30/09/2008
Il purgatorio di un giovane albanese: compiuti i 18 anni rischia il rimpatrio
Il purgatorio di un giovane albanese: compiuti i 18 anni rischia il rimpatrioLa sua storia raccontata in un film e in uno spettacolo teatrale. Edison Duraj è da nove anni in Italia. Tra due mesi diventerà maggiorenne e quindi clandestino
MILANO - Alla soglia dei diciotto anni, i ragazzi sognano la patente e non vedono l'ora di firmare le giustificazioni a scuola. Alla soglia dei diciotto anni, Edison Duraj sogna invece di rimanere in Italia. Il 19 novembre diventerà maggiorenne: un compleanno che rappresenta l'inizio della sua clandestinità e il rimpatrio obbligatorio in Albania. Edison è in Italia da nove anni, da quando con un gommone sbarcò, senza la sua famiglia, sulle coste della Puglia. Da allora ha vissuto in diversi istituti, interpretato uno spettacolo teatrale, realizzato un film documentario e quasi terminato la scuola superiore. Ma tra poche settimane, secondo la cosiddetta legge Bossi-Fini, questo sogno potrebbe svanire.
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| Edison Duraj |
UN PADRE CLANDESTINO – Il padre di Edison vive in Italia da clandestino. «L'ho incontrato anni fa e mi dispiace non poterlo più vedere, altrimenti lo prendono» dice Edison. La mamma abita invece in Albania, a Fier, con un figlio che Edison ha conosciuto solo qualche mese fa. «Avevo pochi ricordi del mio paese ed è stato strano incontrare mio fratello. Vorrei che la mia famiglia venisse in Italia per avere un futuro migliore. Mio fratello potrebbe andare a scuola, scegliere l’indirizzo che più gli piace».
LO SPETTACOLO TEATRALE - «Mi chiamo Edison come l’inventore della lampadina»: così quattro anni fa, il ragazzo si presenta al regista teatrale Alessandro Santoro. «Con l’associazione Oistros, organizziamo laboratori teatrali per progetti d’integrazione – racconta Santoro -. Ci aveva chiamato la psicologa di Edison, perché stava attraversando una fase delicata della sua vita; litigava spesso con i compagni, non parlava mai». Come in un diario di bordo, Edison ha iniziato a raccontare il suo viaggio verso l’Italia, «ma non c’era nulla di drammatico e tragico. Lui pensava che tutti viaggiassero in gommone» spiega Alessandro. Così è nato lo spettacolo «Kapuce», che significa scarpe. Un oggetto simbolico, perché sua madre fece molti sacrifici per comprargliene un nuovo paio per venire in Italia. «Appena sbarcato in Italia la polizia però gli tolse subito le scarpe. Ed Edison si chiede appunto dove siano finite» continua il regista. «Vorrei continuare a portare in giro il mio spettacolo, che non racconta solo la mia storia ma anche quella di molti albanesi che non ce l’hanno fatta» aggiunge il ragazzo.
IL FILM – La storia di Edison è stata raccontata anche nel film documentario «Sognavo le nuvole colorate» diretto da Mario Balsamo, che ha ripercorso – telecamera in spalla – il viaggio dall’Italia all’Albania di Edison e di Alessandro Santoro. Presentato al Festival di Locarno e in anteprima nazionale il 26 settembre al Salina Docfest, il film girerà diversi festival, ma la speranza di Balsamo è di raggiungere un accordo con la Rai per dare maggiore visibilità alla storia di Edison. «È un ragazzo che sconfigge gli stereotipi dell’emigrante e del bambino traumatizzato – spiega il regista -. Sicuramente ha vissuto una vita molto difficile, ma è riuscito a reagire».
12:06 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: clandestini, rimpatrio, giovani, albanese, maggiorenne | OKNOtizie |
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