26/05/2009
Tribunale di Roma: «Mentana va reintegrato a Matrix»
Tribunale di Roma: «Mentana va reintegrato a Matrix»
LA DECISIONE: «Licenziamento illegittimo». Il giudice del lavoro: «Il giornalista deve tornare alla conduzione della trasmissione. L'azienda paghi i danni»
| Enrico Mentana (LaPresse) |
ROMA - Enrico Mentana deve essere reintegrato alla conduzione di Matrix. Lo ha disposto il Tribunale di Roma ordinando il reintegro del giornalista alla guida del programma di Canale 5.
LA DECISIONE - Il giudice del lavoro Guido Rosa ha infatti dichiarato illegittimo il licenziamento di Mentana e ha ordinato alla RTI di reintegrarlo nel posto di lavoro con le mansioni di realizzatore e conduttore del programma, condannando inoltre l'azienda al risarcimento del danno. Il giornalista, difeso dagli avvocati Domenico e Giovanni d'Amati, aveva sostenuto di essere stato «dimissionato» e pertanto illegittimamente licenziato, per avere criticato la decisione editoriale di mantenere inalterata la programmazione di Canale 5 in occasione della morte di Eluana Englaro
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13/05/2009
Mentana racconta l'addio a Mediaset: «Un gruppo che è un comitato elettorale»
Mentana racconta l'addio a Mediaset: «Un gruppo che è un comitato elettorale»
Il giornalista pubblica la sua lettera (inedita) scritta a Confalonieri, nel suo primo libro «passionaccia» uscirà il 13 maggio (rizzoli). vanity fair ne anticipa un capitolo
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| La copertina di «Vanity Fair» in uscita il 13 maggio |
MILANO - «La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C'era tutta la prima linea dell'informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving... Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine... Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo... Mi aiuti a uscire, presidente! Lo farò in punta di piedi». Sono le parole della lettera - mai resa nota - che Enrico Mentana scrisse a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008, dopo una cena con i vertici di Mediaset e tutti i suoi direttori giornalistici, a una settimana dal trionfo elettorale di Berlusconi. La pubblica nel suo primo libro, Passionaccia (Rizzoli), in uscita il 13 maggio.
L'ANTICIPAZIONE - A Vanity Fair, che gli dedica la copertina - in edicola dal 13 maggio - Mentana anticipa un capitolo del libro e risponde a molte domande rimaste senza risposta. Su quella notte («Dopo aver irriso per oltre un decennio le accuse di chi dipingeva Mediaset come una dépendance di Forza Italia, avevo assistito a una scena che avrebbe fatto esultare i teorici del conflitto di interessi»), su come Confalonieri lo convinse a restare, e sul perché il 9 febbraio scorso, la sera della morte di Eluana, l'azienda scelse invece la rottura.
Lei scrisse a Confalonieri perché tra di voi c’era un rapporto speciale. Era stato lui a difenderla ogni volta che qualcuno aveva chiesto la sua testa. Perché, allora, lo scorso febbraio ha smesso di stare dalla sua parte?
«Non lo so. Ma sa qual è l’aspetto della nostra “rottura” che mi è dispiaciuto di più? In questi mesi, Confalonieri non si è mai ricordato di un fatto che lo qualifica, nella mia vita, in modo diverso rispetto a un qualunque altro dirigente Mediaset: è stato uno dei miei testimoni di nozze».
Motivo di più per chiedersi perché.
«Evidentemente o lui o l’azienda hanno ritenuto che la misura fosse colma. Si saranno chiesti: è più importante stare tranquilli o tenerci Mentana?». E si sono dati una risposta nel giro di poche ore. «Il punto è che io mi sono dimesso da direttore editoriale, dopodiché loro mi hanno licenziato da conduttore di Matrix. Mi ha sorpreso la determinazione a troncare – senza dialettica, e senza neppure il coraggio di dirmelo in faccia – un rapporto che durava da 17 anni».
Con Mediaset c’è tuttora un contenzioso aperto.
«Ho presentato una richiesta di reintegro al Tribunale del lavoro. La sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Dopodiché, anche se dovessi vincere, Mediaset potrebbe “risolvere” immediatamente il contratto. Ma voglio che siano loro a dire che mi mandano via. Mi interessa fare chiarezza in un rapporto che è stato importante: a Mediaset, ho fatto nascere dal niente un telegiornale, l’ho diretto per 13 anni, l’ho portato a essere il primo del Paese, ho creato una trasmissione, Matrix, che dopo tre anni e mezzo era il più seguito programma informativo in seconda serata... È giusto che tutto questo abbia un finale chiaro».
In 17 anni, quante volte Silvio Berlusconi ha chiesto la sua testa?
«Parecchie. A volte, però, si chiede la testa di qualcuno per non ottenerla. È uno “sfogatoio”, un modo per marcare il territorio».
Del suo impegno politico da ragazzo parla nell’ultimo capitolo del libro. Ricorda gli scontri tra autonomi e polizia, nel maggio 1977 a Milano, che portarono all’uccisione dell’agente Antonio Custra. E svela una notizia inedita riguardo all’inchiesta.
«Nel 1987, un magistrato milanese aveva riaperto le indagini su quell’omicidio, scoprendo che a uccidere Custra era stato Mario Ferrandi, detto Coniglio. Lui stesso fino a quel momento non aveva mai sospettato di aver sparato il proiettile responsabile dell’assassinio, ma, messo di fronte alle perizie, collaborò immediatamente con il giudice istruttore Guido Salvini. Nessuno prima di me ha mai svelato che Ferrandi e Salvini erano stati amici. Loro stessi non lo hanno mai detto. Io lo so perché tutti e tre avevamo fatto militanza insieme in un gruppo anarchico, da liceali, all’inizio degli anni Settanta».
Il video non le manca?
«No. Sarà che mi sentivo a rischio e che, quindi, ero psicologicamente preparato a fermarmi. Soprattutto dopo la vicenda Di Pietro». Che lei invitò spesso in trasmissione – l'ultima volta il 3 febbraio, sei giorni prima del lunedì di Eluana – nonostante le avessero chiesto di non invitarlo più.
Fu Confalonieri in persona a domandarglielo?
«Sì. Del resto, che tra Di Pietro e il pianeta Berlusconi ci sia della ruggine non è un segreto».
Cose che avrebbe voluto e che non è ancora riuscito a fare?
«Avrei voluto condurre una bella puntata di Matrix sulla morte di Eluana».
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12/02/2009
Mediaset: «Matrix riprenderà, ma non sappiamo con chi»
Mediaset: «Matrix riprenderà, ma non sappiamo con chi»
Il conduttore: «scusarmi? su mia scelta ho messo la faccia». Crippa: «Mentana si è messo fuori». Il giornalista: «Non ho mai chiesta la prima serata»
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«DISSENTIRE VA BENE SCONFESSARE NO»- «Quella di Enrico - è la replica del direttore generale Informazione Mediaset Mauro Crippa - è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D'altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell'insieme delle tre reti. Resta il fatto - sottolinea Crippa - che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni». E adesso? «Matrix riprenderà dopo Sanremo, la pausa durante il Festival era già prevista, ma non sappiamo ancora chi lo condurrà. Matrix è un prodotto che non verrà abbandonato - ha aggiunto Crippa - e riprenderà come era programmato, dopo il Festival, probabilmente con le quattro serate». Per quanto riguarda Mentana, Crippa ha ripetuto che per lui la vicenda è chiusa. «Mentana con il suo atteggiamento ha sconfessato pubblicamente l'azienda - ha detto Crippa - e in questo modo si è messo fuori dalla logica di Mediaset».
«I SOLDI NON SONO UN PROBLEMA»- Quanto all'affaire dimissioni, Mentana sottolinea di non aver «mai sentito, né quella sera né dopo Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l'azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità - chiarisce il giornalista - la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix. Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema - scrive Mentana - la forma sì. E anche la sorte di chi sta lavorando con me al programma, e ha appreso della sua sospensione da una lettera di due righe».
«SKY? UNA BALLA» - Nella lettera a Feltri, Mentana spiega di aver deciso di dire la sua dopo aver visto che «il racconto dell'accaduto, passaggio dopo passaggio, si allontana sempre più dalla realtà, quasi sempre in buona fede; anche se c'è pure qualche mestatore all'opera per mettere in giro balle e veleni assortiti («come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky)». «Non so se ho sbagliato - scrive ancora Mentana -, in tutta onestà non lo credo».
«SCUSARMI? SULLA MIA SCELTA HO MESSO LA FACCIA» - Ospite della rubrica di Giuliano Ferrara giovedì mattina su Radio 24, Mentana ha quindi rivendicato la decisione di dimettersi da direttore editoriale di Mediaset, di fatto escludendo l'ipotesi di porgere le sue scuse alla rete e di fare marcia indietro. «Sono un professionista lautamente pagato che ha giocato e rischiato in proprio. E se uno fa una scelta in proprio, ci mette la faccia e la firma, poi non deve temere le reazioni»ha detto Mentana ribadendo poi quanto espresso nella lettera a Feltri. E commentando una riflessione di Ferrara Mentana ha anche chiarito: «Tante volte ho rivendicato l'autonomia di Mediaset dal presidente del Consiglio, sarebbe arbitrario in questa occasione fare il ragionamento opposto». A Mediaset, che gli ha contestato in particolare la «sconfessione pubblica e radicale» della linea editoriale per non aver modificato il palinsesto nella sera della morte di Eluana, Mentana ha replicato che «la sconfessione è una cosa diversa dalla dissociazione da una scelta che in quel momento ho giudicato - dice il conduttore - di grave insensibilità e che con il senno di poi continuo a considerare tale» e non «lungimirante» come è invece stato rivendicato ancora ieri dall'azienda.
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10/02/2009
Mediaset-Mentana, è rottura totale
Mediaset-Mentana, è rottura totale
Lite sul mancato spazio nel palinsesto dato al «dramma eluana». CDR TG5: SCONCERTANTE. Accettate le dimissioni del direttore editoriale dopo il «caso Gf». Matrix sospeso fino a nuova comunicazione
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«NON ESISTE SOLO L'AUDIENCE» - Le dimissioni di Mentana in realtà erano state accettate dal direttore generale informazione di Mediaset, Mauro Crippa, già lunedì sera, quando non erano ancora state formalizzate. E a darne notizia era stato lo stesso Mentana. «Non è così che si fa informazione su una grande rete nazionale - aveva sottolineato il giornalista - . Non esiste solo l'audience. Simili scelte tolgono credibilità a chi le compie, e personalmente non ho nessuna intenzione di avallarle. Stasera su Canale 5 - aveva spiegato Mentana - il dramma è quello della cacciata di una concorrente dal Grande Fratello. A mezzanotte, se va bene, si parlerà di Eluana a Matrix. Andremo in onda comunque, per dovere di informare. Domani però - aveva avvertito - rassegnerò le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset, per un altro dovere, quello di coerenza».
NIENTE MATRIX - Un affondo al quale Crippa ha replicato spiegando che Mediaset ha seguito gli sviluppi del caso Englaro con una lunga diretta del Tg4 di Emilio Fede e con una finestra informativa di Studio Aperto su Italia 1. «Mentana è un giornalista di grande esperienza che conosce bene le regole della tv commerciale che gli hanno consentito e gli consentono di lavorare in piena libertà e autonomia editoriale. Colpisce che non abbia avuto nessuna menzione la lunga e impeccabile diretta di Fede su Retequattro e la finestra delle 23,35 di Studio Aperto. Siamo infatti un sistema a tre reti e credo che non si debba mai dimenticare che il pubblico ha esigenze diverse, come dimostra peraltro la programmazione della nostra concorrenza» ha aggiunto il direttore generale informazione di Mediaset.
IL CDR DEL TG5 ATTACCA L'AZIENDA- La puntata di Matrix in programma lunedì in seconda serata alla fine è stata sostituita da un'edizione speciale del Tg5, andata in onda dopo il reality condotto da Alessia Marcuzzi. Anche a tal proposito, solidarietà a Enrico Mentana è stata espressa proprio dal Comitato di redazione del Tg5 . «Ha scelto di rassegnare le proprie dimissioni - si legge in una nota - di fronte alla decisione dell'azienda di non modificare la programmazione di Canale 5 per informare i propri telespettatori sul dramma della morte di Eluana Englaro. Mentre Rai1 stravolgeva il palinsesto per uno speciale di Porta a porta, sugli schermi di Canale 5 le uniche lacrime che venivano versate erano quelle di Federica, nella casa del Grande Fratello. Un'immagine a dir poco imbarazzante, non degna di una grande rete generalista quale è Canale 5, che ha il dovere di informare i propri telespettatori, pur nel rispetto delle logiche della tv commerciale». «Sconcerta - sottolineano ancora i rappresentanti sindacali dei giornalisti del tg di punta di Mediaset - la decisione dell'azienda di accettare su due piedi le dimissioni di uno dei più autorevoli giornalisti italiani, patrimonio di Mediaset, fondatore del Tg5 e di Matrix, autore di successi che hanno dato lustro, credibilità e anima alla nostra televisione. La decisione poi di non mandare in onda Matrix neanche a mezzanotte come previsto, appare come una vera e propria ritorsione. Noi giornalisti del Tg5 chiediamo ai vertici aziendali Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, un incontro urgente per chiarire se abbiamo ancora un ruolo e se l'informazione è ancora una delle priorità dell'azienda per la quale lavoriamo».
LA PROPOSTA DI VILLARI - Solidarietà a Mentana anche da Riccardo Villari. «Mi farò promotore di un appello pubblico perché la Rai non si lasci sfuggire l'occasione di "rubare" Enrico Mentana a Mediaset» ha detto l'ex presidente della commissione di vigilanza sulla Rai.
16:13 Scritto in TELEVISIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: mediaset, censura, mentana, dimissioni, rottura totale, palinsesto, lite | OKNOtizie |
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