12/01/2011

Adesso Platini fa tremare le big: niente Coppe per le società in rosso

Adesso Platini fa tremare le big: niente Coppe per le società in rosso

Le società hanno debiti per 1,2 miliardi di euro. Idea 2022: rivoluzionare i calendari e giocare i mondiali a gennaio

Continua...


12/07/2010

Casillas pazzo di felicità, bacia la Carbonero in diretta

Casillas pazzo di felicità, bacia la Carbonero in diretta

Il portiere della Spagna, intervistato dalla sua fidanzata Sara Carbonero, le ha dedicato la vittoria con un bacio: "Ha passato brutti momenti". La giornalista era stata accusata di distrarre il portiere con la sua presenza a bordo campo.

 

Il Mondiale è anche questo: gioia incontrollata, abbracci e soprattutto baci. Almeno questo è capitato a Iker Casilla che intervistato dalla sua fidanzata, Sara Carbonero, visibilmente emozionato si è lasciato andare ad un bacio appassionato. "Gli dedico questa vittoria - ha spiegato il portiere della Spagna - Ha passato brutti momenti". Infatti la Carbonero era stata "accusata" di distrarre il portiere con la sua presenza da inviata a bordocampo.


Spagna campione del mondo, sfioriscono i Tulipani: 1-0

Spagna campione del mondo, sfioriscono i Tulipani: 1-0

Una rete di Iniesta al minuto 116 ha consentito alle Furie Rosse di vincere il primo Mondiale della loro storia. Olanda in 10 nel secondo tempo supplementare per l'espulsione di Heitinga. Doppietta storica, dopo il trionfo a Euro 2008.



OLANDA-SPAGNA 0-1
116' Iniesta




La Spagna è campione del mondo per la prima volta nella sua storia: nella finale di Johannesburg, le Furie Rosse hanno infatti battuto per 1-0 l'Olanda grazie a una rete segnata da Andres Iniesta al minuto 116, in un secondo tempo supplementare in cui l'Olanda era rimasta in 10 uomini pochi minuti prima a causa di un'espulsione per doppia ammonizione di Heitinga. Per gli Orange, il Mondiale resta un incubo: terza finale e terza sconfitta, dopo quelle del 1974 contro la Germania Ovest e del 1978 contro l'Argentina. Fiesta totale per gli iberici, che con questo successo hanno bissato il trionfo ottenuto all'Europeo del 2008 e, al momento di ritirare la Coppa del Mondo, si sono presentati in campo con la storica maglia rossa (in campo la Spagna aveva giocato con la seconda maglia), ma con qualcosa in più: la stella, la prima stella, quella dei campioni del mondo.

Premio Fair Play e miglior portiere -
Ma La Spagna campione del mondo ha vinto anche il premio Fair Play assegnato dalla Fifa. Il riconoscimento viene assegnato dal gruppo di studio della Federazione calcistica internazionale tra le squadre che hanno giocato almeno quattro partite e i cui giocatori hanno tenuto il comportamento migliore dentro e fuori dal campo. La Spagna ha totalizzato 889 punti in sette incontri. Mentre il portiere Iker Casillas è stato eletto miglior portiere del Mondiale. Lo ha deciso il gruppo di studio della Fifa che ha analizzato le performance dei giocatori durante il torneo. A Casillas va dunque il premio intitolato al leggendario portiere dell'Unione Sovietica, Lev Yashin.

La partita
minuto per minuto - L'incontro del Soccer City stadium era iniziato con una invasione di campo da parte di una persona vestita di scuro e con un vistoso cappello rosso in testa, che si era diretta verso la coppa cercando di dal piedistallo per alzarla, venendo placcato dagli addetti alla sicurezza. Non c'era Fernando Torres, nella Spagna, con Del Bosque che di nuovo ha preferito Pedro, mentre la formazione iniziale dell'Olanda era quella annunciata: la migliore possibile.

E' toccato proprio all'Olanda il calcio d'inizio, ma è stata la Spagna a farsi vedere subito in avanti con un colpo di testa di Sergio Ramos. Complice la direzione di Webb, coerente ma molto criticabile, la partita si è incattivita: sono state numerose le entrate pericolose, soprattutto da parte dei giocatori olandesi, e siono fioccati i cartellini gialli (alla fine saranno 14, compresa la doppia ammonizione che ha portato alla espulsione di Heitinga), anche se alcuni interventi - come uno, pericolosissimo, di De Jong - avrebbero meritato il rosso diretto. L'Olanda ha rischiato di passare al minuto 38, quando Heitinga ha restituito palla alla Spagna da fallo laterale, ma la parabola del pallone ha messo in difficoltà Casillas che smanaccia in angolo. Nel finale di tempo (45') bravissimo Casillas a respingere in corner una pericolosa conclusione di Robben.

Nella ripresa sono saliti in cattedra i portieri, anche a causa dei tanti errori in fase conclusiva dei vari protagonisti dell'incontro: Casillas è stato determinante su Robben (63'), non da meno Stekelenburg, pochi minuti dopo su Villa. Ma 90' minuti non sono bastati per decidere i vincitori, e anche nei supplementari sono state diverse le occasioni gettate alle ortiche, prima fra tutte quella capitata in contropiede sui piedi di Fabregas, ben salvata da Stekelenburg.Al minuto 109, l'Olanda è rimasta in 10: espulso Heitinga per doppia ammonizione.Poi, a 4 minuti dalla fine dell'incontro, il gol di Iniesta: per la Spagna tutta è delirio.

Delirio iberico - Abbracci in mezzo al campo e lacrime degli spagnoli campioni del mondo, olandesi intorno all'arbitro e ai guardalinee a protestare, forse perché reclamavano una presunta posizione di fuorigioco di Iniesta. In tribuna festeggia il primo Mondiale della Spagna il principe Felipe assieme alla moglie: entrambi agitano una sciarpa con i colori della nazionale. Sudafrica 2010 ha emesso il suo verdetto.


07/07/2010

Puyol spezza la Germania: Spagna, delirio finale

Puyol spezza la Germania: Spagna, delirio finale

Un gol del cdifensore iberico nella ripresa regala alla squadra di Del Bosque, che ha battuto 1-0 gli uomini di Loew, la possibilità di giocarsi la Coppa del Mondo domenica contro l'Olanda. Sarà una finale inedita per la rassegna iridata.

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GERMANIA-SPAGNA 0-1
73' Puyol




Sarà la Spagna a contendere all'Olanda la Coppa del Mondo domenica sera, nella finale di Johannesburg: alle Furie Rosse di Del Bosque è bastata infatti una rete di testa di un difensore, Carles Puyol, per avere ragione della Germania (1-0) e regalarsi la prima finale Mondiale della storia. Una finale, quella tra Spagna e Olanda, che sarà un inedito per la ressegna iridata e che, comunque vada, inserirà un nome nuovo nell'albo d'oro del Mondiale, perché né gli Orange né gli iberici hanno mai vinto il trofeo calcistico più importante. Finale meritata, delirio giustificato: per i Campioni d'Europa (vinsero nel 2008), c'è ora la possibilità per una incredibile doppietta.

La partita
- In un primo tempo che ha offerto spunti interessanti più per gli amanti della tattica che per i cultori dello spettacolo, la Spagna si è presentata con una novità di formazione notevole: Del Bosque ha infatti preferito Pedro a Fernando Torres, quest'ultimo mai in rete in questo Mondiale. Gli iberici hannoi gestito a lungo il possesso del pallone, come in effetti ci si poteva attendere. rendendosi tuttavia pericolosi giusto in un paio di occasioni, con Villa (6') abile a sfruttare un bel filtrante di Pedro sui cui Neuer è stato bravo però a chiudere in uscita, quindi una ventina di minuti dopo con Puyol di testa. Nella Germania, priva dello squalificato Muller, solo Trochokwski (al 31') ha impegnato Casillas con un rasoterra dalla distanza.

E, se è vero che Ozil all'ultimo minuto della prima frazione ha reclamato il rigore per un contatto molto dubbio con Sergio Ramos, è vero anche che la Spagna si è mantenuta nella metà campo tedesca, con pregevole continuità, per tutta la prima metà della ripresa, andando più volte alla conclusione, lasciando alla Germania solo le briciole in pochi minuti tra il 68' e il 70'. Ma, proprio mentre la Germania, sembrava dare segnali di risveglio, ecco la doccia fredda: angolo di Xavi, poderoso colpo di testa di Puyol all'altezza del dischetto del rigore (e qui ci sarebbe da dire sulla copertura di Khedira) e 0-1. Accadeva al minuto 73, a quel punto alla Germania rimaneva solo la possibilità di un forcing finale. Ci hanno provato, i tedeschi, ma alla fine il delirio è stato tutto per Del Bosque e i suoi.


05/07/2010

Italiano ucciso ad Hannover

Italiano ucciso ad Hannover

NEL QUARTIERE A LUCI ROSSE. Uno sparo dopo la lite sui Mondiali di calcio. L'uomo colpito alla testa. Ferito un altro connazionale

OMICIDIO HANNOVER.jpg

HANNOVER - Un cittadino italiano è stato ucciso a colpi di arma da fuoco e un altro è stato ferito gravemente lunedì mattina in un bar nel quartiere a luci rosse di Hannover (Bassa Sassonia). Lo ha reso noto la polizia tedesca e la Farnesina lo ha confermato. La vittima, che è stata colpita alla testa, aveva 47 anni e l'altro uomo, che è ricoverato in condizioni critiche, ne ha 49. L'attentato è avvenuto verso le 7:20.

LA CONTA DEI MONDIALI- Sfatata l'ipotesi della pista mafiosa, sostenuta dal sito della Bild che ipotizzava si potesse trattare di un agguato. All'origine della sparatoria nella birreria di Hannover è stata una banale lite sul calcio. Lo scrive il sito del quotidiano Hannoversche Zeitung, che cita fonti di polizia. L'uomo ucciso fa il pizzaiolo in un ristorante italiano chiamato Little Italy. Il ferito è un collega che lavora a Linden. Uno dei due vestiva la maglia della nazionale italiana. La lite è iniziata quando hanno discusso con un altro cliente della birreria, dopo un'abbondante bevuta, su quanti mondiali avesse vinto l'Italia. Lo sconosciuto è uscito dal locale con la scusa di ritirare soldi a un bancomat. Dopo poco più di un'ora è ritornato e ha sfidato l'italiano di 49 anni a proseguire la discussione a pugni fuori dal locale. Quando l'altro si è alzato, lo sconosciuto ha estratto un'arma e gli ha sparato, subito dopo ha colpito anche l'altro italiano, il quarantasettenne morto poco dopo. Dopodiché è fuggito a piedi. La polizia lo sta ancora cercando. A pochi metri dal bar è stata intanto ritrovata una pistola.

Redazione online


04/07/2010

Furia Villa, Spagna in semifinale. Paraguay battuto 1-0

Furia Villa, Spagna in semifinale. Paraguay battuto 1-0

Un gol del neo attaccante del Barcellona riscrive la storia delle Furie Rosse al termine di un match thrilling in cui i sudamericani hanno sbagliato un rigore con Cardozo. Anche Xabi fallisce un penalty. Nel finale ci pensa el Guaje.

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PARAGUAY-SPAGNA 0-1
83' Villa




E' lui el hombre de Espana, David Villa consegna la semifinale alle Furie Rosse al termine di un match con il Paraguay che ha assunto connotati drammatici nella ripresa con il rigore sbagliato dai sudamericani, quello segnato e poi di nuovo sbagliato da Xabi Alonso fino alla rete del neo attaccante del Barcellona e alla parata miracolosa nel finale di Casillas. Vince la Spagna 1-0 che conquista la prima "vera" semifinale della sua storia ai Mondiali.

Parte meglio il Paraguay nel primo tempo, complice la serenità per aver ottenuto il massimo dal suo Mondiale e libero da ogni pressione da risultato. Gli uomini di Martino giostrano bene la palla al cospetto di una Spagna un po' contratta che sente il peso della responsabilità della vittoria ad ogni costo. Dopo una lunga fase di studio è Xavi a rompere l'equilibrio con un tiro dai 20 metri che non scende abbastanza e termina di poco alto. La Spagna prova ad aggirare la retroguardia sudamericana e Iniesta, imbeccato da Villa, mette in mezzo un pallone su cui Fernando Torres non ci arriva. Al 40' grandi proteste del Paraguay a cui viene annullato (giustamente) un gol, per fuorigioco di Cardozo (attivo nell'azione), ma segnato da Valdez.


Nella ripresa l'occasionissima per l'albiroja arriva al 58' quando Piquè stende in area Cardozo: per l'arbitro è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta l'attaccante del Benfica che calcia forte ma non abbastanza angolato e Casillas para. Sul capovolgimento di fronte Alcaraz atterra Villa ed è penalty in favore della Spagna. Xabi Alonso segna ma il direttore di gara fa ripetere: il secondo tentativo, però, è parato da Villar.


La gara si accende e i ritmi si elevano: Iniesta impegna severamente Villar e poi Xavi calcia a lato in diagonale. La svolta dell'incontro arriva all'83': Iniesta parte in contropiede, suggerisce per Pedro che calcia a colpo sicuro ma la palla è respinta sui piedi di Villa dal palo, el Guaje calcia e la sfera prima bacia il montante opposto e poi termina in rete. Per la Spagna è un trionfo. Il Paraguay non riesce a reagire. Le Furie Rosse conquistano la semifinale dove ad attenderle c'è la Germania.


03/07/2010

Uber alles: la Germania fa fuori anche Maradona

Uber alles: la Germania fa fuori anche Maradona

I tedeschi eliminano dal Mondiale anche l'Argentina: Muller, Klose (2) e Friedrich firmano il 4-0 che porta la squadra di Loew alla sesta semifinale negli ultimi otto Mondiali. Deludenti i sudamericani, raramente in partita.

 

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ARGENTINA-GERMANIA 0-4
3' Muller, 68' Klose, 74' Friedrich, 89' Klose



Inarrestabile, bella da vedere, durissima da affrontare: la Germania non ha rivali, batte l'Argentina con un sonoro e sontuoso 4-0 e conquista la semifinale anche in Sudafrica, per la sesta volta negli ultimi otto Mondiali. Loew, basso profilo e concretezza tutta teutonica, fa fuori Diego Maradona, quello che per tutti era il predestinato di questa edizione del campionato del mondo. Invece no: la Germania, dopo avere umiliato l'Inghilterra, ha fatto lo stesso contro l'Argentina. Quasi senza rischiare, lavorando anche di cesello perché in questa squadra, quando Ozil è in ombra, ci pensa Muller a miracol mostrare, e se non è Podolski a segnare allora ci può pensare anche uno come Friedrich. Perché questo è la Germania: una squadra, vera, solida, frizzante e ricca di qualità. L'Argentina no: con un Messi a mezzo servizio - e che esce dal Mondiale senza avere mai segnato - non c'è stato nessuno capace di modificare l'inerzia di una gara iniziata male e finita peggio, con il terzo poker dei tedeschi a questo Mondiale. Adios, Diego, la storia questa volta la scriveranno altri: evidentemente, non era destino.

La partita
- La gara si è messa immediatamente in discesa per i tedeschi, passati in vantaggio dopo appena 3'. Tutto è nato da un fallo di Otamendi su Podolski, da posizione defilata sulla sinistra del vertice dell'area: punizione di Schweinsteiger, pessima marcatura dello stesso Otamendi su Muller, abile a colpire di testa quel tanto che bastava per ingannare un Romero apparso nell'occasione tutt'altro che impeccabile. A quel punto, con l'Argentina per la prima volta in svantaggio, l'interesse era nel capire quale reazione avrebbero avuto gli uomini di Maradona, mai trovatisi prima in queste condizioni, ma i sudamericani non sono stati in grado, per larghi tratti, di allestire una trama capace di mettere in difficoltà Ozil e compagni e di avvicinarsi al pareggio. Anzi: non fosse stato per un clamoroso errore sottomisura di Klose (smarcato a centro area da Muller al minuto 23), Loew avrebbe potuto applaudire anzitempo un impronosticabile raddoppio. Germania padrona del gioco, specialmente sulla sinistra dove né Otamendi né, in ribattuta, Demichelis, sono stati capaci di bloccare le offensive tedesche: l'Argentina si è svegliata solamente nell'ultimo quarto d'ora della prima frazione, ma una rete (in chiarissimo fuorigioco) e una bella triangolazione Tevez-Messi-Teves non possono bastare a salvare la prestazione dei sudamericani.

Più equilibrata, quanto ad occasioni, la ripresa: l'Argentina ci ha provato con Di Maria (sventola da fuori, di poco a lato) e Higuain (63'. Neuer incerto ma efficace), ma a riuscirci è stata la Germania che, al 68', ha segnato il 2-0: Muller, indiavolato (ma, ammonizo, salterà la semifinale), se n'è andato sulla sinistra al nocivo Otamendi, ha messo palla in mezzo dove Klose, a un metro, non ha potuto fare altro che appoggiare in rete il 2-0 al 68'. Poi, non sazia, la Germania ha anche colpito per la terza volta, con un'azione molto simile a quella del raddoppio, con protagonisti però Schweinsteiger (sua l'azione personale sulla sinistra) e Friedrich, improbabile goleador in una giornata da ricordare. Gloria, e meritata, anche per lui. E per Klose, di nuovo, in gol a un minuto dalla fine. Un trionfo.


Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Sfida al cardiopalma ai quarti: 1-1 al 90', poi all'ultimo minuto dei supplementari Gyan fallisce il penalty che avrebbe regalato agli africani un risultato storico. Ai rigori la Celeste centra la semifinale dopo 40 anni: affronterà l'Olanda.

 

 

URUGUAY-GHANA 5-3 d.c.r (1-1)
47' pt Muntari (G), 55' Forlan (U)



Sono serviti supplementari e rigori per scrivere un altro pezzo della leggenda del Mondiale. Alla fine ha vinto l'Uruguay e la sua favola va ad aggiungersi a quella dell'Olanda, che nel pomeriggio ha eliminato il favoritissimo Brasile. Dopo una sfida molto intensa, la storia ha dato appuntamento all'ultimo minuto dei supplementari, quando Suarez si sostituisce a Muslera e "para" sulla linea di porta una conclusione, a portiere battuto, di Adiyiah. Espulsione per l'attaccante dell'Ajax, che si è immolato per la causa, e rigore che Gyan, tradito dalla tensione, spara sulla traversa, costringendo le squadre ai rigori. Lotteria che premia i sudamericani, grazie alle parate di Muslera su Mensah e Adiyiah, e al "cucchiaio" decisivo di Abreu, freddissimo nella trasformazione del penalty decisivo.

L'Uruguay torna in semifinale dopo 40 anni: l'ultima volta fu nel 1970, sconfitta per 3-1 con il Brasile che poi trionfò. Sfuma invece il sogno del Ghana, vicino ad essere la prima squadra africana a raggiungere le semifinali di un Mondiale. Soltanto eguagliato il record di Camerun nel 1990 e Senegal nel 2002: anche loro si erano fermate ai quarti di finale.


La partita -
L'Uruguay parte forte: nei primi 20 minuti preme e trova la conclusione soprattutto con Forlan. Al 14' l'attaccante dell'Atletico Madrid calcia una punizione forte e tesa dalla distanza, mettendo Kingson in difficoltà. Poi scappa solitario e guadagna un angolo su cui Cavani si avvita bene e gira di testa, trovando la respinta d'istinto di Kingson. Il portiere ghanese si ripete poco dopo, mandando la palla sopra la traversa con la punta delle dita sulla potente conclusione di Suarez.
Per il Ghana è l'ora della sveglia: il centrocampo degli africani si riorganizza, inizia a pressare alto e a far ripartire le punte. I pericoli maggiori vengono da Gyan (girata di prima su bell'invito dalla destra di Boateng), da Muntari di testa e da Boateng, che strappa applausi con una rovesciata che non inquadra lo specchio. E' il preludio al gol, che giunge quando le squadre sono già mentalmente negli spogliatoi per l'intervallo. Secondo minuto di recupero, Muntari prova il tiro impossibile da 35 metri. Muslera è coperto e poco reattivo e, complice un mezzo passo sulla sua destra, si fa infilare nell'angolino sinistro.
La gioia dei ghanesi dura giusto il tempo dell'intervallo, o poco più, dato che al 55' l'Uruguay conquista una punizione dalla sinistra. Ci prova ancora Forlan, e stavolta ci riesce. Sulla sua battuta Kingson non riesca a valutare bene la traiettoria di Jabulani, ed è 1 a 1.
La gara è vivace e i sudamericani ci riprovano al 70' con una bella combinazione Fucile-Lodeiro-Suarez che porta l'attaccante alla conclusione potente e centrale, ribattuta in angolo da Kingson. Suarez ci riprova anche deviando una punizione dalla trequarti di Forlan, ma Kingson è reattivo nella deviazione.
E' l'ultima emozione dei 90' regolamentari, ma non della gara.


02/07/2010

Il vero Brasile è l'Olanda, a casa i favoriti del Mondiale

Il vero Brasile è l'Olanda, a casa i favoriti del Mondiale

Nel primo quarto di finale a Sudafrica 2010 i verdeoro perdono 2-1 contro gli Orange al termine di un match spettacolare. Brasile in vantaggio con Robinho, nella ripresa Sneijder capovolge le sorti del confronto. Melo espulso nel finale.

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OLANDA-BRASILE 2-1
10' Robinho (B), 53' aut. Melo (O), 68' Sneijder (O)

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10' Robinho (B)

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53' aut. Melo (O)

 

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68' Sneijder (O)



Quartanticinque minuti. Tanto è durato il Brasile favorito per la vittoria finale ai Mondiali in Sudafrica e colato a picco nella ripresa vittima di un narcisismo e di una superbia sgretolatasi sotto la capacità operaia dell'Olanda di essere squadra, di saper soffrire e ribaltare una gara che sembrava dover finire con un risultato netto in favore dei verdeoro. E invece è salito in cattedra Sneijder, complice una difesa sudamericana che ha palesato notrevoli segni di incertezza in occasione dei due gol Orange. L'Olanda vince 2-1 e vola in semifinale.

Gara che inizia su ritmi elevati. E' il Brasile a macinare gioco e chilometri. La qualità dei verdeoro è sin da subito evidente e in 10' la squadra di Dunga crea prima due occasioni da gol e poi infilza la difesa dell'Olanda: buco centrale e corridoio libero in cui Felipe Melo imbuca una palla filtrante per Robinho che batte Stekelenburg di destro. La risposta degli Orange non si fa attendere e arriva con Kuyt che incrocia un destro sul quale si distende Julio Cesar che manda in angolo. La reazione degli uomini di Van Marwijk si esaurisce qui. Il Brasile alza il ritmo e comincia a creare diverse chance per il raddoppio. Ci prova Juan a risolvere una mischia in area di rigore ma manda altissimo. Poi Kakà impegna severamente uno straordinario Stekelenburg che si distende e manda in angolo. L'ultima occasione dei primi 45' è firmata da Maicon che calcia sull'esterno della rete.


Nella ripresa il Brasile è più attento a controllare ma è l'Olanda a trovare il pari complice un errore in concorso di colpe tra Julio Cesar e Felipe Melo: Sneijder gira un pallone apparentemente innocuo in area, il centrocampista tocca di testa e beffa il portiere in uscita. La formazone olandese prende coraggio ma il Brasile è pericolosissimo quando riparte. Lo fa con Kakà che trova uno spiraglio per concludere ma la sua parabola si perde di poco a lato. E' Sneijder, tuttavia, a rompere gli equilibri della gara: angolo di Robben, colpo di testa dell'interista e 2-1. La squadra di Dunga accusa il colpo e perde la testa, Felipe Melo calpesta Robben e viene espulso. L'Olanda passeggia sul velluto, il Brasile non riesce ad alzare il baricentro nonostante l'ingresso di Nilmar al posto di Luis Fabiano. Nel finale un sussulto d'orgoglio spinge in avanti i verdeoro che sfiorano il pari in un paio di occasioni sugli sviluppi di due calci d'angolo.


Kakà ci prova ancora 5' dal termine ma la conclusione finisce larga, Van Persie, sul capovolgimento di fronte serve Sneijder che incrocia di sinistro ma Julio Cesar para. Sono le ultime emozioni di un match spettacolare che ha premiato l'organizzazione e la caparbietà degli uomini di Van Marwijk. L'Olanda vola in semifinale, il Brasile va a casa come in Germania quattro anni dopo.


30/06/2010

Anche YouTube impazzisce per le vuvuzelas

Anche YouTube impazzisce per le vuvuzelas

Dalle parodie dei classici del cinema, al bottone per simularne il fastidioso effetto su ogni video: le trombette africane sono ormai diventate un tormentone inarrestabile. E il web, ovviamente, ci ha preso gusto

 

vuvuzuelas_ansa.jpg



I colorati mondiali sudafricani hanno già inciso nell’album dei ricordi una protagonista tanto preannunciata quanto indimenticabile. Stiamo ovviamente parlando della vuvuzela, la trombetta a fiato che sembra far immergere gli stadi sudafricani in un immaginario, gigantesco alveare.

Se tifosi e appassionati sono letteralmente impazziti per il nuovo gadget tormentone – chi per cercare di accaparrarsene disperatamente uno, chi per tentare di eliminarne il più possibile l’interferenza su radio e telecronache – il web non poteva assolutamente essere da meno.


Succede così che da qualche giorno si sia scatenata in rete una vera e propria sfida a colpi di remake vuvuzeliani. Assolutamente straordinario
“Gandalf va ai mondiali”, una riuscitissima rivisitazione del trailer della “Compagnia dell’Anello”,  trasformata per l’occasione in “Compagnia della Vuvuzela”. Alla spada di Aragorn, all’arco di Legolas e all’ascia di Gimli si unisce un misterioso e coloratissimo guerriero con la trombetta africana che romperà gli equilibri del sodalizio e riverserà gli amici contro loro stessi. 1 minuto e 33 secondi di puro divertimento, con il piacevole accompagnamento musicale di Taking the hobbits to Isengard di Erwin Beekveld.   

Come ogni video-tormentone che si rispetti, anche in questo caso non poteva mancare la classica
parodia in chiave hitleriana. Il rifacimento, non può che prendere spunto dalla famosa sfuriata di Hitler ai suoi gerarchi, tratta dal film “La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler” di Oliver Hirschbiegel: in questo caso, il Führer se la prende con la FIFA per non essere riuscita a bandire dagli stadi le trombette che gli impediscono di assistere alle partite perché gli rompono i timpani e gli provocano un terribile mal di testa. Peraltro, lo stesso frammento esiste anche in una versione tutta italiana, dedicata all’eliminazione della nazionale di Lippi.

Ma torniamo alle vuvuzelas perché negli ultimi giorni, grazie ad una nuova applicazione di YouTube, le trombette africane possono diventare la colonna sonora di qualsiasi video di vostro gradimento.
Basta cliccare sul pallone sotto la barra di completamento della visione e il gioco è fatto: vuvuzelas a volontà, per tutti.

Per concludere, un paio di note di colore:  sempre in tema di mondiali e video scherzosi sul web, non possiamo fare a meno di segnalare l’ironia, in qualche caso un po’ irreverente, che spopola in seguito all’eliminazione degli azzurri. Da qualche giorno circola  la parodia dell’inno ufficiale dei mondiali
“L’Italia va in Waka”.

 

Video