03/05/2010
Il gossip del National Enquirer «La calda notte di Obama»
Il gossip del National Enquirer «La calda notte di Obama»Dopo lo scoop su Tiger Woods, il magazine attacca il presidente
Che è successo tra Vera Baker e Barack Obama? La destra repubblicana e la stampa pettegola hanno finalmente trovato una bella ex amante del bel presidente? Oppure è l’ennesimo tentativo di incastrarlo (da candidato lo hanno accusato anche di aver fatto sesso gay in una limousine, ma il presunto compagno di limo era un mitomane)? Per il momento, i media seri tacciono; i siti di notizie in teoria pure; ma i lettori che commentano via Web cominciano a parlarne, dal New York Times online in giù. I bloggers conservatori esultano, e ripubblicano a manetta l’articolo del National Enquirer che narra di una sosta in albergo di Obama con Baker; la quale, nel 2004, raccoglieva fondi per la sua campagna senatoriale. Ma sul sito dell’Enquirer, e su Drudge Report, contenimento aggregatore anti-liberal che lanciò il caso Clinton-Monica Lewinsky 1998, l’articolo è già sparito: « La pagina non è disponibile o è in lavorazione», si legge su ambedue. Il resto del popolo internettaro americano, più che scandalizzarsi, fa battute.
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| Vera Baker oggi ha 35 anni. Fondatrice di un gruppo che raccoglieva fondi epr candidati neri, è stata direttore finanziario della campagna di Obama per il Senato |
Come: «Ora spero che i repubblicani vincano le elezioni e spendano 100 milioni di dollari per una commissione d’inchiesta», come quella, effettivamente imbarazzante e costosa, condotta sul caso Lewinsky dal procuratore Kenneth Starr. E poi, poco gentile: «Urrà per Obama! Vera Baker è molto meglio di Monica». E ancora: «Il narcisista in capo entra nel club dei traditori in capo?». E anche: «Fico! Obama con una donna. Ha l’aria tanto gay— ma ehi, probabilmente è solo un metrosexual». La ironia virale e non letale sul Web non ha dissuaso il Team Obama da un’azione di condizionamento militare e capillare (e abituale; è anche così che hanno vinto le elezioni). Anche la voce «Vera Baker» su Wikipedia appare con un lucchetto («è bloccato l’editing») e una riga rossa a fianco dell’annuncio «stiamo valutando se cancellare quest’articolo»). Molti blog sono spariti dalla ricerca Google. Ma c’è poco da fare, è il 2010 e la storia è a portata di clic.
Baker ha ora 35 anni, è di San Francisco, aveva fondato un gruppo che raccoglieva fondi per candidati neri, è stata direttore finanziario della campagna di Obama per il Senato. Su di lei si spettegola da anni. Ne hanno scritto blog repubblicani e il britannico Daily Mail. Si è detto che Michelle Obama aveva scoperto tutto ed era infuriata. Baker ha sempre negato tutto, anche attraverso un avvocato. A un certo punto è sparita, è andata a lavorare come broker alla Martinica. C’è di peggio. Il peggio, forse, sta arrivando. Contenimento e assenza di prove permettendo: secondo la prima anticipazione dell’Enquirer, l’autista che portava in giro Obama durante la campagna (non si capisce quando, però), avrebbe raccontato di aver lasciato Obama e Baker in un albergo di Washington. Dove, secondo l’autista, Baker non alloggiava (viveva in città, all’epoca). Sempre l’Enquirer sosteneva ci fosse una prova video, grazie alle telecamere interne dell’hotel. Ieri però è arrivata una smentita: il settimanale non avrebbe il video, saprebbe solo che esiste. E che alcuni «top anti-Obama operatives» offrono un milione di dollari per il fantomatico video compromettente.
Intanto, sabato sera, gli Obama sono apparsi allegrissimi (come usa) alla White House Correspondents Dinner. Il presidente ha fatto un discorso spiritoso (ogni anno una squadra di autori comici si riunisce per scrivergli le battute, si fa dai tempi di Reagan). Ma, ha subito riferito l’Huffington Post, «incombeva la nube» di un potenziale sexgate. Scoppierà davvero? Forse, ma con nuove modalità e conseguenze. Obama è andato oltre le vecchie categorie politiche, si è proposto come un leader-rockstar, e sulle rockstar si chiacchiera. Oppure (o anche), il caso Obama-Baker diventerà un tormentone sul Web (e sugli altri media, se arriverà qualche prova) fornendo altro materiale a chi è deluso/a e (soprattutto) a chi odia il presidente nero. Certo succedono cose più serie, in America, ultimamente.
Maria Laura Rodotà
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23/12/2009
Hawaii, fermata una donna Voleva uccidere Michelle Obama
Hawaii, fermata una donna Voleva uccidere Michelle Obama
Rimarrà sotto custodia a Honolulu per l'intera durata delle feste. Kristy Lee Roshia aveva detto di conoscere il luogo dove la famiglia del presidente Usa trascorrerà le vacanze

Ha minacciato di uccidere Michelle Obama e èper questo è stata arrestata. Kristy Lee Roshia, 35 anni, si è messa nei guai da sola: circa un mese fa ha telefonato all'ufficio di Boston degli agenti del Tesoro che vigilano sulla sicurezza del presidente dicendo di «voler uccidere Michelle Obama» e di conoscere il luogo dove la famiglia del presidente Usa trascorrerà le vacanze nelle Hawaii. Quindi è stata rintracciata e fermata a Honolulu. Resterà sotto custodia per l'intera durata delle feste. Gli Obama sarebbero dovuti partire giovedì per le Hawaii, ma le vacanze sono state rinviate di un giorno perché il presidente vuole aspettare il voto di giovedì al Senato sulla riforma sanitaria.
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02/05/2009
Scivolone per Michelle Obama: tra i poveri con le scarpe extra-lusso
Scivolone per Michelle Obama: tra i poveri con le scarpe extra-lusso
A Washington. La first lady a un evento organizzato da Feeding America con sneakers da 540 dollari
WASHINGTON - Scivolone per Michelle Obama: la first lady americana si è presentata mercoledì a un evento a Washington organizzato da Feeding America, un ente che si batte contro la povertà in Usa, in stile adeguatamente casual. Il consueto cardigan J.Crew, disinvolti pantaloni modello "capri", ma ai piedi scarpe da ginnastica modello Lanvin da 540 dollari (una ostentazione soprattutto in tempi di crisi così buia). Lo scivolone di Michelle non è passato inosservato soprattutto perché avvenuto sul terreno in cui la moglie del presidente americano Barack si muove come un pesce in un acquario: la moda.
LE SCARPE - In pelle scamosciata, con lacci in fettuccia di grogrè e punte in rosa metallico, le sneakers di Lanvin - del tutto esaurite nella boutique-chic statunitensi - sono già un cult tra le fashion-addict. Michelle le ha avute probabilmente tramite Ikram, la boutique di lusso a Chicago di cui è cliente abituale. Con i reporter che le guardavano incuriositi i piedi, Michelle ha tagliato corto: «Sono scarpe». Del resto, come affidataria principale del first dog Bo, Michelle ha bisogno di un abbigliamento comodo: «Sono in piedi dalle 5 e un quarto», ha fatto notare. «Ecco come iniziano le mie giornate: anche se le bambine sembrano fare un sacco di lavoro, io sono in piedi dalle 5 e un quarto per portare fuori il cane».
13:27 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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