03/04/2012
Rignano, per i 5 accusati di pedofilia il pm chiede condanna a 12 anni
Rignano, per i 5 accusati di pedofilia il pm chiede condanna a 12 anniPROCESSO. I presunti abusi sarebbero avvenuti nell'asilo Olga Rovere. Ventuno i bambini coinvolti. Sentenza a maggio
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14/03/2012
Maltrattamenti, sospese due maestre. Vessavano i bimbi tra tre e cinque anni
Maltrattamenti, sospese due maestre. Vessavano i bimbi tra tre e cinque anniMARTINA FRANCA. L'ordinanza eseguita contro le donne di 51 e 60 anni. Così compromettevano l'equilibrio psichico dei piccoli
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19/03/2011
«Botte al nido», maestre arrestate
«Botte al nido», maestre arrestatePavia - Ai domiciliari la direttrice della struttura privata di Casarile e una sua assistente. La prova dalle telecamere. Il pm: bimbi minacciati e tenuti in soggezione
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15/12/2010
L'asilo è multietnico, niente Natale. E i genitori protestano col Comune
L'asilo è multietnico, niente Natale. E i genitori protestano col ComuneLa decisione per "la presenza di un’alta percentuale di bambini appartenenti ad altre culture e religioni e di stranieri appena ammessi alla frequenza, che non parlano neppure italiano". Ma ora è polemica
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01/07/2010
Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"
Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"I genitori dei bambini vittime degli abusi: "Abbiamo deciso di agire giudiziariamente contro tutti coloro che riteniamo potessero sapere e non hanno fatto niente"
Nuove querele dei genitori dei bambini dell'asilo "Cip Ciop" di Pistoia.
A comunicarlo alcuni dei genitori dei piccoli dell' "asilo degli orrori", così com'è stato definito, in una conferenza stampa che si è tenuta a Firenze.
Scaduti i termini di custodia cautelare per le indagate, i genitori lanciano un appello: "non aiutatele a farle diventare delle martiri. Loro non sono le vittime ma le carnefici".
A parlare per conto di questo gruppo di genitori è stata Ilaria Maggi, mamma di un piccolo di tre anni che in quell'asilo ci andava da 25 mesi.
Bimbi, picchiati, costretti a stare legati per ore a mangiare alle 10 del mattino cibi caldissimi . Raccontano ancora di piccoli che non parlano e piangono se passano dalla strada dell'asilo. I genitori chiedono giustizia. "Se da un lato - si legge in una nota - è vero che abbiamo avuto svariate manifestazioni di solidarietà e comprensione al nostro dolore per questi eventi drammatici, dall'altro, con il passare del tempo abbiamo avuto anche riscontri a dir poco sconcertanti, discriminanti e poco civili".
"Questo ci induce a ribadire - prosegue il testo - che i nostri bambini, creature indifese dai 6 mesi di età, hanno dovuto subire non potendosi esprimere e difendere, chi per mesi, chi per anni, le crudeltà gratuite e le torture fisiche e psicologiche, di una realtà posticcia e meschina. In quell'asilo gli insegnavano che le umiliazioni, le punizioni, le ore legati al buio che quotidianamente gli venivano riservate erano cose che meritavano.
I caratteri dei nostri bambini sono stati traviati in modo indelebile da tutte le persone presenti sotto quelle telecamere che hanno picchiato o lasciato picchiare. Adesso la nostra priorità è trovare il modo, con il nostro amore e l'aiuto di professionisti a cui molti di noi si sono rivolti, di lenire e attenuare quanto e se possibile i brutti ricordi dei nostri piccoli".
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25/05/2010
Scarcerate le maestre di Pistoia
Scarcerate le maestre di PistoiaIl giudice ha concesso gli arresti domiciliari ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre arrestate il 2 dicembre per i maltrattamenti ai bambini dell’asilo Cip e Ciop.
PISTOIA - Il giudice per l’udienza preliminare Roberto Fucigna ha concesso gli arresti domiciliari ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre arrestate lo scorso 2 dicembre per i maltrattamenti ai bambini dell’asilo Cip e Ciop di Pistoia. Le due donne sono uscite dal carcere femminile di Pontedecimo (Genova) alle 14. Davanti al gup Fucigna è cominciato giovedì scorso il processo con rito abbreviato alle due maestre, che hanno proposto un risarcimento di 23 mila euro ai genitori dei bimbi maltrattati, che si sono costituiti parti civili.
LE REAZIONI - «Sono sconcertata». È questo il primo commento di una delle madri dei bambini picchiati all’asilo Cip-Ciop di Pistoia alla notizia della concessione degli arresti domiciliari a Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce. «Mi sono consultata con altre due mamme - ha detto la donna - Non capiamo quali siano le motivazioni alla base della decisione e aspettiamo siano rese note per prendere una qualsiasi iniziativa. Fino ad allora non possiamo che ribadire il nostro sconcerto». «L’istanza di concessione degli arresti domiciliari era stata presentata la settimana scorsa, nel corso dell’udienza. La stessa era già stata avanzata tre mesi fa e la Procura dette parere favorevole, ma allora il gip Roberto Fenizia ravvisò il pericolo di reiterazione del reato. Adesso, questo rischio è venuto meno». L’avvocato di Anna Maria Scuderi, una delle maestre accusate di violenza sui bambini dell’asilo Cip e Ciop Alessandro Mencarelli spiega così la decisione del giudice e ribadisce la volontà espresse da entrambe le donne di risarcire le famiglie delle piccole vittime, ha confermato anche la loro volontà di «dare un contributo per curare la ferita aperta alla comunità».
IL PROCESSO - Il processo è iniziato giovedì scorso a Genova. «È stato come un film dell’orrore ma non era fantascienza: c’erano i nostri bambini»: sintetizza così lo stato d’animo suo e degli altri genitori, nei corridoi del palazzo di giustizia di Genova, il papà di un bimbo di tre anni alla prima udienza del processo con rito abbreviato alle due maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce. La prima udienza si è conclusa con l’ammissione alla costituzione di parte civile dei genitori di 24 bambini sui 46 che frequentavano l’asilo. Il pm Silvio Franz e le altre parti si sono riservati di presentare il loro parere sull’ammissibilità della costituzione di parte civile del Comune di Pistoia e di una associazione onlus in difesa dei minori.
PROPOSTA DI RISARCIMENTO - I difensori delle due maestre hanno proposto un risarcimento parziale di complessivi 23 mila euro (15.000 euro la Scuderi e 8.000 la Pesce) sul quale non è stato ancora presentata alcuna accettazione da parte degli interessati. Il gip Roberto Fucigna si è riservato di decidere sull’acquisibilità di alcune consulenze di parte volte a determinare l’entità delle lesioni subite da alcuni bimbi allegate a memorie depositate dai difensori di parte civile e sulla documentazione medica allegata agli atti di costituzione. Il processo è stato poi rinviato al 15 giugno. Le due maestre, che non erano presenti in aula, furono arrestate nel dicembre scorso e sono tuttora detenute nel carcere di Sollicciano. Gli atti delle indagini condotte dalla polizia giudiziaria e dalla squadra mobile di Pistoia furono trasmessi a Genova perchè il papà di una bimba di due anni e mezzo, che era ospite nell’asilo, è un magistrato di Pistoia e quindi non poteva occuparsene la procura toscana. «La bimba che si vede in alcuni dei filmati - riferisce l’avv. Giorgio Zunino, legale del magistrato toscano - ha manifestato comportamenti anomali successivamente alla frequentazione dell’asilo compatibili con i maltrattamenti subiti e percepiti».
LE TESTIMONIANZE - Ma sono diverse le voci raccolte a margine del processo sia dei genitori sia dei loro legali. Come il papà di un bimbo di quattro anni che ha detto: «Mio figlio ha ancora paura del buio e, in un video, si vede mentre è in un angolo e assiste ai maltrattamenti di altri bambini». L’avv. Alberto Russo di Pistoia racconta che la figlia dei suoi clienti, che ha due anni e mezzo, è stata picchiata con spinte e calci alla schiena. «Nel video - ha detto - si vedono quattro episodi di questo tipo. È stata anche mandata come punizione nella stanza dove dormivano». «Si tratta di intromissioni - ha spiegato il legale - nello sviluppo mentale di un bimbo. Sono malattie che hanno il loro apice nel tempo ponendo nell’angoscia i genitori». Alcuni genitori sono contrari alla costituzione di parte civile del Comune di Pistoia perchè, hanno detto, erano state fatte delle segnalazioni ma non sono mai stati fatti dei controlli. L’avv. Giovanna Andreini del foro di Pistoia assiste i genitori di un bimbo di tre anni che, ha riferito, è stato vessato in diverse occasioni. «Vogliamo riportare il sorriso sul volto di questi cuccioli - ha detto - devono capire che non sono soli e che li abbiamo difesi».
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06/05/2010
Brescia, asilo degli orrori: assolte maestre
Brescia, asilo degli orrori: assolte maestreLa Cassazione rigetta i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili. Otto persone indagate per pedofilia: un sacerdote, sei maestre, un bidello. Maestre recluse per un anno
MILANO - La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili contro le assoluzioni di otto imputati che erano stati indagati per presunti abusi sessuali nei confronti di bambini della scuola materna comunale di Brescia Sorelli. La vicenda aveva destato notevole clamore: due maestre avevano subito un anno di carcerazione. Sono quindi stati assolti definitivamente un sacerdote, sei maestre e un bidello.
IL PROCESSO - I fatti risalgono al novembre 2003: secondo l'accusa, che aveva chiesto condanne per 125 anni, nell'asilo comunale di Brescia 23 bambini erano stati oggetto di abusi dentro e fuori la scuola al fine di produrre foto e video di natura pedopornografica. Dodici gli indagati, tra cui tre preti. Due maestre finiscono in carcere. Per 2 preti e 2 bidelli le accuse furono archiviate. Gli altri 8 andarono a processo. La difesa ha sempre sostenuto che si trattasse di una «colossale montatura», figlia della «psicosi collettiva». Nel 2007, a quattro anni di distanza dallo scandalo, l'assoluzione «perché il fatto non sussiste. Imputati tutti assolti». Oggi, la pronuncia della Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda.
LA VICENDA ALL'EPOCA DEI FATTI - Portati fuori dall' asilo per raggiungere un luogo sconosciuto, venire molestati, fotografati, premiati con caramelle e poi riportati a scuola per essere riconsegnati agli ignari genitori. E' lo sconcertante scenario che emerge da un' inchiesta per pedofilia aperta dalla Procura di Brescia. E' capitato in città: non una, ma più volte. In almeno due asili diversi. E mentre da un anno e mezzo si indaga sulla rete di connivenze per i «rapimenti» subiti da dodici bambini di una scuola materna comunale della periferia della città, prende corpo una seconda raffica di denunce, stavolta da una scuola del centro. Sempre per pedofilia. Sempre con bambine prelevate dall' asilo per un paio d' ore. E i sospetti, che un anno fa avevano portato in carcere un bidello, stavolta si focalizzano su due insegnanti (messe in ferie una settimana fa in attesa di sviluppi) e che, all' epoca del primo episodio, vennero solo sfiorate dallo scandalo e chiesero (e ottennero) il trasferimento in altra sede. Vecchie e nuove denunce sono così confluite in un' unica inchiesta (titolare il magistrato Alessandra Chiavegatti) che conta per il momento una decina di indagati e un solo arrestato: B.M., 53 anni, bidello della prima scuola finita al centro dell' indagine: la polizia ha individuato anche l' appartamento dove l' uomo portava le bambine (nel caso più recente, invece, la località resta sconosciuta). «Stiamo lavorando con rigore - dice il capo dei pm Giancarlo Tarquini -: ci prefiggiamo tempi rapidi, ma dobbiamo evitare che restino ombre su una vicenda da chiarire per intero». Nunzia Vallini
Redazione online
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08/12/2009
La maestra chiede scusa ai bimbi «Perdonatemi, ma sono malata»
La maestra chiede scusa ai bimbi «Perdonatemi, ma sono malata»
Pistoia. Anna Laura Scuderi, in carcere per maltrattamento sui fanciulli, ha chiesto perdono alle piccole vittime, ai genitori e alla collettività tutta
«Perdonatemi, ma sto male, ho bisogno di essere curata». Lei, Anna Laura Scuderi, la titolare dell’asilo Cip-Ciop di Pistoia, in carcere per maltrattamento sui bambini, non parla direttamente ma affida la sua richiesta di perdono e il messaggio di scuse ai suoi legali Stefano Panconesi e Alessandro Mencarelli. Chiede scusa, Anna Laura, «invoca il perdono non solo delle piccole vittime e dei loro genitori, ma anche della collettività pistoiese e nazionale». E chiede di essere aiutata «a sconfiggere la sua malattia che ha tenuto nascosta a tutti, ai suoi familiari prima e alle famiglie dei bambini che le venivano affidati poi». Per questo i legali nomineranno a giorni un consulente tecnico, uno psichiatra, perchè possa capire cosa è successo e far capire anche ad Anna Laura qual è il suo problema. In modo che «una volta raggiunta la lucidità possa finalmente spiegare a tutti cosa è successo».
«ADESSO ABBIAMO BISOGNO DI SILENZIO» - L’avvocato Panconesi, che aveva visto Laura a settembre («era stressata, voleva vendere uno dei suoi asili») chiede tranquillità e riserbo. «È stato giusto - dice - far emergere questa storia, ma abbiamo adesso bisogno di silenzio». Il silenzio che in carcere non c’è e del quale Anna Laura ha bisogno. Le detenute sanno, vedono in tv le mamme che accusano e piangono, rivedono quelle immagini dove Anna Laura prende per i capelli una bambina piccola, e urlano, sputano, inveiscono. Nascosta assieme ad Elena Pesce dietro il blindato della cella n.1 della sezione giudiziaria di Sollicciano, Anna Laura sente tutto. «Abbiamo fiducia nella capacità di tutela delle istituzioni - ha detto l’avvocato Mencarelli - confidiamo che nulla possa succedere». Certo, non è facile per i due legali affrontare la difesa per reati di questo genere. «Ci chiediamo - dice Mencarelli - come può un avvocato sostenere la difesa di cose così emozionalmente forti. Ma siamo convinti, così come dice il diritto, che solo con la voce dell’incolpato il giudice può emettere un giudizio equilibrato». Certo - aggiungono - «resta la nostra sofferenza, ma siamo consapevoli che solo con la voce di chi ha compiuto il delitto ci possa essere una sentenza giusta, una condanna giusta che Laura espierà, una pena che Laura vuole scontare».
PIANGE E CERCA UN PERCHE' - La maestra - riferiscono sempre i suoi legali - pensa ai bambini che ha picchiato. Da giorni non mangia, piange e cerca un perchè: la malattia dello zio molto amato, malato oncologico, che lei ha seguito fino all’ultimo giorno, lo stress della cura di due asili. Ma capisce, tra la nebbia della sua personale disperazione, di aver compiuto atti orribili. Atti che il codice penale prevede e punisce con una pena che va da 1 a 5 anni di reclusione e che con le aggravanti contestate (non la continuazione, ma la minore età della vittima e i futili motivi) forse si arriverà a sei. «Ma il suo calvario - dicono gli avvocati - lei lo vuole percorrere fino in fondo. Questo forse non restituirà la serenità alle famiglie, alla città di Pistoia che lei sente di aver tradito, come i genitori che le affidavano i bambini».
LE INDAGINI - Intanto l'inchiesta continua. Il lavoro della squadra mobile guidata dal vicequestore aggiunto Antonio Fusco ripartirà nei prossimi giorni dai registri delle due scuole gestite da Anna Laura Scuderi. Gli investigatori hanno acquisito tutta la documentazione che servirà a ricostruire gli ultimi anni di attività della scuola «Cip Ciop» di Pistoia e del «Bosco magico» di Quarrata. In questi giorni sono state moltissime le telefonate arrivate in questura da parte di genitori che hanno mandato i figli nelle due scuole.
NUOVE SEGNALAZIONI DI CASI - «Ne ho parlato con altri genitori ma loro non mi hanno mai creduto. Mi sono trovata da sola. Quindi ho tolto la bambina dall’asilo e non ne ho più voluto sapere nulla». A parlare è Nadia, madre di una bimba che oggi ha 9 anni, che nel 2001 era all’asilo Cip-Ciop di Pistoia. «Mi ero accorta dei lividi sulla mia piccola - ha raccontato Nadia - ma quando andai a chiedere spiegazioni Laura mi rispose che erano dovuti ai giochi dei bimbi e che se facevo denuncia avrebbero creduto a lei e non a me. Ma soprattutto mi ha detto che avrebbe fatto del male a me e alla bambina. L’ho presa e me la sono portata via. Raccontai questo ad altri genitori, ma non mi credettero». Sul caso delle frasi dette, ma non nelle sedi opportune, interviene l’assessore comunale all’ istruzione Rosanna Moroni. «Perchè nessuno ha denunciato prima? Perchè chi ora dice che sapeva non ha parlato con chi doveva?». «Siamo sconvolti dalle immagini e rattristati dal pensiero dei bambini coinvolti, solidali e partecipi del dramma delle famiglie ma sconcertati dal’assenza di segnalazioni pregresse». Nonostante alcune mamme dicano di aver già denunciato che nell’asilo succedevano cose strane, nessuna segnalazione concreta è pervenuta al Comune «e nemmeno in questura o dai carabinieri - dicono gli inquirenti -. L’ unica segnalazione, non una denuncia o un esposto, ma solo una segnalazione circostanziata all’ufficio minori della questura è stata fatta da un poliziotto della stradale nell’agosto scorso, quando stava valutando se iscrivere o meno il figlio in quell’asilo». Proprio la denuncia da cui è partita tutta l'inchiesta.
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04/12/2009
Bimbi maltrattati in asilo, lo sgomento dei genitori
Bimbi maltrattati in asilo, lo sgomento dei genitori
Choc per le mamme ed i papà che hanno visto i filmati dei loro bambini malmenati. Oggi la convalida dei fermi per le due maestre.
Una bambina di un anno sollevata con la forza per i capelli e ingozzata di cibo, un bimbo di 10 mesi sollevato da terra e picchiato sulla testa perchè non mangiava. Sono queste le sconvolgente immagini mostrate in Questura ai genitori dei bambini picchiati nell'asilo "Cip e Ciop'" di Pistoia. Le violenze sono state riprese grazie all'installazione di alcune telecamare nascoste da parte della Polizia. Previsto per oggi l'interrogatorio di garanzia delle due donne arrestate per gli abusi: la titolare dell'asilo privato e una sua collaboratrice.
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02/12/2009
Pistoia, due maestre in manette «Maltrattavano i bimbi in asilo»
Pistoia, due maestre in manette «Maltrattavano i bimbi in asilo»
Le donne lavorano in un asilo nido privato. Una di loro ha lasciato un bimbo di 8 mesi nel suo vomito: ripresa dalle telecamere, arrestata in flagranza di reato

PISTOIA - Bambini picchiati, chiusi nel bagno al buio per ore, fuori dalle aule al freddo, costretti a stare immobili e in silenzio e addirittura a mangiare il cibo vomitato. E' quello che, secondo la procura di Pistoia, accadeva da tempo all'asilo nido privato «Cip e Ciop» gestito dalla società «Il Giardino dell’Infanzia» a Pistoia. Con l'accusa di maltrattamenti, la titolare dell'asilo, Anna Scuderi, 41 anni, e una giovane maestra, Elena Pesce, 28 anni, sono state arrestate questa mattina dagli agenti della squadra mobile per presunti maltrattamenti sui bambini dell'asilo. A far scattare gli arresti, l'ultimo episodio verificatosi stamani: un bambino di otto mesi ha vomitato, e le maestre lo hanno preso a pacche sulla nuca, facendolo cadere sul suo stesso vomito.
FILMATE DALLE TELECAMERE - Gli arresti delle due donne sono stati eseguiti dopo «una complessa attività di indagine», iniziata nell’agosto scorso dopo le segnalazioni e le denunce presentate dai genitori di alcuni bambini che in passato avevano frequentato l’asilo nido. I riscontri sono stati possibili anche grazie all’utilizzo di telecamere di videosorveglianza installate dalla squadra mobile nei locali dell’asilo da almeno una settimana. «Per la violenza delle immagini - ha detto il procuratore capo di Pistoia, Renzo Dell'Anno - non vogliamo divulgarle per rispetto dei genitori e dei piccoli».
ARRESTO IN FLAGRANZA DI REATO - Un bambino di otto mesi che vomita, gli schiaffi sulla sua nuca da parte di una educatrice, il piccolo che cade sul vomito e la donna che lo solleva da terra prendendolo per un braccio con violenza. È stato questo l’episodio, avvenuto in mattinata, che ha portato la polizia a compiere l’arresto in flagranza delle due donne. «Davanti a questa immagine ripresa dalle telecamere che avevamo installato nella scuola - ha detto il procuratore Renzo Dell’Anno - non potevamo attendere oltre. Dovevamo tutelare i bambini e non potevamo permettere altri maltrattamenti». Tra i maltrattamenti che i filmati della questura hanno registrato ci sono anche scappellotti ai bambini e pressione sulla bocca al momento dei pasti per costringere i piccoli a mangiare. Il procuratore ha immediatamente avvertito il sindaco di Pistoia, Renzo Berti, della situazione, che ha provveduto con l’invio di personale specializzato, a gestire la scuola.
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LE ACCUSE - Secondo le accuse le due donne maltrattavano i bambini, sotto i quattro anni, a loro affidati, in particolare - spiega la mobile - «costringevano i bambini a mangiare stringendo loro la mandibola per fargli aprire la bocca ed a volte, quando avevano fretta, porgevano loro la minestra ancora calda, in particolare in un occasione avevano preteso che un bambino rimangiasse quello che aveva vomitato»; e ancora «lasciavano i piccoli soli nella stanza dove dormivano, senza vigilanza, e per non sentire il loro pianto alzavano il volume della radio». Oppure «punivano i bambini chiudendoli nel bagno da soli e lasciandoli al buio per lungo tempo». Le due operatrici di abitudine - proseguono gli investigatori - strattonavano violentemente i bambini, tirandoli per un braccio, per farsi ubbidire, tanto che in un caso hanno provocato la lussatura alla spalla di un bambino. Picchiavano i bambini in modo violento - sottolineano gli agenti - quasi sempre in faccia o in testa, e quando li spostavano li tiravano per un braccio e, in alcuni casi, li alzavano e poi li sbattevano a sedere a terra. E ancora costringevano i bambini a stare fermi e in silenzio per lungo tempo, non prevedendo per loro nessun tipo di gioco. L’aggressività delle maestre - spiegano gli investigatori - ha provocato nei bambini rifiuto per il cibo, regressione nella parola, atteggiamenti aggressivi ed insonnia.
L'INCHIESTA COMINCIA AD AGOSTO - I primi segnali che all’asilo nido qualcosa non funzionasse sono arrivati alla questura nell’agosto scorso. Da quel momento i poliziotti hanno cominciato a raccogliere lamentele e qualche denuncia. Alcuni bambini tornavano a casa con contusioni, altri con distorsioni, episodi che per un periodo sono stati ritenuti dai genitori stessi come possibili eventi causati dal gioco degli stessi bimbi. Successivamente il parlare tra genitori, l’aumento delle denunce e la scelta di alcune famiglie di togliere i piccoli dalla scuola hanno fatto fare il salto di qualità alle indagini e una decina di giorni fa la decisione di installare le telecamere, che poi hanno portato a scoprire la verità su quanto accadeva all’interno della struttura.
LO STUPORE DI ALCUNI GENITORI - Stupore, sorpresa, solidarietà alle maestre. Davanti all’asilo nido «Cip e Ciop» di Pistoia tra i genitori regna l’incredulità e c’è anche chi, come la signora Greta Mazzei, madre di un bimbo di due anni, che manifesta solidarietà alle maestre. «Prima di iscrivere mio figlio all’asilo nido avevo raccolte tutte le informazioni sulla scuola. La maestra era descritta come una persona rigida, ma tutti mi avevano detto che i suoi metodi educativi erano validi».
IL SINDACO - L'asilo nido dove questa mattina sono state arrestate la direttrice e un'educatrice è stato autorizzato nel 2005. È quanto si legge in una nota del sindaco di Pistoia Renzo Berti che ricorda come, tuttavia, «in tutti questi anni non è mai pervenuta alcuna segnalazione su aspetti critici nella conduzione del servizio. Solo a fine ottobre dell'anno in corso è stata trasmessa dalla Regione Toscana la segnalazione di un genitore preoccupato di voci raccolte su comportamenti scorretti adottati nei confronti dei bambini frequentanti».
Alessandra Bravi
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