09/01/2012

Arrestato l'imprenditore Tonino Perna

Arrestato l'imprenditore Tonino Perna

Già a capo della It Holding, società di moda. L'accusa è bancarotta fraudolenta. Oltre 61 milioni di euro il valore del 'crac'.

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07/03/2011

Gioielli, Bulgari ora parla francese Controllo a Lvmh, titoli in orbita in Borsa

Gioielli, Bulgari ora parla francese Controllo a Lvmh, titoli in orbita in Borsa

Maggioranza al colosso francese del lusso. Operazione da 4,3 miliardi di euro. La famiglia romana passa la mano, ma entra nel colosso francese con il 3% del capitale. Lanciata l'Opa in Borsa

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14/02/2011

Parte la campagna contro i jeans scoloriti

Parte la campagna contro i jeans scoloriti

Alcuni grandi produttori come Levi-Strauss e H&M non li venderanno più. In rete la mobilitazione contro la sabbiatura dei pantaloni, pratica che provoca la silicosi ai lavoratori

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27/09/2010

Naomi Campbell, a Milano festeggia i 25 anni di passerelle

Naomi Campbell, a Milano festeggia i 25 anni di passerelle

La Venere Nera esordì quindicenne nel 1985. Oggi è nel capoluogo lombardo ospite di Dolce e Gabbana per un'iniziativa benefica

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02/07/2010

Madonna lancia la griffe "Material girl"

Madonna lancia la griffe "Material girl"

La regina del pop continua a dar prova del suo talento di designer. Questa volta ha presentato una linea di abbigliamento per giovanissime, disegnata con la figlia Lourdes Maria

 

 

 

La popstar continua a stupire e a far parlare di sé anche per le sue capacità di designer. Nel campo della moda lady Ciccone ha trovato un'ottima collaboratrice nella figlia Lourdes Maria, detta Lola, con la quale ha creato una linea di abbigliamento per teen ager, presto in vendita nella catena americana di grandi magazzini Macy's.

Ispirata a un successo della cantante degli anni '80 del secolo scorso, la griffe reca il nome "Material Girl". Essa si compone di pezzi easy, dedicati a fanciulle, che dal bon ton della scuola passano all'allegria del doposcuola cambiando solo qualche accessorio. Capi dal costo compreso tra i 12 e i 40 dollari. Simpatici i miniabiti cheap e chic nei colori del nero, bianco e rosso, gli anfibietti dalla foggia più femminile, le cinture elastiche borchiate, le camicie in tartan. "Material girl" si arricchirà presto anche di una linea di prodotti di bellezza per giovanissime, che verrà lanciata sul mercato nel 2011.


04/06/2010

Dalle salopette ai leggings alle frange Ecco i «must not» della moda lui e lei

Dalle salopette ai leggings alle frange Ecco i «must not» della moda lui e lei

LE CLASSIFICHE STILATE SU MSN E «DAILY EXPRESS». Gli uomini odiano i pantaloni harem, i cerchietti, gli Ugg. Le donne non sopportano calzini bianchi e colori pastello

 

Una ragazza in salopette (Diomede)
Una ragazza in salopette (Diomede)

MILANO - Volete conquistare un uomo? Bene, prima di piazzarvi davanti all’armadio per scegliere il look giusto, meglio dare un’occhiata alla top 10 degli "errori fashion" che per i maschietti diventano dei veri e propri orrori quando li vedono addosso a una donna, stilata dopo un sondaggio "da uomini" su MSN. Peccato che almeno nove degli obbrobri indicati siano dei must have di stagione, quindi difficili da abiurare per ogni fashion addict che si rispetti, a meno che lo spauracchio della singletudine non sia più forte del richiamo modaiolo.

PER LE DONNE - Questi, comunque, i dieci errori-orrori da evitare secondo gli uomini.
1) Pantaloni harem
: oltre a nascondere all’occhio maschile le parti predilette del corpo femminile, ovvero lato B e gambe, questi pantaloni arabeggianti non piacciono perché sembrano un aiuto per incontinenti.
2) Tute
: una delle cose più inutili mai create, che nella migliore delle ipotesi fa sembrare una donna un bimbo che muove i primi passi e nella peggiore «mia mamma negli anni Settanta», come ha scritto un uomo del sondaggio.
3) Ugg
: i famosi stivali australiani in pelle di pecora che piacciono tanto alle celebrities si mettono con tutto, ma non c’è uomo che li apprezzi. «Sembra di vedere due conigli morti riempiti con dei piedi puzzolenti» è stato il non elegantissimo commento di un intervistato.
4) Cerchietti
: le donne li trovano sexy e vagamente hippy, gli uomini pensano subito a Bjorn Borg o, se va bene, a Peaches Geldof. In ogni caso, da brividi.
5) Leggings
: non è tanto l’oggetto in sé, quanto il contenuto. In altre parole, se non avete gambe perfette, meglio evitare.
6) Sandali da gladiatore
: ci si mette una vita a chiuderli, lasciano degli inestetici segni sulle gambe e, non bastasse, gli uomini appena li vedono pensano subito a Russell Crowe.
7) Occhiali oversize
: fanno sembrare una donna come se avesse qualcosa da nascondere ed evocano alla mente inquietanti immagini di mantidi religiose con fattezze umane.
8) Salopette
: nascondono seno e vita, ovvero la quintessenza della femminilità. Quindi, a meno che non siate un meccanico, un contadino o un operaio, perché mai indossarle?
9) Smoking
: una donna che si veste con un abito tradizionalmente maschile causa un mix di preoccupazione e confusione.
10) Frange
: inutili e inconcepibili ovunque, fatto salvo su una giacca da cowboy, ma indossata da un vero cowboy.

Michael Douglas nei panni di Gordon Gekko nel film 'Wall Street'
Michael Douglas nei panni di Gordon Gekko nel film "Wall Street"

PER GLI UOMINI - Dopo aver letto questo elenco, qualche donzella fashionista potrebbe pensare: da che pulpito. Già, perché se gli uomini sono pronti a segnare con la matita blu ogni (presunto) errore modaiolo femminile, altrettanto sanno fare le donne e in maniera assai più spietata. Leggere per credere la classifica stilata dalle cinque esperte (la stylist televisiva Nicky Hambleton-Jones, la responsabile del blog howtolookgood.com, Caryn Franklin, l’autrice Hannah Sandling, la topmodel Lisa Butcher e la redattrice di moda Claire Brayford) chiamate dal giornale inglese Daily Express a stabilire i 10 orrori (spesso abbinati) che gli uomini indossano con imbarazzante disinvoltura.
1) Costume e infradito
: se hai un po' di pancia e magari la schiena pelosa, l’effetto è spaventoso.
2) Calzino bianco e sandali
: fanno subito inglese o tedesco in vacanza. La sola persona che si poteva permettere i calzini bianchi era Michael Jackson, anche perché li metteva con le scarpe.
3) Camicie hawaiane
: colori sgargianti e stampe terribili: in altre parole, pugno in un occhio assicurato.
4) Canottiere e camicie a maniche corte
: se il fisico è da urlo, l’effetto è comunque troppo "da duro"; in caso contrario è brutto e basta. Quanto alle camicie, meglio a maniche lunghe rimboccate.
5) Jeans a vita bassa
: alterano le proporzioni del corpo e fanno sembrare le gambe corte, oltre a mostrare la biancheria intima che proprio sexy non è.
6) Gioielli in oro pesante
: l’accoppiata medaglione e camicia aperta è da paura. I soli gioielli ammessi su un uomo sono orologio e fede.
7) Colori pastello
: l’effetto Miami Vice è garantito. E terribile.
8) Cappellini da baseball
: è l’equivalente delle donne in tuta: ammessi solo se si fa sport.
9) Camicie alla Gordon Gekko
: ovvero, base azzurra e collo e polsini bianchi a contrasto. Fanno tanto anni Ottanta e sono davvero poco originali.
10) Bermuda
: starebbero male anche a David Beckham perché tutto quello che mostrano sono polpacci pelosi e caviglie grosse.

Simona Marchetti


23/04/2010

Sexy, belle ma soprattutto x-elle

Sexy, belle ma soprattutto x-elle

Tornano le donne in carne, le signorine grandi forme, giunoniche vestali di una sensualità opulenta e morbida. Femmine forti che amano scoprirsi e non temono la taglia 46.

 

C’era una volta una donna felice del suo corpo. Si specchiava e ciò che vedeva era semplicemente magnifico. Fianchi larghi, vita stretta, seno prominente. Una donna sensualissima da lasciare strascichi di uomini dietro di lei.

Si amava e ringraziava Dio di essere così formosa perché il suo corpo calamitava gli uomini come api con il miele. Si vestiva esaltando il suo corpo e mettendo in risalto le sue curve da far impallidire.

Sceglieva con cura gonne strette con cinture per esaltare il punto vita. E profondi scolli, da cui si intravedeva un seno procacissimo, erano decisamente strategici. Sorrideva felice di una fisicità così evidente che la avvicinava alle Star del suo tempo ed alle Pin Up come Betty Page, Marilyn e Jane Russell tra le tante altre.

Era depositaria dell’arte della seduzione ed il suo corpo emanava un sex appeal da fare invidia a chi non era carrozzata così bene. Camminava per strada e gli uomini restavano attoniti guardando i fianchi dondolare a destra e sinistra mentre il suo passo diventava quasi strascicante e frettoloso. Si sentiva addosso gli occhi di tanti maschietti, dal vicino di casa al passante, e udiva spesso fischi di compiacimento.

I più audaci l’apostrofavano con “Sei bellissima, bambola” oppure con “Che Pupa da sballo sei!”. Apprezzamenti che davano ancor più vigore alla sua autostima ed al suo concetto di femminilità. Essere Femmina era la missione di tutte le donne di un tempo. Negli anni ’40-’50 tutte le donne erano gran Femmine e i loro corpi in carne erano prelibatezze per veri uomini. Erano fiere ed orgogliose di tante curve …pericolose!

Oggi quella stessa donna sarebbe bollata come grassa. Over Size. Plus Size. Taglia comoda. Modello calibrato. Perché è considerata troppo abbondante.

Ma vi rendete conto? Una donna normale di taglia 44-46 (come la maggior parte delle italiane) oggi è bollata come anormale, fuori forma. Ma rispetto a chi o a quale donna? Quella stra magra proposta dagli stilisti e dalla tv? Rispetto a quel modello di donna androgina che gli operatori della bellezza hanno eletto la donna normale? Bè se rispetto a quelle donne taglia 40 io sono definita fuori forma allora sono ben felice di esserlo e di difendere con le unghie la mia taglia 46 ovvero le mie curve tutte al punto giusto.

Ma il punto non è questo. Il punto è che spostando l’asse della normalità su taglie come la 40 o 42 che sono la minoranza della popolazione le altre si sentono, out, grasse, inadeguate. Come delle marziane. Guardate, additate, schernite e prese in giro. Donne depresse e complessate. Vanno nei negozi di abbigliamento e per loro non c’è nulla.

Si sentono derise dalle commesse e cresce l’insoddisfazione mista a frustrazione. Non trovano abiti che le vestrano figuriamoci vestiti che esaltino le curve. Perché il concetto dela moda di oggi è: “Sei formosa? E allora devi coprirti”. Ecco che i vestiti dei marchi per donne Over spesso sono dei sacchi in cui avvolgerci e scomparire. E’ impensabile che una donna con le curve voglia esaltarle e non coprirsi perchè sarebbe additata come grassa. E questo è assurdo (per chi detiene gli interessi dell’industria della bellezza).

Ma siamo matti? Molte donne che oggi corrono in palestra e stanno sempre a dieta sono quelle che negli anni ’50 erano orgogliose delle proprie curve.

Le stesse. Stesso corpo. Ieri amato. Oggi odiato. Odiato a tal punto che strabuzzo gli occhi quando leggo in una lettera di una ventenne queste frasi: “Ciao Simona, ho visto il tuo sito, e le tue foto sul tua profilo di Facebook, e mi hanno colpita moltissimo, innanzitutto perchè non ho mai visto foto di ragazze reali e normali, di taglia 44 / 46, e sinceramente le ho trovate divine nelle loro forme.

Non ho mai notato questo tipo di moda, forse perchè sono ossessionata dalle ragazze stile Belen Rodriguez, e non capisco la bellezza anche sotto altre forme”.

Vi rendete conto? Una ragazza di 20 anni non ha mai visto foto di donne NORMALI (tg.44-46) sui giornali e resta colpita quando le vede. Ovvio che non ha mai trovato quelle immagini pubblicate. Chiaro. I giornali NON pubblicano foto di donne normali ma solo di quelle stra-magre e chiaramente giorno dopo giorno le taglie 44-46 e oltre scompaiono dalla memoria delle persone.

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Poi basta vedere alcune mie foto per ricordare il piacere delle curve. Per questo motivo ho posato in lingerie mettendo in risalto le mie rotondità e la mia taglia 46. Per dimostrare a donne e uomini che si può essere molto più felici e sexy di una donna tg 40. Che con la mia abbondanza piaccio più io che tante modelle rinsecchite. Parlo di me come esempio ma l’Italia è piena di donne armoniosamente piene di curve..


Detto questo ragionate con la vostra testa ed amatevi con i vostri chili.

L’abbondanza è un dono non un difetto COME TANTI VOGLIONO FARCI CREDERE. Solo per motivi ECONOMICI.

A nessuno frega se siete taglia 40 o 48 ma se molti vi bombardano la testa con messaggi di magrezza è SOLO PERCHE’ CI GUADAGNANO! Tantissimo…

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27/03/2010

Infermiere da urto

Infermiere da urto

 

Adultera, drogata e geniale, "Nurse Jackie", in esclusiva su SKY Uno, ha sedotto anche l'Italia. Ma la figura dell'nfermiera, spesso in versione sexy, è da sempre un'icona usata dal cinema, dalla tv, dalla musica e dalla moda.

 

infermiere

Luci Victoria , Playmate inglese, in versione sexy nurse (foto: Getty Images)

 

"I dottori fanno la diagnosi, ma sono le infermiere che curano i pazienti!”.
Parola di Jackie Peyton, capoinfermiera di un ospedale di New York. La protagonista della fiction ha il volto spigoloso della ex "Soprano" Edie Falco, e dopo gli States, Nurse Jackie si sta rivelando una panacea anche per gli italiani, grazie a SKY Uno che manda in onda la serie ogni venerdì.

Oltreoceano
La NYSNA (New York State Nurses Association) non ha gradito il politically incorrect che caratterizza il serial. "Nurse Jackie non potrebbe neanche fare l’infermiera, avendo violato praticamente tutte le regole del Codice Etico", hanno tuonato le paramediche americane.

Barbara Crane, presidentessa della Associazione, ha rincarato la dose: "Sono quasi caduta dalla sedia quando ho visto quest’infermiera, che ruba soldi, butta via organi, è farmaco dipendente. Non voglio pensare a quello che potrebbero pensare di noi i nostri pazienti. La serie mi ha reso molto triste, non rappresenta né chi siamo né cosa facciamo."

Ma la tv, si sa, è finzione come ha sottolineato Edie Falco: Nurse Jackie non è uno show sulle infermiere, ma su un'infermiera."

 

 

Dalla tv al cinema il passo è breve, perché dalla sala operatoria alla sala cinematografica non c'è che una corsia. Da Barbara Stanwick a Ruko Tatase, da Cloris Leachman a Katie Holmes la clinica della settima arte vanta un personale infermieristico di prim'ordine.
E se la perfida Mildred Ratched di Qualcuno volo sul nido del cuculo ha un contratto a tempo indeterminato nella top ten delle Psycho BitchesElle Driver, nota pure con il soprannome Serpente Montano della California, in camice bianco e benda con croce rossa rappresenta un modello per tutte le Maniac Nurses, Joker compreso. della storia del cinema,

 

 

Con buona pace delle infermiere olandesi,  giustamente esasperate dalle richieste di sesso da parte dei pazienti, la commedia pecoreccia ha riservato un padiglione apposito alle sexy nurse: da Gloria Guida a Nadia Cassini, da Ursula Andress a Laura Gemser. Anche se sovente al posto della bellona di turno, Lino Banfi finiva a impalmare il malcapitato Alvaro Vitali en travesti

 


 

 

E se la pubblicità, come insegna Ennio Flaiano "unisce sempre l'inutile al dilettevole", non stupisce che operatrici sanitarie  in autoreggenti e minigonna siano al centro di molti spot trasmessi in ogni angolo del globo terracqueo.
Per il marketing più che Florence Nightingale, il testimonial ideale è  l'infermiera Wolf, dominatrice di professione e laureata in giochi clinical.

 

 

 

Infine, la musica. Per Pitagora poteva curare l'anima, ma guardando i videclip di Fergie e Mariah Carey si intuisce che le note giovano anche al corpo in una sorta di terapia audiovisiva capace di stimolare anche i pazienti più apatici e di aumentare la sensazione di benessere.

 

 


25/03/2010

Noi siamo XL e allora?

Noi siamo XL e allora?

 

Sfidano i diktat della moda e segnalano il ritorno di una silhouette morbida. Quattro modelle oversize e l’orgoglio di posare mettendo in mostra curve e rotondità

 

 

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Cominciamo dando i numeri: 38 è la taglia delle modelle scelte dagli stilisti per le canoniche sfilate di prêt à porter; 40 quella che è stata attribuita alla “categoria” nostrana delle veline; la 42, invece, è quella più affine al mondo delle attrici da red carpet. Ma da monitorare perché non “sfori”. L’ideale sembra essere la 44, con tutte le sue belle curve al posto giusto. Se si passa alla 46 entriamo nel regno delle cosiddette “taglie morbide”. Definite anche “conformate” nel gergo modaiolo. Quella aborrita dalle diafane vestali del fisico esangue. Con buona pace di queste signore grissino ora “dalla 44 in su” sta diventando il nuovo canone di riferimento del mondo dell’immagine. “Every body is beautiful” squillava in copertina V Magazine n. 63. Con ritratto in bianco e nero di Gabby Sidibe, l’attrice XXL di colore protagonista del film Precious. Si trattava della Size Issue della patinatissima rivista Usa; al suo interno modelle dalle forme morbide e dolci come quelle di un bunet e un mont blanc risultavano iper glamour all’insegna di “Avanti curve”. Sette con le immagini di questo servizio fotografico conferma il potere seduttivo di donne dalle forme opulente. «La moda è tiranna, ma l’Eros segue strade e percorsi differenti, a volte imprevedibili», afferma la scrittrice Dacia Maraini (vedi box a pag. 76), riferendosi alla differenza tra un’immagine che si vuol dare come canonica e la realtà: alla maggior parte degli uomini piacciono donne in carne; il modello top model è ancorato ai maschi della “Milano da bere”.

Dello stesso parere di Maraini è Elio Fiorucci. Da designer afferma. «Una ragazza magra indossa, e nel caso delle modelle sfila, perfettamente un abito. Ecco la tirannia della moda. Trovo però un malinteso l’equazione eleganza uguale magrezza. In passerella può funzionare, nella realtà meno. Ricordiamoci la cultura italiana: donne formose, maggiorate. Come Loren, Lollobrigida, Mangano», sottolinea Fiorucci. Si illumina: «Cosa c’è di meglio di abbracciare una donna espressione di buona salute, seno prorompente e glutei torniti?». Ma saranno facili da fotografare? Il mago dell’obbiettivo Giovanni Gastel si schermisce. «Siamo innocenti », dice scherzando. «Ci danno le collezioni di abiti da fotografare. Dobbiamo scegliere delle modelle che possano indossarli. Ma il corpo femminile può essere sensuale anche se non in “taglia” sfilata»; Gastel cita un libro di immagini del fotografo Irving Penn. «Earthly Bodies. Irving Penn’s Nudes 1949- 1950 dimostra come una donna possa essere affascinante e conturbante al di là della taglia».

 

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“RITOCCHINI” AL PHOTOSHOP - La dimostrazione che siamo di fronte a un vero cambiamento non solo estetico, ma dai contenuti sociali forti arriva da ogni parte. Il corpo femminile, ma anche maschile, non può essere solo quello che si vede riprodotto sulle campagne pubblicitarie. Gran bufera ha suscitato il “ritocco” con photoshop realizzato per la campagna del marchio Blu Label di Ralph Lauren. Protagonista la modella Filippa Hamilton, taglia 44: grazie al “ritocchino” attraverso il computer veniva assottigliata “di brutto”. Il risultato, riportava il Daily Mail, ha spinto i responsabili della celebre griffe Usa a fare le scuse pubbliche “condannando” una fotografia che dava «un’immagine molto distorta del corpo femminile». Certo le esigenze di passerella ma anche di scena a volte ri-chiedonoimpongono il cosiddetto physique du rôle. Di dicembre la querelle innescata dal regista Franco Zeffirelli in occasione della sua Traviata all’Opera di Roma, per la quale definì il soprano Daniela Dessì «una signora ben piazzata», non adatta per la sua visione del titolo verdiano. Casi estremi da showbiz-system. «La moda, lo star system in realtà sono il tramite per raccontare dei cambiamenti in atto nell’intera società. Pensiamo a Callas: opulenta, dimagrisce per emulare Hepburn», spiega l’architetto, creativo della scena e osservatore dei cambiamenti Quirino Conti. «Le donne dall’allure decorativa come Marella Agnelli oggi hanno lasciato il posto a figure che rispondono alle richieste di una “maschilità” nel senso più classico del termine. Ma il ritorno di donne opulente è legato ai cambiamenti ciclici della storia. Le forme tornite in voga oggi esorcizzano le ansie del momento», precisa Conti. Donne esangui, donne dalle forme morbide; anoressia e bulimia; dagli States giunge il grido d’allarme contro l’obesità, problema che colpisce anche il 34,2% degli italiani, specialmente maschi. «Le donne troppo magre o troppo grasse sono le più infelici», spiega il sociologo Enrico Finzi. «Quelle leggermente sovrappeso, o dalle taglie morbide (parliamo di taglie 44 e 46, ndr) sono quelle più serene. Il problema è che manca un’adeguata risposta da parte del mondo della moda. Ci sono collezioni pensate ad hoc. Ma spesso la scelta è limitata. Questo penalizza un mercato importante in cui si potrebbe investire». I dati parlano chiaro. «Si parla di un giro d’affari di 4,8 miliardi di euro annui solo in Italia», rivela Francesco Casile, ideatore di 46 52 Plusize, fiera milanese dedicata al settore taglie morbide nata nel 2006 e chiusasi nel 2008; a Parigi e Düsseldorf, trovano invece spazio So Sweet e Big is Beautiful. «Questo è il 25esimo anno di vita di Elena Mirò», dice Mauro Davico, direttore comunicazione Gruppo Miroglio nato proprio all’insegna di coniugare glamour e forme morbide. «Si sta finalmente muovendo qualcosa. Sul nostro portale www.elenamiro. com oggi le donne over 44 si confrontano e parlano. E ancora prima che la rivista Glamour Usa immortalasse Lizzi Miller con le sue rotondità senza veli era già una nostra top». Ma allora meglio essere magre o formose? «Essere una modella professionista significa investire sul proprio corpo: capacità di alimentarsi e di gestire la propria vita», dice il nutrizionista Nicola Sorrentino. «Perfetto per una modella. Ma anche per qualunque persona. Nel Nord Italia c’è più il mito della magrezza rispetto al Sud. Resta il fatto che oltre il 50% dei maschi italici preferisce le donne con le forme. Recente è anche la notizia dagli States (si tratta di ricerche dell’Harvard Medical School) che le donne formose con il lato b generoso sono più protette da alcune patologie gravi». Qualcuno ancora dica che grasso non è bello.

Gianluca Bauzano

 

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Alessandra Minelli. Napoletana, 25 anni, neolaureata in Business Administration alla Bocconi. «Mi piacciono le mie rotondità e cerco di valorizzarle. Ho cominciato a fare la modella per rivincita. Volevo che altre donne potessero riconoscersi in modo positivo in un esempio “oversize”. Mi piace dimostrare come un fisico sinuoso possa essere femminile e sensuale. È giusto che il corpo delle donne venga rappresentato in tutte le sue svariate incarnazioni» (foto di Andrea Garuti)

 

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Alessandra Mareschi. Ha 21 anni, è di Torino, frequenta la facoltà di Psicologia, colleziona libri di ricette. «L’attrazione fatale per la buona tavola mi ha creato qualche problema in passato. Non riuscivo a conciliare la mia immagine cicciottella con l’ideale socialmente condiviso di femminilità. Crescendo, il rapporto con il mio corpo è migliorato e oggi sto allegramente bene nella mia taglia 46. Il lavoro di modella è stato un punto di svolta che mi ha fatto sentire finalmente bella “a modo mio”, senza più il bisogno di omologarmi a un unico modello» (foto di Andrea Garuti)

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Aija Barzdina. Nata a Riga, in Lettonia, il 30 agosto 1980. «Ho cominciato la carriera di modella nel circuito tradizionale. Ma le mie misure 90-60-90 non andavano bene. Le agenzie mi dicevano continuamente che dovevo dimagrire. Ma io, sotto una certa taglia, non riuscivo proprio ad andare. Poi, per caso, ho fatto un casting per un marchio di taglie conformate, Elena Mirò, e oggi sono il volto della campagna che festeggia i 25 anni dell’etichetta. Una vera soddisfazione» (foto di Andrea Garuti)

 

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Tanya Gervasi. Ha 22 anni, è nata a Mosca, vive a Torino. «Sto benissimo nella mia taglia. Quando mi guardo allo specchio trovo che le mie forme, le mie curve, siano sensuali. Il solo problema è che a volte non riesco a trovare i jeans che mi piacciono nella mia misura. La professione di modella naturalmente aiuta ad apprezzare il proprio corpo. Ho cominciato a 13 anni e fino a un paio di anni fa era ancora un gioco. Oggi è il mio lavoro, e mi piace tantissimo» (foto di Andrea Garuti)


22/03/2010

Sexy passerelle a ogni latitudine

Sexy passerelle a ogni latitudine

 

Da Miami ad Acapulco l’intimo alza il tiro sulle provocazioni. La sfilata di Fabiano e di Hom confermano la volontà degli stilisti di rendere sempre più attraenti e provocanti i corpi di uomini e donne.

 

moda intimo

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