09/01/2012

Mosca, esplosione in un ristorante italiano. Due morti e decine di feriti nel locale distrutto

Mosca, esplosione in un ristorante italiano. Due morti e decine di feriti nel locale distrutto

Boato all'ora di pranzo. Le cucine non sarebbero state a norma di legge: usavano bombole e non la rete del gas. Tra gli ustionati anche alcuni bambini

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11/07/2011

Tragedia sul Volga, affonda nave: 9 morti Dispersi 110 passeggeri: 30 sono bambini

Tragedia sul Volga, affonda nave: 9 morti Dispersi 110 passeggeri: 30 sono bambini

RUSSIA. La barca con 18o persone a bordo è affondata 80 km a sud di Kazan, nella repubblica del Tatarstan.

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26/01/2011

Mosca, "per la sicurezza abbiamo sacrificato la libertà"

Mosca, "per la sicurezza abbiamo sacrificato la libertà"

Medvedev denuncia falle nel sistema di sicurezza dello scalo russo, ma i dissidenti in Rete accusano: "Aumenta il numero degli attentati. La responsabilità è del primo ministro". E sul Web ci si chiede: "Putin, a quando il prossimo attentato?"

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25/01/2011

Kamikaze a Mosca, Medvedev accusa i responsabili dello scalo

Kamikaze a Mosca, Medvedev accusa i responsabili dello scalo

Sarebbe stata una donna, con l'aiuto di un complice, a farsi esplodere nell'aeroporto della capitale provocando 35 morti e oltre 160 feriti. Il presidente russo denuncia falle nel sistema di sicurezza.

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24/01/2011

Mosca: kamikaze in aeroporto, nell'esplosione morti e feriti

Mosca: kamikaze in aeroporto, nell'esplosione morti e feriti

Terrore nella capitale russa. un italiano tra i feriti. Scoppio all'arrivo dei voli internazionali di Domodedovo: ci sarebbero almeno 35 vittime e 130 feriti

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07/11/2010

Giornalista aggredito in Russia. E' in coma

Giornalista aggredito in Russia. E' in coma

Oleg Kashin, che lavora per il quotidiano Kommersant, è stato vittima di un brutale pestaggio. Si era occupato delle manifestazioni dell'opposizione. sono almeno 35 i giornalisti assassinati tra il 2000 e il 2009

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08/08/2010

Incendi, la grande fuga da Mosca

Incendi, la grande fuga da Mosca

E’ ancora emergenza in Russia. Il fumo, che ha raggiunto la stratosfera, minaccia le centrali nucleari presenti sul territorio. E cresce l’allarme per la situazione sanitaria.

 

 

 

Cresce l'allarme per la situazione sanitaria a Mosca, stretta nella morsa del fumo che si sprigiona dagli incendi delle regioni circostanti e di un caldo soffocante. Monumenti simbolo come le torri del Cremlino risultano invisibili da breve distanza mentre il fumo acre che soffoca la città da giorni non dà tregua.

Mosca è immersa da uno smog che non ha precedenti a memoria d'uomo e la responsabile per i diritti del consumatori ha confermato che nella capitale russa è aumentato il tasso di mortalità. Le persone più a rischio sono quelle con patologie cardio-vascolari e polmonari, ma anche i bambini. Chi può, se ne va, ma decine di voli hanno subito ritardi nelle ultime ore.


Gli incendi hanno provocato una crisi che non ha precedenti in
Russia centrale e le autorità faticano a rispondere ai vari fronti di crisi. A rischio sono i principali siti strategici, tra cui il più grande impianto di ricerca nucleare, quello di Sarov; ma il Ministero della Difesa ha annunciato, secondo l'agenzia Interfax, che i pompieri sono riusciti a spegnere il rogo che lo minacciava.

L'aeroporto più colpito, quello di
Domodedovo, a sud di Mosca, dove circa 2.000 passeggeri in partenza sono rimasti bloccati e solo alcuni aerei sono riusciti ad atterrare. "I passeggeri devono capire che i ritardi sono inevitabili", ha detto Sergei Iswolsky, del comitato statale dell'aviazione, spiegando che i ritardi possono variare da 30 minuti a diverse ore. E se gli abitanti di Mosca cercano di fuggire dalla capitale, le agenzie di viaggio segnalano il tutto esaurito per i pacchetti vacanze verso mete come l'Egitto, il Montenegro e la Turchia.


05/07/2010

Mosca, sequestrata la telecamera al figlio di Celentano

Mosca, sequestrata la telecamera al figlio di Celentano

Stava facendo delle riprese «senza autorizzazione nella piazza Rossa

 

Giacomo Celentano (dal web)
Giacomo Celentano (dal web)

MOSCA - Piccolo incidente con la polizia in piazza Rossa per il cantante Giacomo Celentano, il secondogenito di Adriano e Claudia Mori: sabato scorso, dopo essersi esibito in un ristorante moscovita proponendo canzoni del popolare repertorio del padre, è stato fermato dai poliziotti mentre un suo cameraman filmava la piazza. Gli agenti gli hanno chiesto se aveva l'autorizzazione, ma non capendo il russo, il suo cameraman ha continuato a girare. La pattuglia ha deciso quindi di sequestrare la telecamera. Ma, come riferisce oggi la stampa, gli organizzatori russi del concerto sono andati al commissariato spiegando che si trattava del figlio del noto artista italiano e ottenendo la restituzione dell'apparecchio. Dal 29 marzo scorso, il leader del Cremlino, Dmitri Medvedev, appassionato di foto, ha cancellato il divieto di scatto in piazza Rossa, ma resta la necessità di chiedere una autorizzazione per le riprese video. (Fonte Ansa)


06/06/2010

A caccia del tesoro di Napoleone Uno storico: "So dove l'ha sepolto"

A caccia del tesoro di Napoleone Uno storico: "So dove l'ha sepolto"

Via agli scavi nelle campagne di Mosca. Ottanta tonnellate d´oro furono saccheggiate dai francesi nel freddo autunno del 1812

 


MOSCA - Il tesoro di Napoleone, ottanta tonnellate d'oro saccheggiate dall'esercito francese nell'autunno del 1812, sarebbe ancora intatto, sepolto sotto un cumulo di terra a poche centinaia di chilometri da Mosca. Che sia vero o meno, la caccia è già cominciata e giornali e tv si stanno preparando per seguire le prime operazioni di scavo la mattina del 12 giugno. Le guiderà lo storico Aleksandr Serjoghin che è convinto di aver finalmente localizzato, con un metodo che definisce "alla codice da Vinci", un patrimonio da restituire al governo russo. Segretissime, per ovvii motivi, le coordinate dell'area di scavo. Il più fidato collaboratore di Serjoghin, Vladimir Poryvajev, precisa solamente che "si trova in un triangolo tra le città di Smolensk, Elnja e Kaluga. A circa trecento chilometri dalla capitale".

Il dibattito sull'esistenza del tesoro di Napoleone è cominciato più o meno subito dopo la disfatta dell'esercito francese. Di sicuro, nella sua avanzata estiva del 1812, il gigantesco esercito napoleonico, composto da 800mila uomini, aveva saccheggiato tutto il saccheggiabile nelle città e nei villaggi conquistati. Secondo la ricostruzione degli storici russi, i soldati francesi avevano accumulato nei loro zaini un piccolo tesoro privato tra gioielli e monete di almeno dieci chili a testa. Ma il saccheggio vero e proprio avvenne dopo il 14 settembre quando, pur fiaccato dalle sanguinose battaglie di Smolensk e di Borodino, l'esercito francese entrò a Mosca. Come è noto i russi avevano incendiato edifici, magazzini, scorte di viveri nella cosiddetta "operazione terra bruciata". Rendendosi conto dell'inutilità di occupare una città deserta, senza cibo e rifornimenti Napoleone ordinò la ritirata. Ma prima, forse per rabbia, forse per vocazione, fece compiere uno dei più minuziosi saccheggi che la storia ricordi. Sui famosi 200 carri furono caricati gioielli, candelabri, cornici e dipinti preziosi, perfino il grande crocifisso d'oro del campanile "Ivan il terribile" nel cuore del Cremlino.


Della ritirata nell'inverno russo si sa tutto. I soldati percorsero la Staraja Smolenskaja, verso Smolensk, soffrendo la fame, il gelo e gli attacchi della cavalleria cosacca. Ed è lungo la Staraja Smolenskaja che per anni si è cercata traccia dei duecento carri di bottino mai arrivati in Francia. In epoca sovietica furono trovati una decina di zaini pieni di refurtiva, ma niente di più. Adesso Serjoghin avrebbe scoperto che durante la fuga un piccolo contingente di militari francesi si sarebbe allontanato dagli altri per nascondere il tesoro in un luogo sicuro. Nell'area top secret individuata sono state trovate cinture, bottoni e munizioni di soldati napoleonici. Inoltre gli abitanti della zona avrebbero affermato di aver sentito la leggenda popolare di un centinaio di francesi apparsi dal nulla che avrebbero scavato per una notte intera nelle campagne per poi dileguarsi. Serioghjn è convinto di avere una mappa precisa di quel luogo. Il tutto grazie a un matematico russo emigrato in Francia, Roman Aleksandrovic, che ha scovato in un archivio il ritratto di un funzionario napoleonico celebre per aver sempre curato la custodia dei valori.


Il quadro presenta due singolarità: il cappello a tricorno insolitamente posato per terra e un cielo stellato dipinto persino con più cura dei dettagli del resto del quadro. Secondo Aleksandrovic, cappello e posizione delle stelle nasconderebbero il segreto. Il team russo è sicuro del successo ed è già in vena di dediche e di scelte simboliche. "Cominceremo il 12 giugno - spiega Serjoghin - proprio perché è il 198esimo anniversario dell'invasione francese". Errore grossolano per uno storico. Il 12 giugno è la data del calendario giuliano allora in vigore. In realtà la data corretta sarebbe il 23 giugno. Ma è probabile che, una volta diffusa la notizia, si voglia fare in fretta. Ottanta tonnellate d'oro potrebbero scatenare troppe tentazioni.

NICOLA LOMBARDOZZI


29/03/2010

Mosca, esplosioni in metropolitana: decine di morti e feriti

Mosca, esplosioni in metropolitana: decine di morti e feriti

 

La capitale russa sconvolta da attentati gemelli che hanno devastato le stazioni di Lubyanka e di Park Kulturi. Le vittime accertate sono almeno 40, in un bilancio destinato a salire. Attivata l'unità di crisi della Farnesina.

 

 

 

Risveglio tragico per Mosca, dove due esplosioni si sono verificate, a distanza di quaranta minuti l'una dall'altra, nelle stazioni metro di Lubyanka e Park Kulturi. Sono almeno quaranta le persone decedute, mentre decine quelle rimaste ferite in un bilancio che rischia drammaticamente di salire. Le prime informazioni parlano di attacchi kamikaze con tritolo.

Gli attentati sono avvenuti lungo la linea rossa Sokolniceskaia, che taglia in diagonale la capitale russa da nord est.  La prima esplosione ha devastato il secondo vagone di un treno alla fermata del metrò di Lubyanka, vicino al quartier generale del principale servizio di sicurezza interno russo (Fsb) verso le 5.56 ora italiana, uccidendo 23 persone. Un altro scoppio ha distrutto il secondo vagone di un treno in attesa alla stazione del metrò di Park Kultury alle 6.37 ora italiana, uccidendo altre 14 persone, come riferito da una portavoce del ministero delle Emergenze, precisando che ci sono state vittime sia sul treno che sul marciapiede della stazione. "Due donne terroriste hanno causato queste esplosioni", ha detto ai giornalisti il sindaco di Mosca Yuri Luzhov.


Nessuno al momento ha rivendicato gli scoppi ma i sospetti ricadono verosimilmente su gruppi del Caucaso settentrionale russo, dove Mosca sta combattendo una crescente rivolta di matrice islamica, ma non si esclude nemmeno l'estremismo di destra. L'attentato è il più grave nella capitale russa da quando nel febbraio 2004 un attentatore suicida uccise almeno 39 persone, ferendone più di 100, in un'esplosione su un treno del metrò, attribuita ai separatisti ceceni.


La città è precipitata nel panico: il traffico è in tilt, intere aree sono circondate dalle forze di polizia e gli elicotteri sorvolano il centro anche per evacuare i feriti. Nel tam tam delle voci da Mosca, si è diffusa anche la notizia, non confermata, di altre due esplosioni altrettante stazioni della metropolitana. L'Agi lancia la notizia di esplosivo trovato in una terza stazione.



L'
Unità di crisi della Farnesina, tramite l'ambasciata italiana a Mosca, ha avviato i controlli per verificare l'eventuale coinvolgimento di connazionali nelle due esplosioni.

La metropolitana di Mosca; che ha una rete di 300 km, con 12 linee e 180 stazioni, trasporta ogni giorno oltre 5 milioni di passeggeri. La fermata Lubianka dove c'è stato il primo attentato, si trova a poche centinaia di metri dall'omonima piazza, dove è ubicata la sede storica dei servizi di sicurezza, l'Fsb (l'ex Kgb).

Era da sei anni che non si verificavano attentati terroristici nella metro di Mosca: l'ultimo risale al 31 agosto 2004, alla vigilia della presa degli ostaggi di Beslan, quando una donna kamikaze si fece esplodere di pomeriggio, in un'ora di punta, all'esterno della stazione Riskaia, causando la morte di 10 passanti. Nel febbraio dello stesso anno, un altro kamikaze si fece esplodere al mattino, sempre nell'ora di punta, nel tratto tra Avtozavodskaia e Paveletskaia, causando la morte di 41 persone.

Parla Vladimir Markin, rappresentante del Procuratore della Federazione Russa: