10/04/2011

Immigrati, lettore maltese scrive al Giornale.it: "Avete ragione su Sarkozy, ma qui è pure peggio"

Immigrati, lettore maltese scrive al Giornale.it: "Avete ragione su Sarkozy, ma qui è pure peggio"

Provocato dal post Le amnesie di Sarkozy (leggi l'articolo), un lettore ci scrive da Malta: "Purtroppo la stampa italiana spara delle grossolane scorrettezze. Questo danneggia sopratutto l'opinione pubblica che si fa una cattiva idea della situazione". E tratteggia le condizioni dell'isola

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14/09/2009

L'Onu contro i respingimenti: «Violano il diritto internazionale»

L'Onu contro i respingimenti: «Violano il diritto internazionale»

 

Citato il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra Libia, Malta e Italia. L'Alto Commissario Pillay: «In molti casi le autorità respingono i migranti come stessero respingendo rifiuti»

 

 

Migranti a bordo di un gommone al largo di Lampedusa (Ansa)
Migranti a bordo di un gommone al largo di Lampedusa (Ansa)

GINEVRA - «In molti casi, le autorità respingono i migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi»: è netta la presa di posizione dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay sui respingimenti. Nel testo del suo discorso inaugurale alla 12esima sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani, che sarà pronunciato martedì e anticipato a Ginevra, Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto e menzione in generale la situazione nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden, nei Caraibi, nell'Oceano indiano ed in altri tratti di mare. Quindi l'Alto Commissario denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale».

«BASTA CRIMINALIZZARE I CLANDESTINI» - «La pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare. Oggi - aggiunge - partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d'aiuto, in violazione del diritto internazionale».


26/08/2009

Malta: «Ecco la foto degli eritrei, erano in buone condizioni di salute»

Malta: «Ecco la foto degli eritrei, erano in buone condizioni di salute»

 

IMMIGRAZIONE. Diffusa un'immagine aerea del gommone. Ma uno dei migranti conferma la morte di 73 persone

 

La foto diffusa dalle autorità maltesi (Reuters)
La foto diffusa dalle autorità maltesi (Reuters)

MILANO - Le forze armate maltesi hanno diffuso una foto aerea che ritrae il gommone dei cinque eritrei arrivati nei giorni scorsi in Italia. La foto, che risale al 19 agosto, mostra l'imbarcazione con le cinque persone a bordo mentre si trovava in acque libiche, affiancata da una motovedetta militare maltese, identificata con il numero P61. «Questa immagine mostra chiaramente l'eccellente stato di pulizia in cui si trovava il gommone intercettato e anche il buon stato di salute dei suoi occupanti che si vedono seduti dentro», afferma una nota che accompagna l'immagine, inviata dal maggiore Ivan M. Consiglio del servizio relazioni pubbliche delle forze armate di Malta.

ERITREO CONFERMA - Intanto il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Santo Fornasier, ha completato l'interrogatorio di tre dei cinque eritrei sopravvissuti alla traversata del Canale di Sicilia che secondo il loro racconto è costata la vita ad almeno 73 connazionali. Due migranti erano stati sentiti martedì, ora è stato ascoltato il terzo. Secondo quanto si è appreso i tre hanno confermato la versione già raccolta dalle forze dell'ordine che li avevano soccorsi giovedì al largo di Lampedusa, e hanno ribadito le accuse verso le autorità maltesi che non li avrebbero soccorsi ma solo riforniti di acqua e salvagente invitandoli a proseguire verso le acque italiane. Il procuratore della Repubblica Renato Di Natale ha confermato che si sta valutando l'ipotesi di una rogatoria internazionale a Malta per accertare esattamente che cosa è accaduto anche con l'ausilio delle autorità maltesi. È stato intanto dimesso dall'ospedale «Cervello» di Palermo l'eritreo ricoverato per disidratazione assieme all'unica donna del gruppo, che resta invece in cura sia perché appare tuttora disidradata sia per alcune piaghe alla schiena. Le sue condizioni non sono comunque gravi. L'uomo dimesso è stato trasferito in una struttura di accoglienza.


19/04/2009

La nave rifiutata ferma in mezzo al mare Maroni: «Malta scorretta, intervenga Ue»

La nave rifiutata ferma in mezzo al mare Maroni: «Malta scorretta, intervenga Ue»

 

NEI GIORNI SCORSI HA CARICATO 140 CLANDESTINI IN DIFFICOLTÀ. A bordo 35 donne, due incinte, il corpo di un'immigrata e 13 uomini dell'equipaggio. Portati mille litri d'acqua

 

Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa)
Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa)

PALERMO - È ancora fermo a sud di Lampedusa il mercantile turco Pinar, oggetto di una contesa diplomatica tra Italia e Malta dopo che giovedì ha salvato 140 migranti in balìa del mare su due barconi nel Canale di Sicilia. Asik Tuygun, il comandante, vuole sapere quale sarà la sorte dei 13 membri dell'equipaggio e degli extracomunitari salvati (tra i quali 35 donne, due incinte), dato che entrambi i Paesi gli negano l'autorizzazione all'approdo. I viveri sono sempre più scarsi e le condizioni igieniche precarie rendono allarmante la situazione a bordo, come aveva denunciato sabato l'armatore. Su una scialuppa trainata dal cargo c'è il cadavere di un'immigrata: incinta, era già morta quando è stata portata sulla nave.

MEDICO A BORDO - Domenica mattina una motovedetta della Guardia costiera partita da Lampedusa ha raggiunto il Pinar e ha fatto salire a bordo un medico, un infermiere e militari della Capitaneria per controllare la situazione sanitaria e le condizioni di vivibilità dei migranti. Le condizioni meteo sono critiche e il mare è forza 4. Sul cargo sono stati portati mille litri di acqua. Nel pomeriggio un elicottero tenterà di consegnare anche dei pasti caldi. Secondo la Guardia costiera la situazione «non è preoccupante: gli immigrati stanno bene, certo un po' provati. Tutto è sotto controllo e anche sabato i medici hanno detto che non c'è nessuno in condizioni tali da dover essere portato sulla terraferma. In ogni caso continueremo le verifiche».

MARONI: «MALTA SCORRETTA» - Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Maroni: «Non lasceremo che la situazione umanitaria, che ora è assolutamente sotto controllo, degeneri» ha assicurato in un'intervista all'Avvenire. Il responsabile del Viminale non risparmia però critiche al governo di Malta colpevole, a suo dire, di un'applicazione «scorretta e censurabile» degli accordi internazionali ed europei. «Per ora gli ospiti della nave sono al sicuro - dice Maroni -. Se dovessero accadere dei fatti nuovi è chiaro che non lasceremo quelle persone in balìa del mare. C'è già pronto un piano per portare la nave in un porto della Sicilia. Attualmente però non c'è alcuna emergenza. Non è vero che manchino l'acqua e i viveri, perché le nostre motovedette e i nostri elicotteri hanno provveduto. Né che ci siano persone con gravi problemi di salute a bordo o donne in stato interessante, dato che queste persone sono state già trasferite nei nostri ospedali. Un'equipe medica è a bordo e in ogni caso i nostri uomini sono lì, attorno alla nave, pronti a intervenire per qualunque evenienza».

ZONE DI COMPETENZA - «Le acque internazionali del Mediterraneo sono divise in zone di competenza per quanto riguarda l'attività di soccorso e salvataggio - continua il ministro - ed è stata la stessa Malta a chiedere, visto che l'Ue finanzia queste operazioni, di avere un'area di competenza molto estesa, che arriva fin sotto a Lampedusa. Allora bisogna chiedersi: è normale che un Paese che ha la responsabilità del soccorso nella zona di mare di sua competenza, poi faccia sbarcare i clandestini nel porto di un'altra nazione? Io credo che se uno Stato prende dei finanziamenti per un'azione di salvataggio debba portare il compito fino in fondo: portando, per dirla tutta, i naufraghi alla Valletta e non a Lampedusa». Il responsabile del Viminale annuncia di aver chiesto al commissario Ue per la Sicurezza, dopo aver parlato con Berlusconi e Frattini, «una riunione urgente del Consiglio dei ministri dell'Interno per definire una volta per tutte questa annosa questione». «La Commissione Europea deve agire da arbitro e dare una interpretazione definitiva del testo degli accordi - conclude - e cominciarsi ad occuparsi finalmente anche di Mediterraneo, visto che quest'area non è destinataria delle sue principali attenzioni». Per il capogruppo alla Camera della Lega Roberto Cota, intervistato dal Corriere della Sera, la contesa tra Italia e Malta sulla nave Pinar «è l'occasione giusta per risolvere il problema con La Valletta, che deve assumersi le sue responsabilità e accogliere i clandestini».

MALTA: «LA UE CI APPOGGI» - Il primo ministro maltese Lawrence Gonzi ha detto di «pretendere l'appoggio della Ue nella questione della Pinar». «La procedura di soccorso effettuata da Malta è sempre stata la stessa - ha dchiarato -. Abbiamo coordinato tutto come vuole la prassi in situazioni come queste. Ma il porto più vicino è Lampedusa, dunque devono essere trasferiti lì. Malta sopporta l'enorme peso del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Questo è un problema della Ue e adesso tocca all'Unione appoggiare Malta in questa situazione».