09/11/2009

Chelsea-Man U: ecco il tifoso che si lava i denti in tribuna

Chelsea-Man U: ecco il tifoso che si lava i denti in tribuna

 

Londra, domenica pomeriggio. Un gol di John Terry regala ai Blues la vittoria. E sulle tribune dello Stamford Bridge un signore, sereno, procede alla sua igiene orale... Una clip che già impazza in Rete.

 

Londra, domenica pomeriggio. Un gol di John Terry al 31' della ripresa regala la vittoria al Chelsea nel match clou della dodicesima giornata di Premier League contro il Manchester United. Allo Stamford Bridge, i blues sono stati bravi e felicissimo è il coach Carletto Ancelotti.

Ma durante una pausa del gioco, la tv indugia sulle tribune. C'è naturalmente Fabio Capello, il ct inglese, a osservare il big match di Premier League. E poco più in là c'è un normalissimo tifoso. Solo che quel che fa non è poi così normale: si lava i denti. Sissignori, come niente fosse estrae lo spazzolino e si fruga sereno in bocca, preoccupato della propria igiene orale almeno quanto a quel che sta avvenendo in campo. Il video, una breve clip di circa 25 secondi, spopola già in Rete. Eccolo qua.


27/05/2009

champions 2009, la finale

champions 2009, la finale

 

Eto'o e Messi fanno volare il Barça sul tetto d'Europa. Gli uomini di Guardiola battono 2 a 0 il Manchester di Ferguson e si laureano campioni d'Europa

 

 

Il secondo gol del barcellona realizzato da Messi

ROMA - L'Olimpico profuma di Champions. Ma se lo gustano tutti gli spagnoli del Barcellona che salgono sul tetto d'Europa grazie a due gol: prima Eto'o nel primo tempo, poi Messi di testa nel secondo tempo. E il mister Guardiola si leva l'ennesima soddisfazione dell'anno: dopo la Coppa del re, il Campionato, adesso la Champions. Vinta proprio contro il Manchester del vecchio maestro Ferguson, una squadra mai realmente in partita. E Guardiola regala una lezione di stile al mondo del calcio italiano. All'intervista in diretta tv il primo ringraziamento e la dedica di questa coppa (sua e della squadra) è per Maldini: «Dedico questa Champions al calcio italiano e a Paolo Maldini, che non si preoccupi perchè ha l'ammirazione di tutta l'Europa. La gioia è grande - ha aggiunto Guardiola - è stato un piacere vincerla a Roma , un abbraccio a tutti gli italiani».

LA PARTITA PERFETTA - Due grandi squadre in campo e uno stadio da favola. Sono gli ingredienti di Barcellona - Manchester United, finalissima di Champions 2009, la «partita perfetta» come l'hanno definita in tanti. In tribuna a Roma ci sono tutti: dal re Juan Carlos a Silvio Berlusconi. Bocelli canta un pezzo della colonna sonora del film Il Gladiatorecon Russel Crowe, Platini si congratula con il tenore e sorride mentre la scenografia delle donne tricolori sfila via tra i fuochi d'artificio e lascia la parola al pallone.

PRIMO TEMPO, PRIMO GOL - Inizia la partita. Barcellona contratto, non si sblocca. Cristiano Ronaldo è padrone del campo. Dopo due minuti una sua punizione centrale ma violenta provoca la goffa reazione di Valdes: Piquè salva in angolo. Il Barça è in affanno. Al 7' e al 9' altre due graffi dell'asso portoghese che però non fruttano il vantaggio a Ferguson. Vantaggio che a sorpresa arriva per gli uomini di Guardiola: Eto'o fugge sulla fascia, salta Vidic e batte Van der Sar, che si fa sorprendere sul suo palo: 1-0. Esplode la curva sud, quella riservata ai tifosi catalani. Il Manchester cerca di riprendersi dalla botta ma Cristiano Ronaldo e Giggs non affondano e il Barcellona sembra più tranquillo in campo. Rooney in difficoltà, Park non morde e Ronaldo sembra aver perso lo smalto dell'inizio. Gli uomini di Guardiola salgono in cattedra e tengono in mano il pallino del gioco per primo tempo che si conclude sull'1-0 per gli spagnoli sugli inglesi.

SECONDO TEMPO, SECONDO GOL - Si riparte. Nel Man-U entra Tevez al posto di Anderson. Ma al 49' è Henry dopo una splendida cavalcata sulla fascia e un paio di dribbling tira sul portiere Van der Sar invece che girare al centro a Messi. Messi che due minuti dopo, lanciato a rete, chiede un rigore per una spinta da dietro in area. Il Barça non molla. Fallo su Iniesta e punizione dal limite. Calcia Xavi: il palo salva il Manchester dal raddoppio blaugrana. Il Manchester prova a ripartire: Park non arriva sul cross invitante dalla destra di Rooney. Poi un fuorigioco di Cristiano Ronaldo. Lo United dà timidi segnali di ripresa dopo un inizio di secondo tempo in apnea. Ma manca l'energia. Al 66 Ferguson, in piedi, prova a cambiare: fuori Park, entra Berbatov. Ma la svolta della partita arriva due minuti dopo: al '70 cross calibrato dalla destra di Xavi, Messi di testa mette dentro il 2-0. Il Manchester non cede: grande parata di Valdes su Cristiano Ronaldo, da pochi centimetri. Ma il pallone d'oro è nervoso: brutto fallo su Puyol. Giggs non gira: Ferguson prova con la vecchia guardia, in campo Schoels.

LA FESTA BLAUGRANA - Intanto il re di Spagna ci crede e fa cambiare il protocollo: alla fine del primo tempo fa organizzare una visita alla squadra catalana a fine partita, nello spogliatoio. Gli inglesi in campo non producono un bel gioco: un altro brutto fallo del neo entrato Scholes che viene ammonito per gioco scorretto. Il re ha ragione: la partita è segnata. Puyol sbaglia solo davanti a Van der sar, che lo ferma. Il Manchester non crea più niente. Tre minuti di recupero e il fischio dello svizzero Busacca rende reale il sogno del Barcellona. Esplode la gioia dei blaugrana. Il Barça è campione d'Europa. Per la terza volta nella sua storia. Il capitano Puyol alza la coppa sotto il cielo di Roma. Esplode la festa. Il profumo di Champions va a Barcellona. A Manchester resta l'amarezza della sconfitta.


Sogno proibito

Sogno proibito

 

LA FINALE DI CHAMPION. Barcellona-Manchester La miglior partita possibile

 

Febbre Manchester-Barça LA GIORNATA IN DIRETTA

ROMA — Di tutte le finali possibili è certamente la mi­gliore. Ma non per noi italiani. Per noi Barcellonamanchester è infatti una sorta di sogno proibito, è un pugno allo sto­maco perché mette impietosa­mente a nudo quel nostro pian­gerci addosso, l’arretratezza an­che culturale del nostro calcio come dimostrano l’indegna gazzarra di Torino e l’avvilente faida milanista nella domenica dell’addio di Paolo Maldini.

La scelta di Roma come tea­tro della sfida amplifica ovvia­mente le frustrazioni e i rim­pianti. In Europa anche la più qualificata delle nostre squa­dre (l’Inter) è sembrata figlia di un dio minore. Per farsi stra­da in Europa servono corag­gio, altruismo e fantasia, come nella leva calcistica della classe ’68 di Francesco De Gregori. Per molte stagioni il Milan ber­lusconiano ha avuto coraggio e fantasia, diventando il punto di riferimento del calcio italia­no all’estero: ora, usurati nei meccanismi vitali del loro gio­co, pure i rossoneri guardano con invidia allo stadio Olimpi­co, Messi contro Cristiano Ro­naldo, che sarà anche un mo­do riduttivo di sintetizzare l’evento ma che di certo rappre­senta il senso più autentico di questa che è la migliore delle finali possibili.

Barcellona e Manchester United, 5 Coppe dei Campioni complessive, sono la prova provata di come si possa fare calcio propositivo partendo dai universi opposti. I Red De­vils, i diavoli rossi, rinnovano da quasi un quarto di secolo la leggenda del santo allenatore: Alex Ferguson, divenuto baro­netto per meriti calcistici, è in­fatti un’icona che sta a Manche­ster come i Beatles stanno alla vicina Liverpool. Il suo calcio è organizzato, metodico, forte e fantasioso. Nel Manchester un grande attaccante come Way­ne Rooney fa sovente il difen­sore.

Il Barcellona, invece, ha fat­to piazza pulita dei mostri sa­cri (Ronaldinho docet) affidan­do la sua rivoluzione a Pep Guardiola che, rispetto a Fergu­son, è come il vino novello al confronto di un robusto baro­lo. Eppure il ribaltone ha fun­zionato perché, dopo avere conquistato la Liga e la Coppa del Re, stasera il Barça ha la possibilità di fare bingo, impe­dendo al Manchester di coglie­re la seconda Champions con­secutiva.

L’organizzazione difensiva degli inglesi resta inarrivabile per i catalani, figuriamoci ora che a Guardiola mancano tre ti­tolari su quattro nel reparto ar­retrato. Però la creatività dei solisti d’attacco blaugrana può mandare in tilt qualsiasi tipo di strategia studiata a tavolino. Ecco perché, non fosse una fi­nale e, in quanto tale, caratte­rizzata dalla circospezione e dal timore di sbagliare la pri­ma mossa, la partita di stasera sarebbe anche il migliore degli spot possibili per il calcio. Il calcio quello vero, non l’im­mondezzaio che stanno diven­tando i nostri stadi.

Alberto Costa


25/04/2009

I tabloid britannici insistono: «Kakà allo United, Ronaldo al Real Madrid»

I tabloid britannici insistono: «Kakà allo United, Ronaldo al Real Madrid»

 

I procuratori dell'attaccante del milan avrebbero incontrato la dirigenza del manchester. Per il «Sun» sarebbe pronto già un quinquennale da 38 milioni di euro

 

Kakà in azione (Sportimage)
Kakà in azione (Sportimage)

 

 

 

 

 

 

 

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - C'è chi lo vuole la prossima stagione al Real Madrid. Ma per i giornali inglesi non ci sono dubbi: Kakà andrà al Manchester United, dato che le trattative sarebbero molto avanzate e si parla già di stipendio. Secondo il tabloid «Sun» i procuratori della stella brasiliana del Milan avrebbero incontrato la dirigenza dei Red Devils per discutere dell'ingaggio: si parla di circa 38 milioni di euro complessivi.

LE VOCI - Una fonte del tabloid vicina al Milan conferma: «È stato un incontro positivo, sebbene non ci sia ancora un accordo. Il giocatore vuole un contratto di 5 anni di almeno sette milioni l'anno. È molto preso dall'idea di andare al Manchester e queste sono cifre accessibili per lo United». L'eventuale trattativa per Kakà è comunque legata alla cessione di Cristiano Ronaldo al Real Madrid.