23/07/2010
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»Chiamparino: «Da Marchionne disponibilità senza facili ottimismi». «In una libera economia e in un libero Stato, un'industria è libera di collocare dove più conviene la produzione»
MILANO - La Fiat è libera di produrre dove meglio crede, ma si spera che questo non vada a scapito dei lavoratori italiani. Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa con il presidente russo Dmitri Medvedev - parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in Serbia. «In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione», ha affermato il presidente del Consiglio. «Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro».
CHIAMPARINO - Secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non intenderebbe «pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino». Il sindaco lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con Marchionne e con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità», ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. «Dico questo senza indulgere a facili ottimismi». Quanto a Sacconi «ho apprezzato molto il suo gesto», ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire. «Gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponiblità. Non possiamo, né dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale non si va da nessuna parte». (fonte: Ansa)
15:54 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, lavoro, fiat, sciopero, stabilimenti, lingotto, licenziamenti, mancato pagamento, premio, risultato, contestazione, produzione, monovolume | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”
Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”Due ore di sciopero negli stabilimenti del Lingotto contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. Contestata anche la produzione della nuova monovolume in Serbia. E a Melfi la prossima settimana niente cassa integrazione
Sciopero di due ore a Mirafiori e nei diversi stabilimenti Fiat, indetto dalla Fiom contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. A Mirafiori, secondo quanto riferisce la Fiom, i lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche sono usciti in corteo dalla porta 9 di corso Settembrini. Corteo anche per oltre 1000 lavoratori dell'Iveco, che sono usciti dai cancelli della fabbrica.
Secondo il sindacato dei lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche di Mirafiori l'adesione allo sciopero è stata del 65-70%. Per l'Azienda alle carrozzerie l'adesione è stata del 14%. Sempre secondo quanto riferisce il sindacato circa 7/800 persone sono uscite in corteo dallo stabilimento di Mirafiori. Più alta, per la Fiom, l'adesione all'Iveco, pari all'80% dei lavoratori. Anche qui c'è stato un corteo di circa 1000 persone, che sono rientrate poco fa in fabbrica.
"Da Torino a Pomigliano ai ricatti non ci pieghiamo", è lo slogan più ripetuto. Motivo di malumori tra i lavoratori del Lingotto anche l’annuncio d el trasferimento della produzione della nuova monovolume da Mirafiori in Serbia. "Il clima tra i lavoratori - sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom torinese - risente molto della novità della Serbia. Ogni giorno si aggiunge una notizia non incoraggiante, che aumenta le preoccupazioni: dai licenziamenti, al mancato pagamento del Premio, da Pomigliano a Mirafiori. I lavoratori, anche quelli non direttamente coinvolti dalle ultime notizie, vogliono sapere quali sono le prospettive del gruppo e cosa intenda fare l'Azienda".
E intanto, a Melfi è stata annullata la cassa integrazione prevista per la prossima settimana. Lo ha comunicato la Direzione dello stabilimento in provincia di Potenza alle segreterie territoriali e alla Rsu di stabilimento. "Non vi sarà la prevista sospensione con cassa integrazione dell'attività produttiva della prossima settimana per sopraggiunte esigenze produttive" ha detto il segretario regionale della Fismic, Marco Roselli, evidenziando che "è una notizia che ci aspettavamo viste le perdite produttive dovute ai numerosi scioperi di queste settimane, del resto i clienti che hanno scelto di acquistare le vetture prodotte a Melfi non possono aspettare, è grazie a loro che - ha concluso il rappresentante sindacale - i lavoratori hanno un reddito e per questa ragione per il meritato riposo si puo' attendere una settimana".
15:18 Scritto in LAVORO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: lavoro, fiat, sciopero, stabilimenti, lingotto, licenziamenti, mancato pagamento, premio, risultato, contestazione, produzione, monovolume, serbia | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
29/07/2009
Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»
Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»
Intesa a palazzo chigi per la vendita della società. La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi. Poi la telefonata tra Bassolino e il commissario Fantozzi

NAPOLI - Un'ora di tensione, sfociata in tafferugli tra dimostranti e forze dell'ordine. L'ennesima giornata di protesta dei lavoratori Atitech - che da giorni chiedono il pagamento degli stipendi e un futuro aziendale- finisce con «ruvidi contatti» tra lavoratori e polizia. E con lo scalo che piomba nel caos con ritardi e blocchi. Infine, verso le 14 la «tregua».
LA PROTESTA - Una cinquantina di dipendenti dell’Atitech hanno protestato all’interno dell’aeroporto di Capodichino, bloccando i check-in dell’Alitalia e di Air One. La manifestazione è scattata intorno a mezzogiorno, con il «blocco» di 12 banchi di check-in. Momenti di forte tensione con scontri tra i lavoratori dell’Atitech e la polizia in assetto antisommossa. Gli agenti, infatti, sono intervenuti per spostare i manifestanti e rimuovere il blocco degli imbarchi in atto dal check-in 36 al 44, consentendo così gli imbarchi.
VOLI IN RITARDO - Disagi si sono registrati alle partenze. Tre i voli Alitalia - Air One che hanno subito ritardi: nello specifico quelli diretti a Milano Linate, Roma Fiumicino e Milano Malpensa. In ritardo anche il volo effettuato da Alitalia in partnership con Air France e diretto a Parigi.
«NON CE NE ANDIAMO» - «Siamo stati caricati dalla polizia, ma non ce ne andiamo», ha dichiarato Pasquale Lione, segretario di Napoli della Ugl Trasporti settore aereo, che si trova tra i manifestanti «Ieri - ha aggiunto - nel corso di un incontro, il prefetto di Napoli aveva dato assicurazioni in merito a un’ipotetica soluzione del pagamento degli stipendi e in merito a incontri finalizzati a capire il futuro dell’azienda. Al momento non c’è alcun sviluppo sui nostri stipendi. La cosa ridicola è che ci è anche arrivata la busta paga, ma i soldi no».
LA TREGUA ALLE 14 - Dopo quasi due ore di stop, è stato rimosso il blocco dei check in. I manifestanti si sono spostati in parte all’esterno dell’ingresso del terminal e in parte nella hall. Un «ammorbidimento» dovuto a una telefonata tra il governatore Bassolino e il commissario Augusto Fantozzi che ha promesso di sbloccare gli stipendi dei lavoratori.
INTESA A PALAZZO CHIGI - Mentre è in corso il caos nello scalo, è stata messa a punto l'intesa a Palazzo Chigi per la vendita di Atitech. L'accordo, giunto dopo una riunione che vedeva intorno al tavolo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il presidente di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IesMed), Giovanni Lettieri, il condirettore generale di Finmeccanica, prevede che a rilevare il controllo sia, come previsto, la newco «Manutenzioni Aeronautiche>. Alla nuova società controllata da IesMed, parteciperanno Cai con una quota del 15% e Finmeccanica con il 10%. A garantire i fondi necessari è Intesa Sanpaolo, un cui comitato dovrebbe prendere una decisione nel pomeriggio.
15:05 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: atitech, vendità, società, protesta, lavoratori, mancato pagamento, stipendi, arretrati, tafferugli, capodichino, blocchi, aeroporto, bassolino | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook






