13/12/2009

Show di Corona in tv. Dà un pugno al muro e rischia la frattura

Show di Corona in tv. Dà un pugno al muro e rischia la frattura

 

Durante il programma di canale 5 «matrix». Scatto d'ira per il fotografo condannato in primo grado a Milano a 3 anni e 8 mesi per estorsione

 

 

 

MILANO - Questa volta Fabrizio Corona lo show lo ha fatto in televisione. Ieri se­ra puntata di Matrix , la tra­smissione di approfondimen­to giornalistico di Canale 5, dedicata al paparazzo condan­nato due giorni fa per le foto e i ricatti ai vip. Corona è in studio: difende il suo modo di lavorare, contesta la sen­tenza dei giudici milanesi. A modo suo. A un certo punto non sopporta più le doman­de e le provocazioni. Si alza di scatto e dà un pugno con forza contro la scenografia della trasmissione. Non è fin­zione, l’urto è violento. Du­rante l’interruzione pubblici­taria vengono chiamati i me­dici del 118.

MANO FASCIATA - Alla ripresa della trasmissione la mano destra di Corona è vistosamente fa­sciata. Il conduttore Alessio Vinci fa sapere che i medici sospettano che ci sia una frat­tura. Poi gli chiede come sta. «Il dolore non è una cosa che mi riguarda», risponde con aria da spaccone il fotografo. Giovedì scorso Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi per estorsione e ten­tata estorsione dai giudici del­la quinta sezione penale del tribunale di Milano nell’ambi­to della cosiddetta inchiesta «Vallettopoli». In sostanza è stato riconosciuto colpevole di aver ricattato sportivi e per­sonaggi famosi per alcune fo­to ritenute compromettenti. Dopo la sentenza Corona ave­va commentato a caldo: «Me ne vado, mi vergogno di esse­re italiano». Ieri sera Corona ha ribadito la sua linea di difesa. E dopo lo scatto d’ira ha chiesto scu­sa a Belen Rodriguez, la sua attuale compagna. «Le avevo promesso di mantenere la cal­ma », ha detto il fotografo.


26/05/2009

Tribunale di Roma: «Mentana va reintegrato a Matrix»

Tribunale di Roma: «Mentana va reintegrato a Matrix»

 

LA DECISIONE: «Licenziamento illegittimo». Il giudice del lavoro: «Il giornalista deve tornare alla conduzione della trasmissione. L'azienda paghi i danni»

 

Enrico Mentana (LaPresse)
Enrico Mentana (LaPresse)

 

 

 

 

 

 

 

 

ROMA - Enrico Mentana deve essere reintegrato alla conduzione di Matrix. Lo ha disposto il Tribunale di Roma ordinando il reintegro del giornalista alla guida del programma di Canale 5.

LA DECISIONE - Il giudice del lavoro Guido Rosa ha infatti dichiarato illegittimo il licenziamento di Mentana e ha ordinato alla RTI di reintegrarlo nel posto di lavoro con le mansioni di realizzatore e conduttore del programma, condannando inoltre l'azienda al risarcimento del danno. Il giornalista, difeso dagli avvocati Domenico e Giovanni d'Amati, aveva sostenuto di essere stato «dimissionato» e pertanto illegittimamente licenziato, per avere criticato la decisione editoriale di mantenere inalterata la programmazione di Canale 5 in occasione della morte di Eluana Englaro


05/03/2009

In onda le bugie choc di Erika E sale l'audience di «Matrix»

In onda le bugie choc di Erika E sale l'audience di «Matrix»

 

Il delitto del 2001. Pubblico diviso sul filmato di Novi Ligure

 

 

Un'immagine del filmato mandato in onda da «Matrix»
Un'immagine del filmato mandato in onda da «Matrix»

MILANO — «Mio fratello urlava tantissimo, urlava mamma, papà, Erika»: 48 ore dopo il duplice delitto Erika (proprio lei, quella di Erika & Omar, quella di Novi Ligure, era il 2001) racconta agli inquirenti la sua versione dei fatti, di questi albanesi che sono entrati in casa e alla fine hanno ammazzato sua madre e il suo fratellino di 12 anni.

Però siccome tutti sanno come sono andate veramente le cose, siccome tutti sanno che a ucciderli è stata lei con la complicità del suo fidanzatino Omar, il filmato che Matrix ha mandato in onda martedì sera è davvero sconvolgente. Non si sa se il pubblico a casa abbia gradito, certo è che ha seguito: 1.366.000 telespettatori, share del 18,04%, un po' sotto Bruno Vespa che a Porta a porta parlava di matrimoni misti con risvolti drammatici e ha avuto un seguito di 1.547.000 spettatori, share del 18,42%. Blog e forum invece bocciano la scelta di Alessio Vinci. Leggere per credere. Sul forum «TeleVisioni» di corriere.it Vincenzo è allibito: «Mi viene da credere che il genere talk show abbia oltrepassato il punto di non ritorno», parla di «volgare pornografia acchiappa pubblico» e chiude dicendo «sono schifato. Ho spento subito». Altri forum qua e là. Il tenore è sempre lo stesso. Molto sdegno per le condanne miti (16 anni a Erika e 14 a Omar), turbamento per quello che Matrix ha mandato in onda. «Ho i brividi nel vedere la freddezza con cui inventa i fatti consapevole del fatto di aver ucciso la propria madre e il proprio fratellino» (scrive Stainboy).

«Vedo le interviste alla ragazza... penso alla mamma... poi al fratellino... e mi viene da piangere» (posta Nostradamus). La freddezza di Erika è un concetto che ritorna spesso. Le immagini mostrano la ragazza (il volto non è stato oscurato perché lei ora è maggiorenne) che racconta: «Aveva il coltello in mano così, si è girato voleva farmi così». Peccato che il coltello lo avesse in mano lei. All'inizio della puntata Alessio Vinci, il conduttore che ha preso il posto di Mentana, aveva spiegato che era da tempo che Matrix stava lavorando per avere questi filmati e spiegava che poiché si tratta di «atti di un processo concluso, sono dunque pubblicabili». Ma anche no.

Renato Franco


12/02/2009

Mediaset: «Matrix riprenderà, ma non sappiamo con chi»

Mediaset: «Matrix riprenderà, ma non sappiamo con chi»

 

Il conduttore: «scusarmi? su mia scelta ho messo la faccia». Crippa: «Mentana si è messo fuori». Il giornalista: «Non ho mai chiesta la prima serata»

 

 
ROMA - Enrico Mentana rompe il silenzio. A 48 ore dall'annuncio delle dimissioni (fatto la sera della morte di Eluana Englaro) immediatamente accettate da Mediaset, il giornalista conduttore si sfoga e in una lettera inviata al direttore di Libero Vittorio Feltri (che mercoledì titolava in prima pagina «Ridateci Mentana») dà la sua versione dei fatti. «Se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli»: è uno dei passaggi della lettera. Nella missiva, pubblicata giovedì su Libero, Mentana spiega «come sono andate davvero le cose» e come le ha vissute «in prima persona». Il giornalista racconta che la sera della morte di Eluana non chiese lo spostamento in prime time di Matrix al posto del Grande Fratello ma che fece tre proposte: «Aprire nel programma (il Grande Fratello, ndr) una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com'era previsto, ma un'ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto». Tutte e tre furono bocciate, spiega Mentana. Seguì l'annuncio delle dimissioni.

«DISSENTIRE VA BENE SCONFESSARE NO»- «Quella di Enrico - è la replica del direttore generale Informazione Mediaset Mauro Crippa - è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D'altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell'insieme delle tre reti. Resta il fatto - sottolinea Crippa - che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni». E adesso? «Matrix riprenderà dopo Sanremo, la pausa durante il Festival era già prevista, ma non sappiamo ancora chi lo condurrà. Matrix è un prodotto che non verrà abbandonato - ha aggiunto Crippa - e riprenderà come era programmato, dopo il Festival, probabilmente con le quattro serate». Per quanto riguarda Mentana, Crippa ha ripetuto che per lui la vicenda è chiusa. «Mentana con il suo atteggiamento ha sconfessato pubblicamente l'azienda - ha detto Crippa - e in questo modo si è messo fuori dalla logica di Mediaset».

«I SOLDI NON SONO UN PROBLEMA»- Quanto all'affaire dimissioni, Mentana sottolinea di non aver «mai sentito, né quella sera né dopo Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l'azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità - chiarisce il giornalista - la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix. Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema - scrive Mentana - la forma sì. E anche la sorte di chi sta lavorando con me al programma, e ha appreso della sua sospensione da una lettera di due righe».

«SKY? UNA BALLA» - Nella lettera a Feltri, Mentana spiega di aver deciso di dire la sua dopo aver visto che «il racconto dell'accaduto, passaggio dopo passaggio, si allontana sempre più dalla realtà, quasi sempre in buona fede; anche se c'è pure qualche mestatore all'opera per mettere in giro balle e veleni assortiti («come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky)». «Non so se ho sbagliato - scrive ancora Mentana -, in tutta onestà non lo credo».

«SCUSARMI? SULLA MIA SCELTA HO MESSO LA FACCIA» - Ospite della rubrica di Giuliano Ferrara giovedì mattina su Radio 24, Mentana ha quindi rivendicato la decisione di dimettersi da direttore editoriale di Mediaset, di fatto escludendo l'ipotesi di porgere le sue scuse alla rete e di fare marcia indietro. «Sono un professionista lautamente pagato che ha giocato e rischiato in proprio. E se uno fa una scelta in proprio, ci mette la faccia e la firma, poi non deve temere le reazioni»ha detto Mentana ribadendo poi quanto espresso nella lettera a Feltri. E commentando una riflessione di Ferrara Mentana ha anche chiarito: «Tante volte ho rivendicato l'autonomia di Mediaset dal presidente del Consiglio, sarebbe arbitrario in questa occasione fare il ragionamento opposto». A Mediaset, che gli ha contestato in particolare la «sconfessione pubblica e radicale» della linea editoriale per non aver modificato il palinsesto nella sera della morte di Eluana, Mentana ha replicato che «la sconfessione è una cosa diversa dalla dissociazione da una scelta che in quel momento ho giudicato - dice il conduttore - di grave insensibilità e che con il senno di poi continuo a considerare tale» e non «lungimirante» come è invece stato rivendicato ancora ieri dall'azienda.