13/05/2011

Titolo del post«Gheddafi via da Tripoli , ma è in Libia Cessate il fuoco? No a un Paese diviso»

Titolo del post«Gheddafi via da Tripoli , ma è in Libia Cessate il fuoco? No a un Paese diviso»

«Uccidere il colonnello? NOn è previsto dalla risoluzione Onu. Ma sarà incriminato» Il ministro degli Esteri, Frattini, a Corriere Tv: «La pressione internazionale sta disgregando il regime»

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30/05/2010

Frittura di paranza addio, il nuovo regolamento Ue la renderà introvabile

Frittura di paranza addio, il nuovo regolamento Ue la renderà introvabile

Diventerà quasi impossibile pescare seppie, calamaretti e telline. Le regole per la pesca nel Mediterraneo dal 1° giugno: reti a maglie più larghe e barche più lontane dalla costa

 

Telline: la loro pesca diventerà sempre più difficile a partire dal primo giugno (Ansa)
Telline: la loro pesca diventerà sempre più difficile a partire dal primo giugno (Ansa)

Niente più seppie, calamaretti e telline nelle tavole degli italiani che potranno dire addio anche a rossetti, bianchetti e latterini, frittura di paranza per eccellenza dalla Liguria alla Calabria. Tutto questo a partire da martedì 1 giugno con l'entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo. La Commissione europea, infatti, detta nuove regole per la pesca nel Mediterraneo, con maglie più larghe che rendono impossibile, ad esempio, la cattura dei calamaretti e dei rossetti essendo molto piccoli, e nuove distanze dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, come telline e cannolicchi che vivono e si riproducono a pochi metri dalla costa. Prelibatezze che godono di una solida tradizione gastronomica italiana ma che si scontrano con l'obiettivo dichiarato dell'Ue di tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo quindi limiti a metodi e confini dei territori di pesca.

PROTESTE - Il Regolamento Mediterraneo è penalizzante soprattutto per l'Italia, Paese per antonomasia della piccola pesca a cui è dedita il 5% della flotta. E ora occorre saper affrontare una nuova realtà che, a detta delle associazioni di categoria a partire dall'Agci Agrital, deve essere governata, dopo aver giocato a Bruxelles senza successo la carta di deroghe e proroghe. E se non sono mancate le proteste, come quella dell'associazione Marinerie d'Italia davanti al ministero delle Politiche agricole a Roma, oggi si pensa ai Piani di gestione da presentare all'Ue, ovvero a deroghe per maglie e distanze dalla costa che permetterebbero la cattura delle specie messe a rischio dalle nuove disposizioni; ma anche a misure economiche in grado di alleviare i pescatori penalizzati. E a questo proposito c'è qualche novità per vongole e cannolicchi; una circolare ministeriale infatti, rende noto la Federcoopesca, informa che è in via di perfezionamento la procedura per una deroga. Un rinvio possibile anche per le telline perchè, secondo la Lega Pesca, la Commissione europea potrebbe escludere dal Regolamento Mediterraneo il divieto dei rastrelli da natante, trattandosi di attrezzi non trainati. Per ora si sta a guardare e nell'incertezza, ben venga un bel piatto di spaghetti con le telline, tanto per non dimenticare un sapore che ha meritato il riconoscimento di slow food.

PERPLESSITA' - E con il varo delle nuove regole, arriva, inevitabile la preoccupazione anche dei ristoratori. Un «grido di dolore» per le nuove norme sulla pesca dell'Ue che tutelano seppie, calamaretti e telline viene «a nome di tutti gli abitanti della laguna veneta» arriva da Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar di Venezia, il mitico locale frequentato tra gli altri da Ernest Hemingway. La preoccupazione maggiore di Cipriani, autore di autorevolissimi libri di cucina, è per la seppia che, afferma, «è un elemento fondamentale della cucina veneta, non possono portarcelo via! Noi non puntiamo tanto sulle vongole, ma le seppie sono una cosa che serviamo moltissimo».

 

Redazione online


20/05/2009

Scoperta la vita nell'inaccessibile lago sottomarino Urania

Scoperta la vita nell'inaccessibile lago sottomarino Urania

 

STUDIO DELL'UNIVERSITA' DI MILANO. Nel Mediterraneo, a 3.5000 metri di profondità alcuni batteri vivono in condizioni «extraterrestri»

 

Nel Mediterraneo, a 3.5000 metri di profondità alcuni batteri vivono in condizioni «extraterrestri» . Nella foto una delle strumentazioni usate per le riceche svolte in ambienti sottomarini a grandi profondità (www.sisuni.unimi.it)
Nel Mediterraneo, a 3.5000 metri di profondità alcuni batteri vivono in condizioni «extraterrestri» . Nella foto una delle strumentazioni usate per le riceche svolte in ambienti sottomarini a grandi profondità (www.sisuni.unimi.it)

ROMA - Scoperte forme di vita nel lago sottomarino Urania, uno dei luoghi più inaccessibili della Terra, a oltre 3.500 metri di profondità nel Mediterraneo, dove non c'è luce nè ossigeno.
Le condizioni a quel livello sono paragonabili a quelli della Terra primordiale e ad ambienti extraterrestri, come quello di Europa, uno dei satelliti del pianeta Giove, o di Marte.

SCOPERTA ITALIANA - La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori guidato dall'Università degli Studi di Milano ed è in pubblicazione questa settimana su Pnas, la rivista scientifica americana Proceedings of the National Academy of Sciences of the Usa. La ricerca, pubblicata con il titolo «Sulfur cycling and methanogenesis primarily drive microbial colonization of the highly sulfidic Urania deep hypersaline basin», rivela infatti i processi metabolici che sostengono una stupefacente oasi di vita microbica nel lago Urania, uno degli ambienti più estremi e inospitali del pianeta Terra. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano, guidati da Daniele Daffonchio e Sara Borin del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche della Facoltà di Agraria, in collaborazione con nove altri gruppi di ricerca italiani ed europei.

IPERSALINITÀ - «Urania -spiegano i ricercatori- è uno dei bacini anossici ipersalini situati nel Mar Mediterraneo orientale ad una profondità superiore ai 3.500 metri. Questi laghi hanno concentrazione saline fino a dieci volte più alta di quelle dell'acqua marina sovrastante. Profondità e ipersalinità sono, però, solo due dei fattori che concorrono a rendere Urania uno degli ambienti più estremi del pianeta». «Altri fattori di stress - continuano i ricercatori - sono l'assenza di luce ed ossigeno, e in particolare per il Lago Urania, dato che lo differenzia dagli altri laghi sottomarini, la presenza di elevate concentrazioni di metano e idrogeno solforato. Il bacino Urania è tra gli ambienti marini noti più ricchi in quest'ultimo composto, che qui supera abbondantemente la soglia di tossicità per molti organismi, incluso l'uomo.

COMUNITÀ DI MICROORGANISMI - Nel loro studio, i ricercatori hanno descritto l'esistenza di una complessa comunità di microrganismi lungo la colonna d'acqua del lago Urania, particolarmente concentrati e stratificati nel sottile strato che separa le zone ipersaline dalla normale acqua marina sovrastante. «In questo strato, di soli 2 metri rispetto ad una colonna d'acqua di più di 3.500 metri, -sottolineano gli scienziati- si genera una differenza di salinità e di nutrienti in grado di sostenere particolari attività metaboliche». «I fattori che regolano la produttività di questo ecosistema estremo -aggiungono- sono risultati legati a metabolismi energetici tipicamente microbici, basati su reazioni di riduzione ed ossidazione delle specie chimiche dello zolfo e sulla produzione di metano, unitamente allo sfruttamento della "dark energy", una forma di energia chimica indipendente dalla luce e dai processi fotosintetici». Secondo i ricercatori, infine, «la scoperta dei processi metabolici e dei microrganismi che sostengono i cicli degli elementi e della vita nel lago sottomarino Urania fornisce un solido punto di partenza per formulare ipotesi sulla vita primordiale sul nostro pianeta o su altri corpi celesti. Inoltre, le capacità metaboliche dei microrganismi adattati a vivere nel lago Urania costituiscono una risorsa biotecnologica con potenziali applicazioni in molte attivitá antropiche».

 



02/05/2009

Bagni a rischio, nel Mediterraneo in arrivo la medusa killer

Bagni a rischio, nel Mediterraneo in arrivo la medusa killer

 

I suoi tentacoli possono raggiungere i trenta metri, è stata trovata nelle acque spagnole e può essere letale per l'uomo. L'industria turistica trema

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Ha i tentacoli lunghissimi, la chiamano medusa assassina, semina panico. I visitatori del Mediterraneo e i frequentatori del Mare Nonstrum, potrebbero trovarsi di fronte a dolorose sorprese, forse letali quest'anno.

La
Caravella Portoghese (così chiamata perché la sua forma ricorda quella delle imbarcazioni che solcavano gli Oceani), nome scientifico Physalia Physalis è stata avvistata nelle coste iberiche.

La
medusa è stata intravista vicino alle spiagge della Costa del Sol, nel sud della Spagna, e al largo della costa della regione di Murcia, nel sud-est.

I suoi tentacoli possono raggiungere i
30 metri, da quelle parti non si vedeva da 10 anni. La caravella portoghese è formata da una componente gelatinosa, ma i suoi prolungamenti sono provvisti di cellule urticanti che provocano a contatto con la pelle una combustione intensa, un bruciore infiammante che è molto più doloroso di quello di una medusa semplice.

In casi estremi, la puntura può causare
attacchi di cuore alle vittime che sono allergiche al veleno. I venti occidentali le hanno trasportate nel Mediterraneo (vivono nell'Oceano atlantico), attraverso lo Stretto di Gibilterra e per tutta la lunghezza della costa meridionale della Spagna, temono gli scienziati.

I tentacoli possono anche
infliggere un duro colpo all'industria turistica. Se si innescasse una psicosi collettiva, questo sarebbe un altro colpo letale per gli stabilimenti balneari. Gli operatori temono spiagge deserte, in una fase cruciale della bella stagione.

Per evitare l'invasione, l'unica scelta è difendere l'equilibrio dei mari, ma si tratta di scelte di lungo periodo e il turismo non può attendere.