14/05/2011

Brega, imam lancia fatwa contro l'Italia: Faremo 11 mila morti

Brega, imam lancia fatwa contro l'Italia: Faremo 11 mila morti

BRUXELLES: le forze nato hanno bombardato una «postazione di comando e controllo». Dopo gli 11 religiosi uccisi durante il raid sulla città libica. La condanna contro Francia, Danimarca, Gran Bretagna, Qatar ed Emirati Arabi Uniti

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03/01/2011

Wikileaks sul Medioriente "Nel 2009 Israele pronto alla guerra su vasta scala"

Wikileaks sul Medioriente "Nel 2009 Israele pronto alla guerra su vasta scala"

Lo Stato ebraico considerava pericolosissima la minaccia missilistica e ha pianificato un’offensiva per neutralizzare Gaza e il Libano

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01/12/2010

Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestato

Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestato

A modena. Il giovane aveva minacciato di agire nel giorno del compleanno della ragazza

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09/08/2010

L'amianto minaccia le scuole italiane

L'amianto minaccia le scuole italiane

Gli edifici ancora a rischio sono 2400 sparsi su tutta la penisola: sui tetti, nelle palestre, nei muri è stata accertata la presenza del materiale cancerogeno. Intanto, però, i 358 milioni stanziati per la messa in sicurezza delle scuole non ci sono più

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09/01/2010

Una stella minaccia la vita sulla Terra

Una stella minaccia la vita sulla Terra

 

È nella costellazione della Bussola, a 3.260 anni luce di distanza. Nana bianca rischia di trasformarsi in supernova, le radiazioni sarebbero letali. Ma tra 10 milioni di anni

 

 

Una stella minaccia la vita sulla Terra

 

C’è una stella della nostra galassia Via Lattea, distante dalla Terra 3.260 anni luce, che potrebbe esplodere e mettere in pericolo la vita sul nostro pianeta. L’infelice prospettiva è stata seriamente illustrata al meeting dell'American Astronomical Society in corso a Washington precisando, per nostra consolazione, che ciò potrebbe accadere fra 10 milioni di anni ma forse anche prima.

L'astro in questione appartenente alla costellazione della Bussola è stato studiato con il satellite IUE ed anche con il telescopio spaziale Hubble. Così si è capito che si tratta, in verità,  di una coppia di stelle dove una delle due  è una nana bianca, che gli astronomi chiamano una “Nova ricorrente” perché periodicamente presenta delle esplosioni registrate con intervalli di circa vent’anni, nel 1902, 1920, 1944, 1967. Secondo gli astronomi queste esplosioni che non danneggiano grandemente l'astro e nemmeno lanciano radiazioni pericolose per la Terra, avvengono dopo che l'astro ha accumulato materiale (gas ricchi di idrogeno, in particolare) strappato con la sua forza di gravità alla stella vicina. In tal modo aumenta la sua massa e quando raggiunge un certo livello si innescano le esplosioni che, in un certo senso, equilibrano la situazione disperdendo un po' di energia. Ma non sempre le cose vanno in questo modo. Può accadere, infatti, che la stella, anche con queste eruzioni dispersive, continui comunque ad ingigantirsi, arrivando a conquistare il famoso “limite di Chandrasekhar” al di là del quale la massa collassa definitivamente scatenando una tremenda esplosione capace di distruggere il corpo celeste: è il fenomeno che porta alla supernova la quale lancia intorno nel cosmo un'energia 10 milioni di volte più elevata di quella rilasciata da una nova.

Proprio le osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble farebbero pensare che la stella sotto indagine continua ad accrescere la sua taglia raggiungendo il fatidico limite, appunto, fra 10 milioni di anni, oppure anche prima come precisa Edward Sion della Villanova University in Pennsylvania. In quel caso l’astro esplodendo diventerebbe luminoso quanto tutte le stelle della galassia messe insieme. Ma più grave è il fatto che spedirebbe verso il nostro pianeta azzurro un fiume di radiazioni capaci di devastare l'ambiente terrestre cominciando con l’annientare la fascia di ozono che ci protegge.

Secondo gli astronomi l’esplosione di una supernova diventa pericolosa per noi quando avviene a meno di cento anni luce dalla Terra. Ma si tratta di una valutazione non definitiva perché gli effetti dipendono dalla potenza della supernova. A detta dei ricercatori, però, la stella in questione potrebbe entrare nella categoria delle più catastrofiche pur trovandosi oltre i tremila anni luce. Non tutti condividono interamente le conclusioni discusse nella capitale americana. Il professor Filipenko del Berkeley Astronomy Department è in disaccordo e sostiene che anche se si arriverà alla supernova la Terra dovrebbe però salvarsi. Pensando ai nostri posteri, speriamo che abbia ragione.

Giovanni Caprara


12/10/2009

Carfagna: «Vietare il burqa in classe»

Carfagna: «Vietare il burqa in classe»

 

«La tolleranza non può diventare una minaccia alla nostra civiltà». Il ministro per le Pari opportunità: situazione delle immigrate allarmante, ne parlerò con Maroni e Gelmini

 

Mara Carfagna (Fotogramma)
Mara Carfagna (Fotogramma)

MILANO - Vietare burqa e niqab nelle scuole: la proposta è del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che ha intenzione di parlarne con i colleghi dell'Interno Maroni e dell'Istruzione Gelmini. «Sono assolutamente favorevole a una legge che vieti in Italia il burqa e il niqab (velo che copre la donna lasciando scoperti solo gli occhi, ndr), simboli di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione - ha spiegato il ministro -. Non in quanto simboli religiosi, bensì per le storie che nascondono, storie di donne cui vengono negati diritti fondamentali come l'istruzione o la possibilità di lavorare, storie di violenza e di sopraffazione. Vietare burqa e niqab nelle scuole, luogo primario di integrazione ed emancipazione, può essere un segnale importante».

«SITUAZIONE ALLARMANTE» - La condizione delle donne immigrate in Italia, ha spiegato la Carfagna intervenendo alla presentazione dei risultati di un anno di attività del numero verde «Mai più sola» promosso dall'Acmid donna onlus, «ci preoccupa e ci allarma» a causa di «tradizioni, culture e modi di trattare le donne che spesso sono incompatibili» con quelli italiani. «Occorre far capire alle donne che vengono nel nostro Paese che da noi le donne godono di pari diritti e di pari dignità rispetto agli uomini, e che non c'è spazio per culture, tradizioni o religioni che vogliono confinare la donna in uno stato di soggezione e di inferiorità. La tolleranza non può diventare una minaccia alla nostra civiltà. Il tempo sta per scadere, è in atto un tentativo di sopraffare secoli di civiltà, di instaurare un regime che nega i diritti».


25/09/2009

Gli Usa: sventata «minaccia imminente»

Gli Usa: sventata «minaccia imminente»

 

A giudizio un 24enne di origine afgane: «Preparava attacco terroristico con armi di distruzione di massa», contatti con al qaeda ma alcuni particolari non sono ancora chiari

 

Najibullah Zazi (Afp)
Najibullah Zazi (Afp)

WASHINGTON – Le autorità federali americane hanno incriminato l’afghano Najbullah Zazi per un presunto complotto terroristico. L’autista di bus, residente a Denver (Colorado), avrebbe organizzato una cellula per eseguire attacchi con esplosivi simili a quelli usati a Madrid e Londra. L’uomo è stato arrestato insieme al padre e ad un complice (accusato di aver detto il falso), ma l’Fbi non ha escluso che nel network siano coinvolte altre persone. In base alle indagini Zazi era legato ad elementi che vivevano nell’area di New York. Per la magistratura l’estremista era pronto ad usare “una o più armi di distruzione di massa”.

AMMISSIONI - Durante le indagini Zazi ha ammesso di aver frequentato un “campo di addestramento di Al Qaeda in Pakistan” dove avrebbe imparato a preparare ordigni esplosivi. Un’affermazione tuttavia che ha bisogno di ulteriori riscontri. I funzionari dell’antiterrorismo vogliono capire se esistono davvero i legami con la rete eversiva e, in caso positivo, di che tipo. O se invece l’afghano fosse un terrorista fai-da-te, alla testa delle cosiddette “cellule spontanee”. L’inchiesta è stata in parte compromessa dalle rivalità tra l’Fbi e la polizia su come gestire il caso. Tanto è vero che un alto dirigente della sezione anti-terrorismo di New York è stato trasferito: aveva mostrato le foto dei sospettati ad un imam che ha subito avvisato gli indagati. Una fuga di notizie che ha forse permesso ai complici di Zazi di far sparire prove compromettenti. Un aspetto citato dagli inquirenti in risposta a quanti hanno sollevato dubbi sulla reale pericolosità del gruppo.

Guido Olimpio


23/09/2009

Ahmadinejad: Obama farà grandi cambiamenti. «Il nucleare? Lo si usi solo per scopi pacifici»

Ahmadinejad: Obama farà grandi cambiamenti. «Il nucleare? Lo si usi solo per scopi pacifici»

 

Il presidente iraniano apre all'amministrazione americana, «Per gli Usa siamo un'opportunità»


Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad tra i Guardiani della Rivoluzione (Afp)
Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad tra i Guardiani della Rivoluzione (Afp)

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, in un'intervista alla stampa americana ripresa oggi dal quotidiano Haaretz, ha affermato che il suo paese non rappresenta una minaccia agli Stati Uniti, come afferma il presidente Barak Obama, ma è piuttosto «un opportunità».

L'APERTURA A OBAMA - Ahmadinejad ha detto che nell'incontro in programma l'1 ottobre col gruppo del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania come membro aggiunto) l'Iran si aspetta una discussione aperta sulle questioni nucleari ma non è interessato a discutere di pressioni per arrestare il suo controverso programma nucleare che, ha ribadito, non ha fini militari. L'Iran, ha aggiunto, premerà invece per un programma internazionale di disarmo nucleare e per maggiori possibilità di impiego dell'energia nucleare a fini pacifici da parte di altri paesi. Secondo Ahmandinejad se il presidente Obama farà «grandi cambiamenti» nella politica del suo paese in Afghanistan, Iraq e in Medio Oriente troverà nell' Iran un amico.


22/01/2009

Al Qaeda minaccia attentati contro Usa e Gran Bretagna

Al Qaeda minaccia attentati contro Usa e Gran Bretagna

 

Annunciata tramite un videotape diffuso sul Web. Abu Yahya Al-Libi ha incitato alla violenza , come vendetta per l'attacco israeliano a Gaza

 

Abu Yahya Al-Libi (AfP)
Abu Yahya Al-Libi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DUBAI - Un esponente di Al Qaeda, Abu Yahya Al-Libi, ha incitato a sferrare attentati contro l'Occidente, citando in particolare Stati Uniti e Gran Bretagna, come vendetta per il violento attacco israeliano a Gaza.

SUL WEB - La minaccia è stata annunciata tramite un video-tape della durata di 31 minuti diffuso sul web. Lo ha riferito Site, il centro americano per il controllo dei siti islamici. «Sacrificatevi per poter far provare alle capitali occidentali degli infedeli, agli Stati Uniti criminali e ai loro agenti tiranni, quello che fanno subire ai nostri fratelli e ai nostri fratelli oppressi in Palestina», ha detto Abou Yahya al-Libi, indirizzandosi ai «mujaheddin di tutto il mondo», secondo quanto riferito dal Site. «È tempo per questo Stato criminale, la Gran Bretagna, di pagare il prezzo di un crimine storico, noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo mai», ha aggiunto l'esponente di Al Qaida. Al-Libi ha anche espresso soddisfazione per gli attentati sanguinari di Mumbai che, lo scorso novembre, hanno causato la morte di 183 persone. Nato in Libia, 45 anni, Al-Libi è uno dei collaboratori più stretti di Osama. Si ritiene che viva nascosto nelle basi di Al Qaida in Afghanistan e nelle zone tribali del Pakistan.

 


09/01/2009

Obama: lotta al terrorismo, basta tortura

Obama: lotta al terrorismo, basta tortura

E sull'Iran: resta una minaccia, ma va avviata una azione diplomatica. Il presidente eletto: rispetteremo la convenzione di Ginevra, torniamo agli ideali e ai valori americani

 

 

Il presidente eletto Barack Obama: si insedierà alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio (Ap)
Il presidente eletto Barack Obama: si insedierà alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio
WASHINGTON - Per un'efficace lotta al terrorismo servono ideali forti, non la tortura. Lo ha sostenuto il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, che a pochi giorni dal proprio insediamento ufficiale alla Casa Bianca prende posizione contro la tolleranza sin qui mostrata dagli Usa nei confronti di metodi di trattamento duri riservati alle persone sospettate di appartenere a organizzazioni terroristiche.

I «VALORI AMERICANI» - Gli Stati Uniti, sotto la nuova amministrazione, saranno contro la tortura e «rispetteranno la convenzione di Ginevra». Obama è intervenuto nel corso della presentazione alla stampa del nuovo direttore della Cia, Leon Panetta. Proprio la Cia era stata messa sul banco degli imputati in questi anni con il sospetto di aver fatto ricorso a forme di tortura nell' interrogare presunti terroristi, mentre il Pentagono è finito nel mirino accusato di non rispettare la convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Obama ha detto che manterrà la promessa elettorale di portare avanti una guerra al terrorismo che tenga conto «dei valori e degli ideali americani». Gli Stati Uniti - ha detto in particolare il neo presidente - devono «tenere fede ai propri valori, con la stessa diligenza con cui tutelano la loro sicurezza, senza eccezioni». Obama ha inoltre sottolineato che un sistema di intelligence efficace «non è un lusso, è una necessità».

DIPLOMAZIA CON L'IRAN - Nella stessa occasione Obama ha parlato dell'Iran, spiegando che questa nazione rimane una minaccia per gli Stati Uniti. Ma Washington - ha precisato - deve «trovare la volontà di dare il via a un'iniziativa diplomatica» con la Repubblica islamica. Rispondendo a una domanda circa i rapporti che la sua amministrazione intende tenere con Teheran, Obama ha risposto in questi termini: «Ho detto nel corso della campagna elettorale che l'Iran è una minaccia autentica per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ma ho detto - ha continuato - anche che dovremmo cercare di iniziare con una diplomazia intesa come meccanismo volto a raggiungere i nostri obiettivi di sicurezza nazionale. La mia squadra della sicurezza, credo, riflette questo approccio pragmatico alla politica estera».