24/11/2011

Lanzetta, il superchirurgo bocciato da 9 anni

Lanzetta, il superchirurgo bocciato da 9 anni

Varese: l'esperto di trapianti della mano, DI fama mondiale, non ottiene l'incarico. Cattedra negata. I giudici in 5 verdetti: sbagliato

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03/10/2011

Nobel per la medicina a tre immunologi. Ma uno era già deceduto.

Nobel per la medicina a tre immunologi. Ma uno era già deceduto.

«Hanno scoperto i principi chiave per la sua attivazione». Il candese Ralph Steinman è scomparso tre giorni fa. Gli altri sono l'americano Beutler e il francese Hoffmann

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01/06/2011

Batterio killer, la Germania fa dietrofront

Batterio killer, la Germania fa dietrofront

Morta anche una donna in Svezia. I tedeschi «assolvono» i cetrioli spagnoli. Resta ignota la causa dell'infezione. Grave un uomo nei Paesi Baschi

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11/01/2011

Alberto Zangrillo: «Mio figlio bocciato a quei test iniqui di medicina»

Alberto Zangrillo: «Mio figlio bocciato a quei test iniqui di medicina»

DA "OK SALUTE". Il medico personale di Berlusconi si confessa nel mensile in edicola: «Questi quiz d'ingresso non servono a stabilire se i ragazzi hanno attitudine a diventare bravi dottori»

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22/08/2010

Bari. Medicina, test d'ingresso super blindati

Bari. Medicina, test d'ingresso super blindati

Metal detector disturbatori di telefonini, vigilanti e plichi conservati in una caserma. Gli studenti non potranno portarsi da casa nemmeno le penne biro

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04/09/2009

Tremila euro per passare i test a Medicina denunciato studente: sostituiva candidati

Tremila euro per passare i test a Medicina denunciato studente: sostituiva candidati

 

All'universita' di  ROMA «La sapienza». Il giovane aveva un documento contraffatto; nei guai anche un aspirante studente che lo aveva ingaggiato

 

 

I test di accesso alla facoltà di Medicina, presso l'Aula «A» della Clinica di Dermatologia, erano in corso da un po', ma lui non c'era. Uno studente è stato denunciato per aver pagato 3mila euro a un altro universitario per farsio sostituire agli esami di ammissione. Denunciato anche la falsa matricola che, ha confessato, aveva già altre volte sostituito altri candidati.

AGENTI IN BORGHESE - La truffa è venuta alla luce nell'ambito dei consueti servizi che la Questura dispone quotidianamente all'interno dell'Università «La Sapienza», gli agenti di Polizia in borghese si sono accorti che un candidato di origine siciliana, dopo aver esibito un documento sul quale risultava chiamarsi V.G. aveva apposto sul verbale della commissione un firma diversa da quella riportata sulla carta d'identità presentata. Immediate le indagini anche mediante verifiche anagrafiche al Comune di Menfi, che ha rilasciato il documento d'identità all'aspirante studente.
I controlli hanno permesso di accertare l'alterazione del documento, in quanto la foto apposta sul la carta d'identità presentata alla commissione era diversa da quella archiviata in calce al documento originale rilasciato dal Comune.

PORTATO IN COMMISSARIATO - Al termine della prova, V.G. è stato fermato e condotto presso gli Uffici del Commissariato Università dove ha dichiarato di essere M.N. ammettendo la sostituzione di persona e confessando di aver personalmente alterato il documento, aggiungendo anche che già altre volte si era sostituito ad altri candidati per sostenere quiz e prove d'esame per un compenso di 3.000 euro, salvo esito positivo.
Gli investigatori hanno successivamente rintracciato anche il vero V.G. il quale ha ammesso le proprie colpe. Entrambi i giovani sono stati denunciati in stato di libertà per sostituzione di persona.


15/07/2009

E gli sceicchi fanno «shopping» di medici

E gli sceicchi fanno «shopping» di medici

 

Il concorso. A Bologna la selezione di cento camici bianchi in fuga

 

Concorso per cento camici bianchi

Concorso per cento camici bianchi


 

Se fino a qualche tempo fa i calciatori a fine carriera andavano a svernare in Medio Oriente, adesso anche i medici e gli infermieri italiani vedono negli Emirati il nuovo Eldorado. Da oggi, per tre giorni, si terranno all’Hotel I Portici le selezioni per oltre cento specialisti nel campo della sanità pronti a fare i bagagli verso gli Emirati Arabi e il Qatar. Per chi, invece, preferisce i Paesi occidentali sono previsti anche colloqui per assunzioni nel Regno Unito, Usa e Canada. L’iniziativa è frutto di una collaborazione fra Idea Lavoro, agenzia di lavoro leader nella selezione di curricula sanitari, e Hcl International, società «faro» nel collocamento internazionale di professionisti in ambito medico. I vincitori otterranno un contratto a tempo indeterminato e vari benefit aziendali.

SELEZIONI -Le selezioni verranno condotte da personale direttamente proveniente dagli ospedali di Dubai, Abu Dhabi e Doha, per quanto concerne i posti messi a disposizione negli Emirati Arabi. Mentre manager di ospedali inglesi, statunitensi e canadesi si occuperanno della «scrematura» dei curricula di chi preferisce un posto meno caldo. Alle selezioni possono partecipare anche neolaureati. Non sono richiesti solo medici, ma anche infermieri e ostetriche. E a provarci saranno in tanti: secondo le stime di Idea lavoro i candidati sono più di 400. «Ho 36 anni e sono un chirurgo — spiega una dottoressa che preferisce restare anonima — per far quadrare i conti durante la specializzazione ho fatto numerose guardie mediche di notte». Lei ha deciso di tentare il grande salto all’estero perché la situazione italiana le appariva sconfortante. «In Inghilterra un medico con la mia qualifica viene pagato 12.000 euro al mese — prosegue — e a questo si aggiungono vari benefit come l’appartamento in affitto a un canone simbolico e l’auto. In 5 anni, guadagni l’equivalente di 20 anni di lavoro in Italia». Le nostre eccellenze in campo medico non si discutono, ma non sono agevolate. «Non ci possiamo permettere di pagare neanche i corsi di aggiornamento all’estero — aggiunge il chirurgo sconsolato — allora ho deciso di provarci, voglio rifarmi una vita. Tutti mi consigliano di partire e aggiungono "tenterei anche io le selezioni, se non avessi una famiglia qui in Italia"».

Giuseppe Cucinotta


06/02/2009

PARTE LA CAMPAGNA 'PER IL TUO CUORE'

PARTE LA CAMPAGNA 'PER IL TUO CUORE'

 

ROMA - Una campagna per scoprire gli "angeli custodi" del cuore, che lo proteggono a dispetto di tutti i fattori di rischio, e i "demoni" che lo devastano anche quando lo stile di vita è perfetto: è l'obiettivo ambizioso della campagna "per il tuo cuore" che parte oggi.

Fino al 15 febbraio si potrà contribuire a questo nuovo capitolo della ricerca sulle malattie cardiovascolari, prima causa di morte e di invalidità nei Paesi occidentali, donando due euro con un sms o chiamando da telefono fisso al numero 48545 (da Tim, Vodafone, Wind e Telecom Italia).

Patrocinata dalla Rai con il suo Segretariato sociale e da Pubblicità progresso, la campagna porterà a realizzare la prima banca dati di casi "estremi", che cioé si discostano in modo eclatante dalla media, nel bene e nel male. "Come dei detective, usciremo dal cono di luce per andare a cercare chi sta commettendo il delitto", ha detto il pioniere della ricerca sui fattori ignoti dell'infarto, Attilio Maseri, presidente della Fondazione "per il tuo cuore", presentando la campagna oggi a Roma, nella sede della Rai. Un'iniziativa che per il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, "rientra fra i compiti più nobili di un servizio pubblico". E per il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, la campagna è in linea con l'esigenza di "trasferire nella prevenzione le strategie avanzate sviluppate grazie alla ricerca".

La macchina per attivare questa ricerca senza precedenti nel mondo "c'é già", ha detto Maseri, ed è la banca dati dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco): la banca raccoglie dati su 100.000 pazienti da almeno 600 delle 800 strutture di Cardiologia di tutta Italia. "Oggi - ha spiegato - sappiamo che uno stile di vita corretto riesce ad evitare i danni nel 50% dei casi. Ma come possiamo spiegare l'altro 50%?. Per saperlo non ci resta che studiare i casi estremi, quelli che più si discostano dalla media e andare a scoprire i loro nemici, o i loro angeli custodi". Si tratta, insomma, di "studiare le malattie cardiovascolari da un punto di vista diverso" e che, secondo l'esperto, potrà portare a terapie e prevenzione "più personalizzate".

Età, ipertensione, livello di colesterolo, peso, stress restano indicatori validi, ma ormai non sono più sufficienti per spiegare fino in fondo i segreti dell'infarto: bisogna andare oltre. Il punto di partenza, ha spiegato il responsabile del Centro studi dell'Anmco, Aldo Maggioni, sarà la banca dati dell'Associazione: "lì andremo a cercare i casi che più si discostano dalla media per la loro storia clinica". I casi "estremi" raccolti da questo archivio, inaugurato 25 anni fa, saranno poi integrati con casi analoghi che i cardiologi si preparano a segnalare. 


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14/10/2008

Censis: in stallo le cure alternative, «risale» il medico di famiglia

Censis: in stallo le cure alternative, «risale» il medico di famiglia

Forum per la ricerca biomedica. Le terapie non convenzionali rimagono «appannaggio di una robusta minoranza». Più fiducia nel «dottore»

 

Secondo il Forum oper la ricerca biomedica è in calo anche il numero di italiani che si rivolgono alla medicina cinese
ROMA – Non crescono le cure alternative. Nonostante l’attenzione da parte dei media e, di conseguenza, dell’opinione pubblica, restano sempre una «minoranza», destinata a restare tale. Le usano il 23,4% degli italiani. Quota leggermente inferiore a quella rilevata del 2001. Allora erano stati il 23,6% i connazionali che avevano dichiarato di ricorrere alle medicine cosiddette non convenzionali. E’ uno dei dati che verranno presentati mercoledì 15 ottobre dal Censis. Nell’ambito delle attività del Forum per la ricerca biomedica l’istituto ha realizzato il Monitor Biomedico, indagine su un campione di mille cittadini di età superiore ai 18 anni. Lo studio fotografa il rapporto degli italiani con la salute, la sanità il farmaco.
Tra le novità, oltre alla mancata crescita delle cure alternative, il ritorno del medico di famiglia come figura di riferimento per la salute. Il «caro dottore» ha riacquistato il pieno riconoscimento da parte dei pazienti. Il 66% degli intervistati affermano che la fonte principale di informazione è proprio il medico di famiglia. Percentuale nettamente superiore a quella rilevata nel 1998: più 12,9%. Riscuote maggiore successo anche il farmacista che guadagna il 9,1% dei favori.

ALTERNATIVE IN CALO – Secondo il Censis le cure non convenzionali restano «appannaggio di robuste minoranze ma non sembrano in grado di sfondare su numeri più grandi». Nell’ultimo anno il 13,9% degli italiani ha utilizzato l’omeopatia (era 13,7% nel 2001). Aumentano dell’1,9% coloro che si affidano a tecniche di manipolazione e massaggio, mentre la vera sorpresa è la fuga dalla medicina cinese, praticata da meno dell’1% del campione. Sette anni fa i cittadini che sceglievano questi rimedi erano il doppio. Forse il fenomeno è da attribuire alla diffidenza più generale della popolazione nei confronti del made in China, dopo i noti scandali su prodotti adulterati o risultati tossici. Lieve crescita della fitoterapia (4,1% la usano, l’1% in più). La pranoterapia viene praticata dall’1,4% degli italiani, il reiki resta confinato ad una piccola minoranza, 0,2%.

MA LAUREATI E DONNE LE PREFERISCONO - Le cure alternative godono maggior favore tra le donne (26%), laureati (oltre il 36%) e residenti al centro (25%). Secondo il 30,5% degli intervistati sono rimedi naturali e innocui, ma a pensarla così sono lo 0,3% in meno rispetto all'ultima rilevazione. Aumentano in compenso gli italiani convinti che questi prodotti siano inutili e qualche volta dannosi: 15,2%, il 1,5% rispetto al 2002. E sono sempre di più quelli che li considerano espressione di concezioni diverse della medicina o utili solo per piccoli disturbi.

MEDICO – Il ritorno del medico nella considerazione dei cittadini viene dimostrato in particolare dai dati che riguardano le principali fonti di informazione in materia sanitaria. Il confronto è tra 1987, 1998 e 2008. Oggi al primo posto c’è appunto il medico di famiglia (66,3%). Seguito da familiari o amici (20,4%), rubriche televisive 16,5%, farmacista 15,6%, riviste specializzate 13,8%, quotidiani con inserti di salute 9,3% e internet, 8,7% che sta rapidamente acquistando spazio. Crollano invece rispetto a 10 anni fa rubriche televisive (-11,3%), pubblicazioni specializzate (circa 3%) e quotidiani (7,7%).


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14/05/2008

FARMACO MARCHIO COOP

FARMACO MARCHIO COOP

La Coop ha recentemente annunciato che verrà messo sul mercato un farmaco a marchio Coop. Si tratta di un medicinale a base di acido acetilsalico e acido ascorbico (vitamina C). Per intenderci è un farmaco analogo al Vivin C o all’Aspirina C effervescente.

Il prezzo di vendita al pubblico sarà di 2 euro per 20 compresse.
Si tratta certamente di una buona novità per il cittadino perché il farmaco è indubbiamente conveniente. Ciò nonostante sono necessarie alcune considerazioni.

1) La scelta sul tipo farmaco. Non condividiamo la scelta di Coop di produrre come primo farmaco un’associazione di più principi attivi: perché non iniziare a lanciare un farmaco a base solo di acido acetilsalicico come l’aspirina a un prezzo ancora più ridotto?. La presenza della vitamina C non aumenta l’efficacia del farmaco.

2) Quanto è conveniente il farmaco Coop? Molto se lo rapportiamo al prezzo medio del Vivin C e dell’Aspirina C effervescente. Secondo una nostra recente indagine questi due farmaci costano in media nella grande distribuzione 4,78 euro e 5,17 euro. Scegliere il prodotto Coop equivale a risparmiare circa il 60%.
A titolo di confronto abbiamo considerato anche la semplice Aspirina (a base di acido acetilsalicico). La confezione da 20 compresse è in vendita mediamente a un prezzo di 3,07 euro. Il prezzo scende ancora di più se consideriamo l’equivalente non di marca. Il prezzo massimo in vigore fino alcuni mesi fa era di 2,80 euro. In questo caso il risparmio continua ad esserci, ma si riduce a 80 centesimi (pari al 30%) .

3) Coop nel lanciare il farmaco chiede che ci sia un ampliamento della gamma dei farmaci su cui aprire la vendita e che sia superato l’obbligo della presenza del farmacista nel punto vendita. Su questo secondo punto non siamo d’accordo. Se da un lato siamo sempre stati favorevoli all’ampliamento delle fasce di farmaci dispensati al di fuori delle farmacie, dall’altro consideriamo fondamentale la presenza del farmacista. Se da un punto di vista commerciale è corretto considerare il farmaco come una qualsiasi altra merce e quindi è corretto stimolarne la concorrenza, dall’altro si tratta di un prodotto da assumere in modo appropriato e opportuno. Il farmacista quindi, ovunque si trovi, può e deve aiutare il cittadino nella scelta del farmaco adatto, dando i corretti consigli e  indicando le giuste avvertenze d’uso. Senza il farmacista tutto questo non può avvenire.

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