15/08/2009

La crisi non conosce confini

La crisi non conosce confini

 

Ecco l'uomo che intasca più di 2 milioni al giorno

 

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Crisi? Ma quale crisi? Stephen Schwarzman non conosce nemmeno la parola. Lui è il presidente del più grande fondo locusta del mondo, il re degli speculatori. Per mestiere compra società, le ristruttura, taglia, licenzia. Poi le rivende. Non ha mai prodotto nulla, non conosce né fabbriche né operai. Lavora solo con gli uomini di Wall Street e legioni di avvocati. In sintesi è la personificazione della finanza estrema che ha portato l’economia mondiale sull’orlo dell’abisso. Schwarzman non se ne è accorto: nell’annus horribilis 2008 ha guadagnato 2 milioni di dollari al giorno, più di 83mila dollari l’ora, Natale e Capodanno compresi. In tutto 702 milioni di dollari, 491 milioni di euro.
A versarglieli sull’unghia è stata Blackstone, la società di private equity di cui è numero uno. Schwarzman l’ha fondata 24 anni fa. Nel giugno del 2007, quando ancora i mercati sembravano destinati a un eterno rialzo, l’ha quotata in Borsa. Allora, per comprare le sue azioni c’era la coda: le richieste superarono di quattro volte le disponibilità. Anche il governo cinese abboccò. Attraverso un fondo di investimento, il China Investment Corp, impegnò 3 miliardi di dollari. Schwarzman guadagnò 900 milioni riducendo la sua quota di controllo e conservò nel portafoglio un tranquillizzante 24% del capitale, che gli permette ancora oggi di fare il bello e il cattivo tempo. In più stabilì una piccola clausola che allora non fece impressione a nessuno: qualunque cosa fosse successa, Blackstone avrebbe dovuto versargli nei quattro anni successivi, 4 miliardi di dollari, pagabili in titoli della società, per la sua attività di presidente e amministratore delegato.
Nel frattempo il mondo è cambiato: alla quotazione i titoli della società valevano 31 dollari, nel momento peggiore della crisi precipitarono a un quarto di quella cifra, oggi valgono sì e no 15 dollari. Nell’ultimo trimestre del 2008 il bilancio è andato in rosso per 827 milioni. Schwarzman non ha fatto una piega ed è passato alla cassa. Secondo Corporate library, la società che nei giorni scorsi ha pubblicato la classifica dei manager che hanno guadagnato di più in America, il suo stipendio complessivo supera di 150 milioni quello del numero due, il re dei computer Larry Ellison. Ai gradini successivi della graduatoria vengono tre executive del settore petrolifero: Ray Irani (numero uno di Occidental Petroleum, 222 milioni incassati nel 2008), John Hess (Hess Corporation, 159 milioni) Michael Watford (Ultra Petroleum, 116 milioni).
A fare rumore è però la vicenda Schwarzman, destinata a diventare un simbolo della difficoltà di smontare i meccanismi della finanza più spericolata degli ultimi quindici anni. Il governo americano ha creato un’autorità incaricata di sorvegliare bonus e stipendi dei manager di Wall Street. Ma la sua competenza si ferma ai gruppi che hanno ottenuto un aiuto pubblico. E non è il caso di Blackstone. In più i contratti sono contratti, anche in tempi di crisi. E Schwarzman, per quanto possano sembrare abnormi e ingiustificate le sue retribuzioni, incassa solo quello che per legge gli spetta. Così, la società che ha fatto i conti in tasca ai manager Usa ha già potuto anticipare chi sarà il più pagato nei prossimi tre anni: naturalmente Schwarzman, fino al raggiungimento della fatidica quota 4 miliardi.

Quanto all’interessato la capacità di spendere non gli manca: l’anno scorso, in una botta sola, ha versato un contributo di 100 milioni di dollari alla New York Public Library. Il suo stile di vita, per quanto riservato, non è certo modesto. Abita in un superattico di 2mila metri quadrati al 740 di Park Avenue, l’indirizzo più prestigioso di Manhattan. Primo proprietario dell’appartamento fu Nelson Rockfeller che volle soffiti altissimi come quelli di una antica casa patrizia e lusso adeguato a metratura e posizione: lunghe gallerie che portano a una successione di saloni arredati con mobili antichi, alle pareti capolavori dell’arte mondiale. Dicono che sia la casa più bella d’America. Mantenerla costa e Schwarzman lo sa.


05/03/2009

Bancario fa sparire 23 milioni, arrestato

Bancario fa sparire 23 milioni, arrestato

 

Protagonista del maxi-furto un manager della banca della Svizzera italiana. L'istituto aveva sporto denuncia, simulava autorizzazioni per bonifici o prelievi. in manette anche due complici

 

MILANO - Ha "distratto" fondi per 23 milioni di euro. Fuori dai tecnicismi, ha rubato. Protagonista del maxi-furto un manager della banca della Svizzera italiana (Bsi), la più antica del Canton Ticino. Lo stesso istituto ha denunciato il fatto alla Guardia di Finanza, che ha avviato gli accertamenti facendo scattare l'operazione «Silvan», come il famoso mago. La vicenda si è conclusa con l'arresto del ladro, anche lui abile (ma evidentemente non troppo) a far sparire le cose.

ARRESTATI DUE COMPLICI - Il manager, che si occupava della gestione dei grandi patrimoni, avrebbe simulato nel tempo di aver ricevuto dai clienti della banca d’affari disposizioni di autorizzazione, orali, scritte o telefoniche, per bonifici o prelievi in contanti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Caterina Interlandi è stata eseguita dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano e riguarda anche due complici del bancario, anche loro accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato dalla fraudolenza. I due, già arrestati dalla magistratura svizzera, si sarebbero occupati dell’organizzazione delle strutture societarie «per convogliare il denaro carpito con le fraudolente movimentazioni del manager bancario».

CONTI IN ITALIA E ALL'ESTERO - Secondo gli investigatori, i soldi sarebbero stati convogliati in conti di altre persone e società in Italia e all’estero, che avrebbero simulato transazioni immobiliari per giustificare i passaggi di denaro. Grazie anche alle collaborazione con le autorità elvetiche, nel corso delle indagini sono stati ricostruiti i flussi finanziari e sono stati sottoposti a sequestro, in Italia e in Svizzera, somme e titoli per un valore di oltre 12 milioni di euro. Le fiamme gialle spiegano che «nel frattempo, grazie alle informazioni quotidiane scambiate con la polizia cantonale elvetica, tre dei soggetti indagati venivano arrestati in Svizzera, lo scorso febbraio, con l’accusa di truffa, amministrazione infedele e riciclaggio».


20/01/2009

I media inglesi: «City umiliato da Kakà» Il club: «Pressioni politiche dietro il no»

I media inglesi: «City umiliato da Kakà» Il club: «Pressioni politiche dietro il no»

 

Marca: «Il brasiliano vuole il real». Delusione tra i tifosi e sui giornali. E Robinho lascia il ritiro della squadra

 

Kakà mostra la maglia rossonera ai tifosi (Ap)
Kakà mostra la maglia rossonera ai tifosi
MILANO - Ci credevano. Eccome se ci credevano. Si aspettavano l'annuncio da un momento all'altro. Del resto, come resistere a quella pioggia di denaro? E invece, la telenovela Kakà è finita con il clamoroso "no" del brasiliano agli sceicchi del Manchester City: decisione che ha lasciato di stucco la società britannica e i media di Oltremanica. Il Times parla di «umiliazione». Il Sun di «club stordito». L'Independent di «piani rovinati». Il Daily Star titola: «Kakà ko».

FURIA ROBINHO - La decisione di Kakà, intanto, ha aperto le prime crepe nel City. Robinho, l'attaccante verdeoro che aveva cercato di convincere il compagno di nazionale, sarebbe furioso: l'ex giocatore del Real avrebbe infatti abbandonato il ritiro della squadra a Tenerife, in Spagna. Lo ha ammesso Garry Cook, presidente esecutivo della squadra: «So per certo che Robinho non è al centro tecnico di Tenerife. Se ha lasciato il ritiro, ha violato il codice di disciplina del club. Attendo un resoconto completo sull'accaduto». Poco dopo è stato lo stesso Robinho a chiarire i motivi della sua improvvisa partenza: «Ho messo a conoscenza il Manchester City che avevo bisogno di tornare in Brasile per motivi di famiglia. Tornerò al club e spero di risolvere presto questa situazione».
«IMBOTTIGLIATO» - Più che alla grana Robinho, i dirigenti del City devono pensare a come placare la rabbia e la delusione dei tifosi. «L'offerta era stata fatta al club - spiega Cook - che era intenzionato a vendere Kakà al Manchester City». E poi? «Siamo andati a Milano, chiaramente con buone intenzioni, e penso che l'abbiano imbottigliato. Il Milan si è tirato indietro a causa delle pressioni politiche e pubbliche». Nonostante gli inviti del padre-procuratore, Bosco Leite, alla fine l'ex Pallone d'oro ha infatti deciso di restare in rossonero: «Ci sono cose più importanti dei soldi». Affermazioni che hanno convinto anche il patron, Silvio Berlusconi: «Ha dato una dimostrazione straordinaria di non essere soltanto una persona che vuole guadagnare, ma di avere principi e valori e di avere un grande attaccamento alla bandiera del Milan e riconoscenza a una società e un presidente che lo hanno lanciato».


REAL - Già, il cuore. L'affetto che gli hanno dimostrato i tifosi, sabato sera a San Siro e addirittura sotto casa. E poi, a dirla tutta, accettando il trasferimento al City, Kakà avrebbe rischiato di sprecare gli anni più importanti della carriera in un club di secondo livello. Non solo: come ha ironicamente spiegato Panucci, uno che ha girato parecchi club di primo livello, a Manchester, e per di più nel City, «è dura far arrivare mezzanotte». La mezzanotte arriva presto, invece, a Madrid. Azzerate le speranze dei tifosi del City, si rilanciano quelle dei supporter del Real. Tanto che, secondo il quotidiano spagnolo "Marca", Kakà potrebbe aver deciso di andare a giocare in Spagna, «Sta sperando in una chiamata del Real Madrid», è la frase che campeggia nella prima pagina del quotidiano. Lo stesso tecnico rossonero, Carlo Ancelotti, avrebbe confermato che «se dovesse andare via, preferisce Madrid». Altro che ultima puntata, insomma.

 

 


19/01/2009

Kakà al City, trattativa quasi conclusa C'è l'accordo manca solo la firma

Kakà al City, trattativa quasi conclusa C'è l'accordo manca solo la firma

 

Il papà procuratore del brasiliano ha incontrato il presidente del Manchester. Il Milan avrebbe trovato l'accordo con il club inglese per una cifra di poco inferiore ai 130 milioni di euro

 

 

Kaka (Afp)
Kaka
MILANO - Praticamente mancano solo l'ok del giocatore e le firme per concludere la trattativa milionaria per portare Kakà al Manchester City. La documentazione sarebbe già pronta. A quanto si apprende, il Milan avrebbe trovato l'accordo con il club inglese per una cifra di poco inferiore ai 130 milioni di euro. Ma per portare a termine l'operazione attende solo che Kakà e il suo papà-procuratore, l'ingegner Bosco Leite, raggiungano l'intesa definitiva con i dirigenti del City per quanto riguarda sia l'ingaggio - che si aggirerebbe tra i 18-20 milioni di euro a stagione - sia le condizioni, a partire da quella relativa alla clausola rescissoria. Anche se manca qualsiasi fonte ufficiale, l'emittente Antenna 3, nel corso della sua trasmissione «Lunedì di rigore», ha dato per avvenuta con certezza la cessione del brasiliano. La giornata è stata convulsa. Prima un vertice Galliani-Berlusconi durato un'ora e mezza. Poi Galliani ha incontrato Bosco-Leite, papà-procuratore del giocatore e, infine quest'ultimo ha chiuso la giornata a colloquio con Garry Cook, presidente esecutivo del Manchester City.

KAKA' - Kakà è invece nella sua casa nel centro di Milano. Sotto la sua l'abitazione una cinquantina di tifosi milanisti che, dopo aver visto per una seconda volta Kakà affacciarsi alla finestra e stringere i colori rossoneri al petto, sono andati via. I cori dei tifosi hanno colpito molto il brasiliano che si è sporto al davanzale applaudendo e battendosi la mano sul cuore. Ma hanno anche un po' spaventato il suo figlioletto, tanto che era uscito il custode dello stabile per chiedere gentilmente che la smettessero. I sostenitori hanno promesso di sciogliere il presidio, ma non prima di aver visto di nuovo il loro idolo. E così è stato.

PORTAVOCE - A fare il punto sull'operazione è il suo portavoce, Diogo Kotschko: «Ci sarà un incontro tra il papà di Kakà e il Milan per vedere cosa succede. Vogliamo sentire cosa farà la società e vogliamo sentirlo dalla loro bocca», dice ancora Kotschko, contattato dal quotidiano inglese The Guardian. «Se il Milan vuole aprire una trattativa col Manchester City, allora Kakà prenderà la sua decisione - continua il portavoce del Pallone d'Oro 2007 - e questa decisione dipende anche dalla squadra che il Manchester City vuole costruire. Visti i soldi che hanno o che si dice che abbiano, possono creare una grande squadra molto in fretta».

«ORA O MAI PIU'»- Intanto, il tecnico del Manchester City, Hughes, ha ammesso al Sun che «Kakà bisogna prenderlo subito, altrimenti non arriverà mai più». Questo perché se la trattativa sfumasse a gennaio, nella sessione estiva potrebbe inserirsi anche il Real Madrid, club di ben altro fascino, ovviamente, rispetto a quello inglese. A conferma di ciò, stanno cambiando anche le quote diffuse dai bookmaker: ora l'ipotesi del passaggio di Kakà al Manchester City è identica a quella che prevede la permanenza al Milan: 1,80. E pensare che solo due giorni fa la firma del brasiliano per la squadra dello sceicco Mansour era pagata 1,50, contro i 2,50 dell'ipotesi contraria.


LIPPI - E secondo il ct della nazionale italiana, Marcello Lippi, alla fine Kakà resterà al Milan. Questa l'impressione confidata ai giornalisti al suo arrivo all'hotel Gran Visconti Palace, a Milano, per la riunione tra calciatori, allenatori e arbitri organizzata dalla Federcalcio. «Non so il Milan vacilla di fronte a una offerta del genere - ha detto Lippi, rispondendo a una domanda - aspetto di vedere. Certo gli sceicchi si sono innamorati del calcio occidentale e vogliono costruire delle squadre con risorse economiche a cui noi non siamo più abituati».

 

 


Il City: «100 milioni per Kakà? Ridicolo. Offriamo molto meno»

Il City: «100 milioni per Kakà? Ridicolo. Offriamo molto meno»

 

Calciomercato: Lo sceicco Mansour: «Cifre più vicine ai 50 milioni».  Il paragone con Figo e Zidane

 

Kaka (Afp)
Kaka
MILANO - Cento milioni di euro. No, centoventi. Macché, centocinquanta. Nei giorni scorsi, il dibattito sull'affare Kakà poggiava su un dato certo: la cifra offerta dal Manchester City per strappare il brasiliano al Milan era davvero esorbitante. Quanto bastava, cioè, per rimpiazzare il fuoriclasse con almeno 2-3 campioni di altissimo livello. Una proposta, insomma, alla quale era impossibile dire di no. Ma lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, proprietario del club britannico, smentisce categoricamente le indiscrezioni circolate fino ad ora: «Sono cifre assolutamente ridicole». Pur confermando la trattativa in corso, e la ferma volontà di portare il talento brasiliano a Manchester, lo sceicco ha negato i termini economici dell'offerta: né 100 milioni di euro al Milan, né 500mila euro a settimana per l'ingaggio a Kaka.

IRREALISTICO - Dopo dieci giorni di speculazioni di mercato, i consiglieri dell'emiro di Abu Dabi si sono fatti sentire per sottolineare all'Observer che l'offerta dei Citizens è più vicina ai 50 che ai 100 milioni di euro. «Queste cifre sono assolutamente ridicole oltreché irrealistiche - ha dichiarato una fonte vicina a Sheikh Mansour -. Kakà ha un valore di mercato simile a quello dei precedenti Miglior Calciatori Fifa». Esplicito il riferimento a Lu¡s Figo e Zinedine Zidane, acquistati dal Real Madrid rispettivamente per 38 e 46 milioni di euro. «Cento milioni di sterline, o euro, sono assolutamente cifre ridicole. Nell'attuale congiuntura economica come è possibile garantire uno stipendio di 500mila euro alla settimana? Non abbiamo ancora parlato con il giocatore, è solo uno presente nella lista di calciatori che ci ha presentato Mark Hughes. Non dimenticate che il presidente del Manchester City è un uomo intelligente, non butta via i soldi». Tanto che lo stesso Observer, alla luce di queste precisazioni, considera più lontano il trasferimento di Kakà.

 

 


18/01/2009

STAMPA GB, REAL OFFRE 100 MLN PER KAKA'

STAMPA GB, REAL OFFRE 100 MLN PER KAKA'

 

LONDRA - C'é anche il Real Madrid sulle tracce di Kakà: con una mossa a sorpresa, venerdì scorso il club spagnolo ha cominciato una serrata trattativa con il Milan per prendere in contropiede il Manchester City. Secondo il News of the World l'offerta dei madridisti pareggerebbe quella degli inglesi (100 milioni di euro), mentre l'ingaggio a Kaka sarebbe decisamente inferiore ai 500mila euro a settimana promessi dal City.

Ciononstante, scrive oggi il domenicale britannico, il brasiliano sembra tentato dall'offerta spagnola, considerato il blasone, la tradizione e soprattutto la competitività della squadra.

Già in passato il Real, in più di un'occasione, aveva inseguito il 26enne talento brasiliano, frenando solo di fronte ai ripetuti 'no' della società rossonera. Ma ora che la cessione di Kaka non è più un tabù in Via Turati, le trattative sono ricominciate. Diversamente dal City, che vuole il giocatore subito, il Real sarebbe disposto ad attendere la fine della stagione, quando sono in programma le elezioni per la successione del presidente dimissionario Ramon Calderon. Una fonte vicina ai Citizens ha confermato al tabloid britannico le attuali difficoltà della trattativa: "Se Kaka accettasse i termini previsti dal contratto, sarebbe tutto risolto in cinque minuti. Ma ci sono molte cose da tenere in considerazione, le sponsorizzazioni, i diritti commerciali. E' uno dei trasferimenti più complicati nella storia del calcio".

Così, proprio per tutelarsi di fronte ad un eventuale rifiuto del brasiliano, il City nel frattempo sta perfezionando l'acquisto dell'attaccante del West Ham Craig Bellamy, prelevato per 14 milioni di euro.

PATO-GOL NELLA SERATA DI KAKA'
Vince il Milan ma quella contro la Fiorentina e' davvero una vittoria dal sapore amaro: non bastano tre punti per togliere tanta malinconia da una serata davvero strana, vissuta nel segno di Kaka' dal primo all'ultimo minuto. E poi il girone d'andata chiuso al terzo posto non puo' comunque lasciare soddisfatta una squadra che ha come primo obiettivo della stagione lo scudetto e invece naviga a buona distanza dalla vetta della classifica. Le poche gioie della partita arrivano dai piedi molto ispirati di Alexandre Pato che conferma il suo straordinario momento di forma, segnando il gol decisivo. E' la settima rete del brasiliano nelle ultime cinque partite giocate dal Milan che in attacco dipende ormai sempre di piu' dal suo talento, a maggior ragione alla luce della probabile partenza di Kaka'.

 Tra cori e striscioni tutti dedicati al numero 22, si gioca quindi una partita tutta particolare che inizia subito con il giallo perche' al 5' Rosetti giudica da rigore un'uscita di Abbiati su Jovetic. Questa volta, pero', l'assistente (Rossomando) da' il consiglio giusto all'arbitro che cambia subito idea e lascia correre. In vantaggio ci va allora il Milan con un siluro di Pato che riceve palla da Jankulovski e lascia immobile Storari con il suo destro al 7'. Nel giorno dell'esordio di Beckham al Meazza, tutti gli occhi sono in realta' per Kaka' che da' a sprazzi segni della sua classe, con assist e cavalcate che pero' non producono mai nulla di pericoloso. Da' segni del suo talento anche Jovetic che al 14' fa partire un gran destro che finisce a lato.

Molto sospetto il contatto tra Favalli e Montolivo al 31' (negli spogliatoi il viola si lamentera' sottolineando il fatto che a suo giudizio era rigore), mentre Abbiati se la cava in qualche modo su un tiro dello stesso Montolivo al 35'. Il povero Gilardino soffre i tanti fischi dei suoi ex tifosi e sbaglia i pochi palloni che gli arrivano: al 35' potrebbe fare molto di piu' e meglio su un bel cross di Santana e invece il suo colpo di testa finisce alto. Dopo l'ottimo inizio, il Milan lascia piu' spazio alla Fiorentina ma, senza Mutu, i viola sono davvero poca cosa davanti con Gilardino bloccato tanto per cambiare dalla pressione del Meazza e Santana e' molto poco utile alla causa. Non bastano Montolivo e Jovetic per impensierire Abbiati e l'ultimo tiro e' ancora verso la porta di Storari che devia in angolo un diagonale di Beckham. Non succede nulla nella ripresa fino al 21' quando la Fiorentina spreca la sua miglior palla gol: il cross teso di Vargas finisce sui piedi di Santana che tira di prima intenzione ma Abbiati ha un ottimo riflesso e riesce a ribattere. Il Milan scompare lentamente e Montolivo, Kroldrup e Santana spaventano la retroguardia rossonera.

Ancelotti passa al 4-4-2 con l'inserimento di Flamini per un fischiatissimo Seedorf, mentre Prandelli fa esordire Bonazzoli per dare sostanza al suo attacco. Il nuovo assetto dei rossoneri protegge meglio Abbiati che, dopo un brutto quarto d'ora, non corre piu' grossi rischi e cosi' il Milan porta a casa i tre punti. Ma probabilmente perde Kaka' per sempre, con il brasiliano che si lascia scappare lacrime d'addio mentre lascia il prato del Meazza.

SIENA-REGGINA: LAMPO DI FRICK SQUARCIA LA NOIA
Basta un guizzo, uno solo in una partita per una volta sotto tono, e il Siena porta a casa la vittoria confermandosi fortissimo in casa, dove ha subito appena 4 reti in tutto il girone di andata e conquistato 18 dei propri 22 punti. Decide Mario Frick, che al 30' della ripresa approfitta della doppia indecisione di Lanzaro e Valdez e deposita in rete il lancio dalla propria trequarti di Portanova.

E' il rimpianto più grande, ma non l'unico, per una Reggina che a Siena ha fatto la partita che doveva: squadra blindata nel 4-4-2 e pronta a ripartire in velocità, approfittando anche della serata di grazia di Corradi che ha calamitato tutte le palle arrivate dalle sue parti, prima di essere inspiegabilmente sostituito a un quarto d'ora dalla fine (un attimo prima della rete dei padroni di casa).

Pillon può giustamente recriminare per la buona prestazione non premiata dal risultato, ma la classifica è sconsolante: 13 punti nel girone d'andata equivalgono a una mezza condanna. Il Siena invece vola (gira a una quota record in 6 anni di A) e deve dire grazie anche a Emanuele Manitta, il portiere che a settembre era disoccupato, dopo il fallimento del Messina. C'é molto di suo in questa vittoria con almeno tre parate determinanti, sopperendo per una volta alla serata difficile di Portanova, in costante difficoltà sulle palle aeree con Corradi.

Specchio di una squadra che non ha mai trovato la chiave per scardinare il bunker reggino: niente da fare sulle fasce, anche se Zuniga ci ha provato a più riprese sulla destra, i bianconeri hanno tentato la carta del lancio lungo a scavalcare il centrocampo con pochi risultati. A rimetterci più di tutti Maccarone, sempre in ombra e sostituito nella ripresa proprio da Frick. Dopo un primo tempo senza vere occasioni da rete, la ripresa é iniziata con i fuochi d'artificio in area senese: Manitta al 2' ha salvato su Corradi con un riflesso straordinario, al 6' Portanova ha salvato su testa di Costa e al 7' Barillà da ottima posizione ha calciato fuori.

E' un'altra partita, il Siena reagisce e all'11' Portanova sbaglia clamorosamente da due passi. Nella Reggina, al 29', l'ex Cozza (fischiatissimo) rileva Corradi e un attimo dopo il Siena passa, con Frick che festeggia con l'abituale gesto del putt golfistico. Una mazzata, per gli ospiti, che al 34' trovano ancora Manitta prontissimo prima su Brienza e poi su Cozza. Sono gli ultimi lampi, a fare festa è solo il Siena. 


23/10/2008

Vinto a Catania il jackpot da 100 milioni Il '6' mancava da 6 mesi e 77 concorsi

Vinto a Catania il jackpot da 100 milioni Il '6' mancava da 6 mesi e 77 concorsi

Febbre da Superenalotto: dal 2004 lo Stato ha incassato 5 miliardi di euro.A Milano è stato centrato un '5+1' da 3,7 milioni di euro. Nel 2008 quindici Paperoni. Esposto del Codacons

 

 

 

I festeggiamenti alla ricevitoria fortunata (Ansa)
I festeggiamenti alla ricevitoria fortunata
ROMA - Del fortunato non si conosce ovviamente il nome ma si sa per certo che è di Catania, o quanto meno ha giocato lì, e precisamente nel punto vendita Giunti in via Mario Rapisarda 418, in un quartiere popolare periferico vicino alla chiesa della Sacra Famiglia. Finisce così la «febbre» che per settimane ha contagiato gli italiani: il '6' da 100 milioni e 756mila euro di euro vola verso la Sicilia. Si tratta della vincita più alta nella storia del Superenalotto e in assoluto nei giochi in Italia. Altre due vincite hanno superato i 70 milioni di euro: quella del 4 maggio 2005 a Milano con 10 appassionati che giocarono un sistema da 126 euro che fruttò loro oltre 71,7 milioni e quella del il 19 maggio 2007 a Capanni di Savignano sul Rubicone (Forlì) che a un singolo giocatore ben 71,4 milioni. Il '6' mancava da 6 mesi e 77 concorsi.

CACCIA AL VINCITORE - Intanto un migliaio di persone si sono radunate e stanno festeggiando davanti alla tabaccheria Giunta, nella periferia di Catania. E si è aperta la caccia al vincitore. «Non so chi ha vinto, ma spero tanto che si ricordi di noi - dice Domenico Giunta, 53 anni, titolare della ricevitoria -. Non so che tipo di sistema o di giocata sia quella vincente perché non posso aprire il negozio per problemi di sicurezza. C'è troppa gente. Nelle ultime settimane abbiamo raddoppiato il numero delle giocate, anche dei ragazzini hanno comprato le schede. Ha giocato così tanta gente che è impossibile dire chi è il vincitore, ma spero tanto che questo si ricordi di noi che gli abbiamo portato fortuna». E il sindaco Raffaele Stancanelli: «Mi auguro che si tratti di una vincita effettuata da più giocatori e che provengano dai quartieri più poveri di Catania. Spero che il fortunato vincitore, così come avviene in altri Paesi, per esempio negli Usa, senta il dovere morale di fare qualcosa per la comunità».

GLI ALTRI PREMI - Non solo: è stato centrato anche un '5+1' da 3.757.199,25 euro a Milano, nella Caffetteria 2000 in via Varesina 35. Alle 77 giocate che hanno centrato il '5' vanno 36.596 euro ognuna, alle 26 che hanno azzeccato il '4 Stella' 33.378 euro. Per il prossimo concorso il '6' riparte da 20 milioni di euro. Ed ecco i numeri vincenti: 7 - 20 - 21 - 74 - 75 - 81. Jolly: 33. Superstar: 10. Anche l'Erario ne esce vincitore: dal 2004 ad oggi il concorso ha fatto confluire nelle casse dello Stato circa 5 miliardi di euro. «Dalla nascita del Superenalotto, grazie al concorso in Italia ci sono oltre 400 nuovi milionari. Tante infatti sono state le vincite, tra 6, 5+1 e 5 Stella che hanno toccato e superato il milione di euro» spiega Agicos, l'agenzia di stampa concorsi e scommesse. Quest'anno sono stati 15 i neomilionari.

ESPOSTO CODACONS - Non tutti però apprezzano il fenomeno. Sul tavolo del Procuratore capo della Repubblica di Roma è finito l'esposto presentato dal Codacons, in cui si chiede il sequestro del jackpot, divenuto oramai eccessivamente «pericoloso». «Dopo l'esposto presentato martedì - spiega il presidente Carlo Rienzi - il nostro ufficio legale sta studiando la possibilità di intentare una class action in favore dei giocatori rovinati dal Superenalotto, non appena entrerà in vigore la legge sulle azioni collettive. Si pensi a tutti coloro che, nella speranza di vincite stratosferiche, hanno già speso tutto lo stipendio o la pensione di ottobre puntando cifre elevate, e si ritrovano ora con il portafogli vuoto e bollette, rate e mutui da pagare. Conservando le ricevute di tali giocate - prosegue Rienzi - i cittadini rovinati dal Superenalotto potranno adire all'azione legale attualmente in fase di studio, sostenendo in Tribunale come il gioco si sia trasformato in qualcosa di troppo simile al gioco d'azzardo, a causa del montepremi eccessivamente elevato rispetto a un principio di legalità secondo cui un concorso a premi legato esclusivamente all'alea non può mettere in palio un premio in denaro così sproporzionato. Ad aggravare la situazione - conclude il Codacons - anche la presenza di cartelli pubblicitari posti nelle rivendite, che «incantano» i cittadini richiamando il maxi-jackpot, inducendoli così ad effettuare giocate».

COSA FARE CON 100 MILIONI - Polemiche a parte, come si possono spendere 100 milioni di euro? Per chi non avesse idee, eccone un paio. Quasi 7.000 metri quadri, 29 camere da letto, 40 bagni, 6 dependance, 3 piscine ed una sala per le proiezioni cinematografiche. È in vendita a Beverly Hills la magnifica villa che ha ospitato alcune famose scene del capolavoro di Francis Ford Coppola, «Il Padrino». Se siete amanti della trilogia dedicata alla famiglia Corleone e avrete la fortuna di centrare il «6» del Superenalotto, potrete realizzare il vostro sogno: l’offerta (il Jackpot in palio) e la domanda combaciano a 100 milioni di euro tondi. Sempre rimanendo in ambito cinematografico, con la stessa cifra si potrebbe finanziare l’intera produzione di «Pompei», kolossal movie ispirato all’eruzione del Vesuvio del 79 d.c che seppellì diverse città campane. Il progetto al momento è in fase di stallo, ma un eventuale neomilionario cinefilo potrebbe dare una scossa significativa alla produzione e decretare il via alle riprese. E se il vincitore non fosse appassionato di cinema, può sempre provare ad entrare nella cordata Alitalia. Con tanta liquidità sarà sicuramente il benvenuto. E tu cosa faresti se avessi vinto 100 milioni?

 

 


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Tutti a caccia del «6» da 100 milioni E' il «jackpot» più alto di sempre

Tutti a caccia del «6» da 100 milioni E' il «jackpot» più alto di sempre

Febbre da Superenalotto: dal 2004 ad oggi lo Stato ha incassato 5 miliardi di euro. Nel 2008 ci sono stati 14 neomilionari. Ma il Codacons denuncia: «Jackpot pericoloso»

 

 

 

Code ad una ricevitoria del Superenalotto (Ansa)
Code ad una ricevitoria del Superenalotto
ROMA - La «febbre da Superenalotto» vive la sua giornata di spasmodica attesa. Stasera infatti ci sarà l'estrazione. Il montepremi è salito a quota 100 milioni di euro avvicinandosi al quinto posto di sempre dei montepremi di tutto il mondo, pari a 115 milioni. Inarrivabile anche nelle vincite la lotteria Usa Mega Millions con 290 milioni di euro. Comunque un vincitore c'è già stato ed è l'Erario: dal 2004 ad oggi il concorso ha fatto confluire nelle casse dello Stato circa 5 miliardi di euro. È quanto sostiene Agicos, l'agenzia di stampa concorsi e scommesse, in una nota. «Dalla nascita del Superenalotto, grazie al concorso in Italia ci sono oltre 400 nuovi milionari. Tante infatti sono state le vincite, tra «6», «5+1» e «5 Stella» che hanno toccato e superato il milione di euro». Quest'anno sono già stati 14 i neomilionari.

IL CODACONS - Ma non tutti sembrano felici di questo fenomeno. Infatti sul tavolo del Procuratore capo della Repubblica di Roma è finito l'esposto presentato dal Codacons, in cui si chiede il sequestro del jackpot, divenuto oramai eccessivamente «pericoloso». «Dopo l'esposto presentato martedì - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - il nostro ufficio legale sta studiando la possibilità di intentare una class action in favore dei giocatori rovinati dal Superenalotto, non appena entrerà in vigore la legge sulle azioni collettive. Si pensi a tutti coloro che, nella speranza di vincite stratosferiche, hanno già speso tutto lo stipendio o la pensione di ottobre puntando cifre elevate, e si ritrovano ora con il portafogli vuoto e bollette, rate e mutui da pagare. Conservando le ricevute di tali giocate - prosegue Rienzi - i cittadini «rovinati» dal Superenalotto potranno adire all'azione legale attualmente in fase di studio, sostenendo in Tribunale come il gioco si sia trasformato in qualcosa di troppo simile al gioco d'azzardo, a causa del montepremi eccessivamente elevato rispetto a un principio di legalità secondo cui un concorso a premi legato esclusivamente all'alea non può mettere in palio un premio in denaro così sproporzionato. Ad aggravare la situazione - conclude il Codacons - anche la presenza di cartelli pubblicitari posti nelle rivendite, che «incantano» i cittadini richiamando il maxi-jackpot, inducendoli così ad effettuare giocate».

COSA FARE CON 100 MILIONI DI EURO - Ma polemiche a parte, come si possono spendere 100 milioni di euro? Per chi non avesse idee, eccone un paio. Quasi 7.000 metri quadri, 29 camere da letto, 40 bagni, 6 dependance, 3 piscine ed una sala per le proiezioni cinematografiche. E’ in vendita a Beverly Hills la magnifica villa che ha ospitato alcune famose scene del capolavoro di Francis Ford Coppola, «Il Padrino». Se siete amanti della trilogia dedicata alla famiglia Corleone e avrete la fortuna di centrare il «6» del Superenalotto, potrete realizzare il vostro sogno: l’offerta (il Jackpot in palio) e la domanda combaciano a 100 milioni di euro tondi. Sempre rimanendo in ambito cinematografico, con la stessa cifra si potrebbe finanziare l’intera produzione di «Pompei», kolossal movie ispirato all’eruzione del Vesuvio del 79 d.c che seppellì diverse città campane. Il progetto al momento è in fase di stallo, ma un eventuale neomilionario cinefilo potrebbe dare una scossa significativa alla produzione e decretare il via alle riprese. E se il vincitore non fosse appassionato di cinema, può sempre provare ad entrare nella cordata Alitalia. Con tanta liquidità sarà sicuramente il benvenuto.


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19/10/2008

Il reggiseno più caro della storia

Il reggiseno più caro della storia

Il "Black Diamond Miracle Bra" costa quattro milioni di euro, «Il regalo perfetto per il prossimo Natale»

 

 

MILANO - Crisi? Macchè. In tempi di recessione si fa strada lo sfarzo più esagerato - soprattutto tra i super-ricchi di questo pianeta. Se a Monaco di Baviera è stata inaugurata in questi giorni la Fiera per i milionari con cellulari tempestati di diamanti e gioielli da capogiro (www.millionairefair.com), auto da sogno, ma anche aerei ed elicotteri ecco approdare ora sul mercato anche il "reggiseno più costoso al mondo." Ad indossarlo una statuaria Adriana Lima.

Foto: Victoria's Secret
 
ADRIANA LIMA - Splendida in tutta la sua disarmante semplicità, la Lima seduce l'obiettivo con il suo sguardo e le sue forme incantevoli. In questo caso non è tuttavia la modella brasiliana al centro dell'attenzione ma il capo che indossa: l'ultima stravaganza in fatto di moda si chiama "Black Diamond Miracle Bra" firmato Victoria's Secret, ovvero il reggiseno più caro della storia mai realizzato. Il suo prezzo? 4 milioni di euro.

4 MILIONI DI EURO - Cos'ha di tanto particolare questo "reggiseno dei miracoli"? Il lussuoso capo di biancheria intima è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri, 117 diamanti da un carato ciascuno e 34 rubini. La peculiarità del prodotto è data però dalle due grosse (e rarissime) lacrime di diamante nero da 100 carati. Preziosi e praticamente introvabili, i diamanti neri hanno alimentato numerosissime leggende. Alcuni ricercatori hanno avanzato addirittura l'ipotesi suggestiva per la quale le rarissime pietre proverrebbero da un asteroide che si sarebbe schiantato sul nostro pianeta miliardi di anni fa. In ogni caso è "il regalo perfetto per il prossimo Natale", ci tiene a sottolineare la casa americana di lingerie femminile sulla sua pagina web, principalmente per coloro rimasti (miracolosamente) immuni dalla crack finanziario di queste settimane. Non è chiaro se il reggiseno sia pure comodo o meno: non è comunque consigliato indossarlo mentre si va a fare la spesa.

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