10/06/2010

Messico, giovane immigrato ucciso dalle guardie di frontiera degli Stati Uniti

Messico, giovane immigrato ucciso dalle guardie di frontiera degli Stati Uniti

Secondo la madre il ragazzo ammazzato mentre si trovava ancora in messico. Un quindicenne, Sergio Guereca, ha tentato di passare illegalmente il confine a Ciudad Juarez.

 

 

 

WASHINGTON (USA) – Il Messico chiede giustizia e il presidente Felipe Calderon critica il comportamento delle guardie di frontiera Usa. Una protesta veemente dopo l’uccisione di un ragazzo di 15 anni, Sergio Guereca, da parte di un agente della Border Patrol. Il giovane, insieme ad un gruppo di persone, ha cercato di attraversare illegalmente il confine che divide Ciudad Juarez dalla cittadina americana di El Paso. Ma i clandestini sono stati sorpresi in un canale artificiale da un agente americano arrivato in bicicletta. Secondo la versione della Border Patrol il poliziotto avrebbe sparato in risposta ad un fitto lancio di pietre.

LA RICOSTRUZIONE - Un video, diffuso dalla tv messicana Univision, mostra una ricostruzione diversa: si vede l’agente trascinare un fermato e poi aprire il fuoco verso gli immigrati che si disperdono. Alcuni corrono verso il lato Usa, altri rientrano in Messico. Si sentono altri colpi e insulti rivolti da chi assiste alla scena. Quindi arrivano i militari messicani che – secondo l’Fbi – avrebbero costretto armi in pugno la Border Patrol a ritirarsi. La mamma di Sergio Guereca ha sostenuto che il figlio è stato centrato da un proiettile alla testa quando si trovava nel versante messicano del confine. Il presidente Calderon ha chiesto alle autorità Usa di far chiarezza e ha condannato la reazione spropositata del poliziotto. Da parte americana si è risposto con la vittima aveva precedenti, nonostante la giovane età, di trafficante di clandestini. E si è ricordato il gran numero di incidenti – diverse centinaia – con lanci di sassi da parte di immigrati clandestini messicani. Associazioni per i diritti civili, a loro volta, sottolineano come negli ultimi giorni si siano avuti tre casi di immigrati morti durante le fasi di arresto da parte della Border Patrol. Il nome di Guereca andrà ad aggiungersi alla lunga lista di morti ammazzati a Ciudad Juarez. Definita la città più pericolosa del mondo ha visto uccidere, solo quest’anno, oltre 1100 persone. Vittime dei narcos, persone assassinate da killer «comuni», desaparecidos. Nella zona infuria da tempo una faida spaventosa che oppone il cartello di Juarez ai rivali di Sinaloa. Battaglia legata al controllo dei corridoi attraverso i quali viene fatta passare la droga destinata al mercato statunitense.

Guido Olimpio

Fonte: Crriere della Sera


01/05/2010

Il Vaticano: «Gravi delitti da parte del fondatore dei Legionari di Cristo»

Il Vaticano: «Gravi delitti da parte del fondatore dei Legionari di Cristo»

Dopo i colloqui con i vescovi incaricati della «visita apostolica». Padre Marcial Maciel Degollado e le accuse di pedofilia: «Testimonianze incontrovertibili, vita priva di scrupoli»

 

Marcial Maciel Degollado (Epa)
Marcial Maciel Degollado (Epa)

CITTÀ DEL VATICANO - Una vita priva di scrupoli. È una durissima presa di posizione quella della Santa Sede contro il sacerdote messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo morto nel 2008 e accusato di numerosi abusi sessuali, anche su minorenni. «I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano talora in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso» si legge nella nota diffusa dal Vaticano dopo le riunioni con i cinque vescovi incaricati della "visita apostolica" ai legionari di Cristo. La condotta di padre Degollado, viene detto, «ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione».

INATTACCABILE - «Di tale vita - prosegue la Santa Sede - era all'oscuro gran parte dei Legionari, soprattutto a motivo del sistema di relazioni costruito da padre Maciel, che abilmente aveva saputo crearsi alibi, ottenere fiducia, confidenza e silenzio dai circostanti e rafforzare il proprio ruolo di fondatore carismatico». Marcial Maciel Degollado (1920-2008) aveva una doppia vita, con almeno due mogli e tre figli. «Non di rado - si legge nel comunicato - un lamentevole discredito e allontanamento di quanti dubitavano del suo retto comportamento, nonché l'errata convinzione di non voler nuocere al bene che la Legione stava compiendo, avevano creato attorno a lui un meccanismo di difesa che lo ha reso per molto tempo inattaccabile, rendendo di conseguenza assai difficile la conoscenza della sua vera vita». «Lo zelo sincero della maggioranza dei Legionari, emerso anche nelle visite alle case della Congregazione e a molte loro opere, non da pochi assai apprezzate, ha portato molti in passato a ritenere che le accuse, via via divenute più insistenti e lanciate qua e là, non potessero essere che calunnie» ed è per questo che «la scoperta e la conoscenza della verità circa il fondatore ha provocato, nei membri della Legione, sorpresa, sconcerto e profondo dolore, distintamente evidenziati dai Visitatori (i vescovi incaricati dell'inchiesta, ndr)».

SISTEMA DI POTERE - Benedetto XVI ha assicurato pensiero e preghiera a quanti sono stati «vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere» messo in atto da Degollado. Il Santo Padre - spiega il Vaticano - «intende rassicurare tutti i legionari e i membri del movimento Regnum Christi che non saranno lasciati soli: la Chiesa ha la ferma volontà di accompagnarli e di aiutarli nel cammino di purificazione che li attende. Esso comporterà anche un confronto sincero con quanti, dentro e fuori la Legione, sono stati vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere messo in atto dal fondatore: ad essi - prosegue la nota - va in questo momento il pensiero e la preghiera del Santo Padre, insieme alla gratitudine per quanti di loro, pur in mezzo a grandi difficoltà, hanno avuto il coraggio e la costanza di esigere la verità».

INDAGINE DURATA MESI - I cinque visitatori apostolici che hanno condotto dal 15 luglio 2009 fino alla metà del marzo scorso un'accurata indagine sulla Congregazione nei cinque continenti: al termine hanno avuto un lungo colloquio con il segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, quindi si sono intrattenuti brevemente anche con Benedetto XVI. Nei giorni scorsi è circolata la voce di un possibile commissariamento dei Legionari di Cristo: la decisione della Santa Sede è attesa in tempi abbastanza brevi. Il Vaticano indaga anche sull'enorme patrimonio finanziario dei Legionari e sulle regole interne che prevedevano una sudditanza assoluta ai superiori e una sorta di culto del fondatore. Questi ultimi elementi sono entrati da tempo in discussione e anche all'interno della congregazione religiosa è in corso un aspro dibattito su quanto avvenuto in passato e su quale dovrà essere il profilo dei Legionari di Cristo in futuro. La congregazione controlla inoltre istituti formativi e università in molte città del mondo. I cinque visitatori apostolici che hanno condotto l'indagine sono monsignor Ricardo Watty Urquidi, vescovo di Tepic (Messico); monsignor Charles Joseph Chaput, arcivescovo di Denver (Stati Uniti); monsignor Giuseppe Versaldi, vescovo di Alessandria; monsignor Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Concepcion (Cile); monsignor Ricardo Blazquez Perez, vescovo di Bilbao (Spagna).

Redazione online

 

 


11/03/2010

Ora è Slim l'uomo più ricco del mondo

Ora è Slim l'uomo più ricco del mondo

 

La classifica di Forbes. Il magnate messicano delle telecomunicazioni scavalca Bill Gates. Ferrero è il primo italiano della lista

 

Carlos Slim (Ansa)
Carlos Slim (Ansa)

Come ogni anno, il mensile Forbes ha pubblicato la classifica degli uomini più ricchi del mondo, ovvero quelli che hanno un patrimonio netto uguale o superiore a un miliardo di dollari (sono 1.011, più dei 793 di un anno fa; patrimonio medio di 3,5 miliardi di dollari). Il primo degli italiani è Michele Ferrero, 28esimo nella lista generale con 17 miliardi di dollari, seguito da Leonardo Del Vecchio (59esimo nella lista generale con 10,5 miliardi). Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è il terzo (74esimo nella lista generale, con 9 miliardi), superando gli altri italiani in classifica, ovvero Giorgio Armani, Mario Moretti Polegato, Carlo, Gilberto, Luciano e Giuliana Benetton, Ennio Doris, Francesco Gaetano Caltagirone, Stefano Pessina e Silvio Scaglia.

CLASSIFICA GENERALE - Nella classifica generale, l'uomo più ricco del mondo è il magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim con 53,5 miliardi di dollari, che ha superato il fondatore di Microsoft Bill Gates, 53,0 miliardi (è la prima volta dal 1994 che il titolo non va a un americano). Al terzo posto c'è il finanziere Warren Buffet, 47 miliardi. Il sindaco di New York Michael Bloomberg è 23esimo con 18 miliardi di dollari, mentre i cofondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page sono appaiati al 24esimo posto con 17,5 miliardi, staccando l'amministratore delegato di Microsoft Steven Ballmer, 33esimo con 14,5 miliardi.

Redazione online