18/10/2010

Arrestato lo stalker della Hunziker

Arrestato lo stalker della Hunziker

Il fermato è un 48enne di origini liguri. Fermato l'uomo che perseguitava da otto mesi Michelle: era a Genova per assistere a un suo show.

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20/09/2010

Stalking, arrestata brasiliana 47enne Sette anni di molestie e minacce all'ex

Stalking, arrestata brasiliana 47enne Sette anni di molestie e minacce all'ex

La loro relazione era terminata nel 2003. La vittima un imprenditore di Robassomero, 48 anni: più volte segnalato i comportamenti assillanti della donna

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10/06/2010

Violenza sessuale su bimba di 10 anni arrestato il convivente della madre

Violenza sessuale su bimba di 10 anni arrestato il convivente della madre

L'uomo viveva con la donna e i tre figli, scoperto dalla compagna, ha ammesso di aver molestato la piccola

 

ANZIO - Una storia di violenza tra le mura domestiche. I carabinieri di Anzio hanno arrestato un uomo che ha abusato della figlia della convivente, una bambina di appena dieci anni. Scoperto dalla madre della bimba, il molestatore ha ammesso le proprie colpe.

LE AMMISSIONI - Teatro delle molestie una villetta alla periferia della città neroniana dove vivono la donna insieme ai suoi tre figli e il convivente, un cittadino rumeno di 38 anni con qualche precedente penale. Una notte, mentre tutti dormivano, l'uomo è entrato nella camera da letto della bambina e l’ha pesantemente molestata. La triste storia è stata scoperta dalla madre che ha subito chiamato i carabinieri. I particolari riferiti dalla vittima, con l’aiuto degli assistenti sociali e del personale di neuropsichiatria infantile della Asl, hanno convinto gli esperti sulla veridicità del racconto della bambina consentendo di arrestare il 38enne che, in seguito, ha ammesso le sue responsabilità.

M.Mar.


27/05/2010

Caso D'Addario e «fuga di notizie» «Investigatore indagato per stalking»

Caso D'Addario e «fuga di notizie» «Investigatore indagato per stalking»

Ufficiale Finanza avrebbe molestato con telefonate ed sms alcune ragazze ascoltate come persone informate dei fatti

 

BARI - Il tenente colonnello Salvatore Paglino, della Guardia di Finanza, figura come indagato per stalking in un fascicolo penale attualmente all'esame del gip di Bari: lo scrive Il Giornale, precisando che il fascicolo nel quale è coinvolto l'ufficiale delle Fiamme gialle riguarderebbe le «fughe di notizie» nell'ambito delle indagini pugliesi su sanità, Annozero e escort. Paglino, sostiene il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, sarebbe finito nel fascicolo per un «presunto "stalking" operato dall'ufficiale nei confronti di alcune ragazze precedentemente ascoltate come persone informate sui fatti in relazione alle rivelazioni di Patrizia D'Addario». «I magistrati hanno scoperto - spiega il giornale - che le ragazze ascoltate dai pm la scorsa estate sono state molestate con telefonate ed sms».

«IO NON SO NIENTE» - Dal fascicolo sulle «fughe di notizie» (nelle indagini pugliesi sull'imprenditore Tarantini e il giro di escort e sugli affari nella gestione della sanità regionale e in quelle di Trani sulle presunte pressioni sull'Agcom per «boicottare Annozero») «quello che emergerebbe - è detto ancora dal quotidiano milanese -, più che un "complotto" in senso stretto, sarebbe una rete di interessi giudiziari e mediatici tesi ad orientare politicamente alcuni frangenti delle inchieste sulla sanità pugliese». Contattato dal quotidiano di Feltri, Paglino, trasferito da qualche tempo su sua richiesta in una città del Nordest, «nega tutto: "Io non ne so niente, non sto più nemmeno a Bari, non so dire niente"» si legge.

BARI E TRANI - Il tenente colonnello Paglino ha coordinato negli ultimi tempi le indagini delle procure di Trani e Bari nelle quali è stato intercettato, seppur indirettamente, il premier, Silvio Berlusconi. Nel fascicolo all'esame del gip di Bari nel quale è indagato ci sarebbero - a quanto si è potuto sapere - anche altri quattro indagati: il presunto 'stalking' nel quale è coinvolto Paglino riguarderebbe non solo donne sentite come persone informate dei fatti ma anche una giornalista. Nell'inchiesta tranese (ora all'esame del tribunale dei ministri della capitale) Berlusconi è indagato per concussione e minacce a Corpo amministrativo dello Stato in relazione alle presunte pressioni esercitate sul commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, per far chiudere Annozero. La posizione di Innocenzi (indagato per favoreggiamento) è tuttora all'esame della procura di Trani come quella del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, indagato per aver rivelato a terzi il contenuto di un'audizione a cui era stato sottoposto come testimone dalla procura di Trani. Il fascicolo istruito dalla procura di Bari è invece quello delle giovani donne ingaggiate dall'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ed inviate a feste organizzate dal premier nelle sue residenze private a Palazzo Grazioli e a villa Certosa. In questa inchiesta Berlusconi non è indagato: Tarantini ha sempre sostenuto che il presidente del Consiglio non sapeva che alcune delle donne da lui reclutate a pagamento erano delle prostitute. Tra queste c'è la escort barese Patrizia D'Addario che ha detto di aver trascorso nel novembre 2008 una notte con Berlusconi a Palazzo Grazioli. (Fonte Ansa)


06/05/2010

Studentessa molestata, manette al prof

Studentessa molestata, manette al prof

Bisceglie, il docente è finito agli arresti domiciliari. Avrebbe estorto favori sessuali in cambio di voti più alti

 

 

 

BAT (Barletta-Andria-Trani) — Tutto è cominciato con degli sms, in cui dichiarava il suo amore a una delle sue studentesse. Poi è proseguito con delle ripetizioni, nella propria casa, per farle recuperare un’insufficienza in un compito in classe. Così un professore 55enne di una scuola superiore di Bisceglie avrebbe approfittato di una sua alunna di sedici anni, iscritta al terzo anno che, dopo qualche settimana, lo ha denunciato (insieme ai genitori) ai carabinieri per violenza sessuale.

Ora il professore è agli arresti domiciliari su disposizione del gip Francesco Zecchillo, al quale però il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo e il sostituto Carla Spagnuolo avevano chiesto la detenzione in carcere. Nella richiesta della procura era stato evidenziato anche un abuso dell’autorità da parte dell’indagato, in quanto avrebbe «fatto valere la sua posizione di potere prospettando alla vittima la possibilità di ottenere voti migliori, un migliore rendimento scolastico per piegarne la volontà ai suoi desideri sessuali». Ma di questo il gip non avrebbe tenuto conto, considerando ai fini dell’arresto solo il fatto di aver costretto la ragazza a toccare contro la sua volontà (stringendole il polso) le sue parti intime. Come non avrebbe tenuto conto del rapporto sessuale completo che c’è stato, in quanto avvenuto con una persona di età superiore ai 14 anni e consenziente. Dal racconto fatto ai carabinieri dalla stessa ragazza, il professore le aveva fatto capire di poterla aiutare amigliorare i suoi voti a scuola. E non solo nella sua materia di insegnamento, che è di ambito strettamente scientifico. Come la studentessa ha riferito ai carabinieri, a casa dell’uomo - da cui la sedicenne si era recata più volte tra fine marzo e metà aprile - di ripetizioni in realtà ne hanno fatta solo una, la prima volta che la ragazza stessa è stata nell’abitazione.

Eppure i voti della ragazza, almeno nella materia di competenza del professore, erano nettamente migliorati dopo i loro incontri. Anzi, nella materia di competenza del professore la ragazza aveva anche ottenuto un nove. Nella maggior degli incontri a casa dell’uomo, invece, la ragazza aveva parlato dei suoi problemi di adolescente, mentre il professore la abbracciava. Fino a un sabato sera quando il professore aveva indotto la ragazza a un rapporto sessuale e, dopo averlo interrotto su richiesta della stessa, l’aveva presa per il polso per farsi toccare. I rapporti tra i due sono confermati dalle decine e decine di sms arrivati sull’utenza telefonica della presunta vittima, messi a disposizione dell’autorità, dai quali si evince che l’uomo - che è assistito dagli avvocati Maurizio Masellis e Michele Iacono - aveva perso la testa per la sua alunna. Il tutto - comprese le ripetizioni a casa dell'insegnante - è avvenuto sempre senza che la ragazzina dicesse mai nulla ai genitori, che sono rimasti all’oscuro di tutto per un po’ di tempo. Cioè fino a quando, accortisi dello strano comportamento della figlia a casa, hanno chiesto e ricevuto spiegazioni e si sono presentati dai carabinieri con la ragazza per sporgere denuncia.

Carmen Carbonara


24/03/2010

«Tibor, Fabrizio, Andrea: la mia vita da molestata»

«Tibor, Fabrizio, Andrea: la mia vita da molestata»

 

«L'ultimo è stato assolto dal reato di stalking ma non importa». Michelle Hunziker: uno l’ho denunciato 15 volte

 

Michelle Hunziker (Ansa)
Michelle Hunziker (Ansa)

MILANO— Non è delusa. «In questi casi non c’è uno che vince e uno che perde». Anzi, ha molta fiducia nella giustizia. «Continuo a confidare moltissimo nei giudici, persone sensibili e attente». Legge nella sentenza che l’altro ieri ha assolto il suo ennesimo molestatore una opportunità. «Adesso potrò capire ancora meglio le donne che si rivolgono a Doppia Difesa, l’associazione che ho fondato nel 2007 con Giulia Bongiorno. Il messaggio è che denunciare è importante, sempre, anche se poi il percorso non va a buon fine: non bisogna scoraggiarsi». È pure d’accordo con il magistrato dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano che lunedì ha firmato l’assoluzione. «Il fatto è stato accertato, ma evidentemente non costituisce reato. Va bene così. Sono contenta di averlo denunciato in tempo, prima che quell’uomo si inasprisse. E sono anche sicura che ora, dopo questa esperienza, non mi darà più fastidio». Michelle Hunziker, gentile e luminosa nel soggiorno bianco del suo appartamento milanese, polo chiara e jeans, parla serena di Silvano N., il quarantenne che nell’aprile del 2008 l’ha riempita di telefonate al numero di casa proponendosi come guardia del corpo.

«Si era presentato pure qua sotto, con la divisa da guardia giurata, la pistola bene in vista. Lo trovavo terribile. Gli avevo spiegato che non era quello il modo appropriato di proporsi per un lavoro. Lui non ha smesso e così l’ho dovuto denunciare». L’uomo è stato assolto per il reato di stalking ed è stato invece condannato perché custodiva 36 proiettili senza averli mai denunciati. «Ecco, vedi, rivolgersi alla magistratura è servito». Lei si sente comunque fortunata e privilegiata. «Come me ci sono migliaia di altre donne che vengono infastidite, molestate, seguite, minacciate. Io ormai ho la "pellaccia" e soprattutto ho la possibilità di pagare una guardia del corpo, di affrontare un processo, ho tutto il supporto che mi serve, ho pure creato una fondazione che si occupa di questo. A Doppia Difesa una volta è venuta una signora che aveva già sporto 82 denunce. Il mio record è stato quindici, con Tibor». Tibor fu il primo a firmarsi con nome e cognome. «Perché poi la cosa pazzesca è che lo stalker non si nasconde. Slovacco, si era convinto di essere il padre di mia figlia Aurora, che chiamava Aurelia. È stato condannato due anni fa a tre mesi, ma da allora si è reso irreperibile». Cosa faceva? «Mi riempiva di lettere scritte nella sua lingua in cui diceva di essere un pentito mafioso e di aver bisogno della mia protezione. Raccontava una storia delirante di come fosse entrato nella camera in cui io e Eros dormivamo insieme e di aver concepito così Aurora. Scriveva pure a lei, ho dovuto metterla sotto protezione. Lui mi faceva trovare biglietti davanti alla mia porta di ingresso, addirittura riuscì a intrufolarsi nel camerino del Teatro della Luna per lasciarmi tre pacchi pieni di cose irripetibili, con pesanti allusioni sessuali. Se si appostava sotto casa chiamavo le forze dell’ordine, quelle arrivavano, lo portavano via e lui ritornava dopo. Ho deciso di parlarci, chiedendo agli agenti di stare a dieci metri di distanza, e ho capito quanto fosse irragionevole e pericoloso. Così ho cercato il miglior avvocato penalista su piazza, volevo fosse donna: Giulia Bongiorno. E l’ho denunciato».

Ora è serena, è vero. Ma all’inizio anche lei ha avuto paura. «Quando uscivo di casa mi guardavo sempre alle spalle. A un certo punto, era il periodo di Tutti insieme appassionatamente e Cabaret a teatro, avevo il timore di essere aggredita sul palco, mi sentivo molto vulnerabile. Poi però ho capito che dovevo superarlo, che se ho scelto di fare questo lavoro devo accettare la mia esposizione. Mi sento come Michael Schumacher, che corre malgrado il rischio della velocità: si è preso il pacchetto completo». Fabrizio è arrivato quasi nello stesso periodo di Tibor. «Si era convinto che fossi la sua anima gemella. Mi aspettava alla fine di ogni spettacolo, mi scriveva, mi pedinava. Tipico dello stalker, che non accetta di essere respinto, si è incattivito e ha minacciato di uccidere la mia guardia del corpo». Lo ha denunciato, il processo è in corso, la prossima settimana è fissata l’udienza, spiega il legale Davide Steccanella, che insieme con Giulia Bongiorno difende la Hunziker per conto di Doppia Difesa. Michelle aggiunge: «La nostra fondazione offre agli stalker un supporto psicologico, per aiutarli a prendere coscienza di quello che hanno fatto. Anche a Fabrizio lo abbiamo proposto, ma lui lo ha rifiutato». Andrea, condannato a 9 mesi di reclusione e diecimila euro di risarcimento per minacce, è quello della lametta da barba. «Me l’aveva spedita a Striscia la notizia in una busta chiusa: voleva sfregiarmi. Io in trasmissione denunciai il gesto e lui, sentendosi sfidato, mi scrisse di nuovo da un Internet Point, con altre minacce. La polizia postale fu bravissima a rintracciarlo». Ora Silvano, assolto. «Va bene così. Sono certa che non ci riproverà».

Elvira Serra


18/03/2010

Genova, prof denunciato per molestie da una studentessa si toglie la vita

Genova, prof denunciato per molestie da una studentessa si toglie la vita

 

Insegnava all'istituto tecnico Rosselli di Genova Sestri Ponente. Si è lanciato dalla finestra di casa sua, a due passi dalla scuola. Ha lasciato un biglietto: «Non ho fatto nulla»

 

GENOVA - Si è ucciso lanciandosi dalla finestra di casa sua, al nono piano di un palazzo a due passi dalla scuola dove insegnava. È stata questa la fine di un professore di un istituto tecnico di Genova, il "Rosselli" di Sestri Ponente, un quartiere periferico della città. Il 58enne era stato denunciato per molestie sessuali dai genitori di una studentessa della scuola. Prima di suicidarsi ha lasciato un biglietto ai familiari: «Mi accusano ingiustamente, io non ho fatto nulla». Dunque la sua morte non ha messo la parola fine alla vicenda e l'indagine va avanti.

SOSPENSIONE - Nei giorni scorsi i genitori della ragazza hanno presentato la denuncia alla stazione dei carabinieri di Voltri, ma le indagini non erano ancora partite. Ma a quanto si è saputo nei confronti dell'insegnante, titolare anche di uno studio di commercialista, era stato avviato un procedimento di sospensione.

 

Redazione online


22/08/2009

Gb, bulli su Facebook: 18enne finisce in galera

Gb, bulli su Facebook: 18enne finisce in galera

 

 

È la prima condanna per questo reato. Keeley Houghton ha pubblicato su Facebook minacce di morte contro Emily Moore, sua ex compagna di scuola

 

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Keeley Houghton si avvia verso il tribunale per la condanna a tre mesi di reclusione


MILANO - Una teenager inglese è finita in cella per bullismo via internet. La diciottenne Keeley Houghton aveva, infatti, postato sulla sua pagina personale di Facebook delle minacce di morte all’indirizzo della coetanea Emily Moore, tiranneggiata e umiliata nei quattro anni precedenti, quando le due ragazze erano compagne di scuola. Nell’udienza di venerdì, il pubblico ministero Sara Stock ha ricostruito l’escalation di intimidazioni e insulti che la Houghton avrebbe destinato alla sua vittima e alla fine i giudici di Worcester l’hanno condannata a tre mesi di carcere minorile. Non solo. La giuria le ha anche proibito di avvicinare in alcun modo la Moore per i prossimi cinque anni. Alla lettura della sentenza, l’imputata (che si era dichiarata colpevole di persecuzione) è scoppiata in lacrime.

ESPULSA DA SCUOLA - Si tratta della prima persona a finire in galera per bullismo via web: in precedenza, infatti, c’erano state condanne per reati di persecuzione e stalking sui social network, mai per bullismo. In passato, per ben due volte la Houghton si era resa colpevole di azioni intimidatorie nei confronti della Moore: nel 2005 venne giudicata colpevole di aver aggredito la vittima all’uscita da scuola (e per questo venne espulsa dall’istituto), due anni più tardi fu accusata di aver preso a calci la porta di casa di Emily. Al momento dell’arresto, l’imputata (originaria di Malvern, nel Wocestershire) avrebbe detto alla polizia di aver scritto le minacce di morte contro la Moore su Facebook di notte, mentre era ubriaca, ma un successivo controllo ha dimostrato che i commenti oltraggiosi vennero postati alle 4 del pomeriggio del 12 luglio e rimasero sulla sua pagina per 24 ore.

NOVITÀ ASSOLUTA - «Una sentenza del genere nei confronti di una diciottenne per cyber bullismo rappresenta una novità assoluta per l’Inghilterra ed è un importante precedente - ha spiegato al «Daily Mail» Emma Jane Cross, leader del gruppo «Beatbullying» - perché l’intimidazione via internet è in continua e preoccupante ascesa e può diventare ancora più dannosa del bullismo a scuola».

Simona Marchetti

Fonte: C.d.S.


10/04/2009

Torino, molestava un 15enne: arrestata

Torino, molestava un 15enne: arrestata

 

Il ragazzo a volte non andava a scuola per non incontrarla. Lei è una studentessa di 22 anni: lo chiamava decine di volte al giorno, seguendolo ovunque. Fino alla denuncia

 

TORINO - Sono entrambi giovani, ma lei ha 22 anni e lui 15. Ed è questa la particolarità del nuovo caso di stalking, ovvero molestie. A Torino la studentessa 22enne è stata arrestata dai carabinieri e per il ragazzino è stata una liberazione. Dall'estate scorsa lo avrebbe chiamato al telefono decine di volte al giorno, con punte di 120 chiamate, perseguitandolo in ogni modo per farlo diventare suo amico, o forse anche qualcosa di più. Gli avrebbe riempito il telefonino di sms e lo avrebbe seguito ovunque andasse. Diverse volte il 15enne non è andato a scuola per evitare di incontrare la molestatrice. Ci sono state anche delle aggressioni verbali e fisiche: dopo l'ennesima intimidazione la vittima, d'accordo con i genitori, ha deciso di denunciare la ragazza, la cui "follia" ossessiva è stata finalmente bloccata.


10/03/2009

VIOLENZA SESSUALE: NOMADI E ROMENI AIUTANO FORZE POLIZIA

VIOLENZA SESSUALE: NOMADI E ROMENI AIUTANO FORZE POLIZIA

 

A Palermo la mobilitazione della comunità di nomadi che vive in città ha permesso alla polizia di risalire ai tre giovani che lunedì scorso hanno rapinato una coppia di fidanzatini, compiendo anche atti di violenza sulla ragazza. A Gaeta (Latina) invece due romeni hanno bloccato un maghrebino ubriaco che, nell'indifferenza generale, aveva aggredito e palpeggiato una ragazza e lo hanno fatto catturare dai carabinieri.

Due storie di segno opposto a quelle che hanno visto rom e romeni protagonisti di episodi di violenza sulle donne. Il caso più clamoroso è quello di Palermo, visto che è stata l'intera comunità nomade ad attivarsi per aiutare la polizia a individuare i tre giovani di etnia slava (uno di 16 anni, gli altri due di 14), responsabili dell'aggressione di lunedì scorso alla coppietta che stava aspettando l'autobus. A consegnarli alle forze dell'ordine sono stati i loro genitori.

I tre - che hanno confessato e restituito la refurtiva - dopo essersi fatti consegnare dal ragazzo, minacciandolo con un coltello, giubbotto, scarpe e cellulare, avevano insultato e palpeggiato la ragazzina e poi picchiato il fidanzatino che tentava di difenderla. A mettere sulle loro tracce la polizia era stata la stessa adolescente, segnalando l'accento slavo dei suoi aggressori. Un particolare che ha indotto gli investigatori a rivolgersi alla comunità nomade che vive poco distante il luogo dell'aggressione, nei pressi dello stadio di Palermo.

"Siamo andati dai capi della comunità - ha raccontato il commissario Sara Fascina - abbiamo chiesto loro se sapessero qualcosa della vicenda. Quando hanno appreso che, oltre alla rapina, erano stati commessi atti di violenza sulla 15enne, si sono mobilitati. In particolare a portarci dai responsabili sono stati gli stessi genitori". Un contributo determinante apprezzato dal questore di Palermo ma anche dalla madre della ragazzina, che ha detto di essere pronta a stringere la mano ai capi della comunità nomade.

A Gaeta (Latina)invece sono stati padre e figlio romeni, ma da anni residenti nella cittadina laziale, a difendere una ragazza aggredita all'uscita di un pub da un maghrebino. Molestata dall'uomo, la vittima ha cercato di rifugiarsi in un bar ma è stata nuovamente raggiunta dal suo aggressore nell'indifferenza generale. Solo l'intervento dei due stranieri ha permesso di bloccare il nordafricano: mentre il padre lo teneva fermo il figlio ha chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato.