09/09/2009
Rissa in tv per Luxuria e la Santanchè
Rissa in tv per Luxuria e la Santanchè
Luxuria e Santanchè salgono sul ring. Prima tele-rissa della stagione
ROMA (8 settembre) - Su canale 5, durante la prima puntata di 'Pomeriggio cinque', è stato trattato l'episodio che ha visto una coppia omosessuale aggredita nei giorni scorsi a Rimini, dando luogo a una vivace discussione in studio tra Alessandro Meluzzi, Daniela Santanchè e Vladimir Luxuria. Quando poi Luxuria afferma: «Se io vedo un uomo e una donna che si baciano, a me questa cosa mi procura gioia» si apre un battibecco tra tutti e tre, che tra l'altro, dicono: Santanchè, «Dipende da come si baciano». Luxuria, «Perchè avete problemi con la vostra sessualità? Probabilmente avete qualcosa di represso». Meluzzi, «La sessualità è qualcosa di sacrale e meraviglioso, non può essere svenduto come al banco di un mercato». Luxuria, «Il ragazzo che è stato accoltellato non stava facendo sesso, si stava baciando con un ragazzo». Santanchè, «Ma se fate le vostre manifestazioni con il sedere di fuori, siete voi che vi ridicolizzate». Santanchè ha anche affermato che «il Gay Pride fa diventare la sessualità ridicola. Non partecipate al Gay Pride, non diventate strumento di chi ha altre mire rispetto alla vostra libertà sessuale». E Meluzzi, da parte sua, ha aggiunto: «Vorrei che il mondo sessuale si interrogasse su perchè un popolo tollerante come gli italiani sta diventando così intollerante»
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| Tag: televisione, rissa, tv, luxuria, santanchè, canale 5, battibecco, gay pride | OKNOtizie |
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14/01/2009
«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»
«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»Intervista a Tinto Brass: Il regista più scandaloso d'Italia. Giovedì legge De Sade al Teatro di Ringhiera di Milano per il festival sull'erotismo «Appunti in Rosso»
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| Tinto Brass |
«L'ipocrisia. In Italia i poteri culturali e religiosi hanno appesantito tutto. Davanti all'eros annacquato difendo la pornografia conturbante».
E il valore artistico?
«Picasso diceva che l'arte non è mai casta e quando è casta vuol dire che non è arte. «L'origine del mondo» di Courbet è un quadro pornografico di grande valore artistico».
A che punto siamo nella rivoluzione sessuale?
«Di notte facciamo sesso di gruppo, di giorno siamo benpensanti. Ho appena finito di girare "Impotenti esistenziali" di Cirillo: stavolta faccio l'attore e interpreto un editore puritano che sogna la segretaria sotto la scrivania».
I giovani?
«Le ragazze di oggi mi piacciono, sanno quello che vogliono e come ottenerlo. Amo le donne che spezzano gli schemi, come era mia moglie (Carla "Tinta" Cipriani, scomparsa due anni fa, ndr): ci teneva a dire che era stata lei a prendere l'iniziativa con me».
Come è andata?
«Mi invitò al cinema a vedere Chaplin. Il film era così bello che mi scordai di baciarla. Ci tornammo una seconda volta, pomiciando tutto il tempo ».
Cosa le manca di lei?
«Era il fiammifero della mia lussuria. Bellissima, con un graffio nero sotto le palpebre».
Le occhiaie?
«Una donna con le occhiaie permette di fantasticare».
L'attrice più sexy?
«Stefania Sandrelli. Mentre sul set de "La chiave" le spiegavo come farsi baciare da Branciaroli, lei si sciolse tra le mie braccia: aveva una sensualità epidermica e incontrollabile».
Serena Grandi?
«Un piatto di polenta e osei: gratificante e carnale. I giornali l'hanno inchiodata, senza capire che per una bella donna invecchiare è feroce».
Francesca Dellera?
«Frivola e scottante, ma pigrissima. Ho fatto da Cupido tra lei e Silvio Berlusconi: lui si invaghì vedendo una sua foto sul set di "Capriccio"».
La conversione della Koll?
«Aveva sempre il sorriso a fior di labbra. Ma nel suo culo avevo intuito qualcosa di mistico. Il sedere è lo specchio dell'anima: sono un ass-man, ce l'ho scritto nel cognome. Nomen omen».
Il ministro Carfagna ha detto che non reciterebbe mai in suo film.
«Ma io alla Carfagna non proporrei nulla: a Venezia quelle come lei le chiamiamo "cassafatti": so tutto io, faccio tutto io... l'antisesso, come gli uomini onniscienti. Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento».
Chi vorrebbe sul set?
«Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto».
Vladimir Luxuria?
«Mi piacerebbe: ha un'intelligenza sensuale».
Moana Pozzi diceva che ciò che accadeva nella sua vagina non la riguardava.
«Infatti era la migliore. La presenza-assenza rende grande un attore. Bisogna essere un po' schizofrenici, scindersi da se stessi. Per questo non condanno la prostituzione».
Si spieghi meglio...
«Una professione come un'altra, come il calciatore che vende la sua gamba. Peggio chi vende il suo cervello».
Sesso e potere?
«Si intrecciano, ma sono agli antipodi: uno è la gioia del vivere, l'altro la tristezza. C'è un'espressione siciliana che spiega bene la divisione: "Cummanari è megghiu ca futtiri"».
Le donne milanesi?
«Mi piacciono. Hanno in bocca il sorriso della Gioconda, il ghigno di chi è sessualmente soddisfatto».
A Milano non si lavora troppo per pensare al sesso?
«Ma no, eppoi c'è sempre il sesso in ufficio, che ha i suoi perché».
IL FESTIVAL
| Lo show delle Nina's Drag Queens |
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| Tag: cinema, tinto brass, garfagna, luxuria, set, attori, attrici | OKNOtizie |
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25/12/2008
Vladimir Luxuria racconta a Ok Salute l'intervento per la ricostruzione del seno
Vladimir Luxuria racconta a Ok Salute l'intervento per la ricostruzione del seno«Mi sono decisa nel 2007: lo volevo come qualunque altra donna». «Dal torace piatto a una terza piena: tra dolori atroci sono rinata donna»
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| Vladimir Luxuria durante una pausa dei lavori parlamentari: è stata deputata del Prc dal 2006 al 2008 |
A 42 anni, con una poltrona in Parlamento nelle file di Rifondazione comunista, oramai alle spalle le frenetiche stagioni delle discoteche, avevo raggiunto la stabilità psicologica necessaria per affrontare l’intervento: mi sarei sottoposta a una mastoplastica additiva. Un passo decisivo sulla strada che stavo percorrendo da una vita intera: riappropriarmi del genere a cui da sempre so di appartenere. Io lo chiamo un processo androginoide: sono nata uomo, ma dentro sono donna. Erano almeno cinque anni che ci pensavo. A bloccarmi, la paura per l’operazione e la consapevolezza che non sarebbe stato facile né immediato convivere con una parte del corpo nuova, appiccicata addosso.
È stata la mia amica Silvia, anche lei transgender, a convincermi. Il chirurgo che l’aveva operata, Maurizio Eleuteri, aveva fatto un buon lavoro e lei sfoggiava un seno invidiabile. Ho preso fiducia. Ho cominciato la trafila di visite e accertamenti dallo stesso specialista, con lui abbiamo deciso l’aspetto e la misura di quello che sarebbe stato il mio nuovo décolleté. Ho scelto una terza abbondante, che si armonizasse con il mio metro e 80 di statura. Di esagerare non mi andava proprio. Quel seno lo volevo per piacere di più a me stessa, non per attirare gli sguardi degli uomini su una quinta gonfia e statica.
Il dottore mi ha informata di tutti gli effetti collaterali possibili: che il silicone si indurisse e creasse l’effetto palloncino o che il corpo rigettasse le protesi. Ma ero decisa. Abbiamo optato per un tipo di silicone di ultima generazione, cosiddetto ruvido: si adattava meglio alla forma del mio petto, che per natura non era completamente piatto come spesso quello dei maschi. Non ho dovuto sottopormi ad alcuna cura ormonale.
I giorni precedenti all’operazione mi turbinavano in testa timori, domande, dubbi: mi riconoscerò? Riuscirò a indossare vestiti scollati o mi vergognerò? La notte potrò dormire a pancia in giù? Per l’intervento ho approfittato delle vacanze pasquali, era l’aprile del 2007. Quando mi sono guardata allo specchio, anche con addosso una fasciatura stretta, ho saputo subito una cosa: quel seno era come se l’avessi sempre avuto. Ho passato due notti in clinica, con dolori atroci perché la pelle sotto cui erano state inserite le protesi tirava per adattarsi alle nuove mammelle. Due cannule per il drenaggio sporgevano dalla medicazione e aiutavano il mio corpo a eliminare le secrezioni e il sangue. Il petto era gonfio, come spingesse, ma io mi sentivo molto femmina: si sa, le donne hanno una soglia di sopportazione del dolore molto più alta rispetto agli uomini.
Tornata a casa, ho tenuto per un mese un reggiseno ortopedico. Ma ci è voluto un anno perché il seno risultasse davvero naturale. Poi è arrivata L’Isola dei famosi: in Honduras mi sono messa a nudo, in ogni senso. Sapevo della morbosità che avrebbero suscitato le mie tette nuove di zecca, non solo sui compagni di avventura ma anche sugli spettatori. Ho evitato il topless ma mi sono sentita perfettamente a mio agio con il bikini, anche perché un pareo legato allo slip nascondeva i genitali. Lì l’operazione non l’ho fatta. E non ci penso. A dirla con una battuta, ciascuno deve accettare i propri difetti. E poi, con i 17 chili persi durante il programma, mi sento in forma, più femminile e soddisfatta che mai.
16:19 Scritto in POLITICI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: luxuria, intervento, seni, rifatta, ricostruzione, paura, dolore | OKNOtizie |
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08/10/2008
Luxuria in tv: il Muro? Cadde nell'85
Luxuria in tv: il Muro? Cadde nell'85Le lacune dell'ex parlamentare all'Isola dei Famosi
MILANO — Il sempre comandante Fausto Bertinotti si rivolterebbe nel cachemire. Ma come, una vita passata a riconoscere l'importanza planetaria di quel 9 novembre 1989 e l'ex onorevole del Prc Vladimir Luxuria affonda proprio sul Muro di Berlino? Isola dei famosi, puntata di lunedì, per guadagnarsi il cibo gli affamati naufraghi affrontano le insidie del quiz.
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| Luxuria all'Isola dei famosi |
16:37 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: luxuria, politici, figuraccia, gaffe, sbagli | OKNOtizie |
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