06/03/2012

Canada, un medico legale risolve il mistero dei piedi mozzati trovati sulle spiagge

Canada, un medico legale risolve il mistero dei piedi mozzati trovati sulle spiagge

BRITISH COLUMBIA. Nella baia di Vancouver una serie di macabri ritrovamenti negli anni: potrebbero essere di donne e uomini morti suicidi

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29/08/2009

Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»

Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»

 

I risultati dell'autopsia. Il medico legale: il re del pop ucciso da un'intossicazione acuta di anestetico e un sedativo

 

Michael Jackson (Lapresse)
Michael Jackson (Lapresse)

NEW YORK - È ufficiale. Michael Jackson è stato ammazzato e la sua morte non è dunque da intendersi come accidentale. A confermare le voci che circolano ormai da giorni sul web è stato lo stesso medico legale di Los Angeles, che ha diretto l'esame tossicologico per determinare le cause dell’improvvisa morte del King of Pop, stroncato da un arresto cardiaco nella sua villa di Los Angeles, lo scorso 25 giugno, a soli 50 anni. «È stato stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», ha spiegato il coroner in un comunicato ufficiale. «La morte verrà trattata pertanto come un omicidio». «Un omicidio» realizzato con forti dosi di anestetico. Il verdetto del coroner di Los Angeles sulla morte di Michael Jackson è quasi una sentenza di condanna immediata per il medico che nei momenti fatali era accanto al cantante. «Acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», dice il medico legale incaricato dai magistrati. Il primo di questi medicinali è un anestetico, il secondo è un sedativo. L'esame dell'autopsia ha rivelato anche la presenza di altre molecole nel cadavere di Jackson: Midazolam, Diazepam, Lidocaina e efedrina.

OMICIDIO - Il j’accuse del coroner – la prima dichiarazione ufficiale delle autorità californiane che la morte del cantante verrà trattata come un omicidio - dovrebbe portare in breve tempo all’arresto di Conrad Murray, il cardiologo di Las Vegas che gli avrebbe somministrato l’ormai famigerato «cocktail letale». La lista di farmaci, alcuni incompatibili tra loro, rinvenuti dal medico legale nel cadavere del cantante contraddice ogni elementare buon senso ippocratico. Jackson – sempre secondo il rapporto reso noto ieri - aveva in corpo un miscuglio micidiale di sedativi, antidolorifici e stimolanti. Dal Midazolam (un narcotico simile al Propofol, usato per calmare i pazienti senza però addormentarli durante le colonscopie) al Diazepam, la versione generica del Valium e dall’analgesico Lidocaina all’efedrina, un forte eccitante.

RAPPORTO - Il coroner ha precisato che il rapporto completo dell'autopsia di Jackson «rimarrà ancora nelle mani della polizia di Los Angeles e del procuratore generale della contea» anche se a questo punto tutte le indagini passano alla procura che presto potrebbe spiccare i primi mandati di arresto. L’ipotesi di un processo, che si preannuncia già come l’ennesimo circo mediatico mondiale, sembra ormai una certezza per il dottor Murray. Interrogato più volte dalla polizia, il cardiologo ha ammesso di aver iniettato l’anestetico Propofol al suo celebre paziente verso le 10 e 40 di mattina dello scorso 25 giugno, dopo aver trascorso un’intera notte nel vano tentativo di farlo addormentare, somministrandogli ben quattro iniezioni di Lorazepam e Midazolam, due potenti sedativi. «Alla fine sono stato costretto a cedere alle sue insistenti richieste», ha testimoniato il medico, ammettendo però di avergli iniettato lo stesso anestetico «tutte le notti, per ben sei settimane». Ma il Propofol può essere usato soltanto in ospedale e dagli anestesisti che, in virtù della sua potenza, sono costretti a monitorare in continuazione la reazione del paziente al farmaco. È chiaro, insomma, che usarlo come sonnifero è, non solo illegale, ma in questo caso anche un atto criminoso.

COMPLEANNO - Proprio oggi Jackson avrebbe compiuto 51 anni e in tutti gli Usa si moltiplicano gli eventi per ricordarlo. Al Nethermead Meadow di Prospect Park, a Brooklyn, ci sarà una grande festa in suo onore, organizzata dal regista nero Spike Lee dove sono attese fino a 40 mila persone. In occasione della kermesse il presidente del quartiere Marty Markowitz proclamerà il 29 agosto Michael Jackson Day.


20/07/2009

McCartney è morto? Le analisi sul suo cranio non smontano la credenza

McCartney è morto? Le analisi sul suo cranio non smontano la credenza

 

Su Wired il lavoro di un informatico e un medico legale che hanno esaminato il caso. Le analisi scientifiche non smontano la credenza che il musicista sia scomparso nel 1966 dopo un incidente

 

Nemmeno la scienza è riuscita a mettere la parola fine a una delle leggende metropolitana più longeve: quella secondo cui Paul McCartney sarebbe deceduto nel 1966 in un incidente stradale e che, da allora, sarebbe stato sostituito da un sosia. Una scienziata e un informatico hanno così indagato sul cranio del musicista per dimostrare che la leggenda nata 40 anni fa è una bufala. Il risultato però va contro le loro aspettative: i dubbi restano e cinque prove dimostrerebbero che McCartney, dal 1966, potrebbe essere stato sostituito da un sosia.
Nel nuovo numero della rivista Wired, vengono ricostruite le indagini svolte da due detective d’eccezione, l’informatico Francesco Gavazzeni e il medico legale Gabriella Carlesi, per dare una risposta al quesito: chi è veramente quel Beatle? Nel 2006 i due super consulenti, che in passato hanno collaborato a indagini come quelle sul Mostro di Firenze, l’attentato a Giovanni Paolo II e l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, hanno accettato la sfida di applicare le tecniche medico-forensi di comparazione biometrica a gruppi di fotografie che ritraggono Paul McCartney dalla prima metà degli anni ‘60 ai giorni nostri. Doveva essere un caso semplice, un fascicolo da aprire e chiudere in pochi minuti con la prevedibile sconfessione scientifica di una delle più longeve, tenaci e articolate leggende metropolitane di ogni tempo.

IL GIALLO RESISTE - Invece, come in un vero giallo, i confronti biometrici su conformazione del cranio, curva mandibolare, padiglioni auricolari, dettagli di dentatura e palato hanno mostrato discrepanze sempre più significative e sconcertanti tra le immagini scattate prima e dopo il 1966. La perizia di Francesco Gavazzeni e Gabriella Carlesi si è chiusa così senza un verdetto inequivocabile. Non poteva essere altrimenti, visto che l’analisi antropometrica e craniometrica si esprime solo in termini di compatibilità, non di certezza. Stavolta la scienza non offre risposte, anzi rilancia clamorosamente i dubbi.


15/07/2009

Giallo a Roma, bancario muore in casa con una profonda ferita al cranio

Giallo a Roma, bancario muore in casa con una profonda ferita al cranio

 

POSSIBILE DELITTO MA IL MEDICO LEGALE NON ESCLUDE UNA CADUTA. Trovato in boxer e maglietta, in un lago di sangue. Viveva solo, ma la casa era frequentata da ragazzi

 

Quasi ogni sera cenava nella trattoria sotto casa, «Il matriciano», in via Taranto, a San Giovanni. «Trippa e bucatini, sem­pre da solo, da 20 anni, ma poi non era so­lo quando rincasava». È Giuseppino Ange­lini, proprietario del locale, a dare una pri­ma indicazione su quello che potrebbe es­sere accaduto in casa di R.N., 58 anni, ban­cario, trovato morto ieri sera, poco dopo le 22, nella sua abitazione al terzo piano di una palazzina in stile. Un giallo: non si esclude l’incidente, ma nemmeno che pos­sa essersi trattato di un delitto.

L’allarme è stato dato da alcuni vicini di casa. L’impiegato era riverso sul pavimen­to dell’ingresso, in boxer e maglietta, in un lago di sangue. Sul posto è intervenuta la polizia che, fi­no a tarda notte, ha ascoltato alcu­ne persone e svolto un accura­to sopralluogo nell’appartamen­to della vittima. Alla fine il me­dico legale non avrebbe escluso la possibilità che il banca­rio possa essere scivolato e aver sbattuto la testa per terra. Sarà l’autopsia però a chiarire le cause del decesso e ad accertare se invece il cinquantenne non sia stato col­pito al capo con un corpo contundente. Il medico legale, che ha constatato il decesso, ha riscontrato che l'uomo era affetto da una grave malattia alla bocca. L'uomo non sarebbe comunque deceduto per il colpo alla testa.

Un mistero, insomma, sul quale le indagi­ni sono appena iniziate. Tanto più che dal palazzo sarebbe stato visto allontanarsi un uomo robusto. Una testimonianza tuttavia da confermare. Sembra che l’abitazione dell’impiegato fosse frequentata da ragaz­zi, spesso stranieri. «E anche da sbandati ­aggiungono al ristorante - non erano mai gli stessi, ma lui ci diceva sempre "è mio nipote". Comunque erano affari suoi, non ci ha mai dato fastidio».

R. Fr.


07/04/2009

Neonato morto in vasca da bagno Il medico legale: è stato affogato

Neonato morto in vasca da bagno Il medico legale: è stato affogato

 

Arrestata la madre: l'accusa è omicidio volontario. E' stata portata nel reparto di psichiatria

 

VERONA - È stato affogato il neonato morto oggi nella vasca del bagno della sua abitazione nel veronese. Lo ha stabilito il medico legale intervenuto sul posto dopo la segnalazione dei carabinieri di San Bonifacio. Gli investigatori, insieme al pm scaligero Cristina Motta, hanno sentito la madre del piccolo Mattia Cerato nato lo scorso 2 marzo e l'hanno arrestata. L'accusa è di omicidio volontario. La donna, Cinzia Baldo, 39 anni, è stata portata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Borgo Trento di Verona, dove è piantonata dai militari dell'Arma.

LA DINAMICA - Il piccolo Mattia è stato ucciso tra le 8.30 e le 9.30. Alle 8.30 il padre del neonato, un carabiniere in servizio a Vicenza, è uscito per andare dal barbiere ed è rincasato alle 9.30 trovando la moglie in forte agitazione e scoprendo il corpicino nella vasca da bagno. La donna, insegnante, si trovava a casa per il periodo di maternità. Al marito, ai carabinieri e al magistrato che l'hanno sentita avrebbe espresso frasi senza senso e sconclusionate. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe agito in un raptus di crisi post parto, anche se, pare, soffrisse da tempo di una lieve depressione. Anche per questo il marito le stava particolarmente accanto. Cinzia Baldo insegna in una scuola materna privata, la San Leonardo, ed è interessata ad andare in un istituto scolastico pubblico. La coppia ha un'altra figlia di 7 anni che si trovava già a scuola quando è avvenuta la tragedia.