06/11/2008

Wrestling, in arrivo il circo americano

Wrestling, in arrivo il circo americano
In gara gli atleti Usa più famosi e le Divas, ragazze tutte curve e muscoli. Rey Mysterio, alto 1.62, l'idolo dei più piccoli, affronterà sul ring il gigantesco «The Big Red Machine» Kane, 2 metri e 13
 
 
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 Alcune scene della lotta tra rey misterio e il gigante kane

 

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Calci volanti come nei film di Bruce Lee, salti mortali che ricordano i cartoon dei supereroi della Marvel, cazzotti a raffica da pellicola di Bud Spencer e Terence Hill. Il circo americano dei lottatori di wrestling sbarca stasera al Palasharp. In gara gli atleti Usa più famosi e le Divas, le ragazze tutte curve e muscoli che combattono sul ring come gli uomini. Per rendere più spettacolare lo show in scena travestimenti e bikini, musiche e coreografie. L'obiettivo è non solo attirare il pubblico maschile, ma anche far immedesimare quello femminile e scatenare la fantasia dei bambini.
 
«Io sono l'idolo dei più piccoli — si vanta Rey Mysterio, un metro e 62 di altezza, pronto ad affrontare sul ring dietro la sua maschera ormai famosa il gigantesco «The Big Red Machine» Kane (2 metri e 13). È un modo per far dimenticare gli episodi di cronaca nera che hanno coinvolto il mondo del wrestling negli ultimi anni con la morte misteriosa di Eddie Guerrero e l'omicidio-suicidio di Chris Benoit. I responsabili della World Wrestling Entertainment (Wwe), una delle leghe professionistiche più importanti, ora vogliono «ripulire» l'immagine dello show. Nella tappa di Milano non si sfideranno solo Batista (The Animal) e Chris Jericho (che lottano per il titolo mondiale dei pesi massimi), Evan Bourne e Chavo Guerrero, l'italoamericano Santino Marella e D'Lo Brown, CM Punk e Randy Orton ma anche pin up come Mickie James e Candice che cercheranno di mettere fuori combattimento Beth Phoenix e Layla con colpi proibiti e prese articolari.
Attesa alle stelle: l'esito degli incontri è combinato in anticipo,ma la platea non conosce il nome di chi vincerà. Il lottatore buono può sempre soccombere davanti al cattivo di turno. Su tutti i gladiatori spicca Rey Mysterio. Sarà perché affronta (e batte) campioni molto più imponenti di lui, il piccolo atleta è l'idolo dei bambini che durante gli spettacoli chiedono in coro al messicano di eseguire la sua mossa più famosa, la 619 (come il prefisso telefonico di San Diego). Rey la esegue aggrappandosi tra le corde del ring e sferrando un doppio calcio all'avversario. «I bimbi sono i miei primi tifosi — dice Mysterio —. In fondo sono l'esempio vivente di come si possa battere qualunque avversario anche senza essere grandi e grossi». Le armi segrete del messicano mascherato non sono solo la tecnica e la strategia. «Il messaggio che cerco di far passare è: non spaventatevi mai davanti alle prime difficoltà. Anche se tutto sembra volgere al peggio c'è sempre un modo per poter ribaltare le sorti di un match, sul ring come nella vita».

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30/09/2008

Il virus dei lottatori di Sumo

Il virus dei lottatori di Sumo

 

 

In Giappone timori per l'Herpes «dei gladiatori». Può diffondersi anche in altri sport di contatto

 

 

 

Da tempo si conosce l'Herpes gladiatorum (gli inglesi lo chiamano scrumpox), ovvero l'Herpes che colpisce i lottatori di sumo, i wrestlers e i giocatori di rugby e che si manifesta come un'infezione alla pelle caratterizzata dalla formazione di bolle che si ricoprono di croste. E da tempo è noto anche che il wrestling e il sumo, per vari motivi, hanno uno dei più alti tassi di mortalità (infezioni, propensione all'infarto, disagi psicologici che portano a sindromi suicide). Ora però si sono verificate altre due morti sospette nel settore e l'ombra del dubbio ha cominciato a diffonderi in giappone, dove alcuni esperti hanno studiato con scrupolo 39 casi di Herpes osservati tra i lottatori nel periodo tra il 1989 e il 1994, pubblicando la loro ricerca epidemoiologica sul Journal of General Virology.

SPORT E MALATTIE – Il virus del lottatore è in realtà molto diffuso anche tra la gente «normale», tanto da non poter essere propriamente catalogato tra le malattie professionali, non avendo come unica modalità di trasmissione la lotta. E del resto va anche detto che la maggior parte degli sport presenta anomalie: esiste il capezzolo del podista, i noduli dell'atleta, le unghie del giocatore di golf, il gluteo del maratoneta e le natiche del rematore. Evidentemente però il wrestling e altre discipline di lotta, che negli ultimi anni sono esplose trascinandosi dietro una serie di spiacevoli effetti collaterali della notorietà, incoraggiano questo virus che trova nello stile di vita o nelle condizioni peculiari dei campioni (prima tra tutte un contatto fisico costante) un terreno fertile per dilagare, arrivando talvolta a causare danni gravi. In particolare i medici giapponesi hanno individuato una variante dell'Herpes gladiatorum denominata BgKl, che accomuna molti dei 39 casi analizzati e che potrebbe essere responsabile degli effetti più pericolosi dell'herpes.

PREOCCUPAZIONI RECENTI - Più di un anno fa, nel Minnesota, fu sospeso un campionato di wrestling a causa di un'epidemia di Herpes. Ma la storia di quest'infezione tra i lottatori, diagnosticata per la prima volta agli inizi degli anni novanta, inizia solo ora a destare serie preoccupazioni. In particolare l'Herpes gladiatorum è una patologia cutanea che si contrae per contatto diretto tra la cute dei due sfidanti. Testa e collo sono le parti più interessate e la presenza di lesioni o abrasioni può facilitare lo sviluppo dell'infezione che, in taluni casi, può aggravarsi anche molto. Come tutti gli Herpes infatti anche quello dei lottatori, una volta entrato, non rimane nella sede di penetrazione ma invade le terminazioni nervose per arrivare poi ai gangli, dove rimane in uno stato di latenza.

IL PARERE DEGLI ESPERTI – Secondo il Dottor Kazuo Yanagi, che ha guidato la ricerca, il virus può nascondersi nelle cellule nervose anche per anni e rivelarsi più tardi in seguito ad effetti scatenanti. Gianni Rezza, esperto in epidemiologia delle malattie infettive dell'Istituto Superiore della Sanità, interpellato da Corriere.it ha sottolineato l'importanza dello studio: «Il fatto che i ricercatori di Tokyo abbiano riscontrato una variante del virus particolarmente minacciosa studiando le eruzioni disseminate dei 36 sportivi può portare a importanti intuizioni, soprattutto nel determinare i motivi del virus tra questa categoria professionale e a spiegarne, in taluni casi, la particolare virulenza».


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