14/01/2012
La memoria per pc più piccola della storia
La memoria per pc più piccola della storiaComputer. E' formata da 12 atomi di ferro distribuiti su due file
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27/01/2010
Giornata della Memoria, il premio Nobel Eli Wiesel oggi alla Camera. Benedetto XVI: fu odio razzista e nazista
Giornata della Memoria, il premio Nobel Eli Wiesel oggi alla Camera. Benedetto XVI: fu odio razzista e nazista
Schifani con la stella gialla: «Oggi sono ebreo anche io». Scritte antisemite a Roma, «Ricordare il passato, serve ai vivi». Napolitano: «Una tragedia che insegna»
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| L'ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, simbolo dell'olocausto. Nel giorno che ricorda la sua liberazione, avvenuta 65 anni fa ad opera dell'Armata Rossa, si celebra la Giornata della Memoria (Ansa) |
MILANO - Appuntamenti, celebrazioni, mostre, commemorazioni. Un programma variegato che ruota attorno ad un unico grande obiettivo: non dimenticare gli orrori del nazismo, le deportazioni nei campi di concentramento e lo sterminio di massa compiuto nei lager con sistematica ferocia. Tutta l'Europa celebra il Giorno della Memoria. Lo fa nei luoghi simbolo della tragedia, le baracche di Auschwitz e degli altri campi - tra cui la Risiera di San Sabba a Trieste - dove furono concentrati gli uomini e le donne destinati alla morte o ad una lunga prigionia fatta di stenti e sofferenze. Lo fa nelle capitali delle nazioni che hanno vissuto in prima persona il dramma delle deportazioni. Lo fa nel giorno in cui avvenne, 65 anni fa, la liberazione proprio del campo di Auschwitz Birkenau, che della tragedia è diventato il tragico e più noto emblema.
«ESPERIENZA CHE INSEGNA» - Al Quirinale è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a presiedere le celebrazioni. La Shoah, ha detto il capo dello Stato, è «una tragica esperienza carica di insegnamenti e di valori». Questa pagina di storia «é ancora" piena di insegnamenti» ha detto il presidente rivolgendosi in modo particolare ai giovani presenti all’iniziativa e dicendosi «confortato dall’aver ascoltato le riflessioni degli studenti sulla Shoah». Napolitano ha anche ricordato la «lotta per la libertà e il pieno riconoscimento dei diritti dei popoli, e in particolare per il diritto dello Stato di Israele di vivere in sicurezza».
«ODIO RAZISTA E NAZISTA» - Papa Benedetto XVI, parlando in tedesco nel corso dell'udienza generale del mercoledì, ha invece parlato di «orribile crimine», di «megalomania disumana» e di «odio razzista dell’ideologia nazista». «Il ricordo di questi fatti, in particolare la tragedia della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, così come la testimonianza di tutti coloro che si sono opposti a questa follia a rischio della propria vita - ha detto il pontefice -, ci ricorda sempre più all’assoluto rispetto della dignità della persona e della vita umana».
«OGGI SONO EBREO» - Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha invece preso parte alle commemorazioni alla risiera di San Sabba, a Trieste, indossando una stella gialla come quella che era appuntata sugli abiti dei deportati: «Ogni uomo oggi è ebreo. Anche io oggi sono ebreo - ha detto il numero uno di Palazzo Madama -. Mai più Shoah per gli ebrei, ma anche per coloro che, ancora adesso, alcuni di noi si ostinano a ritenere diversi. La diversità deve essere bandita. L'odio razziale, la xenofobia che purtroppo albergano in taluni sono veicolo di pericolosi pregiudizi, di falsi convincimenti che possono degenerare in violenza morale e fisica».
«PRESIDIO MORALE E CIVILE» - Alla Camera la cerimonia protocollare è stata incentrata sull'intervento di Eli Wiesel, ex internato a Auschwitz e premio Nobel per la pace nel 1986. A Montecitorio al fianco del presidente della Camera, Gianfranco Fini, sono presenti il premier Silvio Berlusconi e lo stesso Giorgio Napolitano. Fini ha esortato a «guardare con viva preoccupazione all'indifferenza che ancora in questi giorni circonda il rinnovarsi di fenomeni antisemiti, razzisti, xenofobi, e anche, sembra incredibile ma è vero, il rinnovarsi di minacce di sterminio». Per Fini «rendere testimonianza dello sterminio del popolo ebraico non è solo il doveroso ricordo di milioni di nomi e di storie» ma anche «un presidio morale e civile, affinchè mai più accada che l'aberrante logica di un potere totalitario si abbatta sugli inermi, sugli innocenti, su interi popoli contro i quali decretare le discriminazioni più odiose per motivi di razza, di religione, di genere, di condizione sociale, in una folle progressione criminosa capace di raggiungere il genocidio». In precedenza Silvio Berlusconi aveva spiegato che le istituzioni hanno «il compito di rendere omaggio alle vittime e di proteggere le future generazioni da deliranti ideologie ispirate dall'odio razziale».
«RICORDARE PER I VIVI» - «Non dobbiamo consentire che il nostro passato diventi il futuro dei nostri figli» ha invece detto Elie Wiesel, concludendo il suo intervento nell'Aula di Montecitorio. In un passaggio del suo discorso, Wiesel ha espresso anche un certo rammarico: «I testimoni hanno parlato, ma il mondo si è rifiutato di ascoltare, altrimenti non si spiegherebbero i genocidi che sono avvenuti nel dopoguerra. Se Auschwitz non ha guarito il mondo dall'antisemitismo, cosa potrà guarirlo?». Il Premio Nobel per la Pace ha poi spiegato che «il razzismo è stupido, e l'antisemitismo un'infamia». Inaugurando la mostra su Auschwitz Birkenau al Vittoriano aveva invece spiagato che «per i morti ormai è troppo tardi, ma non lo è per vivi» e che «la memoria è per loro e ricordare è l'unica cosa che ci può aiutare a vivere con dignità, onore e magari anche gioia».
SCRITTE ANTISEMITE A ROMA - Ma il pericolo è anche il rigurgito di antisemitismo. A Roma nella notte sono comparse scritte antisemite davanti a un ex luogo di tortura trasformato in Museo della Liberazione. «Olocausto propaganda sionista» hanno scritto, in particolare, ignoti su un muro di via Tasso, a pochi passi dalla Basilica di San Giovanni. La scritta, vergata con spray nero, è stata firmata con due croci celtiche e una svastica, dice la polizia, che è intervenuta sul posto all'1.50 di oggi.
Redazione Online
15:19 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, giornata, memoria, ricordo, shoha, schifani, ebrei, antisemitismo, nazismo, auschwitz | OKNOtizie |
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26/01/2009
TROVATA LA MEMORIA FLASH, DROGA LA METTE 'KO'
TROVATA LA MEMORIA FLASH, DROGA LA METTE 'KO'
ROMA - Numeri, parole, immagini, suoni, sono infinite le informazioni che in ogni istante entrano nel nostro cervello, solo alcune, poche, saranno selezionate per essere 'scritte' nella sua memoria principale, ma tutte passano per una "flash memory", una schedina come quelle informatiche che le trattiene per non più di un minuto e che, velocissima, (lo fa in meno di un secondo), serve a gestirle come una memoria tampone transitoria che si aggiorna istante dopo istante.
La scoperta, nei topi, è di neuroscienziati del UT Southwestern Medical Center di Dallas diretti da Don Cooper i quali si sono anche accorti che questa memoria di transizione è seriamente compromessa dall'uso di droghe e alcol. Secondo quanto riferito sulla rivista Nature Neuroscience a fare da memoria di transizione sono singole cellule disposte nella zona più evoluta del cervello, il lobo frontale.
Queste cellule riescono a trattenere le informazioni pochi ma fondamentalissimi istanti, circa un minuto in tutto; ma lo fanno molto rapidamente, la memoria tampone è quindi importantissima perché il nostro cervello impiega anche ore a fissare i ricordi. La memoria principale del cervello, insomma l"hard disk' cerebrale, è localizzata nell'ippocampo: in questa sede, quando c'é qualcosa da fissare in mente, parte una cascata di reazioni molto lunga, che si conclude con la formazione di nuove sinapsi che consolidano il ricordo. Questo processo di 'scrittura' (come sull'hard disk del pc) può richiedere anche ore, dunque è troppo lento per tener brevemente traccia di tutte le informazioni che fluiscono, istante dopo istante, nel nostro cervello. Ma gli scienziati Usa si sono accorti che singoli neuroni del lobo frontale si comportano da memoria tampone: si attivano intensamente e molto velocemente, restando eccitati però per meno di un secondo, e trattengono labili tracce di informazioni che vengono subito aggiornate, istante dopo istante.
"E' transitoria come la RAM di un computer", dice Cooper. Solo che a differenza della RAM, la Random Access Memory che serve per tirare fuori dall'hard disk i dati di memoria di cui, istante dopo istante, il processore ha bisogno per assolvere alle richieste che noi gli facciamo click dopo click, la 'flash memory del cervello non serve a richiamare alla mente vecchi ricordi gia' scritti nell'ippocampo, ma a tenere traccia di continue nuove informazioni, alcune delle quali saranno poi incise nell"hard disk' cerebrale. Infine, studiando il cervello di topolini cocainomani, gli esperti hanno anche scoperto che la memoria tampone è messa 'KO' dalle droghe. I loro prossimi studi verteranno dunque sulla ricerca dei meccanismi alla base della memoria tampone, in modo da trovare farmaci in grado di potenziarla.
19:18 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: cervello, memoria, droga, ko, scienze, numeri, parole | OKNOtizie |
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