18/11/2010

Montezemolo scrive ai tifosi Ferrari: «La delusione fa ancora male»

Montezemolo scrive ai tifosi Ferrari: «La delusione fa ancora male»

LETTERA APERTA. «Mondiale perso per una valutazione errata del muretto»

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14/11/2010

Flop Ferrari, la Lega contro Montezemolo «Gestione demenziale ai box, si dimetta»

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Castelli: «Ma auguriamo alla rossa di vincere l'anno prossimo». Calderoli: «Ci ha fatto vergognare. Se ne vada subito da Maranello, evitando di fare ulteriori danni alla Rossa»

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23/10/2010

Su Google Earth le città italiane al tempo di guerra

Su Google Earth le città italiane al tempo di guerra

Una nuova funzione ci permette di andare indietro nel tempo. E non mancano le scoperte

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24/09/2010

Matrimonio segreto per Alessia Filippi

Matrimonio segreto per Alessia Filippi

La 23enne nuotatrice romana. La campionessa di nuoto si è sposata a Caracalla giovedì sera con un medico 31enne. Testimone la collega Gemo

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11/07/2010

Germania, un tris per il bronzo. Uruguay, quarti di nobiltà

Germania, un tris per il bronzo. Uruguay, quarti di nobiltà

In attesa della finale tra Olanda e Spagna, la squadra di Loew supera per 3-2 la nazionale di Tabarez nella "finalina" di Port Elizabeth. I tedeschi bissano il risultato di quattro anni fa. Proprio come predetto dal polpo Paul...

 

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URUGUAY-GERMANIA 2-3
18' Muller (G), 28' Cavani (U), 51' Forlan (U), 56' Jansen (G), 82' Khedira (G)




E' la Germania ad aggiudicarsi il terzo posto al Mondiale, per la seconda volta consecutiva: battendo l'Uruguay 3-2 in una sfida divertente e ricca di reti, la nazionale di Joachim Loew ha dunque bissato il risultato di quattro anni fa, quando ai Mondiali casalinghi ottenne la terza posizione (superando 3-1 il Portogallo). Decisiva la rete di Khedira, ma onore ad entrambe le squadre, anche a quella di Tabarez che un Mondiale così positivo non avrebbe mai immaginato di giocare. La Germania chiude dunque sul podio - proprio come aveva predetto il polpo Paul - e con il miglior attacco della rassegna (16 gol in 7 partite), ma è podio morale anche per i sudamericani capitanati da un Diego Forlan che chiude il suo Mondiale con 5 reti.

La partita -
A Porth Elizabeth, le nazionali di Tabarez e Loew si sono affrontate in una sfida non certo carica di tensione, ma che in fondo entrambe volevano vincere. Il ct tedesco ha rinunciato a Milos Klose - impegnato ad inseguire il record di 15 reti ai Mondiali di Ronaldo, ma non al meglio per un problema alla schiena - per schierare dal primo minuto Cacau. I tedeschi si sono resi pericolosi già al 10' con una traversa di Friedrich, di testa su azione d'angolo,andando poi in vantaggio con Muller (18') abile a sfruttare una goffa respinta di Muslera su una conclusione dalla distanza di Schweinsteiger. Lo schiaffo ha scosso l'Uruguay, che ha pareggiato dieci minuti dopo con Cavani e ha rischiato di andare in vantaggio verso la fine del tempo con Suarez, il cui diagonale era però impreciso.

Partita da gol, la finalina, anche perché errori ed omissioni si sono moltiplicate nella ripresa. A fronte di un super Butt (cui Loew ha regalato la ribalta, lasciando Neuer in panchina) superbo in almeno tre interventi, per Muslera è stata una serata pessima, ma nonostante ciò è stato l'Uruguay a portarsi in vantaggio al 51' con una pregevole girata da fuori di Forlan, ma la gioia è durata appena cinque minuti, il tempo per il pareggio di Jansen su un altra topica del portiere della Celeste. Non c'è stato errore sul terzo gol tedesco, quello che ha chiuso l'incontro, di Khedira: magra consolazione, per gli uruguayani usciti comunque dal campo fra gli applausi, dopo una traversa all'ultimo minuto su punizione di Forlan.


06/07/2010

Uruguay, è la fine di un sogno. L'Olanda vola in finale

Uruguay, è la fine di un sogno. L'Olanda vola in finale

Al Green Point Stadium di Città del Capo è un tripudio di bandiere arancioni: van Bronckhorst, Sneijder e Robben condannano i sudamericani (3-2) e regalano agli olandesi una finale che mancava da 32 anni. Inutili le reti di Forlan e Pereira.

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URUGUAY-OLANDA 2-3
18' Van Bronckhorst (O), 41' Forlan (U), 70' Sneijder (O), 73' Robben (O), 91' Pereira (U)



Sulle tribune del Green Point Stadium di Città del Capo sventolano solo le bandiere arancioni dell'Olanda: la formazione allenata da van Marwijk liquida l'Uruguay (3-2) e conquista la finale di questo primo Mondiale in terra d'Africa. E in Sudafrica si è già stabilito un record: con l'eliminazione dell'Uruguay chiunque alzerà la Coppa sarà la prima volta che una nazionale europea conquista un Mondiale fuori dal proprio continente.

Olanda subito in vantaggio al 18' del primo tempo con un gran tiro all'incrocio di Van Bronckhorst, gli Orange dominano per quasi tutto il primo tempo ma al 41' arriva il gol del pareggio di Diego Forlan. Il sogno dei sudamericani si frantuma nel secondo tempo sui piedi di Sneijder e sulla testa di Robben, due gol in soli tre minuti: al 70' e al 73' finisce la partita dell'Uruguay. Inutile la rete della speranza di Maxi Pereira e l'assedio dell'Uruguay nel finale: il sogno sudamericano si interrompe nei quarti di finale.


Trentadue anni dopo l'Olanda conquista di nuovo la finale di un Mondiale. Gli Orange, dopo aver raggiunto per la quarta volta le semifinali, sono riusciti ad arrivare - come nel 1974 e nel 1978, all'epoca dell'Arancia Meccanica di Johan Cruijff - alla finalissima. In entrambi i casi, l'Olanda perse contro i padroni di casa (1-2 contro la Germania Ovest nel 1974, 1-3 dopo i tempi supplementari contro l'Argentina quattro anni dopo).


27/06/2010

Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto una

Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto una

Alle 16 a Bloemfontein andrà in scena un classico dei Mondiali: la sfida fra inglesi e tedeschi è stata finale nel 1966 e semifinale nel 1990. Capello: "Una delle partite più importanti". E Loew non si presenta in conferenza stampa.

 

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"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi": questa frase ha vent'anni ed è rimasta nella storia del calcio. A proferirla, Gary Lineker, uno dei più grandi attaccanti di sempre della nazionale inglese. Inglesi contro tedeschi, già: oggi, a Bloemfontein, è il giorno di Germania-Inghilterra, big match che a questi Mondiali arriva troppo presto, già agli ottavi di finale. Ma non è una partita come le altre, Germania-Inghilterra: per motivi storici, politici e, ovviamente, sportivi, non può davvero esserlo.

Non può esserlo, non lo sarà. La Germania ha fatto quello che gli era stato chiesto: passare il turno, e farlo possibilmente da prima in classifica. Con precisione teutonica anche se non senza sofferenza, i tedeschi hanno eseguito il programma. Non altrettanto l'Inghilterra, che nel girone C di fatto ha deluso, qualificandosi solamente grazie all'anemico 1-0 contro la Slovenia nella terza giornata: secondo posto, ed ecco la sfida delle sfide.

Quattro precedenti ai Mondiali, ma mai così presto. Germania-Inghilterra è stata finale, nel 1966 (quella rimasta nella storia per il gol fantasma di Hurst e per la decisione di convalidarlo ad opera del guardalinee sovietico Tofik Bakhramov: vinsero gli inglesi), quarto di finale nel 1970 (3-2 per i tedeschi ai supplementari), gara del secondo girone eliminatorio nel 1982 (0-0, ma passò la Germania) e semifinale a Italia '90, quando la Germania si guadagnò la finale ai rigori. Quella sera, al termine della partita, Lineker se ne uscì con la frase di cui sopra.

La vigilia - L'Inghilterra può contare sull'unico italiano rimasto al Mondiale, se non si conta l'arbitro Rosetti. E' Fabio Capello, ovviamente. Il ct della nazionale di Sua Maestà, alla vigilia, ha lasciato trasparire la consapevolezza di trovarsi al cospetto di una delle sfide più intense della sua pur straordinaria carriera di allenatore: "E' una partita importante, forse una delle più importanti per me e per l'Inghilterra. C'è tensione, ma è una cosa normale, e i miei giocatori lo capiscono". Meno loquace Joachim Loew che, anzi, in conferenza stampa proprio non si è presentato, lasciando l'incombenza al preparatore dei portieri Andreas Koepke. Aspetto che alla Fifa non è affatto piaciuto. Ma tant'è. Germania-Inghilterra, in fondo, è anche questo.

"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi". Se sarà così anche stavolta, lo sapremo più tardi. Germania-Inghilterra, ore 16: ne resterà soltanto una.







 


26/06/2010

A testa bassa. Pochi tifosi e molti fischi per gli azzurri

A testa bassa. Pochi tifosi e molti fischi per gli azzurri

Dopo la clamorosa eliminazione dal Mondiale la nazionale rientra in Italia. Pochissimi tifosi ad attendere la squadra di Lippi. Tensione sul volo, Pepe ai giornalisti: "Becchini".

 

 

 

Dopo l'amara eliminazione dai mondiali in Sudafrica, la nazionale di calcio e' rientrata in Italia. Gli azzurri, usciti alle 8 e 30 dalla sala arrivi, sono stati contestati: una ventina di tifosi ha accolto i giocatori con ripetute grida: "Vergognatevi, vergogna". I bersagli più colpiti sono stati Cannavaro e Gilardino. Gli azzurri sono quindi sfilati, mestamente ed in silenzio, protetti da un cordone di agenti di polizia e alla spicciolata. Ad attendere gli azzurri anche un "plotone" di giornalisti e fotoreporter. Poche le parole dette da capitan Cannavaro: "Contestazioni? La gente ha capito". E Pazzini invece non vede l'ora di girare pagina: "Ora voglio andare subito in vacanza e mettermi dietro le spalle questa brutta avventura e smaltire la delusione".

In aereo, invece, si era consumato lo sfogo di Simone Pepe. "Chi scrive per Il Giornale tra di voi? Non c'è nessuno? Allora visto che ha messo 11 bare azzurre in prima pagina fategli sapere che è un becchino". L'aereo che riportava gli azzurri in Italia dopo la disfatta al mondiale era appena partito, quando il neojuventino, brandendo una copia di ieri del quotidiano milanese (con una vignetta di Forattini molto dura in prima pagina) si è avvicinato in coda, dove si trovavano gli inviati al seguito: voce alta, visibilmente alterato, il giocatore ha gettato ai cronisti il quotidiano. "Le bare - ha poi spiegato - sono davvero troppo, una cosa vergognosa. Se noi siamo morti, chi ha deciso di pubblicare una cosa del genere è un becchino. E se tanto mi dà tanto, mi verrebbe da dire che spero gliela facciano presto a lui, una bara: ovviamente non azzurra ma di colore marrone". E' un mesto rientro.


Dal 777 Alitalia sono sbarcati poco dopo le 8 il presidente federale Abete, il Ct Lippi ed alcuni giocatori: il capitano Cannavaro, Pepe, De Santis, Quagliarella, Bonucci, Montolivo, Gilardino, Pazzini e Di Natale. Tra gli ultimi a scendere le scalette dell'aereo De Rossi, l'unico dei quali sotto l'aereo ha ricevuto qualche incitamento da diversi operatori aeroportuali che si erano lì radunati. Tra la quarantina di persone sbarcate, compreso parte dello staff tecnico, anche Riva, Peruzzi e Di Livio. Lungo il tragitto dall'aereo alla sala arrivi tutti sono rimasti in silenzio, sulla navetta bus, alcuni con indosso occhiali da sole: sguardi tesi, gli unici a dispensare qualche sorriso De Rossi e Di Natale. Una volta giunti nella sala arrivi, dove ora gli azzurri sbarcati stanno attendendo i bagagli, si è radunata spontaneamente una piccola folla di viaggiatori in quel momento presenti che ha circondato, incuriosita, la delegazione azzurra, alla quale è stato fatto un piccolo cordone di agenti di polizia e militari della Guardia di Finanza. Il tutto avviene tranquillamente, non ci sono, per il momento, né contestazioni né sfottò, anzi molti scattano foto ricordo ed i più gettonati di tutti sono De Rossi e Quagliarella. Anche capitan Cannavaro si è concesso a foto ricordo con alcuni dei viaggiatori in attesa anche essi dei bagagli. Il Ct Lippi è stato tra i primi a lasciare lo scalo romano mentre tutto il resto del gruppo azzurro era ancora in attesa dei bagagli nella sala arrivi. Per oltre un quarto d'ora molti viaggiatori ed operatori aeroportuali hanno voluto scattare foro ricordo accanto ai protagonisti della fallimentare spedizione in Sudafrica.


E' atterrato alle 10.06 all'aeroporto di Milano Malpensa il volo Alitalia da Roma Fiumicino con a bordo la parte di delegazione della Nazionale italiana rientrata da Johannesburg e che non si è fermata nella capitale. Al terminal 2 non si vedono tifosi. Solo un nutrito gruppo di giornalisti, fotografi e cameramen sta attendendo di fronte ad un varco lontano dall' aerostazione.


La disfatta degli azzurri unisce la politica: "Che disastro"

La disfatta degli azzurri unisce la politica: "Che disastro"

Maggioranza e opposizione per una volta sono d’accordo sulla disastrosa spedizione mondiale di Lippi. E Calderoli attacca ancora: “Adesso via i calciatori stranieri dall’Italia” L’Idv: “E’ più molesto di una vuvuzela”. L'amarezza di Napolitano

 

 

 

Si danno battaglia tutti i giorni in tv e tea i banchi del parlamento. Ma su una cosa i politici italiani sono d’accordo. Il mondiale sudafricano ha fatto fare una pessima figura agli azzurri e a tutta l’Italia. Amareggiato Fini, che taglia corto con i giornalisti, amareggiato Napolitano. Il presidente della Repubblica ha seguito la partita della disfatta azzurra nel suo appartamento al Quirinale, in compagnia della sua famiglia. Ha tifato e sofferto per tutto il corso del match: comprensibile che condivida la grande amarezza degli italiani, dei giocatori e di Lippi per un risultato cosi' deludente.

Calderoli: "Colpa di una politica sportiva demenziale"
- Per il ministro per la Semplificazione normativa non si può non parlare di "vergogna". Calderoli ha preso di mira i giocatori, definendoli "semplicemente ridicoli, pagati milioni ma con gambe di gelatina e fiato corto". Secondo il ministro, "con questa sconfitta si conclude indecorosamente la via crucis della nazionale, il cui epilogo era comunque scontato". Calderoli concorda con Radio Padania: "Mi spiace per i tifosi - ha detto - ma mi spiace decisamente meno quando penso all'arroganza di Lippi e ai capricci di alcuni bambini viziati della nazionale, che non volevano neppure rinunciare a dei premi che tanto tutti sapevano che mai avrebbero preso. Questa prematura eliminazione non è altro che il risultato di una demenziale politica sportiva, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto sì che a vincere il campionato e la Coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l'allenatore. Purtroppo per Lippi, però, in nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport, e questi risultati ne sono la logica conseguenza". Vista la clamorosa debacle azzurra, Calderoli è poi passato al contrattacco. "Ora, pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani, i prodotti dei nostri vivai, e prima di finire tutti nel pallone lasciamo perdere le discussioni sulla nazionale e sul calcio. Torniamo ad affrontare i problemi veri del Paese, i problemi che interessano le famiglie, i lavoratori e le imprese", ha concluso il ministro.

Donadi (Idv): "Calderoli più molesto di una vuvuzela"
- Le parole dell'esponente leghista scatenano le reazioni degli avversari politici. Per il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Massimo Donadi, Calderoli è peggio delle tanto criticate trombette sudafricane: "E' più molesto di una vuvuzela", ha detto, invitando il ministro a smetterla di lanciare "proposte provocatorie e razziste". Un parere che Donadi ha argomentato ricordando che quattro anni fa abbiamo vinto la Coppa del mondo, "eppure anche allora il nostro campionato era pieno di stranieri".

Merlo (Pd)
: "Italia come Corea nel '66, ma perche' questi giocatori? - "Una sconfitta come quella di oggi subita dalla Slovacchia ci riporta ai tempi dell'eliminazione con la Corea nel 1966. Con una differenza: molti hanno l'impressione, se non la certezza, che questa volta si è perseguito un disegno, a tutt'oggi ancora misterioso nelle sue motivazioni, di voler quasi essere eliminati". Questo il commento del democratico Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai. "Senza essere commissari tecnici - ha detto - tutti sanno che chi disputa un campionato brutto, oppure anonimo, difficilmente si può riscattare durante un Mondiale. E i risultati l'hanno platealmente e brutalmente confermato".

Magistro (Psdi)
: "Hanno perso Lippi e la sua boria" - Il ct azzurro non trova solidarietà nemmeno tra le fila del Psdi. A detta del segretario nazionale Mimmo Magistro, "prima di essere cotto Cannavaro, è Lippi ad aver concluso in modo inglorioso la carriera dimostrando di essere stato nel pallone per mesi: nessuno, tra giornalisti, tecnici e tifosi ha mai compreso le convocazioni e le formazioni mandate in campo". Per Magistro sono stati chiamati in causa "atleti spenti e senza un pizzico di personalità". Ma non ha sbagliato soltanto il commissario tecnico. "Il presidente della Figc Abete è ugualmente responsabile per aver consentito alla saccenza, alla supponenza, alla presunzione e alla boria del ct di sfidare tutto e tutti, la stampa e gli italiani", ha concluso Magistro.


24/06/2010

Sorella d'Italia, la Fruscio si spoglia per gli Azzurri

Sorella d'Italia, la Fruscio si spoglia per gli Azzurri

L'ex corteggiatrice di "Uomini e Donne", balzata alla cronaca rosa per essere stata una delle "muse ispiratrici" di Filippo Inzaghi , ha posato in abiti succinti nel tentativo di portare fortuna alla nazionale di Lippi. Ci riuscirà?

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Marika Fruscio è stata corteggiatrice nella trasmissione "Uomini e donne" e ora vuole spronare gli Azzurri a fare meglio durante i Mondiali.

La maggiorata ha deciso di stimolare la Nazionale attraverso un servizio fotografico in abiti davvero succinti indossando un completino da angelo...ovviamente tricolore.

L'avvenente show-girl avrebbe anche un suggerimento per Lippi: non schierare un tridente, bensì un poker d'assi. La sola presenza di Marika in panchina potrebbe distrarre gli avversari...ma anche i nostri Azzurri.

E di Azzurri, Marika ne avrebbe puntato uno che però ha già fatto il suo tempo in Nazionale. Infatti voci di corridoio dicono che la bella Fruscio sia stata la "musa ispiratrice" di Filippo Inzaghi. Notizie considerate false dall'attaccante del Milan che invece è fidanzato con Alessia Ventura

La Fruscio, tra le altre cose, è stata resa famosa da un'uscita di...seno durante una trasmissione sportiva. La sexy Marika ha partecipato anche a "Ciao Darwin", la trasmissione condotta da Paolo Bonolis nella categoria "Trasformers". E' stata proprio lei a raccontare che il noto conduttore l'avrebbe scambiata per una trans. Ovviamente non è così e la Fruscio può vantare su un numero illimitato di corteggiatori.

Foto: ©Kikapress.com