09/04/2011

Buffon non gioca ancora, l'anno prossimo è Roma?

Buffon non gioca ancora, l'anno prossimo è Roma?

Il portiere della Nazionale si sente messo in discussione: Storari preme e Gigi pensa di andarsene

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15/10/2010

Manchester: le chiamate alla polizia vanno su Twitter

Manchester: le chiamate alla polizia vanno su Twitter

«I tagli del governo stiano aumentando il problema». Il capo degli agenti: «Così i politici capiranno la nostra mole di lavoro. C'è bisogno di maggiore attenzione»

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18/09/2010

Gossip Balotelli, in video con ragazza e la miss lo lascia in diretta

Gossip Balotelli, in video con ragazza e la miss lo lascia in diretta

Una vocalist entra a casa del campione alle 4 di mattina per uscirne alle 2 del pomeriggio. La fidanzata vede il filmato a «Mattino Cinque» e lo molla: «Non stiamo più insieme»

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03/08/2010

Usa, appena licenziato spara contro i colleghi: 8 morti

Usa, appena licenziato spara contro i colleghi: 8 morti

Strage in un deposito di birra nel Connecticut. L’uomo, che era stato allontanato per motivi disciplinari, si è suicidato con un fucile dopo essere stato accerchiato dalle forze dell'ordine

 

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MANCHESTER (Connecticut, Usa) - Ennesima strage in un posto di lavoro negli Stati Uniti. Un uomo, a cui era stato detto che doveva dimettersi dopo essere stato richiamato per motivi disciplinari, ha sparato contro i colleghi in un deposito di birre a Manchester, nello Stato del Connecticut, uccidendo otto persone dopo di che si è tolto la vita. Secondo una prima ricostruzione della polizia, Omar Thornton, 34 anni, un camionista che lavorara nel magazzino da un paio di anni, si sarebbe suicidato dopo essere stato accerchiato dalle forze dell'ordine. La ditta dove è avvenuta la sparatoria, la Hartford Distributors, è uno dei principali distribuitori di birra e vino del Connecticut ed è di proprietà di una nota famiglia ebraica della zona. Al momento della strage intorno alle 7 del mattino (le 13 in Italia) nell'edificio vi erano tra le 35 e le 40 persone in quanto stava avvenendo il cambio di turno.

RAZZISMO - «Un funzionario del sindacato lo stava accompagnando in direzione per un colloquio di chiarimento per la nota disciplinare, quando Thornton si è messo a sparare», ha detto John Hollis, un dirigente del sindacato dei camionisti al giornale locale Hartford Courant. Il killer ha sparato con una pistola semiautomatico calibro 223. Thornton, un afro-americano, in passato si era lamentato per il razzismo di cui, a suo dire, sarebbe stato oggetto sul posto di lavoro. Lo ha dichiarato Joanne Hannah, una vicina la cui figlia Kristi è stata per otto anni la fidanzata di Thornton. «I dirigenti del deposito non hanno fatto assolutamente nulla dopo le sue lamentele», ha detto la donna. Nel febbraio 2007 e nel dicembre 2009 Thornton venne trovato due volte oltre i limiti di velocità e la sua patente commerciale venne sospesa per tre mesi.

Redazione online


31/01/2010

Maldini, la svolta fashion è anche british

Maldini, la svolta fashion è anche british

 

A Manchester l'italian style è già di moda. Tutto merito di Mancini e della sua sciarpa. Intesa con l'ex leader degli Oasis, Gallagher, per il marchio Pretty Green. Che si aggiunge così a Sweet Years

 

Paolo Maldini e Bobo Vieri, soci nel marchio «Sweet Years» (Fotogramma)
Paolo Maldini e Bobo Vieri, soci nel marchio «Sweet Years» (Fotogramma)

MANCHESTER - Che Paolo Maldini abbia una vera e propria passione per la moda è cosa nota. Non a caso, nel 2003 l’ex capitano del Milan fondò la «Sweet Years» con Bobo Vieri e, di recente, è stato ospite di «Pitti Bimbo» per la collezione kids. Meno risaputa, almeno fino ad oggi, era invece la sua amicizia con Liam Gallagher, tanto da convincerlo a mettersi in affari con il leader degli attualmente sciolti Oasis. Stando, infatti, al Sun, Maldini avrebbe investito un bel po’ di denaro (riserbo assoluto sulle cifre reali) nella «Pretty Green», la linea di abbigliamento firmata da Gallagher e che attualmente sta spopolando fra i giovani.

GALEOTTO FU IL CONCERTO - «Liam è stato per tanto tempo un grandissimo fan di Paolo Maldini – ha rivelato la solita fonte bene informata e rigorosamente anonima –. Loro due si sono conosciuti anni fa, in occasione di un tour in Europa degli Oasis e da allora sono sempre rimasti in contatto. Paolo ha avuto una lunghissima e brillante carriera nel calcio e, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, sta ora cercando nuove possibilità di investimento. L’idea della “Pretty Green” è saltata fuori l’anno scorso, durante una chiacchierata con Liam per il lancio a Londra della linea di abbigliamento e nell’ultimo mese è stato fatto un gran lavoro sottotraccia per sistemare le cose, ma ora l’affare è stato definito e la “Pretty Green” potrà così raggiungere un nuovo livello. Di certo, non avrei mai pensato di vedere uno dei più famosi calciatori di tutti i tempi discutere di vestiti con un ragazzo che arriva da Burnage».

ITALIANI COOL - Come ricorda il tabloid, grande merito per la svolta modaiola che si respira nelle ultime settimane a Manchester va dato a Roberto Mancini, detto «Bobby Manc» dai fan del City, squadra di cui Liam Gallagher è accanito tifoso, che ha trasformato una banale sciarpa di lana a rigoni bianchi e azzurri (i colori del club) in un accessorio fashion ormai irrinunciabile . «Quella sciarpa è davvero fantastica – ha detto Liam – e ne voglio assolutamente una anche io. A Mancini sta benissimo e poi tutti gli italiani sono così cool». Tanto che adesso ne ha persino uno come socio.

Simona Marchetti


07/05/2009

Il Barcellona all'ultimo respiro: gli spagnoli in finale con il Manchester

Il Barcellona all'ultimo respiro: gli spagnoli in finale con il Manchester

 

A stamford bridge finisce 1 a 1. I red devils avevano battuto l'arsenal per 3 a 1. La squadra di Guardiola trova la rete qualificazione nel recupero. Il Chelsea furioso con l'arbitro

 

La finale perfetta. Dopo il Manchester United, anche il Barcellona strappa un biglietto per Roma. La squadra di Guardiola acciuffa il gol qualificazione nel recupero, quando ormai tutto era pronto per la festa del Chelsea. Decisiva la rete di Iniesta, che pareggia lo splendido gol siglato nel primo tempo da Essien. I blaugrana sfideranno adesso i Red Devils, che nella prima semifinale di Champions hanno eliminato l'Arsenal in virtù del successo casalingo per 3 a 1.

MIRACOLO BARCA - È la sfida che tutti avevano pronosticato, quella tra Manchester e Barcellona. Eppure, allo Stamford Bridge, i blaugrana sono arrivati a un passo dalla eliminazione. E a dirla tutta, il Chelsea può recriminare per alcune decisioni arbitrali (i padroni di casa hanno protestato per almeno un paio di rigori). Il Chelsea ha giocato una partita quasi perfetta, imbrigliando gli avversari e creando parecchie occasioni da gol. Al 9' il club londinese si porta in vantaggio con il ghanese Essien che con un gran tiro di sinistro al volo infila l'incolpevole Valdes. Nella ripresa, sterili i tentativi del club spagnolo di acciuffare il pareggio, Chelsea pericoloso in attacco e capace di sfiorare il raddoppio. Al 21' catalani in dieci per l'espulsione di Abidal (fallo su Anelka). Sembra tutto pronto per la festa dei tifosi di casa, ma al terzo minuto di recupero Iniesta con un esterno dal limite beffa Cech e consente al Barcellona di portare a casa la qualificazione alla finale. Dopo un altro rigore negato, esploda la furia Chelsea contro l'arbitro norvegese Ovrebo : diversi giocatori della squadra londinese hanno accerchiato il direttore di gara, scortato fuori dal campo dagli steward. All'ingresso negli spogliatoi, è stato invece Didier Drogba a urlare contro l'arbitro, trattenuto a stento da un dirigente del suo club: «Tutti hanno visto», ha poi gridato verso le telecamere il centravanti ivoriano. L'allenatore Hiddink se l'è presa invece con un funzionario dell'Uefa al quale, secondo quanto riferito da Sky, ha detto questa frase: «Complimenti, evidentemente l'Uefa non voleva una finale tutta inglese, e ci siete riusciti».

MANCHESTER IN FINALE - Per il Manchester United, la qualificazione è arrivata invece senza grossi patemi d'animo. A senso unico la sfida con l'Arsenal. Dopo undici minuti lo United è, di fatto, già in finale. L'Arsenal non aveva ancora le prime gocce di sudore in fronte e prima Park Ji-sung all'8' (bravo a sfruttare un errore della difesa dei Gunners), poi Cristiano Ronaldo tre minuti dopo (su punizione che sorprende il portiere Almunia) riducevano a zero le ambizioni di rimonta dei londinesi, che speravano di recuperare l'1-0 dell'andata. Troppa la differenza in campo tra la squadra di sir Alex Ferguson e quella guidata da Arsène Wenger, che dopo il colpo del k.o del Pallone d'oro è andata in confusione. Al 18' Rooney ha sfiorato il terzo gol e il primo tempo è finito senza una vera palla gol per l'Arsenal. Nella ripresa la musica non cambia: l'Arsenal attacca a testa bassa per cercare il gol della bandiera, ma al 16' subisce il terzo gol: Rooney s'invola in contropiede sulla sinistra, passa al centro e Ronaldo puntuale insacca. Van Persie su rigore concesso dall'arbitro Rosetti fissa il risultato sul 3-1 al 31'.

FINALE INEDITA - L'epilogo del prestigioso torneo continentale si giocherà il prossimo 27 maggio allo stadio Olimpico di Roma. Sarà una finale assolutamente inedita, visto che Barcellona e Manchester United non si sono mai incontrate prima nell'atto conclusivo della massima rassegna continentale per club. Il Manchester United ha finora disputato tre finali, vincendole tutte, nel 1968 (4-1 ai supplementari contro il Benfica a Londra), nel 1999 (2-1 contro il Bayern Monaco a Barcellona) e lo scorso anno (ai rigori contro il Chelsea a Mosca). Decisamente meno perentorio invece lo score del Barcellona, in finale addirittura cinque volte, ma vittorioso solo in due occasioni, nel 1992 (1-0 ai supplementari contro la Sampdoria a Londra) e nel 2006 (2-1 contro l’Arsenal a Parigi). L’Olimpico porta per altro decisamente bene ai club d'Oltremanica: quella del prossimo 27 maggio sarà la quarta finale a Roma, con le inglesi che ne hanno giocate due e le hanno vinte entrambe con il Liverpool, nel 1977 e nel 1984 (3-1 al Borussia Moenchengladbach e ai rigori contro la Roma), mentre nel 1996 a trionfare fu la Juventus (ai rigori contro l'Ajax).


15/04/2009

Champions speaks english, tre inglesi si giocano la finalissima

Champions speaks english, tre inglesi si giocano la finalissima

 

Manchester e Arsenal liquidano Porto e Villareal e si trovano in semifinale. L'altra sfida: Barça-Chelsea

 

 

Le fantastiche quattro sono tre inglesi e una spagnola. Arsenal, Manchester United, Chelsea e Barcellona superano gli ottavi di finale e accedono alle due sfide decisive per la conquista della finalissima di Roma della Champions League edizione 2009. Dopo le partite di martedì, che hanno decretato l'eliminazione del Bayern di Monaco da parte del Barça e dei Reds del Liverpool ad opera del Chelsea, nei match di mercoledì sera l'Arsenal ha superato agevolmente il Villareal per 3-0, mentre i ragazzi di sir Ferguson si sono accontentati di un semplice 1-0 firmato Cristiano Ronaldo (nella foto Ansa) per assicurarsi il passaggio di turno con il Porto, dopo il 2-2 dell'andata.

PORTO-MANCHESTER UNITED - Con uno straordinario gol di Cristiano Ronaldo i «red devils» fanno fuori il Porto. Dopo il 2-2 interno dell'andata c'era un po' di preoccupazione tra i tifosi dello United per la gara di Oporto, ma la squadra di Ferguson (con Macheda in panchina) ha dimostrato la propria superiorità portando a casa la qualificazione. Bisognava vincere e vittoria è stata. Già al 6' un incredibile destro dai 35 metri di Cristiano Ronaldo ha permesso al Manchester di passare in vantaggio. Conclusione terrificante per il Pallone d'Oro portoghese che ha infilato il «7» con un destro potente e preciso. Il Porto ha accusato il colpo, ha stentato a ritrovare il suo gioco, ha sofferto la superiorità del Manchester che ha sofferto solo su due iniziative di Bruno Alves. Nella ripresa Manchester che controlla e Porto che ci mette il cuore per segnare quel gol che significherebbe qualificazione. Nel finale ci prova Lisandro Lopez su assist dell'ex Palermo e Inter Mariano Gonzalez, Van Der Sar blocca. Finisce 1-0, decide una meraviglia di Ronaldo che porta i «diavoli rossi» in semifinale eliminando i suoi connazionali portoghesi.

ARSENAL-VILLAREAL - All'Emirates Stadium di Londra, secca vittoria per l'Arsenal che ha battuto 3-0 il Villarreal. Dopo l'1-1 del Madrigal, il «sottomarino giallo», con Rossi titolare e senza Senna autore del gol dell'andata, naufraga sotto i colpi di Walcott, Adebayor (già in gol nel primo round giocato in Spagna) e Van Persie. Al 10' arriva l'1-0, splendido il suo cucchiaio su Diego Lopez dopo l'assist di tacco di Fabregas. Il Villarreal cerca il gol del pari con l'ex Pires e Godin, ma rischia su una punizione di Van Persie. Nella ripresa due i protagonisti: Adebayor che al 15' segna il 2-0 con uno splendido esterno destro su assist di Van Persie e l'arbitro Stark. Il fischietto tedesco, che in Italia conosciamo bene per l'espulsione immediata di Pazzini contro l'Irlanda, al 22' concede un rigore che non c'era ai gunners ed espelle Eguren per proteste. Dal dischetto Van Persie, al 24', segna il 3-0 e chiude il match. Arsenal in semifinale, sfiderà lo United in un derby inglese tutto da vedere come lo è stato quello di ieri tra Chelsea e Liverpool: uno straordinario 4-4 che rimarrà nella storia. L'altra semifinale sarà tra il Barcellona di Guardiola e i blues di Hiddink, la fantasia e la qualità di Messi e compagni contro la forza atletica e la voglia di rivincita di Drogba e soci che vogliono dimenticare la sconfitta ai rigori nella finale dello scorso anno con il Manchester United.

CHELSEA-LIVERPOOL - Crederci. Sempre. Il Liverpool ha confermato anche a Stamford Bridge, il campo del Chelsea, il suo credo. Sembrava impossibile dopo il tremendo 1-3 dell'andata ad Anfield Road, ma i reds sono scesi a Londra convinti di poter fare l'impresa. E stavano per riuscirci: in due occasioni si sono trovati a un solo gol dalla creazione di una leggenda nel mondo del calcio. Senza il capitano Gerrard, il Liverpool è partito alla grande e al 28' del primo tempo era sul 2-0 grazie a un gol di Fabio Aurelio (complice il portiere del Chelsea Cech) al 19' e al raddoppio di Xabi Alonso su rigore generosamente concesso dall'arbitro spagnolo Medina Cantalejo. Chelsea in bambola e sull'orlo del baratro: bastava un gol in più ai reds per ribaltare il risultato dell'andata. Ma la squadra di Hiddink non si è persa d'animo: il tecnico ha cambiato Kalou con Anelka e con due punte è stata un'altra storia. All'inizio della ripresa Cech per poco combina un'altra frittata, ma al 6' Drogba accorcia grazie a un errore incredibile del portiere reds Reina. Il Liverpool accusa il colpo e Alex al 12' su punizione pareggia, ma è ancora gigantesco l'errore di Reina. La qualificazione sembra chiusa e ancora più blindata al al 31' quando Lampard realizza il 3-2. Ma con il Liverpool, noto per alcune clamorose rimonte in Champions (finale del 2005 a Istanbul con il Milan), mai dire mai. Al 36' Lucas firma il 3-3 e due minuti dopo Kuyt realizza il 3-4. Stamford Bridge ammutolito, perché a questo punto a dieci minuti dalla fine (recupero compreso) al Liverpool basta ancora un gol per passare in semifinale. I reds provano il tutto per tutto, ma in contropiede al 44' Lampard realizza il definitivo 4-4. Chelsea in semifinale e onore al Liverpool.

BAYERN - BARCELLONA - Poca storia nell'altro quarto di finale tra Bayern Monaco e Barcellona dopo che gli spagnoli all'andata si erano imposti 4-0. I tedeschi ci hanno provato, ma era troppa la differenza tecnica tra le due formazioni, anche se ai catalani mancava Henry. Bayern in vantaggio al 2' della ripresa con Ribery, pari di Keita al 27'.


13/03/2009

La resa dei conti

La resa dei conti

 

Si cerca l'intesa o a giugno sarà divorzio. Moratti furente per l'eliminazione. Mourinho vuole rivoluzionare l'Inter

 

Moratti (Lapresse)
Moratti (Lapresse)

MILANO — Una sconfitta lacerante. Non è capitato come nella (finta) telefonata di Fiorello a Moratti, dopo Inter-Siena 2-2 per «Viva Radio2» (14 maggio 2008), ma chi è transitato dalle parti dello spogliatoio nerazzurro dentro Old Trafford ha avuto l'immagine di un presidente che non ha gradito per niente (eufemismo) l'eliminazione dalla Champions League, nonostante i due pali e le occasioni da gol create contro il Manchester United. In sintesi: sono abbastanza stufo di queste sconfitte in giro per l'Europa. Finita la gara (e prima di vedere con Mourinho i rigori di Roma-Arsenal), il presidente, che ha sempre creduto nell'impresa, deve aver messo nel conto tutto, anche il pareggio a Cipro e la sconfitta in casa contro il Panathinaikos o quella di Brema, episodi che hanno contribuito a spingere l'Inter verso l'abbraccio calcisticamente mortale con i Fergie's boys.

Per un'Europa diversa, aveva sacrificato Roberto Mancini, puntando con decisione su Mourinho, ma i risultati sono identici ed è per questo che l'umore di Moratti, volato a Miami per la presentazione del film di Salvatores sugli «Inter Campus », è nero, anche se parlando a Roberto Scarpini, direttore di «Inter Channel» è apparso più morbido. Solo in apparenza, però. «La squadra ha risposto con molta dignità, ha giocato bene, ma abbiamo sbagliato cinque palle-gol e fuori casa non si possono sbagliare. Avremmo potuto pareggiare, ma tutto quello che poteva accadere contro di noi, è accaduto. Il calcio a volte è spietato ma il Manchester è molto forte. In questi ottavi, tutte le squadre inglesi hanno dimostrato di aver avuto un'evoluzione superiore a quella del calcio italiano, sia in termini tattici sia come qualità dei singoli giocatori. Non voglio trovare nessuna scusa, abbiamo incontrato una grande squadra che merita di essere campione del mondo. Noi abbiamo fatto una bella partita, solo che i loro tiri sono andati dentro, i nostri no e questa è stata la differenza».

Come dire che, vista l'importanza della gara, si poteva dare di più come attenzione, concentrazione, cattiveria agonistica davanti alla porta. E a chiudere: «Adesso tutte le squadre italiane eliminate dalla Champions League penseranno al campionato. Pensiamoci seriamente, perché è molto importante per noi, come per gli altri, e dobbiamo assolutamente riprenderci. Moralmente credo che l'Inter non possa darsi colpe perché la partita l'ha fatta. Adesso bisogna ricominciare daccapo sul piano internazionale, rimetterci in pista per la prossima stagione». La sconfitta di Old Trafford ha chiuso nei fatti il ciclo del-l'Inter manciniana. Mourinho è per un pesantissimo rinnovamento, ma il presidente vuole capire con chiarezza il senso, i costi e le conseguenze della rivoluzione auspicata dal portoghese.

La qualità del gioco espresso non ha mai emozionato Moratti, ma gli anni passano e per molti giocatori, la corsa in nerazzurro sta finendo: se il 31 maggio arriverà lo scudetto, sarà la festa d'addio. Partiranno Figo (37 anni), Crespo (34)e Cruz (35), in scadenza di contratti molto onerosi; Vieira (33), in cerca di un calcio fisicamente meno logorante; Burdisso, Rivas, Maxwell, Jimenez, Mancini, Obinna, Quaresma, dopo il prestito al Chelsea, e Suazo (rientra dal Benfica) per fare cassa. Restano da definire le posizioni di Adriano e Chivu. Mourinho si aspetta, oltre al ritorno di Acquafresca, l'innesto di almeno cinque giocatori di primo livello: un difensore (potrebbe arrivare Vidic, l'uomo del primo gol dello United, che là guadagna poco), due centrocampisti (Inter e Genoa riparleranno di Thiago Motta più un regista vero), un esterno (esempio: Ribéry), un attaccante (Benzema, Milito) da affiancare a Ibrahimovic, tenendo Balotelli e Acquafresca come alternative importanti. Mourinho vuole una rosa non sterminata, ma equilibrata (quella di quest'anno non lo è), un ritorno alla formazione- tipo dell'Almanacco Panini anni Sessanta e Settanta, con possibilità di cambi logici e credibili.

In questo senso, diventa fondamentale l'incontro che ci sarà fra presidente e tecnico, nel quale Mourinho spiegherà di avere allenato la squadra di Mancini, cioè una formazione che non ha mai sentito sua (ma nessuna polemica con il predecessore) e che deve molto cambiare per acquisire una dimensione europea, attraverso un gioco più intenso. Dal grado di adesione di Moratti al progetto-Mourinho, dipenderà il futuro del tecnico portoghese. In mancanza di un'intesa che si annuncia difficile, le parti potrebbero decidere una separazione consensuale. Così la sconfitta di Old Trafford diventa (calcisticamente) drammatica e rischia di avere conseguenze traumatiche, che vanno al di là dell'eliminazione.

Fabio Monti


12/03/2009

Mourinho sotto indagine, avrebbe picchiato un tifoso del Manchester

Mourinho sotto indagine, avrebbe picchiato un tifoso del Manchester

 

Alla fine della partita prima di salire sul pullman dell'Inter. Chieste le immagini della tv a circuito chiuso dello stadio Old Trafford. La polizia: «Caso di piccola entità»

 

 

José Mourinho (Afp)
José Mourinho (Afp)

 

 

 

 

 

 

MANCHESTER - L'allenatore dell'Inter, José Mourinho, secondo l'agenzia di stampa inglese Press Association, è sotto indagine per un presunto assalto ai danni di un tifoso del Manchester United al termine della partita di mercoledì sera di Champions League. Per il momento il tecnico dell'Inter non ha ricevuto alcuna accusa formale.

PUGNO - Secondo l'accusa, il tecnico portoghese avrebbe dato un pugno a un tifoso prima di salire sul pullman dell'Inter. «Poco dopo mezzanotte abbiamo ricevuto l'esposto di una persona che sostiene di essere stata colpita all'esterno dello stadio», si legge in una nota emessa dalla polizia. Il Manchester United ha declinato ogni commento. La polizia ha chiesto al Manchester Utd. le immagini della tv a circuito chiuso dello stadio Old Trafford per verificare l'accusa. Un portavoce della polizia di Manchester ha dichiarato che al momento si sta verificando l'accusa e che, in ogni caso, si tratta di «un caso di piccola entità».