08/04/2012
L'assalto dei pirati a colpi di kalashnikov. Video : ecco come vanno all'arrembaggio
L'assalto dei pirati a colpi di kalashnikov. Video : ecco come vanno all'arrembaggioIncuranti dei tiri di sbarramento i predoni inseguono la nave. Immagini rare di un attacco a una nave mercantile mentre le le forze di sicurezza a bordo rispondano al fuoco
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04/04/2010
Cargo finisce sulla barriera corallina Rischio di disastro ecologico in Australia
Cargo finisce sulla barriera corallina Rischio di disastro ecologico in AustraliaIl timore è che il mercantile cinese, lunga 230 metri, possa spezzarsi. La Sheng Neng I trasporta 65mila tonnellate di carbone ed ha 950 tonnellate di petrolio
SYDNEY - In Australia è scattata una lotta contro il tempo per evitare un enorme disastro ecologico, dopo che un cargo cinese lungo 230 metri si è incagliato nella Grande barriera corallina, a 70 chilometri a est della Great Keppel Island, paradiso ecologico sulla costa nordorientale dello stato del Queensland al largo della città di Rockhampton. La nave trasporta 65mila tonnellate di carbone caricate nel vicino porto di Gladstone ed ha 950 tonnellate di petrolio a bordo. Finora la perdita in mare è stata contenuta, ma secondo le autorità australiano la nave, Sheng Neng I, potrebbe spezzarsi in due. In questo caso il fragile ecosistema della zona rischierebbe la devastazione.
IL RISCHIO DELLA ROTTURA - «C'è la concreta possibilità che possa spezzarsi - ha dichiarato la premier del Queensland, Anna Bligh - Stiamo facendo ogni sforzo possibile per limitare l'impatto di questo incidente sulla Grande barriera corallina». Una prima ispezione aerea ha constatato che allo stato attuale la perdita di petrolio in mare è limitata ad alcune chiazze di dimensioni contenute che sono state notate a circa quattro chilometri dalla Sheng Nen I. La Grande barriera corallina australiana è uno degli ecosistemi a maggior rischio del pianeta. Da tempo i gruppi ambientalisti che per navigare nella zona sia obbligatorio l'uso di un pilota che conosca alla perfezione le secche affioranti come quella in cui si è incagliato il cargo cinese. «Se il carico finisse in mare, l'ecosistema locale sarebbe devastato» ha detto Ian Herbert, vicepresidente del Consiglio per la conservazione della natura, specificando che «alcune specie coralline che circondano le isole di quell'area sono molto particolari». Una portavoce dell' Agenzia australiana per la sicurezza marittima ha affermato che una società specializzata per i recuperi in mare, la Svitzer, è già stata contattata dagli armatori cinesi della Sheng Nen I.
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| La nave cinese sulla barriera corallina (Ap) |
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13/09/2009
Cosenza, il giallo della nave affondata Le cosche l'hanno usata per i rifiuti tossici
Cosenza, il giallo della nave affondata Le cosche l'hanno usata per i rifiuti tossici
La tesi è accreditata da un pentito della 'ndrangheta. Scattate foto a 500 metri sul fondo. Un sottomarino telecomandato ha scoperto un vecchio mercantile al largo di Cetraro. Forse è pieno di scorie
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| La nave oceanografica utilizzata per le ricerche |
COSENZA - Una grossa nave mercantile, adagiata sul fondale antistante Cetraro, centro del Tirreno cosentino, è stata scoperta oggi dal mezzo telecomandato sottomarino della nave che la Regione Calabria sta utilizzando per fare luce sulla vicenda che vede la zona di mare del Tirreno come possibile deposito di scorie tossiche o forse anche radioattive. La scoperta è avvenuta nel pomeriggio, quando finalmente il robot è riuscito ad effettuare delle fotografie abbastanza nitide.
NAVE NON IDENTIFICATA - La nave, di cui si ignora al momento la denominazione, sarebbe quasi completamente ricoperta di vecchie reti, evidentemente appartenenti a pescherecci che negli anni hanno incrociato nella zona e che le hanno perse, perchè si sono impigliate sul grosso ostacolo. L'epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni '60-'70. Il luogo del ritrovamento è a circa 20 miglia nautiche dalla costa, ad una profondità di circa 480 metri. Solo dopo diversi giorni di tentativi, la nave di ricerca ha potuto raggiungere il luogo esatto, a causa del mare mosso. Le ricerche sono state effettuate dalla motonave «Coopernaut Franca», chiamata dalla Regione Calabria su disposizione del procuratore di Paola, Bruno Giordano, nell'ambito di un'inchiesta sull'illecito smaltimento di rifiuti tossici.
LE RIVELAZIONI DEL PENTITO - Le foto scattate sono adesso al vaglio dei tecnici, che cercheranno di individuare di quale nave si tratti. Il sospetto è che sia la Cursky, segnalata da un pentito, Francesco Fonti, in una dichiarazione spontanea, e descritta come una nave che trasportava 120 fusti di materiale tossico. Secondo Fonti, la nave farebbe parte di un gruppo di tre imbarcazioni, fatte sparire grazie all'aiuto della cosca Muto di Cetraro.
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19/04/2009
I migranti del Pinar in Sicilia
I migranti del Pinar in Sicilia
LA SITUAZIONE SBLOCCATA DA UNA TELEFONATA DI BERLUSCONI A BARROSO E AL PREMIER MALTESE. Le persone raccolte dal mercantile trasbordate su una corvetta italiana che farà rotta su Porto Empedocle
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| Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa) |
PALERMO- I migranti della nave Pinar saranno accolti in Italia. Lo ha reso noto la Farnesina, precisando che il Ministro dell' Interno Roberto Maroni e il Ministro degli Esteri Franco Frattini, in stretto coordinamento con il Presidente del Consiglio, «sono giunti alla determinazione di accogliere in Italia gli immigrati presenti nella nave, tenuto conto della perdurante indisponibilità del Governo maltese malgrado le sollecitazioni rivoltegli dal Presidente della Commissione europea Barroso».
BERLUSCONI TELEFONA A BARROSO -La situazione del cargo si sarebbe sbloccata - a quanto si apprende - dopo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto in giornata due telefonate: la prima, nel pomeriggio, con il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso; la seconda con il premier maltese Lawrence Gonzi.
MALATI A BORDO - Una motovedetta della guardia costiera ha trasbordato una donna incinta e alcune persone con varicella e febbre alta per portarle in ospedale a Lampedusa, il porto più vicino.
I 120 migranti rimasti sulla nave Pinar, che si trova a circa 20 miglia a sud di Lampedusa, sono stati trasbordati su una corvetta Danaide della Marina militare italiana. Una volta concluso il trasbordo, la corvetta si dirigerà verso Porto Empedocle, mentre la Pinar riprenderà la sua rotta per Sfax, in Tunisia.
NON SI PLACA LA POLEMICA CON MALTA - Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini «governo di Malta non ha rispettato le regole sulla ricerca e soccorso in mare che affidavano a Malta la responsabilità di accogliere nel proprio Paese» gli immigrati a bordo del Pinar. Così il titolare della Farnesina ai microfoni del Tg1 dopo la decisione del governo italiano di accogliere i migranti a bordo del mercantile turco in Italia. (AGI) Il Ministro Maroni e il Ministro Frattini sottolineano al contempo - informa una nota della Farnesina - che la decisione, assunta esclusivamente in considerazione della dolorosa emergenza umanitaria verificatasi a bordo del mercantile, non deve in alcun modo essere intesa nè come un precedente nè quale riconoscimento delle ragioni addotte da Malta nella vicenda. Il Ministro Maroni sta già predisponendo un dettagliato dossier sul caso, che sarà portato agli inizi della prossima settimana alla diretta attenzione della Commissione Europea, affinchè quest' ultima intervenga per assicurare una soluzione politica, necessariamente da ricercarsi in sede europea e non circoscrivibile alla sfera dei rapporti bilaterali fra Italia e Malta. In particolare il Governo italiano chiederà l' iscrizione all' ordine del giorno del prossimo Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne dell' Unione, in programma il 27 aprile a Lussemburgo, di uno specifico punto di discussione, concernente l' impegno di tutti i Paesi membri dell' Unione al rispetto delle norme contenute nel Patto europeo sull' immigrazione, ed in particolare al puntuale assolvimento, da parte di ciascun Paese europeo, alle proprie responsabilità in materia di «search and rescue areas».
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La nave rifiutata ferma in mezzo al mare Maroni: «Malta scorretta, intervenga Ue»
La nave rifiutata ferma in mezzo al mare Maroni: «Malta scorretta, intervenga Ue»
NEI GIORNI SCORSI HA CARICATO 140 CLANDESTINI IN DIFFICOLTÀ. A bordo 35 donne, due incinte, il corpo di un'immigrata e 13 uomini dell'equipaggio. Portati mille litri d'acqua
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| Il mercantile turco Pinar fermo nel Canale di Sicilia (Ansa) |
PALERMO - È ancora fermo a sud di Lampedusa il mercantile turco Pinar, oggetto di una contesa diplomatica tra Italia e Malta dopo che giovedì ha salvato 140 migranti in balìa del mare su due barconi nel Canale di Sicilia. Asik Tuygun, il comandante, vuole sapere quale sarà la sorte dei 13 membri dell'equipaggio e degli extracomunitari salvati (tra i quali 35 donne, due incinte), dato che entrambi i Paesi gli negano l'autorizzazione all'approdo. I viveri sono sempre più scarsi e le condizioni igieniche precarie rendono allarmante la situazione a bordo, come aveva denunciato sabato l'armatore. Su una scialuppa trainata dal cargo c'è il cadavere di un'immigrata: incinta, era già morta quando è stata portata sulla nave.
MEDICO A BORDO - Domenica mattina una motovedetta della Guardia costiera partita da Lampedusa ha raggiunto il Pinar e ha fatto salire a bordo un medico, un infermiere e militari della Capitaneria per controllare la situazione sanitaria e le condizioni di vivibilità dei migranti. Le condizioni meteo sono critiche e il mare è forza 4. Sul cargo sono stati portati mille litri di acqua. Nel pomeriggio un elicottero tenterà di consegnare anche dei pasti caldi. Secondo la Guardia costiera la situazione «non è preoccupante: gli immigrati stanno bene, certo un po' provati. Tutto è sotto controllo e anche sabato i medici hanno detto che non c'è nessuno in condizioni tali da dover essere portato sulla terraferma. In ogni caso continueremo le verifiche».
MARONI: «MALTA SCORRETTA» - Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Maroni: «Non lasceremo che la situazione umanitaria, che ora è assolutamente sotto controllo, degeneri» ha assicurato in un'intervista all'Avvenire. Il responsabile del Viminale non risparmia però critiche al governo di Malta colpevole, a suo dire, di un'applicazione «scorretta e censurabile» degli accordi internazionali ed europei. «Per ora gli ospiti della nave sono al sicuro - dice Maroni -. Se dovessero accadere dei fatti nuovi è chiaro che non lasceremo quelle persone in balìa del mare. C'è già pronto un piano per portare la nave in un porto della Sicilia. Attualmente però non c'è alcuna emergenza. Non è vero che manchino l'acqua e i viveri, perché le nostre motovedette e i nostri elicotteri hanno provveduto. Né che ci siano persone con gravi problemi di salute a bordo o donne in stato interessante, dato che queste persone sono state già trasferite nei nostri ospedali. Un'equipe medica è a bordo e in ogni caso i nostri uomini sono lì, attorno alla nave, pronti a intervenire per qualunque evenienza».
ZONE DI COMPETENZA - «Le acque internazionali del Mediterraneo sono divise in zone di competenza per quanto riguarda l'attività di soccorso e salvataggio - continua il ministro - ed è stata la stessa Malta a chiedere, visto che l'Ue finanzia queste operazioni, di avere un'area di competenza molto estesa, che arriva fin sotto a Lampedusa. Allora bisogna chiedersi: è normale che un Paese che ha la responsabilità del soccorso nella zona di mare di sua competenza, poi faccia sbarcare i clandestini nel porto di un'altra nazione? Io credo che se uno Stato prende dei finanziamenti per un'azione di salvataggio debba portare il compito fino in fondo: portando, per dirla tutta, i naufraghi alla Valletta e non a Lampedusa». Il responsabile del Viminale annuncia di aver chiesto al commissario Ue per la Sicurezza, dopo aver parlato con Berlusconi e Frattini, «una riunione urgente del Consiglio dei ministri dell'Interno per definire una volta per tutte questa annosa questione». «La Commissione Europea deve agire da arbitro e dare una interpretazione definitiva del testo degli accordi - conclude - e cominciarsi ad occuparsi finalmente anche di Mediterraneo, visto che quest'area non è destinataria delle sue principali attenzioni». Per il capogruppo alla Camera della Lega Roberto Cota, intervistato dal Corriere della Sera, la contesa tra Italia e Malta sulla nave Pinar «è l'occasione giusta per risolvere il problema con La Valletta, che deve assumersi le sue responsabilità e accogliere i clandestini».
MALTA: «LA UE CI APPOGGI» - Il primo ministro maltese Lawrence Gonzi ha detto di «pretendere l'appoggio della Ue nella questione della Pinar». «La procedura di soccorso effettuata da Malta è sempre stata la stessa - ha dchiarato -. Abbiamo coordinato tutto come vuole la prassi in situazioni come queste. Ma il porto più vicino è Lampedusa, dunque devono essere trasferiti lì. Malta sopporta l'enorme peso del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Questo è un problema della Ue e adesso tocca all'Unione appoggiare Malta in questa situazione».
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