10/01/2012

«Bocciato senza essere interrogato». Condannato ministero dell'istruzione

«Bocciato senza essere interrogato». Condannato ministero dell'istruzione

La storia. Il ragazzo non passò l'esame di maturità e ripetè l'anno passando a una scuola privata. Il Tar ha condannato il ministero dell'istruzione al risarcimento

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25/08/2010

“Gelmini sarta subito”: la satira contro i tagli alla scuola

“Gelmini sarta subito”: la satira contro i tagli alla scuola

Un'iniziativa su Facebook invita il mondo della scuola a prendere in giro, con buon gusto e ironia, l'operato del ministro dell'Istruzione. Epigrammi, battute, vignette, fotomontaggi concorreranno a un premio che verrà assegnato a fine settembre

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12/06/2010

Niente esame per 28.500 studenti

Niente esame per 28.500 studenti

MATURITA' 2010. Le stime del Ministero: aumenta la percentuale dei non ammessi, dal 5,5% al 6,1%. Lunedì i verdetti definitivi

 

(Fotogramma)

ROMA - Il dato definitivo si avrà soltanto da lunedì. Ma già da oggi, con i primi dati provvisori diffusi dal Ministero, si ha una indicazione precisa sulla percentuale di ammessi alla maturità: la strage» temuta per l'introduzuione delle nuove norme non c'è stata, ma un aumento delle esclusioni c'è stato. E la stima, in termini numerici, è che quest'anno gli studenti non ammessi all'esame saranno in tutta Italia ben 28.500.

I DATI - I dati del Ministero si riferiscono a un campione di istituti superiori (licei, tecnici, professionali e artistici) di Emilia Romagna, Marche, Veneto, Puglia, Lombardia e Campania: 200 istituti dove sono già stati scrutinati 11.779 allievi. E confermano l’andamento già registrato nell'anno precedente, caratterizzato da una maggiore severità. Le cifre, sostiene il Ministero, «sono significative perché sono scuole scelte come campione attendibile per le loro caratteristiche sia territoriali e sia per il tipo di istituto». La precentuale dei non ammessi quest’anno è salita al 6,1%, mentre l’anno precedente, nelle stesse scuole del campione considerato, era stata del 5.5%. Se questa proiezione sarà confermata dai dati reali delle ase scuole e delle altre Regioni, i non ammessi alla maturità sarebbero dunque circa 28.500.

PIU' BOCCIATURE - Il ministero ha anche elaborato i dati sulle promozioni durante il corso di studio delle superiori. E anche per quanto riguarda i risultati degli scrutini delle prime quattro classi, c'è un aumento di bocciature. Rispetto all’11.7% del precedente anno scolastico, quest’annosi sale al 13.1%. Gli allievi promossi a giugno risultano quindi il 62,9% mentre per più del 24% il giudizio è sospeso. Il 13,1% è la percentuale dei bocciati. L’aumento delle bocciature si rileva soprattutto negli istituti professionali e nei licei. Diminuiscono invece i bocciati negli istituti tecnici.


10/04/2010

Il liceo musicale fa subito il pieno

Il liceo musicale fa subito il pieno

Le iscrizioni - I primi dati al ministero. Cresce l’interesse per il linguistico, al Nord preferita l’istruzione tecnica. Posti esauriti, necessari i test d’ammissione. Piace lo scientifico senza latino


ROMA — Molto bene lo scientifico, ma quello senza latino. Bene il linguistico, così e così il nuovo artistico. E tutto esaurito al musicale e al coreutico. Sono questi i primi dati — non ancora ufficiali — dei nuovissimi licei della Riforma Gelmini che partirà a settembre. Alla domanda, come la riforma cambia gli equilibri tradizionali delle superiori, la risposta fin qui potrebbe essere quella di un rafforzamento generale dell’area scientifica e tecnica.

Ma non solo. La vera novità è costituita dall’interesse per i licei musicali e coreutici: in tutto il Paese a settembre partiranno 30 nuove sezioni. Pur scontando difficoltà organizzative, legate anche alla novità dell’indirizzo, hanno avuto un numero di richieste che ha abbondantemente superato i posti disponibili. E questo nonostante, in molte città, l’avvio dei corsi sia rimasto incerto fino ad appena due settimane dalla chiusura delle iscrizioni. Un ritardo che ha indotto una parte delle famiglie interessate a rinunciare e ad orientarsi su altri percorsi di scuola superiore. Ma non ha scoraggiato gli altri, tanto che in alcune zone il numero di iscrizioni è il doppio dei posti disponibili. Per i ragazzi che lo hanno scelto a fine maggio è prevista una prova selettiva: entreranno soltanto quanti dimostreranno di avere delle basi di cultura musicale. ù

Se guardiamo gli altri indirizzi, sempre con l’avvertenza che si tratta di dati non definitivi, salta agli occhi il rafforzamento dei tecnici e dei professionali, dai contenuti rinnovati, in Lombardia e nel Nord Est. Dove esiste un tessuto produttivo che funziona, nonostante la crisi, le famiglie non hanno avuto dubbi: in Lombardia, secondo i dati dell’ufficio scolastico regionale, dopo le medie gli studenti che scelgono la strada dell’istruzione tecnica e professionale sono il 56.8 per cento, mentre «solo» il 43.1 punta sul sistema dei licei. Che mantengono invece le loro posizioni, soprattutto al Centro e al Sud. Da Viale Trastevere, dove stanno ancora arrivando i risultati delle iscrizioni al primo anno delle superiori che si sono chiuse a fine marzo, nessun commento.

Se i primissimi risultati saranno confermati, di qui a qualche anno potremmo probabilmente assistere al consolidamento di un indirizzo di liceo — sarebbe la prima volta nella storia della nostra scuola —dedicato ai ragazzi che amano la matematica, la fisica e la chimica. Ma che rinunciano volentieri alle lingue classiche, cioè al latino. Il nuovo scientifico potrebbe esercitare in futuro una forte concorrenza a quello tradizionale. Il successo di questo nuovo indirizzo, caratterizzato dall’intensificazione delle materie scientifiche, significa anche che per decenni i nostri ragazzi più versati in quelle discipline hanno atteso invano un’offerta formativa adatta a loro. Il buon risultato del liceo linguistico— per decenni relegato in sperimentazioni prima solo nelle paritarie e poi anche nelle statali—conferma l’interesse che le famiglie hanno mostrato per questo indirizzo che grazie alla riforma Gelmini garantisce, oltre allo studio delle lingue, anche una discreta formazione scientifica.

Giulio Benedetti


16/01/2010

Parte la riforma dei licei, iscrizioni entro fine marzo

Parte la riforma dei licei, iscrizioni entro fine marzo

 

SCUOLA. Via libera anche alle iscrizioni per elementari e medie. Critici Pd, Cgil e studenti: rinviare

 

Bambini a scuola (Eidon)
Bambini a scuola (Eidon)

MILANO - Scatta il conto alla rovescia per l'avvio della riforma della scuola superiore voluta dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, anche se Pd, Flc Cgil e l'Unione degli studenti ribadiscono la richiesta di un rinvio di un anno dell'avvio dei cambiamenti.

È comunque finita l'attesa di famiglie e dello stesso mondo della scuola. Viale Trastevere ha dato infatti il via libera alle iscrizioni al prossimo anno 2010-2011, varando l'apposita circolare ministeriale: per la scuola primaria (elementari) e per la secondaria di I grado (le medie) le iscrizioni si svolgeranno entro il 27 febbraio. Per la secondaria di II grado, ovvero licei e istituti tecnici e professionali, le iscrizioni si svolgeranno dal 26 febbraio al 26 marzo, per «consentire un'adeguata informazione alle famiglie sulla riforma delle superiori». L'entrata in vigore della riforma ha avuto un via libera dal Consiglio di Stato che con tre diversi dispositivi ha dato il «parere positivo» sui regolamenti. Tra alcuni giorni, spiega il ministero dell'Istruzione, «dopo il parere delle commissioni parlamentari, sarà resa nota la versione definitiva dei regolamenti con i quadri orari». Lo stesso ministero procederà poi ad una «massiccia campagna di informazione verso le scuole e le famiglie sulle novità introdotte». «La riforma dei licei - spiegano dal ministero della Gelmini - può essere considerata epocale. L'impianto rivede complessivamente la legge Gentile del 1923. Si introducono due nuovi licei: il musicale-coreutico e quello delle scienze umane. Vengono inoltre rivisti e aggiornati i vecchi licei. Si supera la frammentazione che ha caratterizzato gli ultimi decenni della scuola italiana. Le famiglie sono disorientate dalla miriade di indirizzi sperimentali, addirittura 396. Dal 2010 gli indirizzi saranno solo 6. L'obiettivo è quello di coniugare tradizione e innovazione».

I nuovi tecnici si divideranno in 2 settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi. «Più inglese, più ore di laboratorio, maggiore sinergia con il mondo del lavoro. I nuovi istituti professionali saranno articolati in 2 settori (Servizi e Industria e artigianato) e 6 indirizzi. Ci saranno più ore di laboratorio, saranno previsti tirocini e ore dedicate all' alternanza scuola-lavoro, per superare la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e garantire una formazione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro». Per Manuela Ghizzoni e Giovanni Bachelet del Pd, che chiedono il rinvio di un anno della riforma, «dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, si rafforza la richiesta già avanzata dal Pd di rinviare di un anno l'entrata in vigore della riforma della scuola superiore. Se questo non accadesse, la riforma comincerebbe nell'incertezza più assoluta, alimentando le preoccupazioni dei docenti, delle famiglie e degli studenti».

Per Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, «è opportuno il rinvio di un anno dell'entrata in vigore dei regolamenti sulla secondaria superiore e che i ritardi accumulati, i cambiamenti ordinamentali di orari e programmi, in assenza di un quadro certo producono conseguenze negative sulle scelte degli alunni e delle famiglie, anche per l'impossibilità di definire un piano di offerta formativa serio». Critica anche l'Unione degli studenti: «Ulteriore rinvio delle iscrizioni a marzo, parere del Consiglio di Stato con molte negatività, parere delle commissioni parlamentari ancora non pervenuto: cosa altro deve succedere perchè il ministro Gelmini si renda conto che la riforma delle scuole superiori non può partire dal prossimo anno? L'insistenza con cui il ministro vuole avviare da subito la riforma dimostra come l'unico scopo di tutta questa operazione sia solo finalizzato al risparmio, senza nessun obiettivo didattico o educativo» concludono.

(Fonte Ansa)


08/01/2010

La Gelmini: «Basta classi ghetto» Tetto del 30% di stranieri per classe

La Gelmini: «Basta classi ghetto» Tetto del 30% di stranieri per classe

 

Dal prossimo anno scolastico il limite previsto entrerà in vigore in modo graduale. Il ministro: «Favorirà l'integrazione»

 

Mariastella Gelmini (Ansa)
Mariastella Gelmini (Ansa)

MILANO - Dal prossimo anno scolastico scatterà il tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi. Lo prevede una nota inviata dal ministero dell'Istruzione a tutte le scuole.

QUANDO - Il limite previsto entrerà in vigore in modo graduale: verrà infatti introdotto a partire dalle classi prime sia della scuola primaria sia della scuola secondaria, di primo e di secondo grado. «Stabilire un tetto - ha spiegato Mariastella Gelmini - è un modo utile per favorire l'integrazione, perché grazie a questo limite si evita la formazione di «classi ghetto» con soli alunni stranieri».

IL PROVVEDIMENTO - La nota («Indicazioni e raccomandazioni per l'integrazione di alunni con cittadinanza non italiana») prevede che il ministero assegnerà risorse finanziarie ad hoc alle scuole per l'inserimento di bambini stranieri e ulteriori finanziamenti saranno previsti per le scuole dei territori con alta presenza di cittadini stranieri. Nella nota si ribadisce che i minori stranieri sono soggetti all'obbligo d'istruzione e che le modalità di iscrizione sono le stesse previste per i minori italiani. Per evitare concentrazioni di iscrizioni di alunni stranieri si dovranno realizzare accordi di rete tra le scuole e gli Enti locali.

IL TETTO - Gli Uffici scolastici regionali, di intesa con gli Enti territoriali, comunque, potranno autonomamente definire quanti bambini stranieri per classe si potranno iscrivere alle scuole del proprio territorio. Il limite del 30% potrà essere innalzato a fronte della presenza di alunni stranieri (come può frequentemente accadere nel caso di quelli nati in Italia) già in possesso delle adeguate competenze linguistiche. E lo stesso limite potrà, invece, essere ridotto a fronte della presenza di alunni stranieri che dimostrino all'atto dell'iscrizione una padronanza della lingua italiana ancora inadeguata a una compiuta partecipazione all'attività didattica, e comunque a fronte di particolari e documentate complessità. A

STRANIERI PROBLEMA DIDATTICO - Per il ministro Gelmini, la presenza di alunni stranieri nella scuola italiana «non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico» aggiungendo come spesso nel dibattito sul tema ci si è divisi «agitando una ingiustificata polemica di tipo ideologico». «La scuola deve essere il luogo dell'integrazione. I nostri istituti - assicura il ministro - sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Alla stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese». La presenza di stranieri in classe ha risvolti prevalentemente didattici. «Lo sanno - osserva Mariastella Gelmini - le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità, con alcuni studenti che rimangono indietro e altri che riescono ad andare avanti meglio». «I bambini stranieri devono essere inseriti nelle classi con i bambini italiani per evitare, come accade in molte città - prosegue - che si formino scuole e classi composte solo da stranieri. Gli alunni non italiani hanno bisogno di stare con quelli italiani per potersi integrare al meglio. Credo che su questo punto sia destra che sinistra siano d'accordo, come dimostrano le esperienze di tante amministrazioni locali». Oltre al tetto, secondo il ministro, è fondamentale prevedere «classi di inserimento» di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia. «Questi momenti di inserimento - spiega il ministro - si svolgeranno sia la mattina sia il pomeriggio, mentre nella scuola media una parte di ore della seconda lingua potrà essere usata per lo studio dell'italiano». «È necessario aiutare gli studenti stranieri a imparare bene la nostra lingua, perchè questa - conclude Mariastella Gelmini - è l'elemento fondamentale che consente ai ragazzi stranieri di non sentirsi in difficoltà e in imbarazzo con i compagni e di realizzare un primo importante passo verso la completa integrazione».


18/08/2009

Prendi il posto e scappa

Prendi il posto e scappa

 

Sei presidi su dieci già trasferiti in Meridione


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Cambia stagione ma la canzone è sempre la stessa, si ripete come un disco rotto. L’anno scorso di questi tempi venivano nominati 80 presidi di ruolo per altrettante scuole di Milano e Lombardia. Dopo un anno, però, ben 50, cioè oltre il 60%, se ne sono già tornati a casa. Tutti al Sud.

E ora la storia si ripresenta uguale: stanno arrivando altri 103 nuovi presidi, sempre provenienti dal Sud: Campania, soprattutto, ma anche Calabria, Puglia, Sicilia. Occuperanno sedi rimaste prive di titolare. E se tutto va come (tristemente) previsto, tra un anno buona parte di questi 103 presidi chiederà, ottenendolo, il trasferimento a casa loro, cioè al Sud. In questo modo si riattiva un «vecchio» e perverso fenomeno, difficile da fermare: il noto giochino della serie «Prendi il posto e scappa».

Abbiamo citato il caso lombardo, ma nel complesso, in tutto il Nord Italia, attualmente sono 250 i posti da dirigente scolastico liberi, e tutti saranno occupati da personale proveniente dalle regioni del Sud. Stando alla percentuale-media del 60 per cento, facile calcolare quanti tra un anno di questi tempi avranno già fatto le valigie per tornarsene nella loro regione...

Ma quella dei presidi in fondo non è che la punta dell’iceberg di un «sistema» che rischia, se non di affondare, di fare grossi danni alla scuola italiana. Infatti il meccanismo che regola il viavai tra le cattedre italiane degli insegnanti - molto più numerosi dei presidi - è il medesimo. Stesso andazzo, stesso scandalo. E che il viavai sia parecchio frenetico lo dimostra questo dato: di 150mila domande di trasferimento presentate dagli insegnanti in tutta Italia nell’anno scolastico 2008/09, quelle accolte sono state ben 90mila (a confermare invece il carattere «meridionale» della nostra scuola sono le graduatorie che raggruppano gli aspiranti-docenti, dove due neolaureati su tre sono meridionali: circa il 67%).

Ma torniamo ai «nostri» presidi. Perché avviene tutto questo? Ciò avviene perché le graduatorie del Nord, sia quelle dei concorsi ordinari che quelle dei concorsi riservati, sono ormai esaurite. Come è possibile? I concorsi si svolsero nel 2004 e 2006 su base regionale. Concorsi banditi per un numero di posti ben definito. «Noi – dice Antonio Lupacchino, dirigente scolastico provinciale di Milano – abbiamo rigorosamente rispettato le disposizioni. In altre regioni invece hanno messo a concorso più posti del dovuto e sono stati dichiarati idonei personaggi che credo non siano migliori dei nostri bocciati. Così le graduatorie non finiscono mai». Insomma, per Lupacchino si doveva trovare un’altra soluzione: «Indire un nuovo concorso per coprire le sedi che in questi ultimi anni si sono liberate. Così si evitava di ricorrere agli idonei delle graduatorie riservate dove c’è di tutto». Un problema che da tempo sta sollevando polemiche. Basti ricordare la recente vicenda al consiglio provinciale di Vicenza dove era stata approvata una mozione in cui in sostanza si chiedeva che a capo delle scuole vicentine venissero scelti presidi locali. Una mozione bipartisan, col voto favorevole anche di esponenti del Pd. Perché la polemica, sia pur tra differenze e precisazioni, è ormai trasversale.

Il “triste” valzer che sta per riprendere nelle nomine dei presidi rappresenta indiscutibilmente un gravissimo handicap per la scuola italiana. Lo sa bene per esperienza Antonio Lupacchino che dal suo osservatorio privilegiato ha modo di verificare come l’introduzione dei nuovi presidi provenienti dal Sud stia diventando troppo spesso un problema per gli istituti scolastici. «Abbiamo dovuto intervenire ripetutamente – dice – per arginare molte disfunzioni in questo settore. In alcuni casi il fatto che dopo un anno le persone nominate se ne vadano, per noi è un sollievo. Speriamo che la prossima tornata di presidi ci porti gente migliore: la scuola milanese non merita certe presenze»

I presidi del Sud potranno scegliere la sede soltanto il prossimo 25 agosto. Solo qualche giorno prima di rendersi conto della realtà che dovranno affrontare. Ma paradossalmente la vicenda non sarà ancora finita perché altre scuole si troveranno a non avere ancora un preside. E allora saranno affidate in reggenza a un preside già in servizio che in tal modo dovrà dividersi tra due istituti. A meno che non si ripieghi su qualche preside «incaricato», docenti che da anno svolgono questa funzione magari anche dopo essere stati bocciati al concorso riservato. Ma comunque hanno già dimostrato di essere migliori di molti che sono rimasti per un anno e se ne sono andati. Quasi sempre - come ama sottolineare con perfidia la Lega - al Sud.


24/03/2009

Scuola, saltano 37 mila insegnanti

Scuola, saltano 37 mila insegnanti

 

Campania, Puglia, Sicilia e Calabria perderanno il maggior numero di docenti. Diffuse le cifre dei tagli che il governo intende operare. Il 40% è concentrato in quattro regioni del Sud

 

Una manifestazione di docenti (Ansa)
Una manifestazione di docenti (Ansa)

ROMA - Saranno circa 37 mila i tagli dei professori dell'organico di diritto previsti dalla circolare che sarà emanata presto dal Ministero dell'Istruzione. La conferma è venuta al termine di un incontro che si è svolto a Viale Trastevere con i sindacati di categoria. Fermo restando che si tratta di dati relativi all'anno scolastico 2009-2010, si deve considerare che sono in cantiere anche altri 5 mila tagli del cosiddetto «organico di fatto».

DECIMATO IL SUD - Secondo i dati forniti ai sindacati, nella scuola elementare i tagli dei docenti riguarderebbero 10 mila posti, nelle medie oltre 15.500, nella scuola secondaria oltre 11.350. Sempre nella stessa riunione sono stati forniti i dati delle previsioni degli alunni: nella scuola primaria è previsto un aumento di 4 mila unità, nella secondaria di primo grado ci saranno 10.500 studenti in più, mentre nella secondaria di secondo grado continua la flessione demografica con un meno 26.700. Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). Il 40% dei tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

INGLESE E TEMPO PIENO - Nel provvedimento (una ventina di pagine a cui sono allegate alcune tabelle) si sottolinea l'esigenza che le Regioni e gli enti locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità «anche nell'ottica, ove possibile, dell'estensione del tempo pieno». A questo proposito «l'organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell'organico assegnato per l'anno scolastico 2008-2009» precisando che «le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l'insegnamento della lingua inglese e della religione cattolica, nonchè dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l'offerta formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Per quanto riguarda l'inglese potenziato, potrà essere autorizzato «compatibilmente con le disponibilità di organico» e «solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell'ambito della scuola interessata che a livello provinciale».