10/04/2010

Gb: Ufo inseguito da 2 caccia della Raf

Gb: Ufo inseguito da 2 caccia della Raf

Il ministero della difesa britannico non vuole commentare l'accaduto. Un filmato girato nelle West Midlands riapre la polemica sugli oggetti volanti non identificati

 

 

MILANO - All'Ufo, all'Ufo! Il traffico di oggetti volanti non identificati nei cieli dell'Inghilterra sta facendo parlare in queste ore. In un nuovo video un cittadino ha documentato un fatto davvero strano, capitato qualche giorno fa: sopra la sua testa ha avvistato un disco nero inseguito da due caccia della Raf, l'aeronautica militare britannica. Il filmato, di appena una trentina di secondi, è stato catturato da una stazione di servizio nella contea di West Midlands. «Questo è uno dei migliori video che abbia visto», ha spiegato al Daily Mail Nick Papa, esperto di Ufo, già consulente per il ministero della Difesa inglese.

IL CASO - Caso in pieno stile X-files (d'altra parte ufo e ufologia sono di nuovo prepotentemente d'attualità, ammesso che siano mai passati di moda) o ennesimo tarocco realizzato al computer? In ogni caso, avverte l'esperto militare, «potrebbe anche trattarsi di un nuovo drone - ciò spiegherebbe la presenza dei jet della Royal Air Force». Tuttavia, prosegue, «di solito non si sperimentano questi velivoli in pieno giorno». Il ministero della Difesa si riserva ogni commento, ha però confermato che i caccia si levano in aria per combattere ogni possibile minaccia nei cieli. Anche nel nostro Paese il numero di avvistamenti (e presunti tali) di Ovni, che è l'acronimo italiano di Ufo e sta sempre per «oggetti volanti non identificati», è in continuo aumento: nel 2009 sono state 12 le segnalazioni registrate dal Reparto generale sicurezza dell'Aeronautica militare. Nel 2008 erano state 9 e nel 2007 soltanto 3. L'inserimento dell'avvistamento nell'apposita voce non significa però che gli alieni siano effettivamente tra noi. Ciò nondimeno, un recente sondaggio condotto in 22 Paesi dall'Istituto di ricerca Ipsos per l'agenzia Reuters su un campione di 23mila adulti, evidenzia come un terrestre su cinque creda nell'esistenza degli alieni.

Elmar Burchia

Fonte: Corriere.it


20/03/2010

I fumetti Bonelli 'consacrati' a Napoli

I fumetti Bonelli 'consacrati' a Napoli

 

Una mostra e un convegno. Esposte oltre 200 tavole originali dei maggiori artisti del presente e del passato. Il patron: «Cerco un erede»

 

I fumetti della Sergio Bonelli Editore ricevono consacrazione a Napoli, con una mostra e un convegno. "L'Audace Bonelli, l'avventura del fumetto italiano", al Palazzo delle Arti (Pan) dal 19 marzo al 9 maggio, raccoglie 200 tavole originali dei maggiori artisti del presente e del passato. La storia della Bonelli inizia nel 1940, quando Gian Luigi Bonelli acquistò la Edizioni Audace da Lotario Vecchi. Sempre al Pan il 19 marzo alle 15 si tiene il convegno "Fenomenologia di Bonelli": introduce i lavori Claudio Curcio, tra i relatori Alberto Abruzzese, Luca Boschi, Sergio Brancato, Moreno Burattini, Gino Frezza e Matteo Stefanelli. Partecipa ai lavori Sergio Bonelli

 

 

NAPOLI - Londra, Amsterdam, le gole del Grand Canyon. Le foreste dell'Amazzonia e quelle dell'Ontario. Viaggi nel tempo e nella fantasia, a cavallo o in un'astronave: sono trasferte a costo contenuto, voli last minute che non finiscono di affascinare, quelli di un albo Bonelli. I fumetti della casa editrice milanese ricevono consacrazione a Napoli, con una mostra e un convegno. Si intitola "L'Audace Bonelli", l'avventura del fumetto italiano, l'esposizione aperta al Palazzo delle Arti (Pan) dal 19 marzo (inaugurazione alle 19) al 9 maggio, a cura di Napoli Comicon e Sergio Bonelli Editore: oltre 200 tavole originali dei maggiori artisti del presente e del passato, che sono solidi e consegnati alla storia della nostra editoria.

PRODOTTO DI NICCHIA - Ma il futuro di Bonelli, qual è? Lo chiediamo al diretto interessato. Sergio Bonelli, classe 1932, è al timone da 53 anni. Nell'ambiente si mormora a più riprese di una probabile, imminente cessione dell'azienda. «Ma dove si dice che sto vendendo? E chi lo dice? - sbotta lui -. Di tanto in tanto, è vero, mi è arrivata qualche proposta da altri editori, che però non ho mai approfondito». Certamente la crisi del settore preoccupa. «I numeri fanno pensare che il fumetto stia per diventare un prodotto di nicchia». Ma l'erede di Bonelli, chi sarà? «Volendo trascurare l’ipotesi di una diretta continuità gestita da mio figlio Davide, possiamo fare un gioco e cercare di comporre l’identikit del mio successore ideale». E allora cerchiamolo. «Mi piacerebbe che avesse un nome prestigioso nella storia dell’editoria ma anche del fumetto italiano, che vantasse qualche antico successo ma avesse voglia di tentare strade nuove; che puntasse su autori esperti ma anche non rinunciasse a scoprire i giovani talenti… Ma è meglio che mi fermi. Dal mio identikit si sta profilando un compratore che non troverò mai. Pazienza, allora non vendo!» conclude Bonelli in partenza per Napoli.

Altre tavole esposte alla mostra "L'Audace Bonelli"

 

SFORNATE 28 TESTATE - Il tempo è quello delle celebrazioni: la storia della Bonelli inizia nel 1940, quando Gian Luigi Bonelli, il papà di Tex Willer, acquistò la Edizioni Audace da Lotario Vecchi. Il nome dell'editrice cambierà più volte: Araldo, Cepim, Daim Press, Altamira, finché Sergio, il figlio di Gian Luigi, le darà il suo. Durante la guerra era stata la mamma, Tea Bonelli, a prendere in mano un'azienda familiare e artigianale, ma con una forte vocazione industriale, capace ancora oggi, in mezzo a una delle crisi più feroci per il settore, di sfornare 28 testate fra nuovi albi, ristampe e raccolte. E le vendite? «Fra le 900mila e il milione di copie al mese - dice Mauro Marcheselli, direttore editoriale - e abbiamo avuto riedizioni un po' in tutto il mondo: Russia, Brasile, Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Svezia, Francia, Turchia, ex Jugoslavia e potrei continuare».

Nathan Never

VUOTO LETTERARIO - Un successo tutto da studiare: al convegno "Fenomenologia di Bonelli" (sempre al Pan, 19 marzo dalle ore 15), intervengono addetti al settore, ma anche semiotici, sociologi, massmediologi, fra i quali Alberto Abruzzese (Iulm), Gino Frezza (Università di Salerno) e Matteo Stefanelli (Università Cattolica di Milano), che la vede così: «Bonelli si è inserito in un vuoto che denunciò già Antonio Gramsci: la mancanza, in Italia, di una letteratura nazional-popolare. Giallo, mystery, western, hard boyled, feuilletton: Gian Luigi Bonelli ha mescolato i generi, travasando in un fumetto letture come Spillane e Jack London». E poi il formato: «L'albo Bonelli - osserva Stefanelli -, col suo formato simile a un quaderno, non è più sciatto come la vecchia striscia a fumetti, ma neppure incute il timore reverenziale della libreria. Gian Luigi Bonelli ha capito che la cultura popolare, da noi, deve passare dall'edicola e ha consacrato un oggetto anfibio, insieme elegante e casalingo».

GRAPHIC NOVEL - Un po' libro, un po' giornaletto. Con buona pace dei sostenitori della graphic novel, il romanzo a fumetti, elitario e sofisticato, ma soprattutto ponderoso. «La graphic - commenta Marcheselli - è un volume d'autore che arriva a 250-300 pagine, con personaggi che nascono e muoiono lì, senza essere ripresi in serie. Ma noi già trent'anni fa, con la collana "Un uomo un'avventura", ci eravamo messi per quella strada: pubblicammo Pratt, Toppi, Manara, Bonvi, Battaglia, Crepax: i più grandi autori dell'epoca». Un altro mito da sfatare è l'idea che i Bonelli siano stati superati dai manga: «Bonelli e il Giappone sono le due grandi tradizioni del fumetto in bianco e nero, economico e popolare. Sono gemelli» conclude Stefanelli.

COMICON IN ARRIVO - La mostra di Napoli è un antipasto di quello che sarà la dodicesima edizione del Comicon: dal 30 aprile al 2 maggio, a Castel Sant'Elmo, sul Vomero, a Napoli. La kermesse quest'anno è dedicata al Nero: omaggi a Diabolik, Kriminal, Satanik, a Spirit di Will Eisner e ai fratelli argentini Alberto e Enrique Breccia, tenebrosi e picareschi. Il 1 maggio la consegna dei premi Attilio Micheluzzi, con la designazione del miglior fumetto e dei migliori autori del 2010, in un appuntamento che oramai gareggia con Lucca per la palma della migliore fiera italiana del settore.

Alessandro Trevisani


13/01/2010

Gli (immaginari) alberi di Marte

Gli (immaginari) alberi di Marte

 

Ma si tratta solo di uno strato di anidride carbonica ghiacciata che evapora. Una foto della sonda Mars Orbiter crea l'illusione di una foresta sul pianeta rosso

 

Gli immaginari alberi di Marte (dal sito http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_007962_2635)
Gli immaginari alberi di Marte (dal sito http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_007962_2635)

MILANO - Alberi su Marte? Un brivido è corso lungo la schiena dei ricercatori nei laboratori della Nasa alla vista delle spettacolari immagini arrivate dalla sonda su Marte. L'agenzia spaziale americana ha pubblicato uno scatto della superficie marziana catturato da HiRISE, ovvero l’High Resolution Imaging Science Experiment, il sensore ottico più potente spedito nello spazio a bordo della sonda spaziale Mars Reconnaisance Orbiter. Tra le dune di sabbia sul pianeta rosso spuntano infatti a sorpresa quelli che sembrano dei veri e propri filari di alberi.

LA SPIEGAZIONE - Una foresta di latifoglie extraterrestre? Putroppo no. Come spesso accade in questi casi l'interpretazione è assai differente dalla realtà: la foto mostra semplicemente una regione di dune nell'estremo nord di Marte, a poco meno di 400 chilometri dal polo. Sulle punte di queste dune è presente uno strato di anidride carbonica ghiacciata, che evapora con l'arrivo della primavera marziana. Da qui l'inganno visivo con le chiazze e le righe scure che ricordano una vegetazione. «Ciò che vediamo è sabbia smossa in uno stato ghiacciato che si muove sopra le dune formando così righe molto marcate», ha riassunto il ricercatore della Nasa Candy Hansen.

Elmar Burchia


04/09/2009

Insulti alla Mussolini nel film sui romeni «Chiederò risarcimento e sequestro»

Insulti alla Mussolini nel film sui romeni «Chiederò risarcimento e sequestro»

 

LA MOSTRA DEL CINEMA E LE POLEMICHE. Nella pellicola Francesca, presentata al Lido, frase contro la deputata del Pdl: «Quella t... vuole ammazzarci tutti»

 

Alessandra Mussolini

Domenico Procacci, che con la sua Fandango lo distribuirà nelle sale tra metà ottobre e novembre, ha già fatto sapere che il film Francesca, diretto da Bobby Paunescu e presentato nella sezione Orizzonti a Venezia 66, uscirà nelle sale senza subire censura alcuna salvo, s'intende, un'azione legale in tal senso. E l'evocata azione legale è già dietro l'angolo. Alessandra Mussolini. «Sindaco di Verona di m...», «la Mussolini, una t... che vuole ammazzare tutti i romeni»: è questo infatti l'inizio forte della pellicola che raccontare il sogno di una ragazza trentenne di Bucarest che spera di aprire in Italia un asilo per i figli degli immigrati e soprattutto di «cambiare la percezione» che gli italiani hanno dei romeni.

«QUESTI TONI NON SI POSSONO USARE» - In sala Perla, alla prima proiezione riservata alla stampa italiana e internazionale, la platea, che ha sottolineato le frasi "incriminate" applaudendo, ha dimostrato di apprezzare Francesca. «Quando la signora Mussolini, a seguito dell’orrendo crimine della signora Reggiani, disse che i romeni hanno lo stupro nel dna, mi sono sentito tradito, perché avendo vissuto in Italia a lungo e sentendomi metà italiano, avevo anche compreso e capito le prime reazioni a quel terribile fatto, dopo il quale infatti ho sentito fortemente l’esigenza di scrivere questa sceneggiatura» ha spiegato il regista durante la conferenza stampa. La Mussolini però non sembra voler sentire ragioni e ha annunciato che oltre al risarcimento dei danni, chiederà il sequestro della pellicola. «Ha tutto in mano il mio avvocato - ha detto la deputata Pdl -. Se è vero ciò che ho letto sulle agenzie, mi ha detto che si può chiedere, oltre al risarcimento dei danni, anche il sequestro del film. Perché un conto è l'insulto generico, ma questi toni no, non si possono usare, arte o non arte...».

«BISOGNA REAGIRE» - La Mussolini ha spiegato inoltre di aver appreso del film di Paunesco solo dopo la proiezione al Lido. La pellicola contiene anche un attacco a Flavio Tosi, primo cittadino di Verona. «Lui farà quel che vuole - speiga la nipote del Duce - ma certe cose non si possono far andare in giro così. Se i toni fossero stati un po' più 'light', ancora ancora... Ma a certi termini bisogna reagire».


12/05/2009

Muore in fila, i turisti lo fotografano

Muore in fila, i turisti lo fotografano

 

Un agente: Il carro funebre tardava, abbiamo visto i primi flash. Li abbiamo dovuti fermare. Ad Urbino scatti a un uomo che si accascia all'ingresso di una mostra, intervengono i vigili

 


URBINO — Un cadavere in piazza, sotto il sole delle 11. Turisti ordinatamente in fila per visitare la mostra di Raffaello a Palazzo Ducale. Gruppi di bambini che si avvicinano festosamente al Duomo per celebrare le comunioni. Mani pietose hanno appena coperto con un lenzuolo bianco quel corpo senza vita, crollato a terra pochi minuti prima, forse per un infarto, forse per un ictus. Dal gruppo dei turisti, all'improvviso, parte un flash, poi un altro ancora. Qualcuno se ne accorge, ma sul momento non capisce. Non ci sono Raffaello da immortalare, è ancora troppo presto. Poi tutto diventa assurdamente chiaro: è il cadavere il bersaglio di quegli improvvisati paparazzi del macabro. Curiosità horror.

Il centro storico di Urbino (dal web)
Il centro storico di Urbino (dal web)

«Ma che fate, smettetela! — urla un vigile urbano —. Vi sembra questo uno spettacolo da riprendere?». La mostra di Raffaello, a Palazzo Ducale, ha aperto i battenti da poco più di un mese e ha già superato le 50 mila presenze. Racconta il Raffaello giovanile: 20 dipinti e 19 disegni originali provenienti dal Louvre, dal Prado, dagli Uffizi, da mezzo mondo. Una scorpacciata d'arte per gli amanti della foto. Basta avere la pazienza di staccare il biglietto d'ingresso. E invece no: quel corpo che all'improvviso crolla a terra, senza un gemito, come se gli avessero di colpo staccato la spina, diventa l'immagine più ambita. Raffaello può aspettare. Il morto è un uomo di 77 anni, arrivato da Reggio Emilia assieme a un gruppo di amici: crolla a terra, mentre, in fila con gli altri, sta aspettando che il capo comitiva acquisti i biglietti. Arriva il 118. Ma c'è poco da fare.

Una pattuglia dei vigili urbani, racconta il Resto del Carlino, nota l'agitazione, si ferma e prende in consegna il cadavere. Lo coprono con un lenzuolo, convinti che nell'arco di pochi minuti arriverà il carro funebre. E invece il tempo passa. Dieci, venti, quaranta minuti. Che si dilatano enormemente in quella situazione. Con i turisti in coda, alcuni dei quali proprio non ce la fanno a staccare gli occhi da quel lenzuolo bianco. E un gruppo di ragazzini, preceduto da gridolini di festa, che dal fondo della piazza si dirige verso il Duomo per le prime comunioni. Un contrasto doloroso. I vigili riparano il corpo con un pannello. Ma non basta. Qualcuno scatta foto. A ripetizione. «Basta, si vergogni!» gridano gli agenti. Poi parte un altro. Gli agenti cambiano atteggiamento, si fanno truci. E allora i flash si fermano. La coda si ricompone. Tutti da Raffaello. Tanto la foto-trofeo è un'altra.

Francesco Alberti


01/05/2009

Madonna, in mostra le foto nude. A 30 anni dalla pubblicazione

Madonna, in mostra le foto nude. A 30 anni dalla pubblicazione

 

Nel 1979, Madonna, che all'epoca si chiamava ancora semplicemente Veronica Ciccone, posò nuda per il fotografo Martin Schreiber. Il compenso fu di 30 dollari e il fotografo ricorda che l'allora ventunenne modella, anche se un po' lunatica, il suo lavoro lo sapeva fare bene. Oggi quegli scatti, diventati già un libro, sono in mostra a Brighton, in Inghilterra. Sono fotografie in bianco e nero, ben lontani dagli scatti glamour e iperpop con cui viene immortalata oggi Madonna. Le immagini si possono vedere anche online, sul sito Madonna Shots.



12/03/2009

CIELI STELLATI PER SPIEGARE LE SCOPERTE DI GALILEO

CIELI STELLATI PER SPIEGARE LE SCOPERTE DI GALILEO

 

FIRENZE - Luci soffuse, pannelli e pavimenti scuri a richiamare il buio, e in alto le stelle. E' un'ambientazione volutamente notturna quella della mostra 'Galileo, immagini dell'universo, dall'antichità al telescopio', che si aprirà il 13 marzo a Palazzo Strozzi a Firenze e proseguirà fino al 30 agosto, e che è una delle tappe principali delle celebrazioni galileiane 2009 che ricordano le prime scoperte del grande scienziato pisano.

La mostra, presentata oggi da, tra gli altri, il curatore e ideatore Paolo Galluzzi, direttore dell'Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, da James Bradburne, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, dall'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi, dal presidente dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze Michele Gremigni, racconta in sei sezioni la storia dell'astronomia: si parte dagli albori (Mesopotamia, Egitto, cosmo biblico), si prosegue con la Grecia classica di Platone e Aristotele, l'idea del cosmo geometrico di Tolomeo, gli studi scientifici islamici, la cristianizzazione del cosmo, le tesi di Copernico e Tycho Brahe.

Una sezione è appositamente dedicata a Galileo: ci sono i dettagli delle sue scoperte e anche uno dei suoi primi cannocchiali e numerosi disegni della luna realizzati grazie a questo strumento. In una teca anche una reliquia, un dito della mano destra 'staccato' durante una traslazione della salma. Il percorso termina con coloro che possono essere considerati eredi dello scienziato, Keplero e Newton, e quindi con l'affermazione definitiva della scienza moderna.

Nel viaggio il visitatore è accompagnato da 250 opere provenienti dai maggiori musei del mondo tra disegni, dipinti, strumenti scientifici, atlanti astrologici e reperti archeologici. Chiaramente ogni singola opera ha un riferimento astronomico, come nei dipinti di Botticelli, Rubens, Guercino e Durer, così come negli oggetti: tra i più importanti l'Atlante Farnese, il monumentale arazzo astronomico di Toledo, e il dipinto di Jan Bruegel il vecchio 'Linder Gallery interior' esposto per la prima volta. Il tutto è arricchito dalla multimedialità e sono previsti percorsi dedicati a ragazzi e famiglie.

"Si tratta - ha detto Bradburne - di una mostra che ha un peso chiave in tutte le celebrazioni italiane di Galileò. "Il cielo - ha spiegato Galluzzi- non è solo un oggetto di studio dell'astronomia ma interpreta anche le aspettative dell'umanità, dai bisogni pratici come prevedere il tempo alle paure inconsce, al destino, alle suggestioni delle stelle. Galileo è stato uno scienziato trasversale, e la sua scienza era profondamente connessa con le arti dello spirito, dalla musica all'astrologia. Questa è la chiave dell'esposizione". La mostra, sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, è promossa da Ente Carifi e Fondazione Palazzo Strozzi con la Regione, il ministero dei Beni culturali e il Comitato nazionale per le celebrazioni galileiane.