15/02/2012
Marcegaglia: la flessibilità non aumenti costi. Camusso: governo più morbido? Ora negozia
Marcegaglia: la flessibilità non aumenti costi. Camusso: governo più morbido? Ora negoziaLA RIFORMA DEL LAVORO. Ma c'è ancora distanza sull' Articolo 18. Fornero tende la mano: «Affrontiamolo per ultimo». La leader Cgil «Non è un tema»
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26/05/2011
«In Italia 10 anni di mancata crescita, pronti a batterci anche fuori da imprese». Il dono di Fiat a Emma: l'addio a Confindustria
«In Italia 10 anni di mancata crescita, pronti a batterci anche fuori da imprese». Il dono di Fiat a Emma: l'addio a Confindustria«Occorrono interventi più incisivi soprattutto sulle infrastrutture e sul fisco». Marcegaglia: «Temporeggiare o muoversi a piccoli passi è un lusso che non possiamo più permetterci». Fiat accelera per arrivare al 54% di Chrysler Entro un paio di mesi potrebbe essere esercitata l’opzione sulla quota del Tesoro Usa (6,6%) e del governo canadese (1,7%). Mezza ammissione di Marchionne: "Più aspettiamo, più costa"
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11/04/2011
«Lasciati solo su Mirafiori e Pomigliano»
«Lasciati solo su Mirafiori e Pomigliano»DOPO LE PAROLE DI MARCEGAGLIA. L'accusa di Marchionne: «C'è mancanza di coesione»
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24/01/2011
Emma fa la maestrina ma è già stata bocciata
Emma fa la maestrina ma è già stata bocciataCon la sua gestione la Marcegaglia ha portato la Confindustria al disastro. E il Sole 24 Ore perde copie perché i lettori pro economia di mercato non ci si ritrovano. Ora cambia cavallo: Tremonti premier
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23/01/2011
Marcegaglia: «Da sei mesi a questa parte l'azione del governo non è sufficiente»
Marcegaglia: «Da sei mesi a questa parte l'azione del governo non è sufficiente»La presidente di Confindustria: «TREMONTI PREMIER? OK SE VOTO DA PARLAMENTO E ELETTORI». «Occorre verificare se questo governo è in grado di fare le riforme, altrimenti bisogna fare altre scelte»
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27/05/2010
Berlusconi a Marcegaglia: “Vieni al posto di Scajola”
Berlusconi a Marcegaglia: “Vieni al posto di Scajola”Il premier agli industriali durante l'Assemblea Annuale: "Che ne direste?". Silenzio in platea. Il presidente del Consiglio: “Dite no? Allora non prendetevela con il governo”.
Marcegaglia al posto di Scajola. La proposta arriva dal presidente del Consiglio Berlusconi, testimone la platea di Confindustria, riunita per l'Assemblea Annuale all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Appena Marcegaglia finisce la sua relazione, Berlusconi prende la parola, mostra il discorso scritto precisando che non lo leggerà, e dice: "Per la prima volta c'è al governo un imprenditore, che cerca di governare l'Italia come faceva con le sue imprese, con concretezza. Ma ho bisogno di essere aiutato. Quando ti ho proposto di venire ad assumere la responsabilità del ministero dello Sviluppo tu mi hai risposto: 'Come la prendono in Confindustria'? Ora ti ripropongo l'offerta, e agli industriali presenti chiedo: "Voi come la prendereste?". E propone una votazione per alzata di mano, ma non si alza alcuna mano in sala. "Dite di no? E allora poi non prendetevela con il governo...", conclude il premier.
ASSEMBLEA CONFINDUSTRIA
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24/10/2009
Marcegaglia: «Situazione difficile, giù anche le tasse sui lavoratori»
Marcegaglia: «Situazione difficile, giù anche le tasse sui lavoratori»
Il presidente di Confindustria. «Non vediamo catastrofi». Sulla questione Irap: «Si passi dalle parole ai fatti, iniziando con le tasse sul lavoro»
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| Emma Marcegaglia (Inside) |
MANTOVA - «La situazione è complessa e difficile, ma non vediamo panico e non vediamo catastrofi». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che, a proposito della «stima di un milione di aziende» a rischio, di cui ha parlato venerdì il presidente della Piccola industria, ha sottolineato che «è la stima di aziende in difficoltà che hanno difficoltà nel credito, ad avere ordini». Marcegaglia ha anche sottolineato e ribadito che «la stima ufficiale del centro studi di Confindustria è che si perderanno 700 mila posti di lavoro e non 4 milioni come ha detto la Cgil».
IRAP - Poi Marcegaglia ha parlato della proposta di riduzione fino all'abolizione dell'Irap. «Giovedì c'è stato l'annuncio di Berlusconi sul taglio dell'Irap. Diciamo a Berlusconi e Tremonti: ora passate ai fatti. Ascoltate la Lega, che ha detto di cominciare rendendo deducibili dall'Irap gli oneri finanziari e il costo del lavoro. Pensiamo anche che vadano tolte un po' di tasse sul lavoro, perché i lavoratori sono quelli che, insieme alle imprese, stanno soffrendo di più. Facciano le riforme e taglino la spesa pubblica improduttiva che sta diventando veramente inaccettabile in un momento di crisi come questo. L'Irap è una tassa odiosa anche per questo, perché incide sul costo del lavoro e fa pagare le tasse anche alle aziende in perdita».
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21/10/2009
Berlusconi: «Io sto con Tremonti, posto fisso e partite Iva sono un valore»
Berlusconi: «Io sto con Tremonti, posto fisso e partite Iva sono un valore»
E il ministro dell'economia precisa: «Ma dico no ai fannulloni». Cgil: «Si apra un tavolo». Il premier: «Lo dimostrano i provvedimenti del governo». No della Marcegaglia: «Ritorno al passato»
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| Emma Marcegaglia (Ap) |
ROMA - «La polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti e sul posto fisso è l'ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra. Confermo la mia completa sintonia con il ministro Tremonti. Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell'occupazione, è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un 'valore' le cosiddette partite Iva». Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Il governo - aggiunge il premier - è a fianco dei milioni di italiani che lavorano come collaboratori dipendenti così come è a fianco di milioni di italiani che intraprendono, rischiano e producono ricchezza per sé e per i loro collaboratori, nell'interesse dell'Italia». «Il governo lavora per una società fatta di libertà, di sviluppo economico e di solidarietà. A questi principi dell'economia sociale di mercato - dice il presidente del Consiglio - si ispira anche la tutela della famiglia come prezioso elemento di stabilità sociale ed economica, in piena sintonia con la Carta dei Valori del Popolo della Libertà, Carta che è esattamente la stessa della grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa che è il Partito del Popolo Europeo».
MARCEGAGLIA CONTRARIA - Il premier si schiera dunque con il responsabile dell'Economia. Poco prima, invece, erano stati gli industriali a dire no alle idee di Tremonti sul valore ancora attuale del posto fisso nel mondo del lavoro. «Riteniamo che la cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile, che peraltro in questo Paese ha creato problemi» ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Ovviamente nessuno è a favore della precarietà e insicurezza in un momento come questo, in particolare. Però noi siamo per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro che peraltro non si fa per legge» ha aggiunto.
FLESSIBILITA' REGOLATA - Per le imprese, dunque, il problema è duplice: «da una parte serve fare riforme per rendere le imprese più competitive, dall'altra serve una flessibilità regolata e tutelata come quella fatta con Treu e Biagi che ha creato 3 milioni di posti di lavoro», ha aggiunto la Marcegaglia. «Noi siamo quindi dell'idea che bisogna investire in ammortizzatori, formazione e in un migliore incontro tra domanda e offerta come indicato nel libro bianco del ministro Sacconi», ha detto la presidente di Confindustria, ancora sottolineando comunque che il grosso del precariato non arriva dall'industria «dove il lavoro è più stabile», ma è da cercare nell'università, nella pubblica amministrazione e nella scuola. «È a questo che dobbiamo dare una risposta», aggiunge. «La forza di questo Paese - ha concluso - non è la cultura del posto fisso ma proprio come dice Tremonti sta nei 5 milioni di imprenditori piccoli e medi che rischiano, vanno sui mercati e cercano di fare tutto il possibile anche in un momento come questo».
CGIL - Nel frattempo la Cgil chiede al governo l'apertura di un tavolo: «Se il governo è davvero interessato al superamento della precarietà - afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani - apra un tavolo di confronto. È necessario affrontare questi temi senza perdere altro tempo».
TREMONTI: «MA NO AI FANNULLONI» - Poi è stato lo stesso Tremonti a tornare sulla questione: «Non è che se uno dice sì al posto fisso dice sì ai fannulloni» ha precisato ricordando che anche in un paese come l'America «ora si cerca la stabilita». «Io non sono un fanatico che vede nella mobilità un valore in sè», ha poi aggiunto. Tremonti ha detto inoltre di aver raccolto ieri l'assenso dell'ex ministro Tiziano Treu quando ha affermato che «il precariato è stato portato dalla globalizzazione, ma le leggi lo definiscono con elementi di stabilita. Con la legge non puoi abolire in lavoro precario - ha scandito il ministro - ma puoi fare in modo che sia meno duro e ansiogeno». Il ministro insiste: «Se uno vi chiede se preferite stare al caldo o al freddo mi pare una cosa molto normale rispondere al caldo». Tutto questo per spiegare che la sua valutazione non è assolutamente una novità: «L'ho scritto - dice - anche nel mio libro di due anni fa».
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11/10/2009
Marcegaglia: tutelare istituzioni ma il premier deve poter governare
Marcegaglia: tutelare istituzioni ma il premier deve poter governare
Poi l'Appello al Governo: «La pressione fiscale in Italia ha raggiunto livelli mai visti». «Non abbiamo bisogno di elezioni». E sul Meridione: «Sanità scandalo. Banca del sud? Non sia carrozzone»
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| Emma Marcegaglia (Eidon) |
MILANO- «Non bisogna delegittimare le istituzioni, però dall’altra parte non va neanche bene chi vuole approfittare dell’esito del Lodo Alfano per delegittimare il governo». Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine di un convegno promosso dalla fondazione Farefuturo a Salerno.
GOVERNO VADA AVANTI - Secondo la leader degli industriali «il governo deve andare avanti, Silvio Berlusconi deve andare avanti col suo esecutivo». Tuttavia, «dobbiamo in qualche modo salvaguardare il capo dello Stato - ha proseguito - perché così salvaguardiamo l’Italia». Secondo Marcegaglia l’esecutivo «deve cercare di risolvere la crisi. In questo momento delicato - ha aggiunto - è importante non delegittimare le istituzioni, ma non abbiamo bisogno di elezioni. Anzi: abbiamo bisogno di un governo, di un governo di Silvio Berlusconi che vada avanti».
«TROPPA PRESSIONE FISCALE» - La numero uno di Confindustria ha poi puntato il dito contro la pressione fiscale, sottolineando come in italia abbia «raggiunto livelli mai visti». A soffrire di più, ha aggiunto, sono le imprese e i lavoratori dipendenti. Francia e Germania che stanno tagliando tasse alle imprese «sono nostri concorrenti diretti - ha ricordato - ed è molto importante che anche in Italia il problema si ponga e si imponga in modo chiaro». Per questo motivo, secondo Marcegaglia, l governo italiano deve intervenire, mettendo tra le sue priorità, il taglio delle tasse proprio sui lavoratori dipendenti e sulle imprese.
L'ANDAMENTO ECONOMICO - Quanto alla fuoriuscita dalla crisi, la presidente degli imprenditori italiani ha spiegato che la sua associazione è «d'accordo sul fatto che ci sono alcuni segnali di miglioramento», tuttavia «abbiamo ancora un lungo percorso da fare». Occorre, in particolare, ha sottolineato, recuperare il 10,8% della produzione. «La crisi non è finita - ha puntualizzato -. Abbiamo davanti ancora un periodo complesso da gestire tutti insieme».
«LA SANITÀ AL SUD È UNO SCANDALO» - Si è poi parlato del Meridione. Confindustria guarda con molta attenzione alla Banca del Sud e l'auspicio di Emma Marcegaglia è che non si arrivi ad un «carrozzone pubblico» ma ad un istituto che «aiuti le imprese e i cittadini meridionali ad avere soldi ad un giusto prezzo» perché «c'è un problema di restrizione del credito soprattutto nel Mezzogiorno» e questo «è un tema vero». La presidente degli industriali ha poi richiamato alla necessità di un contenimento degli sprechi spiegando che la sanitá nel Mezzogiorno «è uno scandalo» e «dobbiamo avere la forza di dirlo». Marcegaglia boccia dunque l'ipotesi di utilizzare i fondi Fas per affrontare questo problema. Che va risolto, invece, «mandando a casa gli amministratori incapaci».
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06/09/2009
Marcegaglia: «La crisi non si risolve sui tetti. Lavoriamo con i sindacati»
Marcegaglia: «La crisi non si risolve sui tetti. Lavoriamo con i sindacati»
Il presidente di Confindustria a Cernobbio. «Ammortizzatori sociali e fondi settoriali per le imprese, no cogestione». Epifani: «Vogliamo i fatti»
| Guglielmo Epifani e Emma Marcegaglia a Cernobbio (Locci) |
MILANO - «In un momento difficile come questo, anche tra Confindustria e sindacati dobbiamo cercare di far prevalere quello che ci unisce e non quello che ci divide». È l'appello della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che domenica mattina al workshop Ambrosetti di Cernobbio ha incontrato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. «Davanti a lavoratori che rischiano di perdere il posto e agli imprenditori in difficoltà -prosegue la Marcegaglia - un atteggiamento di responsabilità e serietà da parte di tutti credo che sarebbe la risposta vera che possiamo dare in un momento di crisi». Ma è possibile fare dei passi avanti nei rapporti tra Confindustria e Cgil? «Parleremo - risponde la numero uno degli industriali italiani - è troppo presto per dirlo. Però credo davvero che vadano fatti tutti i tentativi, da parte di tutti. Non possiamo farli solo noi, li deve fare anche la Cgil per cercare di capire come possiamo affrontare questo momento difficile insieme». «La Cgil è un grande sindacato», ha aggiunto Marcegaglia.
| Marcegaglia ed Epifani a colazione (Oliverio) |
EPIFANI: VOGLIAMO I FATTI - «Conviene a tutti affrontare la crisi più uniti», è la risposta di Guglielmo Epifani, che però aggiunge: «Non possiamo basarci sulle parole, ci vogliono i fatti. Confindustria sa quali sono le nostre critiche e osservazioni, spero che ai tavoli di categoria si possa tenere conto di quella che è l'opinione della Cgil». Il segretario della Cgil, rispondendo all'apertura della Marcegaglia, ha aggiunto: «Spero che nei tavoli di trattativa delle categorie possano esserci delle aperture che possano consentire un clima diverso». Epifani si è incontrato per una colazione con il presidente di Confindustria ed è atteso un ulteriore confronto a margine dei lavori del seminario di Cernobbio. Interpellato sull'esito del primo incontro Epifani ha detto: «Abbiamo solo scambiato qualche opinione, allo stato niente di più».
LA DISOCCUPAZIONE - Emma Marcegaglia è intervenuta anche a proposito dei rinnovati allarmi sull'occupazione nel nostro Paese. «Non siamo davanti a una catastrofe. Il problema della disoccupazione ci sarà, bisogna vigilare e intervenire anche con gli ammortizzatori sociali, ma niente panico. A oggi i posti di lavoro persi in Italia sono pochi, 200-300 mila. Può darsi ci sia nei prossimi mesi la perdita di alcuni posti di lavoro», ha osservato la presidente degli industriali richiamando tuttavia alla necessità di gestire il problema senza un eccessivo allarmismo.
LE PROTESTE DEI PRECARI - «La crisi non si risolve andando sui tetti, ma con gli ammortizzatori sociali», è il lapidario commento della Marcegaglia a proposito delle numerose iniziative di occupazione messe in atto nelle ultime settimane da disoccupati e precari di tutta Italia.
NO ALLA COGESTIONE - Emma Marcegaglia ha rivendicato «l'autonomia delle parti» nella gestione della crisi, escludendo di fatto l'idea della partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali come possibile risposta alla crisi. L'affermazione ha suscitato un applauso della platea. Marcegaglia ha sottolineato che «la Confindustria e il sindacato devono farsi parte integrante di un progetto paese», osservando che bisogna puntare alla «coesione e non alla conflittualità». Marcegaglia ha anche rilanciato il progetto di «un fondo per la capitalizzazione delle imprese». «L'idea è di creare una sorta di società consortili che sottoscrivano obbligazioni e azioni di aziende, che le aziende stesse possano ricomprare dopo un periodo di circa tre anni. Credo si tratti di un meccanismo che possa dare risposte alle esigenze di ricapitalizzazione e di consolidamento delle imprese», ha aggiunto.
LE BANCHE - Gli scontri fra governo e banche e fra banche e imprese per la Marcegaglia vanno superati «mettendo in campo strumenti operativi e concreti che aiutino le imprese» a superare la crisi. Riferendosi al nuovo attacco del ministro Tremonti al sistema bancario italiano, Marcegaglia ha ricordato che Confindustria ha «sollecitato molto le banche a stare vicino alle imprese in un momento difficile. Credo che in questo momento quello che è veramente essenziale è mettere in campo strumenti utili alle imprese. Abbiamo firmato il 3 agosto la moratoria sui crediti, ieri Faissola ha detto che ha aderito l'82% delle banche. Abbiamo anche proposto di creare dei fondi vari che possano aiutare le imprese a patrimonializzarsi»: tutti «strumenti operativi e concreti» per sostenere le imprese.
LA STAMPA - Emma Marcegaglia ha inoltre richiamato a una maggiore sobrietà e pacatezza nei toni del dibattito sulla stampa, ma non ritiene che ci siano pericoli per la libertà di informazione nel nostro Paese. «Non vedo un pericolo - ha osservato commentando la questione che tiene banco nel dibattito politico di questi giorni - ma credo che sia importante una maggiore attenzione e concentrazione sui temi della crisi e dell'occupazione e faccio un appello a una maggiore sobrietà e pacatezza».
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