29/06/2010

Aggressione a Berlusconi, assolto Massimo Tartaglia

Aggressione a Berlusconi, assolto Massimo Tartaglia

L'uomo che lo scorso 13 dicembre aggredì il Presidente del Consiglio in Piazza Duomo a Milano è stato assolto perchè non imputabile. Dovrà rimanere per un anno nella comunità in cui si trova attualmente e non potrà partecipare a manifestazioni

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E' stato assolto in quanto non imputabile, perché totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto. È questa la sentenza su Massimo Tartaglia, che nel dicembre scorso ferì Silvio Berlusconi a Milano lanciandogli sul volto una statuetta del Duomo. Il Gup Luisa Savoia ha disposto come misura di sicurezza che Tartaglia resti in libertà vigilata per un anno nella comunità di recupero dove si trova da mesi agli arresti domiciliari. Tartaglia dovrà conformarsi alle indicazioni del direttore della comunità, potrà ottenere dei permessi per andare a visitare alla famiglia ma non potrà partecipare a manifestazioni pubbliche come quella del dicembre scorso in cui aggredì Silvio Berlusconi.


13/12/2009

Arrestato Massimo Tartaglia, l'uomo che ha ferito Berlusconi

Arrestato Massimo Tartaglia, l'uomo che ha ferito Berlusconi

 

Ha 42 anni e non è legato a gruppi che potrebbero far pensare a un'aggressione organizzata. In cura da 10 anni per problemi mentali, dopo l'interrogatorio in questura del procuratore antiterrorismo Armando Spataro, è stato arrestato per lesioni aggravate

 

 

Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l'uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi dopo il comizio in piazza Duomo, colpendolo proprio con un souvenir che rappresenta il monumento simbolo di Milano.
L'uomo è stato immediatamente bloccato e portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente. Secondo alcune testimonianze, mentre veniva portato via avrebbe detto: "Non sono io. Io non sono nessuno".

Ai primi tempestivi controlli è risultato che nei confronti di Tartaglia gli investigatori non hanno alcuna segnalazione che possa farlo ritenere vicino a gruppi organizzati o dell'estremismo. A suo carico solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Di fatto è un completo sconosciuto alla Digos, che ha immediatamente interrogato l'uomo per capire cosa lo abbia spinto a colpire Berlusconi. Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta.
La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato.

L'ipotesi, al momento ritenuta più attendibile, è quella del gesto di uno sconsiderato. In effetti, è giunta conferma che l'uomo è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano e la sua psicologa lo ha raggiunto in questura.
In serata è stata anche perquisita la sua abitazione a Cesano Boscone. L'uomo lavora nell'azienda grafica del padre.
Quando è stato bloccato, aveva in tasca oltre ad altri due souvenir e un piccolo crocifisso anche una bomboletta di spray urticante al peperoncino.
Il particolare è emerso in Questura, dove tutto il materiale è stato portato ed è attualmente sotto sequestro. La presenza dello spray e degli altri oggetti è costata a Tartaglia anche l'aggravante della premeditazione per l'accusa di lesioni aggravate. Tartaglia, dopo l'interrgoatorio del procuratore antiterrorismo Armando Spataro, è stato dichiarato in arresto.