30/12/2011

La grande ambizione di Pechino. Mandare astronauta cinese sulla luna

La grande ambizione di Pechino. Mandare astronauta cinese sulla luna

Entro il 2016 passi decisivi in vista di una prossima missione. La Cina condurrà degli studi per la pianificazione preliminare di una missione

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17/03/2011

Sabato arriva la Superluna

Sabato arriva la Superluna

Il nostro satellite apparirà più grande del 14%. Il 19 marzo si ripete il fenomeno del perigeo lunare: non accadeva da 18 anni

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14/03/2011

È Skylon l'erede dello Space Shuttle

È Skylon l'erede dello Space Shuttle

Sviluppato dalla britannica Reaction Engines, Potrà essere usato per viaggi passeggeri. Lungo 90 metri, simile ad alcune astronavi di Star Wars. Ed è concepito per future missioni sulla luna e su Marte

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02/01/2011

Un'eclissi di sole nel cielo dell'Italia Sette parti su dieci coperte dalla Luna

Un'eclissi di sole nel cielo dell'Italia Sette parti su dieci coperte dalla Luna

Il massimo della visibilità a Milano. Lo spettacolo sarà doppio: martedì anche le stelle cadenti d'inverno

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07/02/2010

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

 

IN ATTESA DEL LANCIO DELLO SHUTTLE. L’amministratore Charlie Bolden: acquisteremo biglietti di viaggio per spedire in orbita satelliti o astronauti

 

CAPE CANAVERAL – Mentre il lancio della shuttle Endeavour previsto domenica notte alle 4.39 ora locale (10.39 in Italia) è stato rimandato a lunedì per il maltempo, lo sguardo dalla rampa di lancio e guardando verso il mitico VAB, l’edificio dentro il quale si assemblavano i razzi Saturno per la Luna, si scorge un traliccio alto un’ottantina di metri. La sua costruzione è appena stata fermata per la scelta del presidente Obama di non tornare sulla Luna. E’ diventa il simbolo del momento. Era la torre di lancio del razzo Ares-1 alto un centinaio di metri e doveva servire per lanciare nello spazio la nuova astronave Orion prima verso la stazione spaziale internazionale e nel 2020 verso il nostro satellite naturale. Tutto cancellato.

Charlie Bolden (Ap)
Charlie Bolden (Ap)

La nuova strategia l’ha precisata nei dettagli, dopo gli annunci ufficiali dei giorni scorsi l’amministratore della Nasa Charlie Bolden, arrivato al Kennedy Space Center per assistere al lancio dello shuttle, incontrando i giornalisti. Lui stesso è un ex pilota di shuttle. «Dobbiamo cambiare direzione», ha sottolineato ricordando che la chiave del futuro è il coinvolgimento dei privati i quali devono produrre razzi e astronavi per i quali la Nasa acquisterà biglietti di viaggio quando servono per spedire in orbita satelliti oppure astronauti. «Affitteremo gli impianti di Cape Canaveral ai privati e noi dobbiamo cercare di attrarli a svolgere qui le loro attività». «La Nasa – ha continuato - deve avviare ricerche per costruire nuovi motori per razzi, nuovi sistemi robotici, insomma deve concepire nuovi sistemi per viaggiare domani nello spazio». Ma per andare dove? «Dovrà deciderlo il Congresso nelle cui aule si comincerà ora a discutere», risponde.

Sono diversi i tempi quando la Nasa studiava e proponeva al presidente Kennedy di andare sulla Luna e il Congresso approvava. Ora la Nasa ipotizza solo un indistinto piano di ricerca in vari settori senza indicare alcuna meta. «Anch’io – aggiunge – ritengo utile guardare a Marte ma ci sono ancora troppe cose da conoscere prima di impegnarsi su un obiettivo del genere». Bolden parla di studiare obiettivi flessibili ma l’unico impegno che sostiene vigorosamente è l’utilizzo della stazione spaziale internazionale con l’intenzione di estendere la sua vita tecnica oltre il 2020. E su questa unica realtà concreta del suo discorso innesta la necessità di rafforzare la collaborazione internazionale. «Con altri Paesi – dice – dobbiamo decidere che cosa fare anche per il futuro». Ciò servirà anche per raccogliere fondi su eventuali progetti, senza tuttavia precisare quali idee l’America proporrà nelle sue auspicate condivisioni internazionali. Al Kennedy Space Center intanto l’anno prossimo sarà licenziata la metà dei tecnici che qui lavorano soprattutto per i voli dello shuttle il quale quest’anno terminerà le sue missioni.

Giovanni Caprara


01/01/2010

Pezzi di asteroide, polo Sud lunare e Venere: la Nasa sceglie la nuova missione

Pezzi di asteroide, polo Sud lunare e Venere: la Nasa sceglie la nuova missione

 

I tre progetti finalisti del programma «Nuove frontiere». Realizzazione di imprese spaziali a medio costo, ma altamente specializzate

 

Ricostruzione dello sbarco su Venere (da Nasa)
Ricostruzione dello sbarco su Venere (da Nasa)

Propongono rispettivamente un'analisi dell'atmosfera e della superficie di Venere, il reperimento di rocce al polo Sud della Luna e il recupero di frammenti di un asteroide. Sono i tre progetti finalisti prescelti dall'Agenzia spaziale statunitense tra i quali sarà scelta la sua prossima missione nello spazio. Le tre idee sono state proposte dalla comunità scientifica internazionale nell'ambito del programma New Frontiers, istituito dalla Nasa per stimolare la ricerca nell'ambito della scienza planetaria.

MISSIONI A BASSO COSTO - Solo uno dei tre progetti selezionati sarà effettivamente tradotto in realtà: il vincitore sarà annunciato entro la metà del 2011, e dovrà essere messo a punto e pronto per il lancio per la fine del 2018. Fondamentale che il costo complessivo per la sua realizzazione non superirori i 650 milioni di dollari. Questo perché lo scopo delle Nuove Frontiere della Nasa è proprio quello di intraprendere nuove e importanti esplorazioni a medio termine del nostro sistema solare, con una spesa per così dire ridotta. A ciascuno dei finalisti è stato assegnato un finanziamento di 3,3 milioni di dollari, affinché da qui al 2011 gli scienziati coinvolti possano sviluppare la propria idea in modo più dettagliato e approfondito.

 

Kuiper Belt

 

Jupiter Polar Orbiter

Lunar South Pole-Aitken Basin

Comet Surface Sample

 

PROTAGONISTI - A contendersi la possibilità di entrare nella lista ufficiale delle «missioni future» per poi diventare parte della terza esplorazione celeste prevista da New Frontiers, sono questa volta il Surface and Atmosphere Geochemical Explorer (Sage), che ha come obiettivo l'esplorazione di Venere, quindi l'Osiris-Rex, pensato per portare sulla Terra 60 grammi di materiale prelevato da un asteroide, e infine la missione Luna, che prevede un atterraggio nei pressi del polo Sud del nostro satellite naturale per prelevare un chilogrammo di materiale lunare. Come dichiarato da Ed Weiler, dello Science Mission Directorate presso la Nasa, «queste tre proposte sono quelle di maggior valore, scientificamente parlando, tra le otto sottoposte all'attenzione della Nasa quest'anno». Il primo progetto avvallato dagli scienziati di New Frontiers è stato New Horizons, lanciato nel 2006 e attualmente in corso, per l'esplorazione di Plutone; il prossimo in lista è Juno - data di lancio 2011 - per lo studio del campo magnetico di Giove.

Alessandra Carboni


31/12/2009

Eclissi (parziale) di luna chiude il 2009 anno internazionale dell'astronomia

Eclissi (parziale) di luna chiude il 2009 anno internazionale dell'astronomia

 

LA CURIOSITA'. Ma l'evento, visibile in tutt'Italia, potrebbe essere offuscato dal maltempo

 

Eclissi parziale di luna chiude il 2009anno internazionale dell'astronomia

 

 

ROMA - Sarà una piccola eclissi parziale della Luna a chiudere il 2009. Giovedì l'ultimo giorno dell'Anno Internazionale dell'Astronomia riserva un'ultimissima sorpresa, che però potrà essere offuscata dal maltempo di questi giorni: il 31 dicembre infatti si verificherà un'eclissi parziale di Luna particolarmente piccola. La copertura dell'ombra sulla Luna sarà appena dell'8%.

LUNA BLU - Quella del 31 dicembre sarà anche una «luna blu». In realtà la luna non cambierà colore: si tratta semplicemente di una espressione popolare diffusa nel mondo anglosassone, «blue moon» appunto, con cui si indica la particolarità che nello stesso mese vedremo due volte la Luna piena. Si tratta di un evento non molto frequente, tanto che la frase «once in a blue moon» (una volta ogni luna blu) è rimasta come modo di dire per indicare un evento raro, spiega il sito dell'Unione Astrofili Italiani. Si verifica in media ogni 2 anni e mezzo. L'ultima «luna blu» è stata nel giugno 2007, per la prossima dovremo attendere il mese di agosto del 2012. Per quello che riguarda l'eclissi alle 18 e 16 ci sarà il primo contatto di penombra, alle 19 e 52 sarà però possibile apprezzare, se il cielo lo permetterà, la prima ombra e solo alle 20 e 22 ci sarà la fase massima dell'eclissi che terminerà completamente alle 22 e 31. L'eclissi sarà visibile in tutta Italia.


14/11/2009

La Nasa conferma: «C'è acqua sulla Luna»

La Nasa conferma: «C'è acqua sulla Luna»

 

Un mese fa la sonda LCROSS aveva lanciato missile-proiettile contro un cratere alla ricerca di riserve idriche, «significativa quantità»

 

(Afp)
(Afp)

MILANO - Una «significativa quantità» di acqua ghiacciata è stata trovata sulla Luna. Lo ha annunciato la Nasa a poco più di un mese dal lancio da parte della sonda LCROSS di un missile-proiettile contro il cratere Cabeus al polo Sud lunare. L'analisi spettrografica della nuvola di detriti provocata dall'impatto del missile ha confermato la presenza di acqua allo stato ghiacciato.

ACQUA - «I primi dati emersi dall'indagine lunare», si legge in una nota della Nasa, «indicano che la missione ha con successo scoperto l'acqua in un cratere nel lato non visibile della Luna». Una scoperta, afferma la Nasa «che apre un nuovo capitolo nello studio del territorio lunare». Nel cratere, secondo quanto riferito dal responsabile della missione Doug Cooke, c'erano circa 90 litri di acqua. «Non abbiamo scoperto un pochino d'acqua, ma una quantità importante», ha commentato Anthony Colaprete, responsabile della missione LCROSS (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite). L'acqua era già stata individuata sulla Luna dalla sonda indiana Chandrayaan-1 e da altre missioni, ma in quantità molto



12/11/2009

Un asteroide ha sfiorato la Terra

Un asteroide ha sfiorato la Terra

 

IL MANCATO IMPATTO. È passato a soli 14 mila chilometri dal nostro pianeta, cioè 30 volte più vicino rispetto alla Luna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LONDRA - Nessuno se ne accorto ma il 6 novembre scorso alle 22.30 ora italiana, il nostro pianeta ha scampato un bel pericolo. Un asteroide (2009 VA) di 7 metri di diametro è passato ad appena 14 mila chilometri dalla Terra, cioè 30 volte più vicino a noi rispetto all'orbita della Luna che si trova a 400 mila chilometri di distanza. In realtà non è detto che l'impatto avrebbe provocato cataclismi: probabilmente l'asteroide se fosse penetrato nell'atmosfera si sarebbe disintegrato causando uno spettacolare vampata visibile in tutto il mondo.


25/10/2009

Scoperto un buco sulla Luna

Scoperto un buco sulla Luna

 

L'ha individuato una sonda giapponese. Sarà la futura abitazione per gli astronauti? potrebbe scorrere in profondità per centinaia di metri creando una cavità molto stabile

 

MILANO - Hanno trovato un buco sulla Luna e lo hanno fotografato. È il primo ad essere scoperto dopo anni di ipotesi e ricerche sulle fotografie raccolte in quasi mezzo secolo di esplorazioni spaziali. A riuscirci è stata la sonda giapponese Kaguya che per due anni, e sino al giugno scorso, ha ripreso in continuazione mari e valli seleniche. Un apposito team di planetologi della Jaxa, l’agenzia spaziale nipponica, era al lavoro proprio con questo fine: trovare buchi lunari. E ci sono riusciti aprendo un interessante panorama di possibilità per quanto riguarda i piani della colonizzazione di cui si parla sempre più insistentemente.

LE IPOTESI - Il buco è stato identificato in un’area vulcanica vicino alle colline «Marius Hills» e ha un diametro di 65 metri. Junichi Haruyama, il leader del gruppo di ricercatori, ha spiegato che potrebbe scorrere in profondità per centinaia di metri creando una cavità molto stabile. Come si sia formato non è ben chiaro. Potrebbe essere stato generato in seguito a un’eruzione vulcanica nelle prime epoche della formazione del corpo celeste. Nei processi di raffreddamento della lava si generano situazioni del genere. Oppure si ipotizza che possa essere un buco che dalle profondità lunari permetteva la fuoriuscita della lava miliardi di anni fa. Comunque sia l’origine, il buco c’è ed ora si vuol capire bene le sue caratteristiche. Per questa ragione la sonda americana Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, da poco arrivata in orbita, punterà i suoi obiettivi per tracciarne con maggior dettaglio (dieci volte superiore) un identikit. Ma nel frattempo si metterà alla ricerca anche di altri possibili buchi esistenti in regioni diverse della superficie.

FUTURA RESISDENZA? - Questo interesse, oltre ad essere legato alla decifrazione della geologia lunare e alle caratteristiche del sottosuolo, mira già ad un’importante applicazione. Quella di trasformare questi buchi in residenze per gli astronauti nella colonia lunare a cui si sta pensando. Sulla Luna c’è il problema delle radiazioni dalle quali gli esploratori dovranno difendersi. Per risolvere questo problema che condiziona i futuri sviluppi dell’esplorazione ci sono tre possibilità. Una è quella di costruire unità di abitazione con materiali e sistemi in grado di schermare la pioggia di radiazioni cosmiche che costituiscono un grave pericolo alla salute umana. La seconda ipotesi è quella di ricoprire le unità di abitazione di uno strato di regolite, che è il materiale della superficie, il quale funziona da schermo. La terza è di scovare caverne lunari nelle quali abitare. In questo caso il basalto della struttura geologica lunare è efficacissimo nella protezione. Ecco perché si cercano i buchi come quello finalmente trovato. Le successive indagini ci diranno se la via delle caverne è davvero la soluzione vincente. Intanto le abbiamo trovate e questo è un punto di partenza concreto importante che materializza una possibilità in passato soltanto teorizzata.

Giovanni Caprara

corriere.it