05/04/2012

Internet, l'annuncio-choc di Yahoo: duemila licenziamenti, taglio del 14%

Internet, l'annuncio-choc di Yahoo: duemila licenziamenti, taglio del 14%

Le strategie del concorrente di GOOGLE. Al via la maxi ristrutturazione firmata dal nuovo Ad Thompson: «Saremo più piccoli, più agili, più profittevoli».

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06/02/2012

Volunia, il motore di ricerca italiano che va oltre Google

Volunia, il motore di ricerca italiano che va oltre Google

Presentato da Massimo Marchiori, l'ideatore dell'algoritmo utilizzato da Larry Page. Nasce dall'unione di «volo» e «luna». Con il box sociale si può anche interagire con chi lo sta usando nello stesso momento

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03/02/2011

Motori ruggenti, «Bing copia Google»

Motori ruggenti, «Bing copia Google»

Ricerca «farlocca» per smascherare i concorrenti. Che si difendono negando tutto. L'accusa di Mountain View al search engine di Microsoft: utilizza i nostri risultati, abbiamo anche le prove

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08/09/2010

Google lancia "Instant"

Google lancia "Instant"

Risparmiare 11 ore ogni secondo è un paradosso che trova la sua soluzione solo su Internet.

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07/09/2010

Palline colorate, così Google si festeggia

Palline colorate, così Google si festeggia

Nella homepage cassica del motore di ricerca l'ennesima variazione del Doodle, il marchio più famoso della Rete

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10/08/2010

L'alleanza Google-Verizon i pericoli del web superveloce

L'alleanza Google-Verizon i pericoli del web superveloce

Allarme negli Usa sull'accordo fra l'operatore telefonico e il motore di ricerca. Cancellata la "net-neutrality". Potrebbe nascere una corsia preferenziale per la pubblicazione dei dati

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07/06/2010

Google: arrivano gli sfondi in home page

Google: arrivano gli sfondi in home page

Il motore di ricerca più famoso al mondo annuncia una novità molto rilevante. Gli utenti potranno scegliere di caricare una loro foto direttamente dal loro Pc, oppure scegliendo dagli album di Picasa e di impostarla come immagine preferita

 

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Google ha annunciato dal proprio blog di voler introdurre entro brevissimo tempo gli sfondi nella propria home page. Si tratta di una funzionalità che strizza l’occhio agli amanti della personalizzazione ma anche a chi ha apprezzato fino ad oggi Bing, motore di ricerca targato Microsoft. La possibilità di inserire il proprio sfondo è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, ma a dire dello stesso staff di Google sarà introdotta anche nelle versioni internazionali del motore di ricerca. Gli utenti potranno scegliere di caricare una loro foto direttamente dal loro Pc, oppure scegliendo quanto già presente sui propri album di Picasa e di impostarla come immagine di sfondo dell'home Google: comparirà un link nella parte superiore della pagina, a sinistra.

L'approccio di Google alla propria home page è sempre stata minimalista: fin dalla sua nascita nel 1997, anno della registrazione del dominio, l'accesso al motore di ricerca è sempre stato caratterizzato dal bianco (secondo i grafici che hanno ideato la pagina, la mancanza di elementi al limite dello scarno si ispira direttamente alla filosofia "Zen"). Alla fine del 2009, sono stati persino rimossi tutti i link estranei a Google.com, basandosi sull'idea che prima di tutto l'utente ricerchi informazioni nel modo più rapido possibile e senza distrazioni di sorta. Per contro ha permesso agli utenti di creare pagine personalizzate in iGoogle, ma ha sempre sostenuto di voler lasciare bianca la sua home, modificando unicamente il logo in occasione di eventi eccezionali o promozioni quali l'uscita di Chrome o Nexus One.


Dalla società di Mountain View fanno sapere che la modifica visuale non comporterà alcuna variazione nella velocità delle ricerche, ma servirà a rendere più "accogliente" ai singoli, il motore di ricerca tutt'ora più utilizzato al mondo.

09/05/2010

Google si fa il lifting

Google si fa il lifting

Il celebre motore di ricerca sarà sottoposto a un restyling sia grafico sia funzionale: oltre 100 le modifiche, dal logo più brillante al pannello di controllo più smart, per ricerche semplici e mirate.


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Nuovo trucco e parrucco per Google, ad annunciarlo sono stati i manager stessi del motore di ricerca più famoso al mondo.
Il restyling comporterà una serie di aggiornamenti sia grafici sia funzionali dopo dodici anni di look invariato, un vero e proprio lifting per ammodernarsi e per piacere agli internauti sempre più giovani.

Nel complesso saranno oltre 100 le modifiche: dal logo, che a giorni apparirà sui nostri schermi privo di ombre e con colori più brillanti, a nuove funzionalità che consentiranno ricerche più smart e semplici, a Mountain View è tempo di ristrutturazioni!

Una home page più snella andrà a braccetto con un nuovo pannello di controllo nella pagina dei risultati, che sarà inoltre la novità più importante: apparendo di default ad ogni ricerca lanciata, il pannello è l’evoluzione di quello che fino ad oggi compariva cliccando sul bottone “mostra opzioni”.
A seconda di ciò che si sta cercando, il nuovo quadro dei comandi seleziona gli strumenti più idonei alla ricerca (immagini, video, news, ecc.) e lo fa in modo intuitivo e dinamico, offrendo maggior controllo all’utente.
Sarà così possibile ordinare per data i risultati o effettuare ricerche collegate, esplorando concetti connessi ad una ricerca suggeriti da Google oppure temi non direttamente legati ma interessanti per approfondire l'argomento.

Ma le novità non finiscono qui: è iniziato infatti il conto alla rovescia per il lancio di Google Tv, il software che permetterà di gestire applicazioni internet direttamente sullo schermo del televisore grazie a un apposito telecomando interattivo dotato di tastiera fisica.

E, last but not least, Google si appresta a diventare 3D… prossimamente sui vostri schermi (del PC)!

Camilla Sernagiotto


23/03/2010

«Basta censura». Google via dalla Cina

«Basta censura». Google via dalla Cina

 

Ma le ricerche «scomode» dalla cina restano bloccate dai filtri informatici del regime. La società reindirizza il traffico al portale di Hong Kong. Nel Paese resteranno solo alcune attività commerciali

 

La sede di Google a Pechino (Ap)
La sede di Google a Pechino (Ap)

Google Cina chiude i battenti. Come previsto, dopo due mesi di braccio di ferro con Pechino seguiti a un violento attacco hacker, la società di Mountain View ha deciso di non sottostare alla censura imposta dal regime. E, almeno per il momento, ha trovato un modo per aggirarla: reindirizzando il traffico al sito di Hong Kong, Google.com.hk, che offre risultati non filtrati in cinese. Con la frase: «Benvenuti nella nuova casa di Google Cina».

«GROSSO ERRORE» - Un passo che come prevedibile non incontra il favore delle autorità di Pechino, che hanno parlato di una decisione «completamente sbagliata» e di violazione di una «garanzia scritta». «Google è venuto meno al suo impegno scritto fatto quando ha deciso di entrare nel mercato cinese fermando il filtraggio del suo motore di ricerca e addossando alla Cina la responsabilità degli attacchi dei pirati informatici - ha detto un funzionario dell'Ufficio informazione del Consiglio di Stato -. Questo è totalmente sbagliato. Ci opponiamo senza compromessi alla politicizzazione delle questioni commerciali ed esprimiamo malcontento e indignazione per le irragionevoli accuse e il comportamento di Google». Anche la Casa Bianca ha commentato i nuovi sviluppi della vicenda. «Siamo delusi del fatto che Google e il governo cinese non siano stati in grado di raggiungere un accordo» ha detto il portavoce Mike Hammer.

ATTIVITÀ DI VENDITA - Una nota pubblicata sul blog della società spiega che resteranno in Cina alcuni servizi commerciali, come la vendita di inserzioni pubblicitarie sui motori di ricerca. Insomma si cerca di tenere almeno un piede in un mercato in piena esplosione. «Riteniamo che questo nuovo approccio di fornire ricerche non censurate in cinese semplice attraverso Google.com.hk sia una soluzione ragionevole - viene spiegato -: è interamente legale e aumenterà significativamente l'accesso all'informazione dei cinesi. Ci auguriamo che il governo cinese rispetti la nostra decisione, anche se siamo consapevoli che potrebbe bloccare l'accesso ai nostri servizi». Una strategia rischiosa, che potrebbe innescare ritorsioni. Le autorità cinesi potrebbero per esempio utilizzare filtri per bloccare l’accesso al motore di ricerca con base a Hong Kong.

L'ASCESA DI BAIDU - Secondo le stime della Cnbc Baidu (il principale motore di ricerca in lingua cinese) potrebbe ora conquistare il 95% del mercato della ricerca online. Mentre il quotidiano finanziario Bloomberg prevede che Mountain View si espanderà in mercati come la Corea del Sud e il Giappone, dove finora è riuscita a conquistare solo una frazione della popolarità di cui gode in Europa e Stati Uniti. Non si sa invece quale sarà il destino dei quasi 600 dipendenti della sede di Google a Pechino: «È ancora presto per dirlo» fanno sapere dal quartier generale in California.

GLI ATTACCHI DI GENNAIO - Non è chiaro da dove venissero gli attacchi informatici subiti da Google a gennaio, ma alcuni analisti vi hanno ravvisato un coinvolgimento indiretto del governo di Pechino. Tra le vittime degli hacker ci sarebbero infatti diversi dissidenti (le cui caselle di posta elettronica sono state aperte), oltre a grandi multinazionali, molte delle quali statunitensi. Google ha minacciato di smettere di utilizzare i filtri richiesti dalla censura cinese e poi di chiudere il portale se non fosse stata messa in grado di garantire la sicurezza ai suoi clienti. Evidentemente nessun accordo era possibile.

MA LA CENSURA RESTA - Nonostante la decisione di Google di porre fine alla censure e non filtrare più i contenuti del suo motore di ricerca in Cina, rimangono ancora bloccate le ricerche scomode. Ma «Great Firewall» come è battezzato il controllo del regime sul cyberspazio- continua a bloccare le ricerche scomode: le ricerche dalla Cina di temi come il Tibet o Amnesty International risultano infatti ancora impossibili.

 

 

Redazione online


17/03/2010

Facebook-Google, storico sorpasso

Facebook-Google, storico sorpasso

 

Financial Times: il sito di social network nell'ultima settimana è stato più cliccato del motore di ricerca


 

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Facebook supera Google e si afferma come il sito più popolare fra i navigatori americani. Un sorpasso storico, raccontato dal Financial Times citando i dati della società di ricerca Hitwise, secondo la quale la scorsa settimana Facebook - per la prima volta - ha sorpassato Google catturando il 7,07% dei navigatori contro il 7,03% di Mountain View. Un totale del 14% dei clic statunitensi, ma ora a ruoli invertiti. Lo scorso anno solo il 2% dei navigatori americani frequentava Facebook: il balzo indica come la rete stia diventando più sociable e meno searchable. Anche perché chi si trova dentro il sottoinsieme della rete rappresentata dal sito di social network, spesso smette di utilizzare - o comunque frequenta molto meno - la Rete con la "r" maiuscola, Internet. Non è certo un caso che proprio Mountain View, il mese scorso, abbia lanciato ufficialmente Buzz, il proprio sito sociale.


Le visite al sito di Mark Zuckerberg nell'ultimo anno
sono aumentate del 185%, mentre il traffico di Google sarebbe sostanzialmente invariato: la previsione degli analisti è dunque che il sorpasso non sia momentaneo, ma anzi sia destinato non solo a confermarsi, ma che le distanze tra i due colossi vadano man mano ad allargarsi nei prossimi mesi. Gli utenti di Facebook d'altronde sono raddoppiati in poco tempo, passando dai 200 milioni dell'aprile scorso ai 400 milioni di questo febbraio. E a livello globale, i navigatori rete hanno trascorso in media 5 ore e mezza sui siti di social network in dicembre 2009, ovvero l'82% in più rispetto all'anno precedente.