24/04/2011

Piazza San Pietro, 100mila alla messa

Piazza San Pietro, 100mila alla messa

PASQUA. Centinaia di migliaia di fedeli in attesa della benedizione papale «Urbi et Orbi»

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16/05/2010

San Pietro, 200 mila per il Papa «È il peccato il vero nemico»

San Pietro, 200 mila per il Papa «È il peccato il vero nemico»

Giornata di solidarietà promossa dalla Cnal, Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali. Benedetto XVI: «Il male spirituale può contagiare anche i membri della Chiesa», ma «proseguiamo con fiducia»

 

Il «Regina Coeli» (Ansa)
Il «Regina Coeli» (Ansa)

ROMA - Circa 200 mila persone sono affluite domenica mattina in piazza San Pietro per la giornata di solidarietà verso Benedetto XVI, promossa dalla Cnal (Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali) dopo la bufera dello scandalo pedofilia che ha coinvolto la Chiesa. Da tutta Italia sono arrivati gli appartenenti ai movimenti ecclesiali e alle associazioni cattoliche che intendono stringersi intorno al Papa per testimoniargli il loro appoggio e sostegno. Molte le famiglie, i fedeli delle parrocchie romane e delle diocesi italiane. Sul colonnato un grande striscione, affisso dalla Cnal, con la scritta «Insieme con il Papa». Su altri due grandi striscioni con frasi dello stesso Ratzinger: «È nella Comunione della Chiesa che incontriamo Gesù» e «Non abbiate paura, Gesù ha vinto il male».

LA RICONOSCENZA DEL PAPA - Benedetto XVI, affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, dopo la recita del «Regina Coeli» (preghiera che fino a Pentecoste sostituisce l'«Angelus») ha ringraziato i fedeli per «questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà». «Cari amici - ha detto - voi oggi mostrate il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell'impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia».

«IL VERO NEMICO E' IL PECCATO» - «Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa», ha detto poi Papa Benedetto XVI. «Viviamo nel mondo - ha aggiunto il Papa - ma non siamo del mondo. Noi cristiani non abbiamo paura del mondo, anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell'amore, nel servizio». «E' quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli - ha detto il Pontefice - hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. E' quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l'uomo nel nome di Cristo. Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza».

LA PREGHIERA DI BAGNASCO - Alle 11, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva guidato la preghiera introduttiva, in cui si auspicava che la Chiesa, «fedele alla sua missione», e «purificata dalla penitenza, sia luogo di giustizia e di conforto per i credenti». Nella preghiera si chiedeva «misericordia e perdono per i nostri peccati, purificazione e forza per tutta la Chiesa». «Mediante il ministero dei sacerdoti - si aggiungeva in un altro passaggio -, dona loro di essere perseveranti nel servire la tua volontà». «Ascolta il grido di coloro che sono nel dolore - recitava ancora la preghiera - perché trovino giustizia e conforto, così che, partecipando alla vita della tua Chiesa, purificata dalla penitenza, possano riscoprire l'infinito amore di Cristo». Viene quindi invocato aiuto nel «cammino di conversione in questi tempi di apprensione e di speranza».

SOLDIARIETA' DA ASSISI - Sulla loggia della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, nel giorno in cui davanti alla chiesa sfileranno migliaia di persone che stanno partecipando alla Marcia della pace partita stamani da Perugia, i frati francescani hanno appeso uno striscione lungo cinque metri con i colori della pace, su cui si legge: «Dalla piazza di S. Francesco in Assisi a piazza San Pietro in Roma un'unica voce di sostegno alla missione del Papa: Santità conti su di noi per la sua mission di pace e di bene! I frati del S. Convento» .

Redazione online


25/12/2009

Tensione e paura alla messa di Natale Donna spinge a terra Benedetto XVI

Tensione e paura alla messa di Natale Donna spinge a terra Benedetto XVI

 

A terra anche il cardinale Etchegaray, ricoverato al gemelli. Nel trambusto il Papa è caduto ma si è subito rialzato. Fermata l'autrice del gesto, è una svizzera psicolabile

 

 

ROMA - Confusione e paura prima dell'inizio della messa di Natale: una donna svizzera, nella Basilica di San Pietro, durante la processione, ha scavalcato le transenne e ha tentato di avvicinare Benedetto XVI . Poco dopo, le immagini in diretta televisiva hanno mostrato le guardie del corpo correre all'interno della Basilica, allarmate. La musica si è fermata e il pubblico dei fedeli è rimasto attonito. Poi il corteo è ripreso, con il Papa che è riuscito a raggiungere l'altare. La messa è iniziata e proseguita senza altri incidenti.

CARDINALE ETCHEGARAY RICOVERATO - Alla fine della messa, la Rai ripropone le immagini della diretta, che fanno subito il giro del mondo, e chiariscono l'accaduto: si vede il Papa unirsi alla processione dei cardinali e dei concelebranti, poi una donna vestita di rosso che salta le transenne e gli si getta addosso. Il Pontefice cade a terra. Per qualche secondo si vede solo un gran trambusto, e il cardinale Etchegaray che si accascia. Poco dopo, questione di pochi secondi, il Papa è di nuovo in piedi, la processione prosegue, raggiunge l'altare e la messa comincia. Benedetto XVI appare appena un po' scosso, e conduce la celebrazione senza tentennamenti. La donna è stata fermata. A quanto riferito, si tratterebbe di una persona con disturbi psichici. Lo ha confermato un portavoce della sala stampa vaticana, precisando che la donna si trova ora «trattenuta in stato di fermo presso la Gendarmeria vaticana». Secondo i primi accertamenti, avrebbe voluto avvicinare il Pontefice ma senza cattive intenzioni. Non si esclude che si possa trattare della stessa persona che aveva tentato anche lo scorso anno un simile gesto, allora, però senza conseguenze. La donna è apparsa confusa e agitata, ha riferito di aver voluto abbracciare il Pontefice. Il cardinale Etchegaray è stato prima portato al pronto soccorso vaticano per accertamenti, poi è stato trasferito in nottata al Policlinico Gemelli.

«RINUNCIAMO ALLA VIOLENZA» - «Rinunciamo alla violenza, e usiamo solo le armi della verità e dell'amore» ha poi detto Papa Benedetto XVI durante la messa della notte di Natale a San Pietro, invitando a «guardare Dio», e ad imparare da lui «la bontà» e «l'umiltà», «vera grandezza». Un ennesimo appello alla pace, che si esprime, a Natale, nell'immagine di Dio che si fa presente agli uomini in forma di bambino. «Tale è la novità di questa notte - ha detto il Papa - la Parola può essere guardata, poiché si è fatta carne». Ma «il segno di Dio», «che viene dato ai pastori e a noi, non è un miracolo emozionante. Il segno di Dio - ha sottolineato il pontefice - è la sua umiltà». Un Dio che si fa «piccolo», diventa «bambino», «si lascia toccare e chiede il nostro amore».
La messa si è poi conclusa intorno alla mezzanotte. Il Pontefice, ha condotto la celebrazione eucaristica senza problemi e senza alcuna variazione al programma. Conclusa la Messa, Ratzinger ha lasciato l'altare sorretto dai cerimonieri ed è subito stato affiancato da una decina di uomini della sicurezza che lo hanno scortato fino in sacrestia, lungo lo stesso percorso attraverso il quale si era recato all'altare.

Il presepe in piazza San Pietro (Ansa)
Il presepe in piazza San Pietro (Ansa)

INAUGURAZIONE DEL PRESEPE - Nel pomeriggio si era svolta l'inaugurazione del maestoso presepe in piazza San Pietro. La cerimonia - presieduta dai cardinali Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato, e Angelo Comastri arciprete della Basilica Vaticana - è stata accompagnata da una veglia di preghiera e dalla benedizione finale del Papa. Intorno alle 18, infatti, Benedetto XVI aveva acceso il lume della pace sul davanzale della finestra del suo studio, impartendo la benedizione a tutti i fedeli riuniti in piazza San Pietro. Il grande presepe, voluto da Giovanni Paolo II nel 1982, si rinnova ogni anno nell’allestimento e nei personaggi, secondo l’impianto tradizionale, che risale alla sacra rappresentazione messa in scena da San Francesco, a Greccio nel 1223, con veri pastori, contadini, frati e nobili dell’epoca. Al centro del colonnato berniniano, il presepe si estende su una superficie di 300 metri quadri con un fronte di 25 metri; al centro la grotta con la Natività, posta ai margini della città; ai lati i simboli cristiani dell’acqua e del fuoco; e poi intorno scene ambientate in luoghi di pescatori e di pastori.


05/07/2009

Bomba fuori dalla chiesa, almeno 5 i morti

Bomba fuori dalla chiesa, almeno 5 i morti

 

Lo scoppio ha causato anche una cinquantina di feriti. Attentato nelle Filippine al passaggio di un convoglio militare. «Opera dei ribelli». «No, non siamo stati noi»


MANILA - Una bomba è esplosa all'esterno di una chiesa nel Sud delle Filippine, durante la messa del mattino, uccidendo cinque persone e ferendone 45. Lo riferisce un portavoce dell'esercito. Ribelli musulmani sono sospettati di avere piazzato la bomba vicino a un magazzino alimentare all'esterno della chiesa a Cotabato, ha detto il colonnello Jonathan Ponce.

L'ESPLOSIONE - L'ordigno è esploso al passaggio di un camion dell'esercito. «Questa è opera dei membri del Fronte di liberazione islamico Moro (Milf)», ha detto ai giornalisti Ponce. «I ribelli sono ormai disperati e non scelgono più gli obiettivi. Ora attaccano persino luoghi di culto». Una venditrice ambulante è rimasta uccisa sul posto mentre altre quattro persone, inclusi un soldato e un bimbo di tre anni, sono morte in un vicino ospedale. Tra i feriti ci sono cinque soldati. Testimoni dicono che il vescovo che celebrava la messa aveva appena finito la lettura del Vangelo e stava per iniziare l'omelia quando si è verificata l'esplosione. «E' stata così forte che sembrava che la cattedrale crollasse», ha detto Merly Sandoval, una fedele, a una radio locale. L'arcivescovo Orlando Quevedo, che celebrava, ha invece commentato: «Questo non è solo un crimine, è un sacrilegio. La violenza non porta a nulla. Preghiamo tutti per la conversione degli attentatori».

LA SMENTITA DEL MILF - Mohaqher Iqbal, uno dei leader del Milf, il più vasto gruppo ribelle islamico nelle Filippine che sono a maggioranza cattolica, nega che la sua organizzazione sia coinvolta nell'attentato. «Chi ha bisogno di un conflitto cristiano-musulmano - ha detto a Reuters in un sms -? Non c'è conflitto religioso nel Sud. Stiamo combattendo per il nostro diritto all'autodeterminazione. Stiamo solo difendendo la nostra gente e le nostre comunità».