17/02/2011
«Noi anonimi, in lotta per le tue libertà»
«Noi anonimi, in lotta per le tue libertà»Intervista via Twitter a un esponente del gruppo hacker. Su opItaly, il cyberattacco ai siti istituzionali italiani: «Il vostro Governo è una minaccia alla libera espressione»
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17/10/2010
Sugli altari la prima santa australiana. Nel 1870 denunciò un prete pedofilo
Sugli altari la prima santa australiana. Nel 1870 denunciò un prete pedofiloMessa solenne in San Pietro - proclamati sette nuovi santi. Il papa ha canonizzato Mary MacKillop, pioniera della lotta agli abusi sui bambini. Fu perseguitata
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21/09/2010
Sarkozy all'Onu: «Tassiamo tutte le transazioni finanziarie del mondo»
Sarkozy all'Onu: «Tassiamo tutte le transazioni finanziarie del mondo»Apertura del summit «millenium goals»: 8 obiettivi per l'umanità entro il 2015. Il presidente francese: «Servono fonti di finanziamento per la lotta contro la povertà e le pandemie»
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19/08/2010
L'ultima battaglia di Enzo Maiorca «Basta cemento sul mio mare»
L'ultima battaglia di Enzo Maiorca «Basta cemento sul mio mare»Penisola della Maddalena, sulla costa di Siracusa. Il sindaco: «Allarme ingiustificato». Quaranta associazioni a fianco dell'ex campione di apnea: «No a nuovi villaggi turistici e villette a schiera»
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20/05/2010
Tutela dell'ambiente e lotta al lavoro nero «Cambiare il mondo con la tecnologia»
Tutela dell'ambiente e lotta al lavoro nero «Cambiare il mondo con la tecnologia»Software e videogame per affrontare gli otto "Millennium Goals" delle Nazioni Unite. È di Napoli il team che rappresenta l'Italia all'Imagine Cup, gara di informatica per studenti dei 5 continenti
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| I finalisti del concorso Imagine Cup |
NAPOLI - Il mondo si cambia anche attraverso piccoli gesti. I macroproblemi che affliggono l’umanità, quelli che le Nazioni Unite hanno sintetizzato negli otto "Millennium Goals" da centrare entro il 2015 - educazione universale, lotta alla fame nel mondo, uguaglianza tra i sessi, salute per i bambini, sostegno alle madri in gravidanza, lotta contro l'hiv e altre patologie su vasta scala, sostenibilità ambientale e global partnership - sono l'effetto di comportamenti, scelte e stili di vita che appartengono al quotidiano di ciascuno di noi. Per questo intervenendo sul piccolo è possibile pensare in grande. È questa la filosofia che sta alla base dell’Imagine Cup, la gara di information technology per studenti universitari di tutto il mondo promossa da Microsoft, che arriva quest'anno all'ottava edizione. Più di 300mila studenti vi hanno preso parte nei cinque continenti e solo i migliori di loro si affronteranno nella sfida decisiva, le finali mondiali che si svolgeranno all’inizio di luglio a Varsavia. E a rappresentare l’Italia nella più importante delle categorie in cui si suddivide la competizione, quella del software design, ci sarà una squadra di studenti dell’università Federico II di Napoli, uscita vincitrice dalla selezione nazionale che proprio nel capoluogo campano ha avuto tra mercoledì e giovedì la sua fase finale. I quattro studenti del team "Error 404 v.2.0" (Raffaele Galiero, Clemente Giorio, Giulio D’Angelo e Ivana Cipolletta) sono stati designati come i portacolori azzurri al termine di una selezione che ha visto, a livello nazionale, la partecipazione di 250 studenti di diversi atenei di un po' tutte le regioni italiane.
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| I quattro studenti del team "Error 404 v.2.0" |
STOP AL TRAFFICO - A far prevalere il team partenopeo è stato un progetto, ribattezzato "Lift4U", che ha come obiettivo la riduzione del numero di veicoli circolanti sulle strade mediante la gestione centralizzata di un maxi sistema di car pooling, car sharing, bike sharing e di uso ottimale dei mezzi pubblici, accessibile sia da pc sia da dispositivi mobili, ovvero i sempre più diffusi smartphone. Dietro di loro si sono piazzati il team "Code Zero" dell’università di Cagliari (Davide Luzzu e Roberto Manca), con un progetto legato all’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro flessibile finalizzato a gestire le microassunzioni temporanee e a fare emergere il lavoro nero; e una squadra dell’università di Genova (Marco Gandolfo, Noemi Greco e Luca Oneto) che con "ByBNet" ha dato vita ad una sorta di e-Bay della solidarietà, creando una piattaforma per l’incontro tra le persone che offrono donazioni in denaro oppure beni o tempo libero e le associazioni umanitarie che vengono valutate con un sistema di feedback degli utenti e con un’analisi di affidabilità affidata a programmi di "intelligenza artificiale" che fanno tesoro delle esperienze pregresse e dei giudizi del network per valutare le possibilità che un progetto di cooperazione vada a buon fine o il grado di fiducia che si può riporre in un gruppo o in un ente.
GIOCANDO S'IMPARA - Le finali italiane hanno decretato anche i vincitori di altre due categorie: la "game design", per l’ideazione di videogiochi, e la "Surface Interaction", destinata ad applicazioni per Sourface, la piattaforma multitouch di Microsoft, anch’esse incentrate sugli obiettivi del millennio dell’Onu. Le due categorie sono state vinte rispettivamente dal team "NextSoft" dell’università di Catania (Claudio Musumeci, Stefano Musumeci, Dario Paraspola e Federico Fausto Santoro) con il gioco "Bacteriovirus" (una guerra tra globuli bianchi e batteri che ricorda vagamente l’idea di base dei cartoni animati della serie "Alla scoperta del corpo umano"); e dal team "Fooding" del Politecnico di Milano (Laura Stefani, Gianvito Toscano, Luca Trinchero e Roberto Turla con il progetto omonimo, pensato per l’erogazione di informazioni in tema alimentare e utilizzabile anche per la gestione delle prenotazioni di un ristorante.
FANTASIA AL POTERE - «Il livello dei progetti presentati cresce di anno in anno - commenta Anders Nilsson -, conseguenza anche di una maggiore predisposizione di rettori e docenti a concedere tempo agli studenti per queste che sono applicazioni concrete del sapere. Dietro ognuna di queste piattaforme ci sono mesi e mesi di lavoro e comunque sia andata la classifica finale, ciascuno dei partecipanti sa che per il solo fatto di essere arrivato fin qui ha comunque vinto». Lo slogan dell’iniziativa non è stato scelto a caso: "You win, we all win", tu vinci, tutti vinciamo. «Del resto - aggiunge Mauro Minella, responsabile dei programmi universitari di Microsoft Italia - quelli presentati sono progetti tecnologici innovativi e fantasiosi ma assolutamente concreti e realizzabili. In gara ci sono state tante idee: ciò che il mondo potrebbe diventare domani è in mano ai giovani di oggi».
LA START UP DELL'ANNO - L’evento di Napoli è stato anche l’occasione per assegnare il premio "Start-up dell’anno" alla migliore delle 10 aziende start-up arrivate in finale nel contest promosso dalla stessa Microsoft e dall’associazione PNICube, che raggruppa gli incubatori di impresa universitari italiani. La vittoria in questo caso è andata alla Genefinity, spin off dell’università di Trieste fondata nel 2006, che realizza soluzioni per il settore dei film sottili per la diagnostica medica.
LE FINALI MONDIALI - In Polonia la competizione sarà serrata. Il confronto sarà solo tra i campioni delle diverse edizioni nazionali e quindi i progetti in gara saranno tutti ad alto livello. L’Italia vanta già una vittoria a livello mondiale, quella dell’edizione del 2006, quando ad aggiudicarsi il titolo, in India (la finale si svolge ogni anno in un Paese diverso, l’Italia è tra i candidati ad ospitare quelle del 2011) a prevalere fu un team del Politecnico di Torino. Lo scorso anno i portacolori italiani arrivavano invece da Udine, uno dei centri più presenti in questa competizione, che in altri due casi aveva inviato propri studenti alle finali mondiali. La categoria del software design è la più importante, ma non è detto che il quattro di "Error 404" siano gli unici italiani in gara alla finalissima: per tutte le altre categorie, dalle embedded technologies alle arti visive (fotografia, minifilmati), dalla creazione di videogame alla sfida su algoritmi e abilità di calcolo la selezione avviene online e a livello globale e i nomi degli ammessi alla sfida in terra polacca si conosceranno solo nelle prossime settimane.
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| David Platt, docente ad Harvard |
"SOFTWARE SUCKS" - «C’è un gran bisogno di dummies nella progettazione di software - commenta il prof. David Platt, docente ad Harvard e autore dell’eloquente volume "Why software sucks", edito in Italia da Mondadori con il titolo "Perché il software fa schifo", ospite della manifestazione -. Purtroppo dietro a molti dei programmi o dei siti web che utilizziamo ogni giorno ci sono persone che ragionano più come un computer che come un essere umano e questo si riflette nei programmi stessi, spesso complicati e inaccessibili al grande pubblico. Ma questo andava bene fino a un decennio fa, quando l’informatica di uso quotidiano era appannaggio solo di studiosi e addetti ai lavori. Oggi il pc e Internet sono usati praticamente da tutti, dai bambini agli anziani». La regola, per Platt, eccentrico docente che nei suoi key note salta sui tavoli e cammina sulle poltroncine come il Benigni della "Notte degli Oscar", deve essere una sola: «Basta che funzioni». Ergo: niente fronzoli e niente opzioni che la maggior parte degli utenti mai utilizzerà ma che spesso mettono in crisi chi sta dall’altra parte del monitor e fanno perdere tempo. Un’idea di sofware "no frills" che ancora non riesce a decollare nelle software house. Perché? Platt ha la sua dissacrante teoria: «Per troppo tempo abbiamo lasciato che i programmi fossero prodotti da smanettoni sfigati che il sabato sera stanno davanti al pc anziché uscire a divertirsi. Il risultato è che le loro frustrazioni si riversano su di noi».
Alessandro Sala
16:03 Scritto in tecnologia | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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11/05/2010
Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondi
Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondiSi basa sul confronto di «impronte digitali» all'interno di ogni singolo frame. Nec ha presentato un sistema in grado di ispezionare e trovare filmati non originali con una precisione del 96%
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| (Afp) |
MILANO - Potrebbe segnare una svolta per la lotta alla pirateria online. In particolare quella relativa ai video. E un modo per far concretamente rispettare, anche sul web, il diritto d'autore. La giapponese Nec corporation ha annunciato infatti lo sviluppo di una tecnologia in grado di identificare le copie di un video scaricato illegalmente nel giro di pochi secondi e con un'accuratezza pari al 96%.
LA TECNOLOGIA - Fino ad ora infatti la principale difficoltà nel combattere la pirateria sul web per quanto riguarda i video, era quella di ispezionare in tempi relativamente brevi corposi database di filmati. La nuova tecnologia della Nec, che sarà presentata a Tokyo nel corso del tredicesimo Emebedded System Expo a Tokyo, che si terrà dal 12 al 14 maggio, garantirebbe invece la possibilità di ispezionare 1000 ore di video nel giro di 1 secondo. Pochi secondi in più poi sarebbero necessari per confrontare i filmati trovati con quelli originali e scoprire se si ha davanti una copia illegale oppure no.
COME FUNZIONA - Vediamo ora come funziona questa nuova tecnologia inventata da Nec. Innanzitutto si estrae dal filmato originale una specie di «impronta digitale» del video stesso determinata attraverso il confronto delle differenze di luminanza all'interno di un frame, differenza definita attraverso la comparazione di collocamento, dimensioni e forma. L'impronta digitale è unica e può essere individuata all'interno di ogni singolo frame. In questo modo si possono individuare i video non originali creati attraverso sistemi di cattura analogica (come per i video ripresi attraverso una telecamera) ricodificazione (quando si rimpiazza il flusso digitale originale attraverso un altro flusso ricodificato dai dati precedentemente scaricati) e sovrascrittura (quando si cancellano o sovrascrivono parole e loghi presenti nell'immagine originale, ad esempio quelli di un tv che ha i diritti di un evento).
Poi si confronta l'impronta digitale del video originale con quella contenuta all'interno del video che si sta analizzando. La durata del confronto sarebbe, secondo Nec, pari a 2 secondi.
LE PROSPETTIVE - Non è chiaro ovviamente se questa nuova tecnologia si dimostrerà realmente efficace nel combattere la pirateria online. Come dimostrato dai tentativi effettuati in passato non è da escludere che i «pirati» possano prendere le loro contromisure creando magari dei programmi in grado di generare un'«impronta digitale» finta all'interno dei video scaricati illegalmente. Tuttavia non è neanche escluso che questa tecnologia possa invece essere il primo passo per far rispettare concretamente il diritto d'autore sul web rendendo la vita molto più difficile ai trasgressori.
Marco Letizia
15:56 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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16/04/2010
«La mafia italiana famosa per Gomorra»
«La mafia italiana famosa per Gomorra»E sull'emergenza affollamento carceri: «Scontare ai domiciliari l'ultimo anno di pena». Il premier: «Sarebbe la sesta al mondo, ma fiction e letteratura sono un supporto promozionale»
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| Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (Eidon) |
ROMA - «La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo, ma guarda caso è quella più conosciuta, perchè c'è stato un supporto promozionale che l'ha portata ad essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese. Ricordiamoci le otto serie della Piovra programmate dalle tv di 160 paesi nel mondo e tutta la letteratura in proposito, Gomorra e il resto...». Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a margine della presentazione dei dati sulla lotta alla criminalità organizzata, dopo la riunione del Consiglio dei ministri. Già in passato il Cavaliere aveva citato lo sceneggiato della Rai come esempio di trasmissione che danneggia l'immagine del Paese. Ora ha aggiunto anche il libro di Roberto Saviano. «Vorrei dire che tutti i mafiosi di cui si parla nelle fiction - ha però chiosato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano - , l'ultima è il Capo dei capi, sono sottoposti al regime di 41 bis».
«MAFIE DISTRUTTE ENTRO LEGISLATURA» - Il premier ha ribadito la volontà del governo di porsi come obiettivo di legislatura «di avere distrutto tutte le organizzazioni criminali». «Abbiamo superato le cinquecento operazioni di polizia giudiziaria, con quasi cinquemila arresti di presunti criminali - ha sottolineato - . La nostra azione di contrasto alla criminalità organizzata non ha nessun paragone possibili con precedenti governi». «In meno di due anni di governo - ha aggiunto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - abbiamo arrestato 23 latitanti della lista dei 30, considerati come i più pericolosi. L'ultimo, due giorni fa, è Nicola Panaro detto 'Nicolinò vero reggente del clan dei Casalesi». Il ministro ha poi evidenziato che «sono stati sottratti alla criminalità organizzata oltre 10 miliardi di euro». «Sono 16.679 i beni sequestrati alla criminalità organizzata - ha precisato Maroni - per un controvalore di 2 miliardi di euro mentre ne sono stati confiscati 4407, al 31 marzo, per un controvalore di 2 miliardi. Complessivamente il patrimonio sottratto alla mafia da quando siamo al governo supera largamente i 10 miliardi di euro». Maroni ha poi fatto osservare come «gli interessi delle organizzazioni criminali si stanno spostando fuori dall'Italia perchè sta diventando un paese in cui queste organizzazioni non si sentono più a proprio agio».
ULTIMO ANNO DI CARCERE AI DOMICILIARI - Berlusconi ha poi spiegato che l'esecutivo è al lavoro sul fronte dell'emergenza affollamento nelle carceri e che a questo proposito si potrebbe pensare di far scontare ai detenuti l'ultimo anno di carcere ai domiciliari. «Stiamo lavorando per aumentare la capacità delle carceri - ha detto - e a un decreto legge che preveda che a chi manca solo un anno di detenzione vada ai domiciliari. Nessuno ha interesse a sottrarsi a questa misura perché se scappassero vedrebbero raddoppiata la durata della loro detenzione».
Redazione online
15:05 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, emergenza, carceri, affollamento, proposte, lotta, criminalità, mafia, camorra, n'drangheta, obiettivi, governo, legislatura | OKNOtizie |
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31/10/2009
Camorra, arrestato il boss Russo
Camorra, arrestato il boss Russo
Soddisfazione di Maroni: «Una giornata da incorniciare, continua la lotta alle mafie». Condannato all'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa, era tra i 30 ricercati più pericolosi d’Italia
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| Salvatore Russo come appariva nella foto segnaletica della Polizia di Stato |
NAPOLI - Il super latitante Salvatore Russo, capo dell’omonimo clan camorristico attivo nell'agro nolano è stato catturato all’alba dagli agenti della Squadra mobile di Napoli. Il boss, già condannato all'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa, era inserito nell’elenco dei trenta ricercati più pericolosi d’Italia ed era latitante dal 1995.
FRATELLI LATITANTI - Salvatore Russo era latitante così come il fratello Pasquale, tuttora ricercato dalle forze dell’ordine. Un tempo erano al vertice del clan guidato dal boss Carmine Alfieri, oggi pentito. La vita criminale dei fratelli Russo inizia negli anni Settanta, dopo aver stretto legami con il clan di Mario Fabbrocino e contatti con Michele Zaza e quindi con la mafia siciliana. Russo era ricercato per associazione di tipo mafioso, omicidio, occultamento di cadavere e altri reati. Il 15 aprile del 1994 erano state diramate anche le ricerche in campo internazionale.
LA SODDISFAZIONE DEL GOVERNO - Grande soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che parla dell'ennesima «giornata da incornicare» e che definisce l'arresto «un colpo durissimo alla camorra, un grande successo delle forze dell'ordine e della squadra mobile». Maroni ha inoltre detto che si sta «chiudendo il cerchio dei super latitanti: questa è la strada migliore per battere definitivamente la camorra e tutte le mafie. Stiamo realizzando successi straordinari contro mafia e camorra. Non ci fermeremo, vogliamo vincere la guerra contro le ogni forma di criminalità organizzata».
16:24 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: napoli, arrestato, latitante, ricercato, omicidio, associazione mafiosa, lotta, cosche mafiose, camorrista, soddisfazione, maroni, ministro della giustizia | OKNOtizie |
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12/10/2009
Epifani: abbassare le tasse ai dipendenti
Epifani: abbassare le tasse ai dipendenti
Il leader della Cgil contro lo scudo fiscale: «Troppi condoni, come facciamo a rendere credibile la lotta all'evasione?», poi lancia una manifestazione: il 14 novembre in piazza per il lavoro
MILANO - Lo scudo fiscale «mina la credibilità della lotta all'evasione». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, secobndo cui il governo dovrebbe invece abbassare le tasse ai lavoratori dipendenti. «Ogni 4-5 anni c'è un condono o uno scudo. Come facciamo a rendere credibile la lotta all'evasione e contemporaneamente condonare gli errori fatti? I lavoratori e i pensionati sono quelli che proporzionalmente pagano di più le tasse. Occorre dunque ridurre le imposte sul lavoro e sui redditi da pensione e tassare di più i grandi patrimoni e le rendite finanziarie. Il governo con la crisi finora ha galleggiato invece di effettuare interventi».
IN PIAZZA - Epifani ha quindi annunciato per il 14 novembre una manifestazione nazionale a difesa dell'occupazione, spiegando di voler «portare al centro dell’attenzione la condizione del lavoro in questa fase e dare un segno di visibilità forte di cosa vuol dire avere la fabbrica chiusa, lavoratori licenziati e precari che non sanno dove sbattere la testa». La manifestazione, ha aggiunto durante un'intervista a Maria Latella su Sky, nasce dalla valutazione che «il governo non fa tutto quello che bisogna fare e abbiamo problemi enormi nei settori, nel Mezzogiorno e in molte aziende. I lavoratori si sentono soli perché la politica e giornali non parlano dei loro problemi come un tempo». Epifani ha riconosciuto che talvolta i cortei disturbano i cittadini, ma ha concluso che «riportare al centro anche dell’opinione pubblica la situazione di chi perde il lavoro è necessario. Deve diventare il punto fondamentale in questa stagione».
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27/09/2009
Cittadinanza, scontro alla festa del Pdl
Cittadinanza, scontro alla festa del Pdl
Enrico letta: «iniziata lotta per la successione a Berlusconi». Fini insiste sulla riduzione a 5 anni. Stop di Cicchitto: «Dieci anni più esami seri». Tremonti: «È coraggioso»
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| Fini alla festa del Pdl (Fotogramma) |
MILANO - Lo scontro si consuma a (poca) distanza, sugli spalti della festa del Pdl a Milano. Fini torna a parlare di immigrazione, in particolare di cittadinanza, insistendo sulla necessità di ridurre i tempi da 10 a 5 anni. Gli replica indirettamente Cicchitto: «Mi sembra che 10 anni sia la data giusta di permanenza in Italia, coniugata però con esami seri». Tremonti, che ha partecipato con Fini ed Enrico Letta a un dibattito sulla situazione economica, concede invece un tiepido elogio (ma con immediato invito alla prudenza) al presidente della Camera: «Le sue posizioni sono generose e coraggiose e ne dobbiamo discutere. Ma è decisivo il fattore tempo, la cosa giusta nel tempo sbagliato può diventare sbagliata».
CITTADINANZA - Sull'immigrazione l'ex leader di An è stato come sempre chiaro, sottolineando che discutere della cittadinanza «non ha mai fatto male a nessuno»: «Attendo di discuterne, non accento scomuniche preventive dagli organi di stampa e continuerò a porre la questione finché non mi si opporranno motivazioni valide». Il presidente della Camera insiste quindi sull'idea di ridurre i tempi per concedere la cittadinanza agli stranieri integrati dopo 5 anni e risponde indirettamente al presidente del Senato Schifani che ha sottolineato l'impossibilità di tale riforma: «Qualcuno non ha capito o finge di non capire. Non ho la presunzione di essere condiviso, ma non accetto di passare per eretico o che si dica di non poter discutere del tema in quanto non scritto nel programma elettorale o non si sa bene dove». «L'Italia è degli italiani - prosegue Fini - e se qualcuno pensa che io non lo creda è un problema suo. Ma è anche di tutti coloro che dimostrano di amarla. Ci sono 4 milioni di stranieri in Italia e non è un'eresia pensare di garantire loro la cittadinanza se dimostrano di parlare bene la nostra lingua, conoscere la nostra storia, sapere che Trieste e più a nord di Palermo, giurare fedeltà ai valori della Costituzione e servire la nostra patria con le armi».
LE REAZIONI - Sul tema della cittadinanza arrivano a Fini diverse precisazioni da esponenti del centrodestra. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, anche lui ospite della festa milanese: «Il Pdl deve discutere e poi decidere su questa questione. Ricordo che in Inghilterra c'era gente con la cittadinanza che poi faceva il terrorismo e in Francia organizzava le rivolte nelle banlieue». Il ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Apprezzo la chiarezza con cui Fini ha affrontato la questione, non apprezzo invece alcune proposte estreme di deputati del Pdl che sono state fatte con esponenti del Pd senza nessun dibattito interno: queste sono proposte di deputati che una volta si definivano peones. Dobbiamo fare amare l'Italia a quella che io definisco la "generazione Balotelli". Il problema del tempo per la cittadinanza lo vedremo poi». Molto diretto il vice capogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello: «Dopo cinque anni io la cittadinanza non gliela voglio dare».
RIFORME - Parlando della crisi Fini sottolinea la necessità di realizzare al più presto le riforme: «Attenzione a dire che il peggio è passato. Per intercettare la ripresa servono interventi di cui ha bisogno il sistema Italia - spiega -. Non ho perso la speranza di realizzare in questa legislatura le riforme urgenti, anche se siamo in ritardo. Il governo ha fatto tutto ciò che doveva? Non sta a me dirlo, ogni italiano giudicherà». L'auspicio del presidente della Camera è che ci sia la coscienza che «alcune grandi sfide vanno affrontate congiuntamente dal sistema Italia, quindi maggioranza, opposizione, sindacati e altri soggetti che hanno a cuore l'interesse nazionale». Tra le riforme necessarie indica quella del sistema istituzionale, quella del bicameralismo perfetto, «che rende le decisioni meno solerti», la necessità di investire sulle eccellenze nelle università e nei centri di ricerca e «la riduzione delle distanze tra aree ricche e aree povere del Paese che non può essere rinviata».
LAVORO - Fini ha infine proposto alcuni temi relativi alla crisi e al lavoro: «Lasciate che mi spogli per un attimo della veste di presidente della Camera. Quanta gioia per una parte politica sentire che non è la lotta di classe che determina la dialettica dell'economia ma la concordia tra capitale e lavoro. Quanti ricordi anche alle affermazioni di Tremonti che ha detto che bisogna prevedere forme affinché gli utili aziendali possano essere a beneficio dei lavoratori». Infine la questione degli stipendi: «Altro che gabbie salariali. Leghiamo i salari alla produttività, alla crescita complessiva dell’economia».
LETTA - Durante la tavola rotonda non è mancato un siparietto tra Enrico Letta e Fini. Interpellato sulle questioni della cittadinanza agli immigrati, Letta ha esordito: «È un tema che può danneggiare in modo irreparabile il presidente Fini. Siccome gli voglio bene, cercherò di camminare sulle uova». Il presidente della Camera ha replicato: «Non è la prima volta che mi dicono che sono diventato di sinistra. Forse è la sinistra che su certi temi si è avvicinata alla destra». Letta si è presentato con una battuta: «Tra un Fini e un Tremonti ci deve sempre essere un Letta di mezzo». Al termine del dibattito, il responsabile Welfare del Pd ha commentato: «Abbiamo avuto la plastica dimostrazione che la lotta per la successione a Berlusconi è ufficialmente iniziata». E non ha risparmiato a Fini una stoccata: «Questa settimana alla Camera dei deputati abbiamo lavorato solo otto ore, dalle 15 di martedì alle 12 di mercoledì. Chiedo al presidente una sessione speciale sul welfare che discuta in particolare dei temi dell'immigrazione, del tasso di natalità del nostro Paese e del lavoro delle donne».
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