21/09/2010

Tanzi non è più Cavaliere del Lavoro

Tanzi non è più Cavaliere del Lavoro

Lo ha deciso il Presidente della Repubblica. Il Ministro dello Sviluppo Economico aveva chiesto di cancellare l'onorificenza

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04/08/2010

Crac Parmalat, Calisto Tanzi non è più Cavaliere

Crac Parmalat, Calisto Tanzi non è più Cavaliere

Tanzi non è più Cavaliere di Gran Croce della Repubblica. L’onorificenza più alta che lo Stato italiano riconosca ai suoi cittadini più meritevoli è stata revocata da Napolitano. Alla base della decisione i cinque patteggiamenti e una condanna in secondo grado

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Parma - Calisto Tanzi non è più Cavaliere di Gran Croce della Repubblica. L’onorificenza più alta che lo Stato italiano riconosca ai suoi cittadini più meritevoli è stata revocata dal presidente Giorgio Napolitano. Il decreto è stato firmato a metà giugno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana.

Tanzi non è più Cavaliere Secondo quanto riportato dal quotidiano parmigiano Polis, alla base della decisione i cinque patteggiamenti e una condanna in secondo grado che l’ex patron Parmalat ha accumulato negli ultimi anni in conseguenza del crac del 2003. L’onorificenza fu concessa nel 2000 quando al Quirinale era Carlo Azeglio Ciampi. Un anno fa circa sui giornali comparve la polemica relativa alla mancata revoca del cavalierato a Tanzi e ad altri illustri poi decaduti per il loro coinvolgimento in inchieste giudiziarie. La Gran Croce, titolo regolato da una legge del 1951, è concessa a chi porta particolari benefici alla nazione, ma "salve le disposizioni della legge penale, l’insignito che se ne renda indegno" la perde. È questo il caso di Calisto Tanzi che ha finora "collezionato" alcuni patteggiamenti a Parma per le vicende legate al crac della sua multinazionale e una condanna a 10 anni in secondo grado arrivata al processo milanese per aggiotaggio.

Le "altre" benemerenze Privato del titolo di maggior prestigio, Calisto Tanzi può vantare ancora altre benemerenze. L’ex patron resta infatti Cavaliere del Lavoro, detiene ancora la medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte ed è assegnatario del premio Sant’Ilario che la città di Parma conferisce ai suoi cittadini più illustri. Questo premio lo accomuna ad altri due parmigiani coinvolti nelle vicende del crac: Luciano Silingardi e Franco Gorreri, rispettivamente consigliere indipendente del Cda Parmalat e tesoriere della multinazionale di Collecchio ai tempi del crac.

redazione online


11/07/2010

Soldi agli studenti più bravi anche se hanno redditi alti

Soldi agli studenti più bravi anche se hanno redditi alti

Università, svolta in Germania. L'opposizione protesta. Dal prossimo autunno avranno diritto a uno stipendio di 300 euro mensili, assegnato sulla base dei voti e indipendentemente dal reddito dei genitori

 

BERLINO — Per la coalizione della Merkel colma un colpevole ritardo, per l'opposizione è l'inizio di una «lotta di classe alla rovescia». La legge approvata dal governo federale tedesco nell'ultima riunione prima della pausa estiva stabilisce che dal prossimo autunno gli studenti universitari più meritevoli avranno diritto a uno stipendio di 300 euro mensili, assegnato sulla base dei voti e indipendentemente dal reddito dei genitori. Nessuna distinzione tra studenti benestanti, che godono di un oggettivo vantaggio iniziale, e membri dei ceti più deboli: per i critici è l'ennesima deriva liberista di una litigiosa alleanza nella quale la cancelliera concede sempre più spazio alle pretese dell'Fdp di Guido Westerwelle. Il nuovo programma potrà coinvolgere fino a 160 mila studenti, pari, secondo le stime, a circa l'8 per cento della popolazione universitaria, e a pieno regime costerà allo Stato 300 milioni di euro l'anno.

Angela Merkel e il ministro Annette Schavan (Afp)
Angela Merkel e il ministro Annette Schavan (Afp)

Ideatrice e promotrice, la 55enne ministra per l'Istruzione e la Ricerca Annette Schavan,membro dell'Unione cristiano-democratica guidata da Angela Merkel. I costi saranno coperti per metà dal governo federale senza ricadute sui Länder (diversamente da quanto previsto in origine) e per metà dalle singole università, che potranno contare su un 35 per cento di finanziamenti privati. Al termine del percorso di studi non sarà richiesto alcun rimborso, come invece accade per l'altro programma di sostegno del quale si è discusso venerdì, il «Bafög», la legge federale (già in vigore) per la promozione dell'istruzione: si tratta, in sostanza, di un incentivo destinato a tutti gli studenti, senza distinzione in base a merito o condizioni economiche, che il pacchetto originario presentato dalla Schavan proponeva di rafforzare. La decisione è stata rinviata alla seduta di settembre, quando la coalizione giallo-nera non disporrà più della maggioranza in Consiglio a causa della sconfitta subita lo scorso maggio alle elezioni in Nord-Reno Westfalia (nei prossimi giorni dovrebbe essere ufficializzato nel Land un governo di minoranza rosso-verde).

Gli osservatori diffidano della separazione del piano stipendi dalla legge federale, espressione di quel principio solidaristico che costituisce uno dei pilastri della Germania unita (i Länder occidentali continuano a finanziare lo sviluppo dei fratelli orientali sopravvissuti alla Ddr). La stessa Cdu è un partito a forte vocazione sociale. Partito socialdemocratico, verdi e Linke denunciano il provvedimento come «socialmente squilibrato». La Spd accusa la coalizione di «clientelismo», «spreco di denaro pubblico e politica redistributiva dal basso verso l'alto», nelle parole della numero due del gruppo parlamentare socialdemocratico Dagmar Ziegler. La Süddeutsche Zeitung, quotidiano di sinistra, accoglie positivamente lo spirito della legge che punta a «sviluppare una cultura del merito e preparare lo studente al mondo del lavoro» ma esprime preoccupazione per il cambio di sensibilità che potrebbe nascondersi dietro il mancato innalzamento del Bafög: «Che il nuovo programma non segni l'inizio della fine della legge federale per la promozione dell'istruzione». Più dura la liberale Frankfurter Rundschau: «I giallo-neri approvano gli aiuti per pochi e rinviano il sostegno per tanti». Di nuova lotta di classe parla Cem Özdemir, leader dei verdi di origini turche. Le disparità nell'istruzione sono uno dei principali problemi nella Germania multiculturale di Özil e Klose. In settimana un rapporto governativo sull'integrazione ha denunciato che il 13 per cento dei figli di immigrati lascia la scuola senza raggiungere il diploma, il dato peggiore degli ultimi anni.

Maria Serena Natale