20/09/2011
Una bottiglia con acqua e candeggina per illuminare il buio di Manila
Una bottiglia con acqua e candeggina per illuminare il buio di ManilaTECNOLOGIA CONTRO LA POVERTA'. L'invenzione di un ingegnere del Mit è già stata installata sui tetti di 10 mila abitazioni senza luce delle Filippine.
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30/03/2011
Energie alternative: creata la «foglia» artificiale. «Riscalda da sola una casa»
Energie alternative: creata la «foglia» artificiale. «Riscalda da sola una casa»L'energia prodotta è ben 10 volte superiore a quella della fotosintesi naturale. Sviluppata dagli scienziati del Mit potrebbe rivoluzionare il settore soprattutto nei Paesi in via di sviluppo
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23/02/2010
L'esercito Usa arruola il mulo-robot
L'esercito Usa arruola il mulo-robot
Avviata la costruzione su progetto sviluppato al Mit. Può trasportare 180 chili per 32 chilometri su ogni tipo di terreno e riconosce il soldato da seguire
Perfetti muli da soma: obbedienti e mai testardi. Li vuole l'esercito americano per il trasporto di materiale bellico durante le ricognizioni di terra e l'impresa Boston Dynamics glieli costruisce. Ovviamente muli robot. Tutti bulloni, circuiti, software e motori. Queste macchine a quattro zampe si chiamano LS3 (Legged Squad Support System) e sono state commissionate dalla Darpa (Defense Advanced Research Project Agency) con un finanziamento di 32 milioni di dollari per 30 mesi. Sono appetibili per la Difesa statunitense perché possono trasportare carichi da 181 chili per circa 32 chilometri, su ogni tipo di terreno: scosceso, innevato e scivoloso. Una pista di ghiaccio, una montagna fangosa, un cumulo di macerie o un bosco fitto di alberi non rappresentano un problema. Insomma, i quadrupedi artificiali possono camminare accanto ai soldati in ambienti difficili, inaccessibili a moto e auto. A sviluppare l'LS3 è Marc Raibert, già professore del Mit di Boston e oggi a capo dell'industria con la commessa, che progetta robot con le zampe dagli anni 80.
MULO-ROBOT- Il suo mulo-robot non è altro che l'evoluzione di Big Dog, una specie di cavallo meccanico dalla stazza di 75 chilogrammi, ma più sofisticato: ogni volta che si trova su un terreno difficile mette in azione i sensori di equilibrio per non cadere. «E' in grado di eseguire camminate instabili come quelle dell'uomo — spiega Giulio Sandini, direttore del dipartimento di robotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) — vuol dire che i suoi motori non si fermano mai e reagiscono istantaneamente agli squilibri. Un esempio per capire meglio? Pensiamo a quando corriamo, c'è un istante in cui tutti e due i piedi sono sollevati da terra e se in quel preciso istante ci fermassimo, cadremmo. La stessa cosa succede alla macchina». A pieno carico il mulo robot deve pesare circa 570 chili (disposizioni del cliente) e camminare in maniera autonoma. «Può seguire un capo con addosso un dispositivo elettronico — dice Raibert — come un cane fedele, oppure essere guidato da un Gps». Al momento la velocità al trotto e al galoppo è limitata, al massimo viaggia a 16 chilometri all'ora. Nessuna difficoltà invece nelle uscite in pattuglia: «Individua fino a cinque persone vicine in movimento e così evita di scontrarsi con loro» dice Sandini. La tecnologia dei motori a benzina che azionano i sistemi idraulici è da perfezionare — Big Dog ne monta uno da 18 cavalli mentre LS3 ne avrà uno da 40 cavalli — cercando di aumentare l'autonomia fino a 24 ore. «Un fattore importante è l'affidabilità: se una parte meccanica si rompe, il robot cade» dice Claudio Semini dell'Iit che sta assemblando HyQ (Hydraulic Quadruped), un cyber-San Bernardo sui 90 chili, progettato per trovare le persone da soccorrere dopo terremoti, tsunami e valanghe. Il prossimo passo per migliorare LS3? Darli la capacità di evitare un numero maggiore di ostacoli in movimento e soprattutto dotarlo di motori non rumorosi, altrimenti addio effetto sorpresa. twitter@paolacars
Paola Caruso
Fonte: corriere.it
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12/03/2009
Batteria turbo, ricarica in dieci secondi
Batteria turbo, ricarica in dieci secondi
Scoperta del Mit: può trovare applicazione in telefonini, portatili, ma anche nelle auto elettriche, entro tre anni, la velocità resa possibile da un rivestimento di fosfato di litio
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| Rivestimento di fosfato di litio per le super batterie |
MILANO - Le batterie non saranno più le stesse, e il tempo d'attesa per ricaricarle diminuirà notevolmente: ricercatori americani hanno modificato le batterie al litio a tal punto che potrebbero rappresentare l'inizio di una vera e propria rivoluzione per l'elettronica di consumo e delle auto elettriche. Cellulari e portatili saranno ricaricati in pochissimi minuti, se non addirittura secondi. E non aspetteremo che due anni per vederle in commercio.
DAL 2011 - Dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) arriva la batteria col «turbo». Il tutto è reso possibile da un rivestimento di fosfato di litio. In questo modo si riduce il tempo di ricarica, mentre aumenta la densità di potenza con la stessa capacità di memoria. In pratica, la batteria potrà all'occorrenza fornire rapidamente più energia, scrivono gli scienziati attorno a Byoungwoo Kang e Gerbrand Ceder nello studio «Battery materials for ultrafast charging and discharging», pubblicato sul settimanale britannico Nature. Visto che i materiali utilizzati non sono nuovi, queste batterie ad alto rendimento potrebbero trovare applicazione in dispositivi quali telefonini, portatili, ma anche nelle auto elettriche, già entro due, al massimo tre anni, dicono i ricercatori del Centro Materiali dell’Istituto.
FOSFATO DI LITIO - I ricercatori del MIT sono partiti dalle batterie attualmente in uso, quelle al litio-ferro-fosfato (LiFePO4). Queste possono sì raccogliere grandi quantità di energia, il tempo di ricarica è però relativamente elevato. Ciò è dato dal fatto che gli ioni, insieme alla loro carica elettrica, attraversano il materiale a velocità relativamente bassa. Ceder e il suo gruppo hanno sviluppato una sorta di corsia preferenziale grazie al rivestimento di fosfato di litio, che consente un rapido passaggio degli ioni litio, i responsabili del trasporto di carica delle batterie al litio. Il risultato: sono stati in grado di ridurre il tempo di ricarica, da sei minuti a soli 20 secondi.
CELLULARI E AUTO - «Un cellulare potrà essere ricaricato in dieci secondi - dice entusiasta Ceder -. È chiaro che ben presto anche le auto elettriche diventeranno molto più pratiche: la ricarica delle loro batterie durerà solo cinque minuti, a differenza delle sei-otto ore attuali». E quello delle auto ibride è considerato un mercato con notevoli prospettive di espansione. Un altro punto di forza delle batterie al litio rivestite: il loro materiale viene consumato di meno quando vengono caricate e scaricate. Per questo motivo è immaginabile che - per esempio i cellulari - possano essere dotati di batterie molto più piccole, dice infine Ceder. La loro ricerca, finanziata dal governo americano, ha suscitato l’interesse di alcune aziende. Il MIT ha già rilasciato licenze a due società.
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