20/02/2010

Mauritania, individuati i rapiti italiani

Mauritania, individuati i rapiti italiani

 

Il quotidiano “El Mundo” riferisce che le autorità del Mali avrebbero individuato il covo dove sono nascosti i nostri due connazionali sequestrati da militanti di Al-Qaeda in Mauritania. Nessun blitz militare per “preservare l'incolumità degli ostaggi"

 

Oggi scade anche il secondo ultimatum fissato da al Qaeda nel Maghreb Islamico per l'ostaggio francese, Pierre Camatte, nelle mani dei terroristi dallo scorso 26 novembre. Ma Camatte avrebbe ottenuto un nuovo ultimatum: fonti ufficiali francesi hanno infatti riferito a El Mundo che -durante i tre viaggi compiuti febbraio dal ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in Mali- il presidente Amadou Toumani è riuscito a ottenere che i terroristi prorogassero l'esecuzione di Camatte fino al prossimo martedì, 23 febbraio. Ovviamente, scrive il quotidiano spagnolo, la sorte della coppia italiana e quella dei tre cooperanti spagnoli non è legata al destino di Camatte, ma i negoziatori ritengono che sarebbe "molto positivo che Camatte non fosse giustiziato".

Venerdì il Mali ha rilasciato quattro militanti di al Qaeda di cui i terroristi avevano chiesto la liberazione e le autorità del Mali si erano dette fiduciose del rilascio di "tutti gli ostaggi".

 

 


22/12/2009

Mauritania, preso capo dei sequestratori

Mauritania, preso capo dei sequestratori

 

 

È il presunto leader della banda che il 18 dicembre ha rapito una coppia di italiani al confine con il Mali. Frattini: «Sarò nel paese l'11 gennaio per lavorare da vicino su questa vicenda»

 

MILANO - È stato arrestato in Mauritania il presunto capo della banda che il 18 dicembre ha sequestrato una coppia di italiani, Sergio Cicala e la moglie Philomen Kabouree, mentre erano in viaggio su un pullman nel deserto vicino al confine con il Mali. Si tratta di Abderrahmane Ben Meddou, originario di una tribù nordica del Mali. Ha confessato di far parte del gruppo di Al Qaeda nel Maghreb islamico: nel rapimento della coppia di italiani ha ammesso di aver svolto un ruolo di «sorveglianza e localizzazione che doveva essere compensato con una somma equivalente a circa 22mila dollari, da raccogliere al termine dell'operazione», scrive l'agenzia di stampa cinese Xinhua.

FRATTINI - Poche ore prima il ministro degli Esteri Frattini ha annunciato che sarà in Mauritania l'11 e il 12 gennaio, «per un viaggio già previsto ma utile per lavorare da vicino su questa vicenda». Quindi è tornato a invitare al silenzio stampa, perché «le supposizioni contribuiscono solo a inasprire la situazione». Il ministro ha spiegato che ci sono una serie di «iniziative in corso in raccordo con la Spagna che è impegnata da un mese e mezzo nella ricerca di tre cooperanti spagnoli rapiti».


25/09/2008

Nel Mali le «donne del karité», storia di una battaglia (vincente) al femminile

Nel Mali le «donne del karité», storia di una battaglia (vincente) al femminile

Progetto di cesvi e just italia. Corsi di formazione e attrezzature per rendere più dignitoso il lavoro nella comunità del distretto di Kati

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Burro di karité. Si chiama così la speranza di un gruppo di donne del Mali, e precisamente del distretto di Kati, nel Koulikoro. Il loro lavoro si scontra ogni giorno con l'arretratezza dei mezzi e delle tecnologie che non permette di valorizzare quella che è diventata una risorsa fondamentale per il Paese: il burro di karité appunto, un ingrediente di uso comune in cosmetologia, noto per le sue proprietà emollienti, protettive, idratanti e antiossidanti. Sono loro, le donne di Kati (soprannominate «donne di karitè») le destinatarie di un progetto di Cesvi, organizzazione umanitaria di Bergamo, e Just Italia, azienda veronese di cosmetici e prodotti naturali. Obiettivo: sostenere il lavoro e i diritti delle donne maliane attraverso percorsi di formazione, costruzione di opere, acquisto di attrezzature e materiali per un valore di 40mila euro.

«UN PICCOLO MIRACOLO» - Ad oggi nel Mali le donne raccolgono le noci a mano, ad una ad una; l’estrazione della farina e del burro avviene con sistemi rudimentali e faticosi. Il progetto punta a dar loro una formazione professionale, costruendo anche un magazzino centrale e 15 piattaforme di essiccazione, fornendo attrezzature per la lavorazione e conservazione del burro di karité: dai barili ai teli di plastica fino alla pesa e ai contenitori necessari per lo stoccaggio. Quella del karité è una storia di donne che fanno squadra, che lavorano con altre donne lottando per una migliore qualità della vita. «Il progetto è partito anche grazie alla determinazione delle donne che producono il karité - spiega Agata Romeo, responsabile Cesvi del progetto -. Le donne stesse mi hanno spiegato quale fosse la sfida: si tratta di migliorare la qualità del burro e di venderlo affinché anche le donne possano contribuire al sostentamento economico di tutta la famiglia. Donne che hanno un reddito: una specie di rivoluzione se si pensa al ruolo cui esse sono confinate nella cultura Bambara (l’etnia di maggioranza in questa parte del Mali). È una rivoluzione anche per gli uomini che consentono questa attività e che ultimamente la appoggiano esplicitamente. Quello che si sta producendo in questi villaggi è un piccolo miracolo».

20:51 Scritto in SOCIETA' | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: mali, donne, parità, karitè, femminismo | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook