19/01/2012

Quei sassi da Marte che valgono più dell'oro

Quei sassi da Marte che valgono più dell'oro

Piovuti sulla Terra in luglio, sono stati ritrovati in dicembre. Gli scienziati: i frammenti di meteoriti caduti in Marocco provengono dal Pianeta Rosso. Venduti a 20mila$ l'oncia

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14/03/2011

È Skylon l'erede dello Space Shuttle

È Skylon l'erede dello Space Shuttle

Sviluppato dalla britannica Reaction Engines, Potrà essere usato per viaggi passeggeri. Lungo 90 metri, simile ad alcune astronavi di Star Wars. Ed è concepito per future missioni sulla luna e su Marte

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23/03/2010

Missione "simulata" su Marte Un italiano tra i 4 candidati

Missione "simulata" su Marte Un italiano tra i 4 candidati

 

L'Esa ha presentato il quartetto di "finalisti" europei al grande progetto "Mars 500", che partirà a maggio, in collaborazione con la Russia:  520 giorni in un'astronave virtuale. L'ingegnere ventiseienne Diego Urbina: "E' un sogno che si avvera"

 

 

Missione "simulata" su Marte Un italiano tra i 4 candidati

I quattro candidati: l'ultimo a destra è Diego Urbina

 

NOORDWIJK (Olanda) - C'è anche un nostro connazionale - l'ingenere ventiseienne Diego Urbina, di madre italiana e padre colombiano - tra i quattro candidati finali dell'Agenzia spaziale europea per Mars 500, il programma frutto della collaborazione tra Russia e Ue che simulerà una missione spaziale su Marte.

I quattro candidati sono stati presentati in un incontro con la stampa che si è tenuto all'Estec, il Centro di ricerca scientifica e tecnologica dell'Esa a Noordwijk, in Olanda. Gli altri candidati, anche loro ingegneri, sono due francesi e un belga. All'interno di questo quartetto, a inizio maggio, saranno scelti i due partecipanti dell'area Ue alla missione sperimentale, in un equipaggio che comprenderà anche tre russi - uno dei quali sarà il comandante - e un cinese.


Dopo circa 15 giorni inizierà a Mosca l'esperimento vero e proprio. I sei vivranno in un'astronave virtuale per 520 giorni: i primi 250 saranno quelli necessari per il viaggio dalla Terra a Marte, i successivi 30 quelli in cui simuleranno la fase di esplorazione della superficie del Pianeta rosso, per poi passare gli ultimi 240 giorni nel viaggio di ritorno verso la Terra.


Nella presentazione che si è tenuta oggi Simonetta Di Pippo, a capo della Direzione per il volo umano dell'Agenzia spaziale europea, ha sottolineato "i due aspetti fondamentali" di questa missione simulata su Marte, in cui "l'equipaggio sarà sottoposto a una situazione davvero estrema, vivendo in totale isolamento per quasi un anno e mezzo". Primo: "Ci permetterà di effettuare degli esperimenti di natura fisica, psicologica e anche sociologica che possono avere un impatto sulla vita del cittadino. Anche per questo all'Agenzia spaziale europea abbiamo creato un dipartimento di medicina spaziale" che, forte dei risultati di questi e altri esperimenti, potrà fornire indicazioni utili anche per la vita di tutti i cittadini. Il secondo aspetto è legato all'idea di arrivare con una vera e propria missione su Marte, cosa che realisticamente si potrà fare "non prima del 2035-2040". In questo senso, ha spiegato Di Pippo, tutti gli esperimenti che saranno effettuati durante la missione Mars 500 saranno di fondamentale utilità.


Su questo programma sperimentale l'Agenzia spaziale europea ha investito 1,5 milioni di euro, mentre ai due europei prescelti andrà una cifra tra "i 55mila e i 75mila euro". "Abbastanza per pagare le bollette", ha commentato con una battuta l'ingegnere italiano "finalista": "E' un sogno che si avvera - ha dichiarato - visto che, come tanti ragazzi, vorrei fare l'astronauta. Vorrei poter dire, il giorno che l'uomo mettesse davvero piede su Marte, che io ho contribuito a tutto questo".


25/01/2010

Alla ricerca degli extraterrestri sulla Terra

Alla ricerca degli extraterrestri sulla Terra

 

Ma c'è chi insiste: «meglio puntare su marte». Secondo un famoso fisico gli alieni potrebbero essere già in mezzo a noi, sotto forma di microorganismi

 

Da oltre 50 anni gli scienziati passano al setaccio lo spazio profondo alla ricerca di forme di vita extraterrestri. Senza molto successo: né i programmi che prevedono l'uso di radiotelescopi, né le missioni su Marte fino ad ora sono state in grado di rilevare granché.

SULLA TERRA - «Dobbiamo mettere da parte la teoria secondo cui ET ci stia mandando messaggi dallo spazio e intraprendere un nuovo approccio», ha spiegato a The Times l'illustre fisico Paul Davies, tra gli ospiti del simposio che la prestigiosa Royal Society inglese dedica in questi giorni al 50esimo anniversario del programma di ricerca di intelligenza extraterrestre SETI. Secondo Davies, continuare a scrutare lo spazio alla ricerca di forme di vita aliene è solo una perdita di tempo, faremmo meglio a concentrarci sugli extraterrestri che già popolano il nostro pianeta.

BIOSFERA OMBRA - Durante il suo intervento, il professor Davies cercherà di convincere i colleghi che trovare forme di vita extraterrestri sulla Terra sarebbe la migliore riprova della loro esistenza al di fuori del nostro pianeta. Davies è infatti convinto che «strani microbi» appartenenti ad un diverso albero della vita (quello che lui definisce «biosfera ombra») potrebbero essere già presenti in alcune nicchie ecologiche isolate (come deserti, vulcani, laghi salati e le valli dell'Antartide). Alcuni gruppi di ricerca hanno già avviato studi di questo tipo in località contaminate con l'arsenico, come il Lago Mono in California.

MEGLIO MARTE - La tesi della «biosfera ombra» non convince però tutti gli studiosi invitati dalla Royal Society. «Si tratta solo di fantascienza, preferisco credere nelle evidenze scientifiche», ha commentato Colin Pillinger a capo di Beagle 2, la missione spaziale che doveva raggiungere Marte per scoprire nuove tracce di vita e di cui però si è persa ogni traccia. Secondo Pillinger il pianeta rosso resta la migliore destinazione per scoprire l'esistenza di forme di vita aliena.

OTTIMISMO - La conferenza della Royal Society richiamerà oggi e domani a Londra i più importanti esperti del settore. Per Lord Rees, presidente della Royal Society and Astronomer Royal, ormai i tempi sono maturi per una grande scoperta che «potrebbe cambiare il modo in cui vediamo noi stessi nel cosmo». Grazie ai recenti sviluppi di telescopi spaziali, potremmo presto «scoprire forme di intelligenza superiori a quella umana».

Nicola Bruno


13/01/2010

Gli (immaginari) alberi di Marte

Gli (immaginari) alberi di Marte

 

Ma si tratta solo di uno strato di anidride carbonica ghiacciata che evapora. Una foto della sonda Mars Orbiter crea l'illusione di una foresta sul pianeta rosso

 

Gli immaginari alberi di Marte (dal sito http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_007962_2635)
Gli immaginari alberi di Marte (dal sito http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_007962_2635)

MILANO - Alberi su Marte? Un brivido è corso lungo la schiena dei ricercatori nei laboratori della Nasa alla vista delle spettacolari immagini arrivate dalla sonda su Marte. L'agenzia spaziale americana ha pubblicato uno scatto della superficie marziana catturato da HiRISE, ovvero l’High Resolution Imaging Science Experiment, il sensore ottico più potente spedito nello spazio a bordo della sonda spaziale Mars Reconnaisance Orbiter. Tra le dune di sabbia sul pianeta rosso spuntano infatti a sorpresa quelli che sembrano dei veri e propri filari di alberi.

LA SPIEGAZIONE - Una foresta di latifoglie extraterrestre? Putroppo no. Come spesso accade in questi casi l'interpretazione è assai differente dalla realtà: la foto mostra semplicemente una regione di dune nell'estremo nord di Marte, a poco meno di 400 chilometri dal polo. Sulle punte di queste dune è presente uno strato di anidride carbonica ghiacciata, che evapora con l'arrivo della primavera marziana. Da qui l'inganno visivo con le chiazze e le righe scure che ricordano una vegetazione. «Ciò che vediamo è sabbia smossa in uno stato ghiacciato che si muove sopra le dune formando così righe molto marcate», ha riassunto il ricercatore della Nasa Candy Hansen.

Elmar Burchia


14/05/2009

Come saranno le case su Marte

Come saranno le case su Marte

 

PENSARE IL FUTURO. I progettisti si preparano a costruire case per mondi più leggeri del nostro

 

Sulla Luna ci siamo stati per la prima volta giusto 40 anni fa. Non so di preciso quando arriveremo su Marte. Ma il bambino, più probabilmente la bambina, che camminerà per prima su Marte è già nata, anche se è ancora piccola e non sappiamo chi sia. E sulla Luna ci torneremo presto, forse per restarci. Non che la Luna o Marte siano posti divertenti per una vacanza: niente spiagge con palme o chalet svizzeri, non c’è neanche l’aria per respirare e niente bikini, fa un freddo terribile. Ma la gravità di entrambi i corpi celesti è molto minore di quella della Terra, un sesto sulla Luna e un terzo su Marte. E così, mentre noi scienziati spaziali costruiamo le missioni per andarci, si progettano case extraterrestri.

L'architetto Hans-Jurgen Rombaut, dell’Accademia di Architettura di Rotterdam, che ha ideato un hotel di lusso sulla Luna
L'architetto Hans-Jurgen Rombaut, dell’Accademia di Architettura di Rotterdam, che ha ideato un hotel di lusso sulla Luna

UN HOTEL «LUNARE» - Hans-Jurgen Rombaut, dell’Accademia di Architettura di Rotterdam, ha pensato un hotel di lusso sulla Luna, che sfrutta, anzi esalta le condizioni di bassa gravità: una vera macchina per sensazioni. Due grandi torri inclinate da 160 metri (non solo bassa gravità, ma niente vento né terremoti sulla Luna !), di materiale locale: in fondo la Luna è solo un vecchio pezzo di Terra. Ovviamente, le torri saranno pressurizzate, così i turisti lunatici potranno fare free climbing alla grande e provare l’emozione del volo umano con degli speciali vestiti da pipistrello, ideale per tonificare i pettorali. Per riposarsi, Rombaut a pensato a romantiche capsule indipendenti, fatte a goccia e appese a mezz’aria, per dare l’impressione di essere ancora in una astronave.

Il numero di Bravacasa in edicola
Il numero di Bravacasa in edicola

CASE MARZIANE - Marte è ancora più attraente della Luna: il giorno dura circa 24 ore (mentre sulla Luna la notte dura due settimane…) e ci sono dei tramonti bellissimi, col Sole pallido che cala sulle sabbie rosse. Se i greci fossero stati su Marte, la nostra bambina, diventata astronauta, al suo sbarco potrebbe vedere dei templi bellissimi. Eleganti come il Partenone, ma molto più arditi per lo slancio delle colonne e la leggerezza ed arditezza degli architravi. Per non parlare delle Cariatidi, che terrebbero su tutto con un dito. Purtroppo, non è facile che Ulisse sia andato su Marte a fare templi, nè il Bernini a farvi colonnati, ma è divertente immaginarli. Deprimente invece pensarli su Giove dove, con gravità quasi tre volte quella della Terra, le impossibili colonne sarebbero basse e grasse. Come scienziato, propongo di progettare le case marziane secondo i canonici tre criteri di Vitruvio: firmitas, utilitas, venustas. La solidità (firmitas) è facile: bassa gravità e assenza di grossi terremoti. Il materiale da costruzione è disponibile in abbondanza, in un caldo color mattone. L’utilità (utilitas) è ovvia: non si può stare tanto all’aperto su Marte, in una continua pioggia di radiazioni di tutti tipi. Meglio stare in casa, la cui venustas (la bellezza, l’estetica) oltre che dallo slancio delle linee, sarebbe assicurata da una cupola astronomica per guardare passare le due piccole, velocissime lune marziane e poi quel puntino blu lontano, la Terra.

Giovanni Bignami


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21/01/2009

Pianeti separati alla nascita

Pianeti separati alla nascita

 

Mercurio, Venere, la Terra e Marte. I quattro corpi celesti interni nati da un anello di materia più vicino al Sole. Poi hanno agito le forze gravitazionali

 

 

Da sinistra: Mercurio, Venere, Terra e Marte (da Nasa)
Da sinistra: Mercurio, Venere, Terra e Marte
Mercurio e Marte separati alla nascita? Questa la conclusione a cui è giunta la simulazione di Brad Hansen dell’Università di California a Los Angeles presentata al meeting di Long Beach (California) dell’American Astronomical Society. Il tutto parte da un esame della fotografia dei quattro pianeti in fila, Mercurio, Venere, Terra e Marte, come ruotano intorno al Sole. Tutti i corpi planetari si formano da un anello di materia distribuito intorno alla stella.

I DUE GRANDI - «La simulazione realizzata – spiega Hansen – dimostra che due pianeti maggiori di un anello di materia più vicino all’astro si sono creati agli estremi, cioè nel bordo interno e l’altro nel bordo esterno». Questi sarebbero rappresentati da Venere e la Terra. Di mezzo c’era però altro materiale dal quale presero forma Mercurio e Marte, entrambi poi scacciati all’esterno dal gioco delle forze gravitazionali dei due corpi maggiori. E lì sono rimasti dove noi li vediamo. Gli altri pianeti maggiori, da Giove in poi, sarebbero scaturiti da un anello più esterno.

NASCE LA LUNA - Le caratteristiche di Mercurio e Venere, precisa lo scienziato, dimostrano anche di essere stati vittime di impatti giganti. Ma di questo male ha sofferto anche la Terra e la simulazione di Hansen confermerebbe l’ipotesi che, proprio a causa di uno di questi scontri del nostro pianeta con un corpo celeste di rilevanti dimensioni, sia nata la Luna. L’impatto avrebbe sollevato una grande quantità di materia che poi si è coagulata nel nostro pallido satellite naturale.


23/10/2008

Svelato il mistero di Phobos

Svelato il mistero di Phobos

Le ultime foto ravvicinate del satellite di Marte smentiscono tutte le ipotesi fantascientifiche, c'è chi ha pensato che fosse una sfera cava rifugio per i marziani sopravvissuti

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Gli hanno dato il nome greco della paura, Phobos, perché fin dall’inizio è apparso un oggetto inquietante, anomalo. E’ il maggiore dei due satelliti di Marte, ma per noi terrestri, abituati ad avere una Luna grande e splendente, sembra piuttosto un pezzo di roccia cosmica finito lì per caso. Di piccolissimo diametro, appena una ventina di chilometri, leggerissimo pur se rapportato alle sue modeste dimensioni, caratterizzato da un moto di rotazione frenetico, tanto che gira strettissimo attorno a Marte in appena 7 ore e 39 minuti, Phobos, più che il satellite della paura è quello del mistero.

SATELLITE ARTIFICIALE? - Alcuni astronomi si sono sbizzarriti a descriverlo come una sfera cava all’interno, altri addirittura come un satellite artificiale costruito dai marziani. Ora il mistero sembra svelato: Phobos sarebbe un «mucchio di ghiaia e di sabbia». Lo ipotizzano gli scienziati che stanno analizzando i dati raccolti da Mars Express, una sonda spaziale automatica dell’Agenzia spaziale europea in orbita attorno a Marte, di cui sta riprendendo foto ravvicinate della superficie e dei suoi due satelliti. Grazie alle immagini in tre dimensioni di Phobos (le possiamo ammirare sul sito http://photojournal.jpl.nasa.gov/target/Phobos), gli scienziati hanno potuto calcolare, con una precisione mai raggiunta prima, la massa e il volume dell’enigmatica luna di Marte e ricavarne la densità media, che è risultata di 1,85 grammi per centimetro cubo, cioè di gran lunga inferiore a quella della nostra Luna che è di 3,5 grammi per centimetro cubo.

MUCCHIO DI GHIAIA - La notevole leggerezza di Phobos avvalora l’ipotesi che il satellite, sotto una superficie di polveri dello spessore di circa 100 metri , del tutto simile a quella lunare, disseminata di crateri grandi e piccoli, non nasconda un nucleo compatto, ma aggregati di sassi tenuti insieme dalla forza di gravità e separati da cavità: insomma, una struttura a rubble pile (mucchio di ghiaia) , come dicono gli esperti. Tale struttura, secondo gli studiosi dei corpi minori del sistema solare, sarebbe propria a molti asteroidi con densità altrettanto bassa. Degli asteroidi a mucchio di ghiaia, gli specialisti stanno tentando di realizzare un archivio computerizzato con lo scopo di escluderli da esperimenti spaziali che ne potrebbero compromettere l’integrità. Infatti, se si frammentassero in miliardi di corpi, in seguito a qualche impatto provocato da sonde spaziali, rappresenterebbero, per la Terra, uno sciame potenzialmente distruttivo.

LE IPOTESI FANTASCIENTIFICHE - All’inizio degli anni ’60, l’astrofisico russo Iosif Shklovsky, che è stato un amico e collaboratore del più noto Carl Sagan, sbalordì la comunità scientifica avanzando l’ipotesi che Phobos fosse un satellite artificiale messo in orbita da civiltà marziane, arrivando ad azzardare che la sua superficie potesse essere una sfera metallica. Il fisico Fred Singer, a quei tempi consulente scientifico del presidente Eisenhwer (e oggi uno dei più noti negazionisti delle responsabilità umane sul cambiamento climatico), gli andò dietro aggiungendo che il satellite serviva alla sopravvivenza dei marziani. Anni dopo, le prime foto ravvicinate del satellite di Marte, irregolare e butterato come una patata, smentirono entrambi. Ma il mistero di Phobos è rimasto, alimentato anche da enormi striature che lo cingono per intero e che sono difficili a spiegarsi come raggiere provocate dagli ejecta dei crateri. Chissà se ora, con l’ipotesi del ‘rubble pile’, sia arrivato il momento di affrancare Phobos dalla immotivata «paura» suscitata dal suo nome.

 

 

 

Babylon Eng

 

lish-English

a
art. indefinite article used with nouns
 
n. first letter of the English alphabet; first letter in the Latin alphabet
Wikipedia English - The Free Encycl...

The letter A is the first letter in the Latin alphabet. Its name in English is a , plural aes, as, or a's.

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Á
(a-acute) is a letter of the FaroeseHungarianIcelandicCzech, and Slovak languages. This letter also appears in IrishOccitanPortugueseSpanish, and Vietnamese language as a variant of the letter “a”.

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Â
(a-circumflex) is a letter of Romanian and Vietnamese language. This letter also appears in FrenchPortugueseFriulian and Walon language as a variant of the letter “a”.

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Ã
In Portuguese, the character Ã/ã represents a nasal central unrounded vowel, normally transcribed in IPA as (its exact height varies from open to mid according to the speaker's dialect). Because it is a typically Portuguese character, it is sometimes used as a symbol of the Portuguese language.

Portuguese has five nasal vowels:

  • (ã, an, am)
  • (en, em)
  • (in, im)
  • (õ, on, om)
  • (un, um)

As well as five nasal diphthongs:

  • (ãe)
  • (ão, -am)
  • (-em, -en-)
  • (õe)
  • (ui)

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Ä
"Ä", or "ä", is a character which represents either a letter from several extended Latin alphabets, or the letter A with umlaut or diaeresis.

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Å
The letter Å represents various ò sounds in the SwedishFinnishDanishNorwegianNorth FrisianWalloonChamorro and Istro-Romanian language alphabets. Other alphabets using the letter include the Lule SamiSkolt Sami and Southern Sami alphabet.

Å is often perceived as an A with a ring, interpreting the ring as a diacritical mark. However, in the languages that use it, the ring is not considered a diacritic but part of the letter. It developed as a form of semi-ligature of an A with another smaller a above it to denote a long a, similar to how the umlaut mark ¨ is developed from a small e written above the letter in question.


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Ă
Ă (upper case) or ă (lower case), usually referred to in English as A-breve, is a letter used in standard Romanian language and Vietnamese language orthographies. In Romanian, it is used to represent the mid-central unrounded vowel, while in Vietnamese it represents the short a sound. It is the second letter of both the Romanian and the Vietnamese alphabets.

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A* search algorithm
In computer science, A* (pronounced “A star”) is a graph/tree search algorithm that finds a path from a given initial node to a given goal node (or one passing a given goal test). It employs a “heuristic estimate” that ranks each node by an estimate of the best route that goes through that node. It visits the nodes in order of this heuristic estimate. The A* algorithm is therefore an example of best-first search.

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A+
A+ may refer to:
  • A+ (blood type), a blood type
  • A+ (grade), the highest grade achievable in a grading system based on letters of the alphabet.
  • A+ (programming language), a dialect of APL with aggressive extensions
  • A+ (rapper), Andre Levins, an American rapper
  • A-Plus (rapper), Adam Carter, an American rapper
  • A+ certification, the professional computer technician certification by CompTIA
  • Animax Hungary, a Hungarian anime TV channel formerly known as A+
  • A-Plus, an American convenience store chain owned & operated by Sunoco
  • A+ (magazine), covering Apple Computer software and hardware products, published in the 1980s by Ziff-Davis

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A++
A++ stands for abstraction plus reference plus synthesis which is used as a name for the minimalistic programming language that is built on ARS.

ARS is an abstraction from the Lambda Calculus, taking its three basic operations, and giving them a more general meaning, thus providing a foundation for the three major programming paradigms: functional programmingobject-oriented programming and  imperative programming.

ARS Based Programming is used as a name for programming which consists mainly of applying patterns derived from ARS, to programming in any language.


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A-
A- can be:
  • A- (plane), a U.S. military aircraft prefix.
  • A- bloodblood type A negative.
  • A- grade, a letter grade in the four point grade system, above 'B+', but below an 'A' (see Grade (education)).
  • Privative a, a prefix expressing negation.
  • Ā

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Bell character
Bell character is an ASCII control character, code 7 (^G). When it is sent to a printer or a terminal, nothing is printed, but an audible signal is emitted instead. Terminal emulator windows often flash briefly to show the user where the alert occurred.

A bell code also exists in Baudot code, which has been used in teleprinters in some form since 1874. Sending a bell code would get the attention of the teleprinter operator at the other end of the line.

In the C programming language, the bell character is represented as 'a' ("alert" or "audible"). In Unicode, there is a character for visual representation of bell character, ”symbol for bell“, U+2407 — not to be confused with the actual bell character, U+0007.


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Floppy disk
A floppy disk is a data storage device that is composed of a disk of thin, flexible ("floppy") magnetic storage medium encased in a square or rectangular plastic shell. Floppy disks are read and written by a floppy disk drive or FDD, the initials of which should not be confused with "fixed disk drive", which is another term for a hard disk drive. Invented by IBM, floppy disks in 8", 5.25", and 3.5" formats enjoyed many years as a popular and ubiquitous form of data storage and exchange, from the middle 1970s to the late 1990s. However, they have now been largely superseded by Flash and optical storage devices while email has become the preferred method of exchanging small to medium digital files.

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Grave accent
The grave accent ( ` ) is a diacritical mark used in written CatalanFrenchGreek until 1982 (polytonic orthography), ItalianNorwegianOccitanPortugueseScottish GaelicVietnameseWelsh, and other languages.

The word grave is derived from the Latin gravis (heavy). In English the word is normally pronounced "grahv", IPA , not like grave meaning "serious" or a "tomb." It comes from French, where it is pronounced similarly: accent grave .


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Ogonek
The ogonek (Polish for "little tail", the diminutive of ogon) is a diacritic hook placed under the lower right corner of a vowel in the Latin alphabet used in several European and Native American languages.

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Babylon German-English
A (das)
n. a, first letter of the Latin alphabet; first letter of the German alphabet
 
Ä (das)
n. a umlaut, German vocal
 
à
prep. at (French)
Babylon French-English
a (m)
n. a, first letter of the English alphabet
 
à
prep. to, at, in, upon, with, by
 
avoir
v. have; possess, own; hold; get; stock
Babylon Italian-English
A (Austria)
Austria; ampere; highway
 
a
prep. to; at, in; on; for; by; per; of; after; away (Grammar)
 
a (f)
n. a, first letter of the Italian alphabet
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