05/05/2011

Il medico egiziano e l'informatico libico: la sfida per il nuovo vertice di Al Qaeda

Il medico egiziano e l'informatico libico: la sfida per il nuovo vertice di Al Qaeda

La fine di Bin Laden: come cambiano le dinamiche all'interno dell'organizzazione. La rete terroristica lavora alla successione di Osama: tra i favoriti al-Zawahiri e al-Libi

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03/02/2011

Sassano, medico ubriaco contro auto: morti due fidanzatini di 27 e 23 anni

Sassano, medico ubriaco contro auto: morti due fidanzatini di 27 e 23 anni

Nel salernitano. Invade la corsia opposta e investe una Panda, morta la coppia di giovani. Ai domiciliari Mario D'Angelo

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23/03/2010

Cina: medico uccide a scuola a coltellate otto studenti delle elementari

Cina: medico uccide a scuola a coltellate otto studenti delle elementari

 

La strage a nanping nell'est del paese. L'uomo, probabilmente afflitto da problemi mentali, ha anche ferito altri 7 bambini. Era stato licenziato da poco

 

PECHINO (CINA) - Strage di studenti in Cina. Un uomo, un medico, che si pensa avesse problemi mentali, è entrato in una scuola elementare della provincia del Fujian nell'est del Paese e ha ucciso a coltellate 8 studenti, ferendone gravemente altri 7. Il dottore, arrestato dalla polizia, era stato recentemente licenziato dalla clinica in cui lavorava.

CHIUSA LA SCUOLA - Gli studenti uccisi erano tutti della scuola elementare di Nanping che a seguito della strage è stata chiusa. Negli ultimi anni sono state diverse le stragi compiute da persone con problemi mentali nelle scuole cinesi, tanto che in corso una discussione sulla necessità di incrementare le misure di sicurezza negli edifici scolastici.

Redazione online


24/01/2010

Cassazione: «Minacciare un vigile per una multa? Certe volte si può»

Cassazione: «Minacciare un vigile per una multa? Certe volte si può»

 

Assolto un medico che aveva parcheggiato in divieto di sosta dopo essere stato chiamato per una visita urgente, «Possono esserci contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra esigenza»

 

ROMA - Ci sono casi in cui, dopo una contravvenzione, si può mandare il vigile 'a quel paese'. O addirittura minacciarlo. La legittimazione arriva dalla Cassazione che, però, precisa: il comportamento dell'automobilista può essere perdonato quando la multa sia stata fatta ad una persona che abbia «contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra esigenza». Ecco perchè la Sesta sezione penale - sentenza 1997 - ha annullato una doppia condanna per il reato di minaccia a un medico catanese, Antonio C. che venne multato dalla polizia municipale per auto in divieto di sosta con rimozione forzata. Il medico, chiamato per una visita cardiologica urgente, aveva lasciato la macchina in divieto e, vedendo i vigili elevargli la contravvenzione, si era rivolto loro dicendo: «Fatemi la contravvenzione e io vi farò vedere l'inferno». Una minaccia da condannare sia per il Tribunale che per la Corte d'appello di Catania (maggio 2008). La difesa di Antonio C. ha fatto ricorso con successo in Cassazione sostenendo che in questo caso doveva scattare «l'esimente dell'adempimento del dovere» non escludibile «in ragione dello scarso livello di sensibilità dimostrato verso la difficile opera di controllo del traffico e delle esigenze della collettività».

LE MOTIVAZIONI - Piazza Cavour, contrariamente alle richieste della pubblica accusa, ha accolto il ricorso del medico e ha evidenziato che Antonio C. «reagì all'operato dei vigili con l'atteggiamento di chi ritiene che il proprio compito contingente sia prioritario e prevalga su ogni altra esigenza e, in tale ottica, pretende che chiunque comprenda e condivida tale valutazione». Quando, dunque, i vigili, «deludendo tale aspettativa - dice la Cassazione -, insistettero nel loro atteggiamento, anche per i problemi che la macchina in divieto causava alla circolazione, gli venne naturale reagire con una frase che, al di là del suo obiettivo contenuto minatorio, voleva sostanzialmente esprimere, nella sua stessa enfasi, solo un'esasperata protesta verso quella che gli appariva come un'importuna e ottusa interferenza nell'urgente compito del suo dovere professionale e, non era, quindi, soggettivamente caratterizzata da reale volontà di coartazione». Da qui l'annullamento della sentenza di condanna «perché il fatto non costituisce reato».


29/08/2009

Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»

Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»

 

I risultati dell'autopsia. Il medico legale: il re del pop ucciso da un'intossicazione acuta di anestetico e un sedativo

 

Michael Jackson (Lapresse)
Michael Jackson (Lapresse)

NEW YORK - È ufficiale. Michael Jackson è stato ammazzato e la sua morte non è dunque da intendersi come accidentale. A confermare le voci che circolano ormai da giorni sul web è stato lo stesso medico legale di Los Angeles, che ha diretto l'esame tossicologico per determinare le cause dell’improvvisa morte del King of Pop, stroncato da un arresto cardiaco nella sua villa di Los Angeles, lo scorso 25 giugno, a soli 50 anni. «È stato stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», ha spiegato il coroner in un comunicato ufficiale. «La morte verrà trattata pertanto come un omicidio». «Un omicidio» realizzato con forti dosi di anestetico. Il verdetto del coroner di Los Angeles sulla morte di Michael Jackson è quasi una sentenza di condanna immediata per il medico che nei momenti fatali era accanto al cantante. «Acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», dice il medico legale incaricato dai magistrati. Il primo di questi medicinali è un anestetico, il secondo è un sedativo. L'esame dell'autopsia ha rivelato anche la presenza di altre molecole nel cadavere di Jackson: Midazolam, Diazepam, Lidocaina e efedrina.

OMICIDIO - Il j’accuse del coroner – la prima dichiarazione ufficiale delle autorità californiane che la morte del cantante verrà trattata come un omicidio - dovrebbe portare in breve tempo all’arresto di Conrad Murray, il cardiologo di Las Vegas che gli avrebbe somministrato l’ormai famigerato «cocktail letale». La lista di farmaci, alcuni incompatibili tra loro, rinvenuti dal medico legale nel cadavere del cantante contraddice ogni elementare buon senso ippocratico. Jackson – sempre secondo il rapporto reso noto ieri - aveva in corpo un miscuglio micidiale di sedativi, antidolorifici e stimolanti. Dal Midazolam (un narcotico simile al Propofol, usato per calmare i pazienti senza però addormentarli durante le colonscopie) al Diazepam, la versione generica del Valium e dall’analgesico Lidocaina all’efedrina, un forte eccitante.

RAPPORTO - Il coroner ha precisato che il rapporto completo dell'autopsia di Jackson «rimarrà ancora nelle mani della polizia di Los Angeles e del procuratore generale della contea» anche se a questo punto tutte le indagini passano alla procura che presto potrebbe spiccare i primi mandati di arresto. L’ipotesi di un processo, che si preannuncia già come l’ennesimo circo mediatico mondiale, sembra ormai una certezza per il dottor Murray. Interrogato più volte dalla polizia, il cardiologo ha ammesso di aver iniettato l’anestetico Propofol al suo celebre paziente verso le 10 e 40 di mattina dello scorso 25 giugno, dopo aver trascorso un’intera notte nel vano tentativo di farlo addormentare, somministrandogli ben quattro iniezioni di Lorazepam e Midazolam, due potenti sedativi. «Alla fine sono stato costretto a cedere alle sue insistenti richieste», ha testimoniato il medico, ammettendo però di avergli iniettato lo stesso anestetico «tutte le notti, per ben sei settimane». Ma il Propofol può essere usato soltanto in ospedale e dagli anestesisti che, in virtù della sua potenza, sono costretti a monitorare in continuazione la reazione del paziente al farmaco. È chiaro, insomma, che usarlo come sonnifero è, non solo illegale, ma in questo caso anche un atto criminoso.

COMPLEANNO - Proprio oggi Jackson avrebbe compiuto 51 anni e in tutti gli Usa si moltiplicano gli eventi per ricordarlo. Al Nethermead Meadow di Prospect Park, a Brooklyn, ci sarà una grande festa in suo onore, organizzata dal regista nero Spike Lee dove sono attese fino a 40 mila persone. In occasione della kermesse il presidente del quartiere Marty Markowitz proclamerà il 29 agosto Michael Jackson Day.


23/08/2009

Precipita l'elicottero del Suem Morte quattro persone

Precipita l'elicottero del Suem Morte quattro persone

 

Pieve di cadore - A bordo, oltre al pilota, un medico e due tecnici. gia' Recuperate le salme. L'agenzia per la sicurezza del volo ha aperto un'inchiesta. Il mezzo di soccorso è caduto sul Monte Cristallo, durante una missione di soccorso per una frana. Nella zona imperversa il maltempo

 

PIEVE DI CADORE - Sono state recuperate e portate nella sala mortuaria dell’ospedale Codivilla a Cortina le salme delle quattro persone che erano nell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore caduto sul Monte Cristallo. Lo conferma Paolo Belodis, del Soccorso Alpino di Cortina d'Ampezzo. «Il magistrato - ha spiegato Belodis - ci ha dato autorizzazione al recupero delle salme visto che nella zona imperversa il maltempo». A trovare i resti dell'elicottero, ha confermato Belodis, un altro velivolo che era in volo per un intervento legato alla caduta di un masso sulla strada provinciale.

La dinamica L’elicottero stava intervenendo, verso le 14, per una verifica nella zona di Rio Gere, tra il monte Cristallo e il Faloria, dove si era staccata una frana che aveva invaso un tratto stradale. Durante una manovra, sul versante del Cristallo, eseguita forse in seguito anche al maltempo, il mezzo avrebbe toccato i fili della tensione ed è quindi precipitato.

Il medico degli Scoiattoli, Fabrizio Spaziani
Il medico degli Scoiattoli, Fabrizio Spaziani

Nella sede del 118 a Pieve si è radunata una piccola folla di amici e conoscenti delle vittime e nelle varie salette l’immagine comune è quella del pianto e del dolore.

A bordo dell’eliambulanza, oltre al pilota, c’erano un medico e due tecnici. Fabrizio Spaziani, il medico a bordo dell’elicottero, era in servizio da molti anni al 118 dell’ospedale di Pieve di Cadore. Spaziani aveva partecipato, assieme agli Scoiattoli di Cortina, alla spedizione commemorativa sul K2 per i 50 anni della storica conquista della seconda vetta più alta al mondo. Le altre vittime sono il pilota Dario De Felip e Marco Zago, assistente pilota e membro del soccorso alpino. La quarta vittima è un tecnico del soccorso alpino, Stefano Da Forno. Per Zago, secondo quanto si è appreso, oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro prima di passare ad altro incarico.

 

 

Il canalone della morte (Foto Bellodis-Gaspari- Cappello)
Il canalone della morte (Foto Bellodis-Gaspari- Cappello)

I 500 tecnici del Soccorso alpino bellunese hanno espresso tutto il loro dolore e si stringono «alle famiglie dei quattro amici persi oggi nell’incidente aereo di Rio Gere». I tecnici - è detto in una nota - «partecipano al cordoglio per la perdita di Dario De Filip, Marco Zago, Fabrizio Spaziani e Stefano Da Forno».

Inchieste Intanto, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (Ansv) ha disposto l’ invio di un team di investigatori per ricostruire la dinamica ed individuare le cause tecniche dell’incidente. E anche la procura di Belluno ha aperto un fascicolo d’inchiesta.

La zona dove è caduto l’elicottero, tra il monte Cristallo e il vicino Faloria, è stata spesso sede di interventi per gli uomini del soccorso alpino e del Suem a favore di alpinisti o escursionisti in difficoltà. Non più tardi di una settimana fa, il giorno di ferragosto, l’elicottero del Suem aveva partecipato ad una operazione di soccorso di una famiglia di Matera, con due bambini di nove e sei anni, che era rimasta bloccata lungo la ferrata Dibona proprio sul gruppo Cristallo.


L'area con la frana che aveva determinato l'intervento del Suem (Foto Bellodis-Gaspari- Cappello)
L'area con la frana che aveva determinato l'intervento del Suem (Foto Bellodis-Gaspari- Cappello)

 

 

 


28/07/2009

Mafia, condannato a 10 anni e 8 mesi l'ex deputato regionale Mercadante

Mafia, condannato a 10 anni e 8 mesi l'ex deputato regionale Mercadante

 

La decisione dei giudici di palermo dopo più di 17 ore di camera di consiglio. L'ex parlamentare sotto processo con altre 8 persone accusate di mafia, estorsione e favoreggiamento

 

PALERMO - Per il gip che, nel 2006, ne ordinò l'arresto, sarebbe stato tanto vicino al capomafia Bernardo Provenzano da far parte di «una Cosa sua», più che di Cosa Nostra. Un'espressione che spiega bene lo stretto legame che univa il padrino di Corleone a Giovanni Mercadante, il medico eletto all'Assemblea Regionale Siciliana nelle fila di Forza Italia, condannato per mafia a 10 anni e 8 mesi. La sentenza è stata pronunciata dai giudici della II sezione del tribunale di Palermo poco prima delle 2 di notte, dopo oltre 17 ore di camera di consiglio. Radiologo, 61 anni, parente dello storico boss di Prizzi Tommaso Cannella, Mercadante sarebbe stato medico di fiducia delle cosche e punto di riferimento dei boss nel mondo della politica. Indagato già in passato, la sua posizione venne archiviata per due volte. Poi, nel 2006, la svolta nell'inchiesta e l'arresto. A carico dell'ex deputato, alle accuse dei pentiti, si sono aggiunte le intercettazioni ambientali realizzate nel box del capomafia Nino Rotolo, luogo scelto dai clan per i loro summit. Nei colloqui, registrati per oltre un anno, il nome di Mercadante è emerso tante volte, collegato sempre ad affari illeciti. Per i pm Nino Di Matteo e Gaetano Paci, l'ex parlamentare azzurro sarebbe stato «pienamente inserito nel sodalizio criminoso». Il medico radiologo era sotto processo a Palermo insieme ad altre otto persone accusate, a vario titolo, di mafia, estorsione e favoreggiamento aggravato. Tra gli imputati proprio i boss Bernardo Provenzano e Lorenzo Di Maggio, il medico Antonino Cinà e quattro commercianti. Sedici anni la pena inflitta a Cinà, già condannato per associazione mafiosa, ritenuto uomo di fiducia del boss Totò Riina. Il capomafia Bernardo Provenzano, imputato di tentata estorsione, ha avuto, sei anni. A nove anni e quattro mesi è stato condannato il boss Lorenzo Di Maggio. Assolto invece Marcello Parisi, ex consigliere di circoscrizione di Fi. Infine sono stati assolti i commercianti Maurizio Buscemi, Calogero Immordino e Vito Lo Scrudato, che negando di avere ricevuto richieste estorsive, secondo la Procura, avrebbero favorito Cosa nostra; condannato invece a sei mesi un quarto commerciante, Paolo Buscemi. Il processo scaturisce dall'indagine denominata Gotha, che portò all'arresto di decine di colonnelli e gregari del boss Bernardo Provenzano.

«PROVATI RAPPORTI ALTO LIVELLO CON POLITICA» - «Questa sentenza è il primo riconoscimento, che arriva dai giudici, dell'esistenza di un rapporto tra mafia e politica a un livello molto alto». È il commento del pm Nino Di Matteo, che con il collega Gaetano Paci ha sostenuto l'accusa nel processo «Gotha» a Palermo. La condanna di Giovanni Mercadante a 10 anni e 8 mesi rappresenta, secondo la Dda, la conferma alle molteplici accuse rivolte a un appartenente al mondo politico, con compiti e ruoli di livello e considerato molto vicino alle cosche. Nessun commento invece da parte degli avvocati Leo Mercurio (presente in aula stanotte) e Grazia Volo, legali dell'ex parlamentare regionale di Forza Italia. Mercadante, che si trova agli arresti domiciliari per motivi di salute, si era più volte difeso sostenendo di essere stato 'vittimà della propria parentela col boss di Prizzi Tommaso Cannella.


21/05/2009

Australia,un medico opera un tredicenne con un comune trapano elettrico

Australia,un medico opera un tredicenne con un comune trapano elettrico

 

Il dottore è dovuto intervenire sul cervello per una emorragia interna. Il ragazzo aveva battuto la testa cadendo dalla bicicletta. L'operazione eseguita con un neurochirurgo al telefono

 

 

 

 

 

 

SYDNEY - Un medico di campagna in Australia ha salvato la vita ad un ragazzo di 13 anni, che aveva battuto la testa cadendo dalla bicicletta, usando un comune trapano elettrico per alleviare la pressione sul cervello di un'emorragia interna, perché nell'ospedale locale mancavano gli strumenti adatti.

LA TRAPANATURA - L'operazione di emergenza, eseguita dal medico generico Rob Carson nella cittadina di Maryborough in Victoria, è stata elogiata da un noto neurochirurgo come «uno dei più coraggiosi sforzi salvavita immaginabili». Il piccolo Nicholas Rossi era caduto venerdì scorso, aveva perso brevemente conoscenza e accusava mal di testa, così i genitori lo avevano portato di corsa all'ospedale locale. Quando il ragazzo ha cominciato ad avere contrazioni spasmodiche, il dottor Carson si è reso conto che si era prodotta un'emorragia interna, e che sarebbe morto se la pressione non fosse stata alleviata. Poiché l'ospedale non era dotato di trapani neurologici il medico, che non aveva mai eseguito un simile intervento, si è armato di un trapano della manutenzione e ha telefonato al neurochirurgo di Melbourne David Wallace, perché lo guidasse in diretta sull'inclinazione e sulla profondità della trapanatura. Dopo l'operazione, Nicholas è stato trasportato in aereo in un ospedale di Melbourne dove si è pienamente ristabilito. Lunedì è stato dimesso, e ha potuto festeggiare con la famiglia il suo 13esimo compleanno.


14/05/2009

MORTO MEDICO COLPITO IN AMBULATORIO GENOVA,NIPOTE IN CARCERE

MORTO MEDICO COLPITO IN AMBULATORIO GENOVA,NIPOTE IN CARCERE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GENOVA - E' morto in nottata nell'ospedale San Martino il neuropsichiatra Pietro Pintus, di 62 anni, ferito ieri con due colpi di pistola sulla porta del suo ufficio nel poliambulatorio della Asl 3 della Fiumara a Sampierdarena. Sempre in nottata è stato trasferito in carcere in stato di fermo di polizia giudiziaria il nipote di 28 anni, Pietro Cocco, di Tempio Pausania (Sassari), sospettato dai carabinieri di aver sparato allo zio, anch'egli originario della Sardegna, per non precisate questioni familiari. Il giovane, che nega ogni responsabilità, era stato fermato nella serata di ieri dai carabinieri nel porto di Genova mentre si imbarcava su un traghetto diretto in Sardegna. A Cocco, che è guardia giurata, è stata sequestrata la pistola d'ordinanza sulla quale sono in corso accertamenti balistici per verificarne la compatibilità con i proiettili sparati contro il medico. Il dott. Pintus, che era direttore del consultorio familiare del "palazzo della salute" della Fiumara, è morto dopo essere stato sottoposo ad un lungo e delicato intervento chirurgico. I due proiettili che lo avevano colpito al tronco avevano infatti leso numerosi organi interni: fegato, milza, un rene ed un polmone.


13/05/2009

Genova: uomo entra armato in una Asl e apre il fuoco, grave un medico

Genova: uomo entra armato in una Asl e apre il fuoco, grave un medico

 

Lo sparatore è fuggito. i carabinieri lo stanno cercando in tutta la zona. Colpito al torace Pietro Pintus, neuropsichiatra infantile alla Asl 3 alla Fiumara. Lo sparatore è fuggito

 

Il luogo della sparatoria (Emmevi)
Il luogo della sparatoria (Emmevi)

GENOVA - Scene di panico al Palazzo della Salute della Asl 3 alla Fiumara, nel quartiere di Sampierdarena, nel ponente di Genova. Un uomo armato di pistola ha fatto irruzione nei locali della Asl e ha sparato ad un medico ferendolo, a quanto si apprende, in modo grave. Lo sparatore è poi fuggito. I carabinieri, intervenuti poco dopo, lo stanno cercando in tutta la zona.

LA VICENDA - Tutto è avvenuto in pochi secondi, quano lo sconosciuto ha sparato contro, Pietro Pintus, 47 anni neuropsichiatra infantile del consultorio della Asl 3, che è stato centrato da due colpi di pistola al fianco. Il medico è in condizioni molto gravi. Pintus infatti ha subito lesioni, con un'emorragia, a fegato, milza, che è stata spappolata, e reni.

LE INDAGINI - Intanto quattro dipendenti della Asl sono stati accompagnati in caserma per ricostruire nei dettagli l'aggressione. Si tratta di due dirigenti medici, di un tecnico e di un impiegato amministrativo. Gli investigatori stanno inoltre cercando di verificare una serie di numeri di targa, anche se incompleti, segnalati dai testimoni che hanno visto fuggire lo sparatore. Ancora da chiarire se a bordo dell'automobile in fuga ci fossero due uomini o uno solo.