveva dato fuoco alla sua abitazione.

 

LIVORNO - Ha rubato un pullman da un deposito, investendo un meccanico che stava riparando un camper sul bordo della strada. È successo a Livorno: l'uomo che si è messo alla guida del bus, Giampaolo Poletto di 38 anni, è in cura da tempo per disturbi psichiatrici in una clinica di Cecina.

MORTO SUL COLPO - Martedì notte, intorno alle 4, Poletto è entrato nel deposito di Rosignano e ha preso un pullman. La mattina, verso le 9, ha preso gli Scali della Dogana D'Acqua nel quartiere Pontino. Lì un meccanico di 40 anni, Enrico Raffaelli, stava lavorando al motore di un camper. Il pullman ha urtato violentemente il retrotreno del camper schiacciando contro il muro di una casa il meccanico. Immediati i soccorsi. Sul posto due ambulanze della Misericordia e un volontario della Pubblica assistenza che abita nella stessa strada dove è avvenuto l'incidente. Ma per il meccanico non c'è stato niente da fare. Enrico Raffaelli ha smesso di respirare dieci minuti dopo l'impatto. Il magistrato di turno, Giuseppe Rizzo, ha disposto l'esame esterno della salma prima di dare il nulla osta per i funerali. L'uomo era sposato e aveva due figli di 22 e 17 anni.

OMICIDIO COLPOSO - Giampaolo Poletto, giostraio di professione e residente a Rosignano, è stato arrestato dai vigili urbani con l'accusa di omicidio colposo, ma dovrà anche rispondere del furto del bus. Nelle scorse settimane l'uomo aveva tentato di dare fuoco alla propria casa e le autorità locali ne avevano chiesta la custodia per scongiurare altri pericoli: la proposta era stata respinta dai giudici che hanno deciso di lasciare l'uomo in libertà.


20/01/2009

Sabotava i test oncologici arrestata infermiera a Livorno

Sabotava i test oncologici arrestata infermiera a Livorno

 

FALSIFICATI 400 REFERTI. Diagnosticati in ritardo 18 casi di tumore. Lo avrebbe fatto per «snellire» il proprio lavoro

 

LIVORNO - Manometteva i referti del Corat di Livorno, il centro di raccolta degli esami oncologici della Asl, e poi li spediva ai pazienti. È l'accusa per la quale un'infermiera è stata arrestata, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. I referti manomessi sarebbero stati più di 400, 33 pap test e 368 al colon retto, e questo avrebbe provocato ritardi nella diagnosi di 18 casi di tumore al colon. L'infermiera, Susanna Fiorini, 49 anni, è accusata di lesioni personali aggravate, falsità materiale commessa da dipendente pubblico incaricata di pubblico servizio e abuso d'ufficio.

L'INDAGINE - Gli inquirenti temono che i casi di tumore diagnosticato in ritardo possano essere superiori ai 18 già scoperti e per questo la procura ha dato incarico a un medico di svolgere una consulenza tecnica sui referti manomessi. L'Asl, però, rassicura: «Nei mesi scorsi - ha spiegato il direttore sanitario, Danilo Zuccherelli - abbiamo già contattato tutti i pazienti vittime della manomissione di referti e verificato il loro stato di salute, riavviandoli dentro un corretto percorso assistenziale». L'infermiera, prima spostata di incarico, attualmente in ferie, sarà sospesa dal lavoro. Le indagini, coordinate dai pm Paola Rizzo e Giuseppe Rizzo e condotte dalla squadra mobile guidata da Marco Staffa, sono scattate a luglio, dopo una denuncia della Asl, e hanno riguardato i test svolti dal 2006 al 5 luglio 2008, relativi al colon retto e alla cervice dell'utero. Secondo gli investigatori, l'infermiera avrebbe falsificato i referti attraverso un articolato lavoro di fotocopiatura, sostituendo e manomettendo gli originali. Poi avrebbe spedito a casa dei pazienti i referti alterati, inserendo nella banca dati del Corat i risultati falsificati.

IL MOTIVO - Ancora poco chiaro, invece, il movente del sabotaggio. Gli inquirenti non escludono che la donna abbia agito per «rappresaglia» contro l'efficienza del Corat o che l'abbia fatto per «snellire» il proprio lavoro e dunque evitare di richiamare quei pazienti sottoposti allo screening per i quali erano necessari ulteriori approfondimenti clinici. La procura ha chiesto e ottenuto l'arresto temendo la reiterazione del reato (l'infermiera non aveva subito provvedimenti disciplinari; l' Asl ha avviato le procedure dopo il provvedimento dei magistrati) e l'inquinamento delle prove. Nella perquisizione domiciliare, gli inquirenti, tra l'altro, hanno trovato un ricettario sottratto a un medico che lavora in un altro reparto dell'ospedale. Sono in corso accertamenti per stabilire se l'infermiera abbia redatto anche false ricette.