30/03/2012

«Tela del ragno», arresti contro la 'ndrangheta

«Tela del ragno», arresti contro la 'ndrangheta

Sessantatre ordinanze di custodie cautelari nel cosentino: sequestrati 15mln di euro. Nell'inchiesta sono indagate 250 persone. I provvedimenti in Calabria, nel Lazio, in Lombardia e in Veneto

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16/01/2012

Regione, ordine d'arresto per Ponzoni: accusato di bancarotta fraudolenta

Regione, ordine d'arresto per Ponzoni: accusato di bancarotta fraudolenta

IL CRAC DELLA SOCIETÀ «IL PELLICANO». Ordinanza di custodia anche per il vice presidente della provincia di Monza e Brianza Antonino Brambilla

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30/11/2011

Il vice-presidente del consiglio regionale arrestato per corruzione e traffico di rifiuti

Il vice-presidente del consiglio regionale arrestato per corruzione e traffico di rifiuti

OPERAZIONE DEI CARABINIERI IN TUTTA LOMBARDIA. Sequestro di un impianto trattamento rifiuti a Calcinate di due cantieri Brebemi e di una cava nel Cremonese

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23/04/2011

Tolti alla 'ndrangheta beni per 190 milioni Sequestrate anche due squadre di calcio

Tolti alla 'ndrangheta beni per 190 milioni Sequestrate anche due squadre di calcio

Il Sapri e l'Interpiana, che militano in serie D, servivano ai boss per raccogliere consenso. Operazione di carabinieri e guardia di finanza in Calabria, Lombardia, Campania e nella Capitale

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15/04/2011

Elezioni regionali lombarde, dieci indagati per 700 firme false

Elezioni regionali lombarde, dieci indagati per 700 firme false

Coinvolta la lista di Formigoni e il listino provinciale milanese del Pdl. L'accusa per consiglieri comunali e provinciali è di falso ideologico. Per la procura: «prove granitiche»

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09/03/2011

Allarme della Dia: «La 'ndrangheta ha colonizzato la Lombardia»

Allarme della Dia: «La 'ndrangheta ha colonizzato la Lombardia»

Relazione annuale della Direzione nazionale Antimafia, 1.110 pagine di dati. La regione ha il maggior indice di penetrazione nel sistema economico legale. Trapiantati riti e tradizioni

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19/11/2010

Formigoni attacca il governo: "Mi sono rotto le scatole"

Formigoni attacca il governo: "Mi sono rotto le scatole"

Il governatore della Lombardia risponde al ministro Fitto che aveva chiesto collaborazione per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania. Dura reazione anche della Lega: "Pensano che al nord siamo somari?"

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09/10/2010

"Perché ci trattano così? Mica siamo marocchini"

"Perché ci trattano così? Mica siamo marocchini"

Davide, 45 anni, giostraio, vive a Buccinasco (Milano) in un campo Sinti con casette in legno e pannelli solari. A chi lo chiama nomade risponde "sono italiano”. Viaggio in una comunità si è integrata con gli altri abitanti della città

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14/07/2010

'Ndrangheta, così nel Santuario si scelgono i capi:

'Ndrangheta, così nel Santuario si scelgono i capi:

E' il momento della riunione annuale in cui i boss scelgono i propri vertici. E' il 2 settembre 2009. I carabinieri li filmano e li ascoltano: "Il crimine non è di nessuno è di tutti"

 

 

 

L'operazione 'Crimine' condotta da carabinieri e polizia coordinati dalle Dda di Milano e Reggio Calabria svela il nuovo volto della 'ndrangheta: un'organizzazione che ha la testa in Calabria e braccia nel nord Italia, in Europa, Nord America, Canada e Australia, in grado di controllare la vita "sociale, amministrativa ed economica" del territorio dove opera, di infiltrarsi "negli ambienti più diversi, compresi quelli investigativi", di condizionare politica e appalti pubblici. Una consorteria mafiosa in cui chi sgarra paga: Carmelo Novella fu ucciso a Milano nel luglio 2008 proprio su disposizione di 'don Micu' Oppedisano; si era messo in testa di rendere autonomo il 'mandamento' della Lombardia. Un'organizzazione mafiosa molto simile a Cosa Nostra, dunque, come dimostrano le centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali che gli investigatori hanno raccolto. Consapevole che l'unione tra le 'ndrine è ormai una necessita'. "Sapete come andiamo a finire - spiega Nicola Gattuso, capo di una delle cosche di Reggio Sud - ve lo dice il sottoscritto, da qua ad un altro anno, due, tutto quello che abbiamo diventera' zero".

Il volto nuovo della più potente organizzazione criminale italiana nasce nel luogo più antico della sua storia, il santuario della Madonna di Polsi. E' lassù sull'Aspromonte - dove da sempre la 'ndrangheta prende le decisioni che contano - che il primo settembre 2009 cessa di essere un insieme di cosche, famiglie o 'ndrine "scoordinate e scollegate tra di loro, salvo alcuni patti federativi di tipo localistico", e si trasforma in un'organizzazione di "tipo mafioso, segreta, fortemente strutturata su base territoriale, articolata su più livelli e provvista di organismi di vertice" che prendono e ratificano le decisioni piu' importanti. Ed è sempre a Polsi che, in quello stesso giorno, le 'ndrine scelgono Domenico Oppedisano come loro capo supremo, il 'grande vecchio' che prendeva le decisioni e dava gli ordini all'ombra degli aranci nel suo agrumeto di Rosarno.


E' stato fissato per mercoledi 14 luglio, intorno alle 15 l'interrogatorio davanti al Gip di Milano, Andrea Ghinetti, di Carlo Chiriaco, il direttore sanitario dell'Asl di Pavia arrestato nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano e Reggio Calabria che ha decapitato i vertici della 'Ndrangheta, portando oltre 300 persone in carcere. Chiriaco, difeso dall'avvocato Maria Teresa Zampogna, è accusato di associazione mafiosa e concorso in corruzione elettorale.

 


 


27/04/2010

Un piano da 1,4 miliardi per la banda larga lombarda

Un piano da 1,4 miliardi per la banda larga lombarda

Fibra ottica - Confronto da Vodafone a Prysmian. I dubbi di Telecom. Consulto con i gestori, l’ipotesi dell’addio ai cavi di rame

 

MILANO — Procedono le prove di banda larga federalista al Nord. Nei piani alti del Pirellone lo staff del governatore fresco di rielezione, Roberto Formigoni, il consulente per il progetto di cablatura con la fibra ottica del territorio lombardo, Stefano Pileri, e gli esperti della società Between, hanno già tenuto, a porte chiuse, i primi due incontri: il primo con i manifatturieri del settore come Prismyan e Sirti e gli operatori alternativi, capitanati da Vodafone, Fastweb e Tiscali. Il secondo, a tu per tu, con i soli manager di Telecom Italia. Scelta tattica, certo. Che però sembra preconizzare la difficile convivenza da separati in casa che si prospetta nel primo tentativo di "società per la rete". Al centro degli incontri il corposo studio di 107 pagine preparato dal professore della Bocconi, Francesco Sacco, da Salvatore Lombardo di Invitalia e dagli ingegneri di Technovo, al quale ha lavorato anche l’ex responsabile rete per la Regione, Raffaele Tiscar. Dentro c’è già tutto: dai costi (da 1,09 a 1,429 miliardi nella sua versione evoluta), alle fee che dovranno pagare gli operatori fino al business plan che parla di una posizione finanziaria netta positiva dal 10˚ anno. L’Ente— come viene chiamata nel documento la società—avrà una dotazione di 300 milioni e sarà finanziata dalla FinLombarda per poi convergere verosimilmente verso un modello pubblico-privato. Insomma, l’annuncio fatto da Formigoni pochi giorni prima delle regionali del 28 marzo scorso, per posare 47 mila chilometri di vera banda larga da 20 megabit al secondo—in pratica un motore da Formula Uno per il web — non era solo una «sparata» elettorale.

Sul piano "Lombardia digitale", che sembra promettere di riuscire a livello federale dove fallì il consigliere dell’allora premier Romano Prodi, Angelo Rovati, si lavora a tamburo battente. Tra le persone chiamate a dare un giudizio informale ci sarebbe anche Francesco Caio. La molla politica del progetto è forte: l’orizzonte temporale fornito da Formigoni per la broadband ai cittadini lombardi, il 2015, ricorda troppo da vicino la data dell’Expo per essere casuale. Senza contare che il modello—a differenza di quello milanese di Fastweb che partì con Aem nel capitale — non prevede l’ingresso delle municipalizzate nell’equity della società, ma anzi la messa in concorrenza dei comuni per aggiudicarsi la cablatura da spendere poi come moneta elettorale con i propri concittadini. L’algoritmo del fare politica del territorio ha dunque digerito, almeno al Nord, l’accesso a Internet come tema prioritario.

Eppure, all’ombra dei due incontri, sono già emerse le prime frizioni che potrebbero rallentare il progetto: per come è stato presentato nella sua versione più «evoluta» è chiaro che in gioco c’è il rischio di estinzione del vecchio e consunto rame in mezza Lombardia. Un tema che gela il sangue nelle vene di Telecom Italia. Per adesso sembra che tutti, anche l’ex monopolista, si siano mostrati «interessati» al progetto. Ma la partita a scacchi è alle prime mosse.

Agli operatori non sarebbero stati chiesti finanziamenti «diretti» ma l’impegno a spostare massicciamente sulla nuova nervatura digitale la maggior parte dei servizi. Il punto fondamentale è che il modello annunciato è quello del fibre to the home, cioè del cavo che non si ferma all’edificio ma che proprio come il vecchio filo telefonico della scomparsa Sip dovrà raggiungere tutti i pianerottoli anche se il cliente non chiederà l’allaccio. L’unbundling fatto per la fibra ottica con la possibilità per ogni operatore di viaggiare fino al cliente finale, ultimo miglio compreso, veicolando a questo punto anche il traffico voce. Proprio questo scenario avanzato, però, rischia di mandare in soffitta in qualche anno il 50% del rame lombardo con l’erosione del potere di controllo della rete da parte di Telecom. Il pericolo è che dalla fibra germini un avatar della società della rete richiesta dall’Agcom. Il piano valuta anche una rete senza lo sviluppo verticale negli edifici ma sottolinea che questo restringerebbe l’accesso di tutti.

Le bocce sono ferme. Tra le questioni da risolvere c’è anche l’esclusione di Milano, che rimarrebbe un fortino Fastweb. Su tutti grava il dilemma di Lyddington, paesino inglese che si è tassato per avere la banda larga. Ma sul costo finale dell’accesso al Web veloce in Lombardia c’è già l’ipoteca dell’affitto della rete da parte degli operatori: fee di zona da 100 mila euro, una tantum più 14-16 euro di canone mensile base. Costi che si scaricheranno sulle connessioni.

Massimo Sideri