05/03/2011

Mourinho bersaglio di un attentato Ferita la guardia del corpo

Mourinho bersaglio di un attentato Ferita la guardia del corpo

LA RIVELAZIONE SOLO OGGI. All'aeroporto di La Coruña la settimana scorsa un uomo ha cercato di accoltellare l'allenatore del Real

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14/05/2010

Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in fila

Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in fila

La sorpresa. Un giovane di 23 anni riceve il tagliando dal tecnico. Dovrà versare in beneficenza 225 euro

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MILANO - Il primo di loro ce l'ha fatta. I tifosi dell'Inter sono in fila da ore davanti alla banca milanese che sabato mattina distribuirà i biglietti per la finale di Champions League. Paolo Sacco, 23 anni, abbonato del terzo anello verde, aveva deciso di mettersi in coda addirittura da giovedì mattina, tanto da riuscire a piazzarsi davanti a tutti. La sua fedeltà alla squadra del cuore è stata ben ripagata: Josè Mourinho in persona gli ha infatti regalato un tagliando per la sfida con il Bayern Monaco.

BENEFICENZA
- Il fortunato tifoso dovrà versare in beneficenza il valore del biglietto, 225 euro. In coda da giovedì alle 9.45 per acquistare un tagliando da 160 euro, Paolo ne spenderà ben volentieri qualcuno in più, ma sarà certamente felice di farlo e di dimostrare il versamento a un ente che si occupa di solidarietà a sua scelta. Poi, alla fine della prossima settimana, partirà in auto alla volta di Madrid per seguire dal vivo il match tanto atteso. Come racconta il sito dell'Inter, Mourinho era particolarmente orgoglioso di sapere che tanta gente ha scelto di stare in fila anche più di due giorni per provare ad acquistare un biglietto. «Io non posso accontentare tutti - ha spiegato il portoghese -, ma con questo mio gesto voglio dimostrare il mio affetto nei loro confronti. È il mio applauso alla passione di tutti i tifosi nerazzurri. Il ragazzo dovrà dimostrare però di aver donato i soldi in beneficenza».

VISITA DI MORATTI
- In serata, poi, anche il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha fatto visita ai circa 5 mila tifosi neroazzurri in coda. Cori e applausi hanno accolto l'arrivo del numero uno interista che si è fermato a parlare con alcuni dei tifosi accampati sotto tende da campeggio e rifugi d'emergenza per proteggersi dalla pioggia. Molte persone hanno chiesto a Moratti di anticipare alle 8 del mattino l'apertura dello sportello che vende i tagliandi per accorciare i tempi di attesa dei tifosi, molti dei quali sono in coda già dal mattino e dal pomeriggio di giovedì. Moratti, secondo quanto raccontano alcuni dei presenti, ha detto che farà il possibile per andare incontro alla richiesta.


28/04/2010

Inter stoica, vince il Barça ma i nerazzurri vanno in finale

Inter stoica, vince il Barça ma i nerazzurri vanno in finale

Al termine di 90' entusiasmanti la formazione di Mourinho, costretta in 10 dal 30', tiene botta fino al gol di Piqué e poi difende con i denti la qualificazione alla finale di Champions. A Madrid i nerazzurri se la vedranno col Bayern.

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Una qualificazione meritata al termine di una partita epica, dalle difficoltà incommensurabili alla vigilia, resa ancora più complicata dall'espulsione (esagerata) di Thiago Motta. L'Inter vola in finale di Champions League dopo 38 anni e lo fa in maniera pulita e netta dopo aver dimostrato una superiorità fisica, tattica, mentale rispetto alla corazzata di Pep Guardiola. Il Barcellona vince 1-0 al termine di una gara in cui la formazione di Mourinho ha tenuto botta per 83' senza mai correre veri pericoli, eccetto che per un tiro dalla distanza di Messi, deviato in tuffo da Julio Cesar, e per un colpo di testa di Bojan finito a lato nella ripresa.

Scontato il tema della partita con i blaugrana a fare possesso palla nel tentativo di trovare un varco nella difesa ermetica ben condotta da Lucio e Samuel. Ibra ingabbiato, non è riuscito a trovare spazi. Poi al 28' il fattaccio con Motta reo di aver colpito (in maniera estremamente leggera) Busquets, espulso da De Bleckeere. Da allora il Barcellona ha costantemente alzato il baricentro senza, tuttavia, trovare il guizzo vincente che è arrivato solo all'83' con Piquè. Il finale di gara è stato un arrembaggio della formazione di Guardiola ma il Barcellona non ha trovato il gol qualificazione. Finisce 1-0, l'Inter va in finale a Madrid contro il Bayern Monaco.

 


Champions, il Bayern vola in finale

Champions, il Bayern vola in finale

La semifinale di ritorno. Una tripletta di Olic schianta il Lione. Tedeschi superiori nonostante l'assenza di Ribery


 

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LIONE - E adesso chissà cosa penseranno i tifosi viola. Perché in finale, un po' a sorpresa considerando i pronostici di qualche mese fa, ci va proprio il Bayern Monaco. I tedeschi, che superarono la Fiorentina negli ottavi tra mille polemiche ed errori arbitrali, si sono sbarazzati senza troppi problemi del Lione. Dopo il successo per 1 a 0 dell'andata, e nonostante l'assenza dello squalificato Ribery, la squadra di Van Gaal si è imposta fuori casa con un netto 3 a 0 allo stadio Gerland nella semifinale di ritorno. Straordinario Olic: l'attaccante croato ha messo a segno una tripletta, andando in rete al 26' del primo tempo, al 21' e al 33' della ripresa e gelando così le speranze dei 40 mila tifosi francesi. I padroni di casa hanno concluso il match in dieci uomini per l'espulsione di Cris al 15' della ripresa. Il difensore ha pagato caro l'applauso rivolto all'arbitro dopo la prima ammonizione.

LE RETI
- In ogni caso, la superiorità dei tedeschi è stata abbastanza netta nell'arco di tutti i novanta minuti. Le reti: al 26' pt Robben serve in profondità Mueller che dal settore sinistro serve Olic al centro dell'area piccola. Il croato si beve con una finta Sissoko e batte Lloris. Al 21' della ripresa Altintop vede l'inserimento di Olic, che supera la marcatura di Gonalons e con un diagonale realizza la sua doppietta. Al 33' Olic, ancora lui, stavolta di testa, sfrutta al meglio un cross morbido di Lahm dalla destra.

VERSO MADRID
- Per il Bayern è l'ottava finale della storia. I tedeschi, adesso, aspettano soltanto di conoscere quale avversario dovranno affrontare nella notte di Madrid, il prossimo 22 maggio. Il nome degli sfidanti uscirà dalla sfida del Camp Nou: Barcellona-Inter.

Redazione online


27/04/2010

Lione-Bayern Monaco, fuori la prima Barcellona-Inter ad alta tensione

Lione-Bayern Monaco, fuori la prima Barcellona-Inter ad alta tensione

Moratti: «Loro provano a fare pressione sull'arbitro». Frasi intimidatorie del Barça: «Venderemo cara la pelle. Si pentiranno di essere calciatori»

 

MILANO - Sarà dura, durissima. Ma per l'Inter europea di Mourinho nulla è impossibile. Anzi, dopo lo splendido successo all'andata dei nerazzurri (3 a 1), stavolta è il Barcell0na ad avere paura. Tanto che i blaugrana, in vista della semifinale di ritorno di Champions League, hanno lanciato la campagna «venderemo cara la pelle». Un avvertimento o un segno di debolezza? Forse entrambe le cose. Una cosa è certa: nell'era Guardiola, nessuno era riuscito a mettere così in difficoltà quella che viene considerata la squadra più forte del mondo.

«RIMPIANGERANNO DI ESSERE GIOCATORI» - «Spero che i giocatori dell'Inter arrivino in campo e rimpiangano di essere calciatori per 90 minuti». Gerard Piqué in conferenza stampa rilascia dichiarazioni dal significato ambiguo. «Non voglio che mi si interpreti male, non parlo di aggressività né di violenza. Io spero che al Camp Nou non ci sia neanche una sedia libera e che i tifosi ci appoggino così tanto da far sentire quelli dell'Inter soli», aggiunge subito. Piqué sottolinea anche che queste semifinali «non sono speciali rispetto alle passate», ma riconosce che il Barca parte da «un risultato avverso che in altre occasioni non avevamo». Il calciatore sa che l'Inter «ci vorrà fermare in tutti i modi», ma spera che il Barca «avrà un pelino di vantaggio» per le condizioni del Camp Nou. «L'erba sarà tagliata bassa, - dettaglia il catalano - il campo è un po' più grande e l'erba sarà stata irrigata da poco», una serie di fattori che dovrebbero favorire il gioco dinamico e rapido del Barça. Per Piqué quella di mercoledì sarà «una partita complicata», ma il Barcellona devè «cercare il gol da subito» e continuare a premere «anche se ci facessero loro un gol». Per il difensore infatti il Barça «deve essere ambizioso e non fermarsi a due gol (a zero)», che permetterebbero ai catalani di passare in finale».

ANTIDOPING - Controllo antidoping a sorpresa per dieci calciatori del Barcellona all'antiivigilia della sfida. Oltre a Messi l'Uefa ha richiesto il controllo per sorteggio anche a Valdes, Pinto, Abidal, Maxwell, Milito, Pedro, Jeffren, Yaya Tourè e Busquets. Fonti del Barça che «le squadre che partecipano alla Champions League sono sottomesse a controlli periodici a sorpresa», anche se non ricordano che tali controlli siano stati effettuati in passato a due giorni da una partita importante. Quello odierno è il quarto controllo antidoping che l'Uefa ha realizzato ai giocatori catalani in questa stagione.

Sneijder (LaPresse)

ASSENZE E RECUPERI - L'Inter affronta le insidie del Camp Nou con un buon vantaggio iniziale: ma nella bolgia blaugrana (sono previsti circa 90 mila spettatori) sarebbe un suicidio pensare di difendere i due gol di scarto. Per questo, Mourinho spera di recuperare Sneijder: l'olandese, fondamentale per le geometrie offensive della formazione nerazzurra, è alle prese con un fastidioso problema muscolare. Gli ultimi segnali sono confortanti, ma non è detto che ce la faccia. La sua eventuale assenza potrebbe aprire uno spiraglio per la convocazione di Balotelli, che ormai vive da separato in casa? È lo stesso Moratti a sgomberare il campo da tutti i dubbi: «Mario a Barcellona? Non ci scommetterei troppo...».

ARBITRO E PRESSIONI - Il patron è concentratissimo sulla sfida: «È una semifinale di Champions League, loro ci tengono quanto ci teniamo noi e provano a fare pressione sull'arbitro» avverte Moratti. Ma la scelta del fischietto, il belga Frank De Bleeckere, sembra convincerlo. «È molto bravo. Non credo si lasci condizionare da una campagna stampa molto mirata. È un uomo di grande esperienza, credo saprá condurre bene la gara. Noi andiamo lì per giocare, non per altro». E questo dovrebbe essere scontato.

I giocatori del Barcellona con le magliette che invitano il pubblico al Camp Nou (Ansa)

I CONFRONTI - Neanche il ritorno in vetta al campionato, dopo il ko della Roma contro la Sampdoria, deve distrarre Milito e compagni. L'impresa è alla portata dei nerazzurri, che sperano di centrare quella finale che manca addirittura dal 1972. Un'attesa lunga 38 anni. All'andata, al «Meazza», Zanetti e compagni rimontarono l'iniziale vantaggio di Pedro, confezionando il 3-1 grazie alle reti di Snejider, Maicon e Milito. Stavolta gli spagnoli dovranno fare a meno di capitan Puyol, squalificato, oltre che a Iniesta, ancora indisponibile. Assenze pesanti, ma ci pensa l'ex Ibra a lanciare la sfida: «Sono sicuro che andremo in finale. Nelle ultime due partite di Champions in casa contro Stoccarda e Arsenal abbiamo segnato molti gol. È ciò di cui abbiamo bisogno». Lucio e Samuel sono avvertiti, insomma. Anche perché difficilmente Messi ripeterà la scialba partita dell'andata. Davanti al proprio pubblico, la "pulce" argentina promette scintille.

LIONE-BAYERN
- La due giorni di Champions si aprirà con il ritorno dell'altra semifinale, quella tra Lione e Bayern Monaco. I tedeschi affrontano la trasferta francese dopo il successo per 1 a 0 dell'andata, ma dovranno fare a meno di Ribery. Il fuoriclasse francese è stato espulso all'andata, ma non sa ancora se dovrà saltare l'eventuale finale (l'Uefa ha deciso di rimandare la decisione a dopo la partita). Il Lione, dal canto suo, rischia di doversi presentare con una coppia centrale inedita: fuori Toulalan per squalifica e Bodmer per infortunio, anche Cris è in forte dubbio. Il difensore brasiliano ha rimediato una botta al ginocchio in allenamento e per stessa ammissione del tecnico, Claude Puel, potrebbe non recuperare in tempo. Squadre in campo martedì sera alle 20 e 45. Il giorno dopo, riflettori puntati sul Camp Nou.

Redazione online


21/04/2010

L'Inter sogna da Champions, Barcellona ko 3-1

L'Inter sogna da Champions, Barcellona ko 3-1

I nerazzurri abbattono nell'andata delle semifinali i blaugrana grazie alle reti di Sneijder, Maicon e Milito. Ai catalani non è bastato il gol di Pedro per evitare la strepitosa rimonta degli uomini Mourinho.

 

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L'Inter sogna la finale di Madrid. I nerazzurri stendono 3-1 con una strepitosa rimonta il Barcellona a San Siro nel match d'andata delle semifinali di Champions League. Dopo una partenza sprint coincisa con il gol di Pedrito al 19', i blaugrana non sono riusciti a contenere la verve dei nerazzurri che grazie alle reti di Sneijder, Maicon e Milito ed a una straordinaria prestazione di Julio Cesar, decisivo in un paio di circostanze nella ripresa, andranno a giocare tra una settimana al Nou Camp con il vantaggio di due gol di vantaggio da poter gestire.

L'Inter parte lenta ma al 10' recrimina per un fuorigioco più che dubbio fischiato a Milito, che al 17' non trova il tap-in sulla conclusione di Eto' parato da Valdes. Ma al 19' e' il Barcellona a trovare il vantaggio: Maxwell fila via sul fondo, Pedro arriva a rimorchio e Julio Cesar e' battuto. Milito, al 27', si divora il pari con un destro a girare ma, alla mezzora, si riscatta servendo a Sneijder la palla del pareggio. I campioni in carica spingono nel finale di tempo ma i nerazzurri reggono l'urto.


Nella ripresa, dopo 3', l'Inter sigla il 2-1: contropiede perfetto, Milito serve Maicon che in acrobazia va a segno. Messi prima e Busquets poi si trovano sulla loro strada un grande Julio Cesar, Mourinho inserisce Stankovic per Pandev e, al 16', arriva il 3-1 di Milito, che di testa, in probabile posizione di off-side, infila di testa su assist aereo di Sneijder. Ibrahimovic esce tra i fischi, Maicon lascia il campo in barella con un dente rotto, Milito ha i crampi e Mourinho concede spazio a Balotelli. Al 34' Julio Cesar si distende per deviare una punizione insidiosa di Messi, il Barcellona prova il forcing nelle fasi finali, e' forse da rigore un intervento di Sneijder su Dani Alves, che si becca dal portoghese Benquerenca finanche l'ammonizione, di certo e' provvidenziale Lucio al 41' salvando sulla linea su Piqué. A San Siro è festa grande.

 


20/04/2010

Guardiola: "L'Inter fa paura, ma il Barça vuole la finale"

Guardiola: "L'Inter fa paura, ma il Barça vuole la finale"

Il tecnico blaugrana ha stemperato la tensione per il lungo viaggio in pullman con una battuta: "Per foruna hanno eliminato il Cska Mosca...". Sul match: "Mou ci sorprende sempre e i suoi giocatori sono determinanti".

 

 

 

"Fortuna che l'Inter ha eliminato il Cska, non voglio pensare cosa poteva essere un viaggio in pullman a Mosca...". Pep Guardiola prende con il sorriso la trasferta di 24 ore, metà delle quali in pullman, a cui è stato costretto il suo Barcellona per arrivare a Milano dove domani sfiderà l'Inter per la semifinale di Champions League. "Non era la situazione ideale, ma non ci possiamo lamentare perché in serie B e C viaggiano sempre così e noi siamo privilegiati - commenta Guardiola - Si trattava di un'emergenza e per non perdere 3-0 a tavolino l'unica soluzione era prendere un pullman, anzi due per essere più comodi. Non sono salito su quello della squadra percheé l'allenatore disturba, quindi era meglio starmene sull'altro".

In campionato il Barcellona rischia la rimonta del Real Madrid, "ma ora lasciatemi godere la felicità di aver portato di nuovo il Barcellona alla semifinale, e mettercela tutta per arrivare in finale", taglia corto Guardiola. Di mezzo c'è l'Inter, "una squadra più volte campione d'Italia, che fa paura per le qualità dei suoi giocatori", al tecnico catalano che ai suoi chiede "grande intensità altrimenti contro l'Inter non c'è nulla da fare. Mourinho è un allenatore molto intelligente, che ci sorprende in continuazione e - conclude - con Maicon sulla fascia ed Eto'o e Milito davanti l'Inter può dominare una partita".


01/04/2010

Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"

Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"

 

Dopo settimane di tensione, l'attaccante si è finalmente incontrato con Mourinho ad Appiano Gentile per un chiarimento: "Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Vorrei guardare al futuro per farmi trovare pronto".

 

Mario Balotelli

L'incontro con Mou - Il caso Balotelli é prossimo a una soluzione. In mattinata, l'attaccante dell'Inter ha avuto un incontro di chiarimento con José Mourinho ad Appiano Gentile e quindi potrebbe essere inserito tra i convocati per la partita contro il Bologna.

La dichiarazione -
"Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Sono il primo a soffrirne perché adoro il calcio e vorrei giocare e ora aspetto in silenzio per poter tornare ad essere utile alla mia squadra. Vorrei non dover più pensare al passato, ma guardare invece al futuro per concentrarmi sui prossimi impegni e farmi trovare pronto". E' questo il contenuto di una dichiarazione di Mario Balotelli pubblicata sul sito dell'Inter.


 


17/03/2010

L'Inter piega il Chelsea con Eto'o

L'Inter piega il Chelsea con Eto'o

 

Ritorno degli ottavi di champions league. il cska batte il siviglia 1-2. Festa nerazzurra, inglesi sconfitti 0-1 senza Balotelli. Mourinho gioca in attacco: schiera tre punte e Sneijder

 

 

 

LONDRA - Inter, missione compiuta. Dopo le eliminazioni di Fiorentina e Milan è l'unica rappresentante italiana ai quarti di finale di Champions League. Contro il Chelsea, nel ritorno degli ottavi, bastava un pareggio ma è arrivato anche il gol, firmato Eto'o, al 34' del secondo tempo. Degna conclusione di una bella partita che i nerazzurri hanno giocato con testa e cuore, contro una squadra un po' opaca. Dunque, l'Inter c'è. Dopo la inattesa crisi in campionato (con il Milan arrivato a -1 riaprendo di fatto la lotta scudetto), è lecito sognare la vetta dell'Europa.

Mourinho (Bozzani)

FORMAZIONE D'ATTACCO - Mourinho ha schierato tre punte, Eto'o, Pandev e Milito, oltre al trequartista Sneijder. Un modulo assolutamente offensivo per il passaggio del turno, dopo il 2-1 ottenuto dai nerazzurri a Milano tre settimane fa. Ancelotti sceglie il 4-3-3 con Malouda esterno; con Cech e Hilario infortunati in porta va Turnbull. L'Inter ha concesso poco al Chelsea e non ha mai rinunciato ad andare in avanti. Al 12' il primo pericolo con un rasoterra di Ballack che passa tra le gambe di Samuel e finisce non lontano dal palo. Al 25' Drogba sfrutta un rimpallo e conclude pericolosamente, provvidenziale la ribattuta di Maicon. Al 33'la prima grande occasione per l'Inter: cross di Maicon dalla destra e palla in prossimità del secondo palo per Eto'o che schiaccia di testa a un passo da Turnbull, ma non trova la porta. Nella ripresa il Chelsea sposta il baricentro in avanti, ma l'Inter non cede nulla. Al 20' Sneijder serve Milito di prima intenzione evitando il fuorigioco, è l'occasione più ghiotta ma il "principe" manda fuori alla sinistra di Turnbull. Al 33' il gol partita: perfetto cross di Sneijder per Eto'o che batte Turnbull in uscita con un esterno che si infila nell'angolo. Al 40' il Chelsea rimane in 10 per l'espulsione di Drogba dopo un intervento sulla caviglia di Thiago Motta, già a terra in area. In pieno recupero Turnbull si salva in angolo con i piedi su Eto'o. Sugli spalti c'era il presidente Massimo Moratti, arrivato a Londra lunedì sera: in albergo si è intrattenuto per un'ora con i giocatori in vista del match partita di Stamford Bridge.

MOURINHO: QUI SONO A CASA - Dopo il match Josè Mourinho non trattiene la felicità: «Oggi sono l'allenatore più felice del mondo: Stamford Bridge è davvero casa mia, questo è uno stadio per me "special". È stata un'Inter perfetta, è un grande momento per la squadra, per l'Inter e per tutti giocatori che anno dopo anno facevano fatica a oltrepassare barriera ottavi - ha aggiunto il portoghese -. Ho festeggiato come mai dopo la partita nello spogliatoio. È una vittoria fantastica della mia squadra, che è l'Inter. Tutto quello che ho vissuto nel Chelsea rimane nel cuore. Questa vittoria è la conferma che qui è la mia casa, Stamford Brifge è speciale per me». Infine un augurio a Carlo Ancelotti: «Non vorrei essere l'unico allenatore ad aver vinto uno scudetto al Chelsea, perciò spero lo faccia anche lui». Massimo Moratti ha parole solo per il tecnico: «È la vittoria di Mourinho. Ha fatto scelte di coraggio e ha indovinato alla perfezione la formazione. La squadra ha fatto una grande partita, i difensori sono stati eccezionali». Dunque si allontanano le ombre del campionato, ma restano degli scogli da superare. «Ora godiamoci i quarti, ci sono ancora partite davanti - dice il presidente nerazzurro. E non mi chiedete di scegliere tra Champions e scudetto. Teniamoci stretto anche il campionato, siamo attrezzati per tutto».

IL CASO BALOTELLI - Anche sul caso Balotelli sembra tornato il sereno. «Mario deve tornare a lavorare per ritrovare un posto in squadra. Deve sempre comportarsi come un grande professionista» dice il suo agente Mino Raiola, all'indomani dell'esclusione dai convocati per Londra a poche ore dalla sfida di Champions. «Mario deve essere sempre aperto e critico per migliorare» ha aggiunto Raiola, secondo cui è ancora possibile recuperare il rapporto con Mourinho e non è assolutamente in programma una cessione. «Ha un contratto di tre anni e quindi chi decide il suo futuro è la società - ha detto Raiola -. Hanno per le mani un grande talento e devono gestirlo. Da parte nostra ci sarà piena collaborazione».

PASSA ANCHE IL CSKA - Nell'altra gara odirna il Cska Mosca ha battuto a sorpresa 2-1 il Siviglia e passa così il turno in virtù dell'1-1 dell'andata. I russi sono passati in vantaggio con Necid al 39' ma due minuti dopo gli andalusi pareggiano i conti con Perotti. Nella ripresa, al 10', il gol vittoria di Honda che lancia il Cska verso i quarti, mettendo fine al sogno europeo dell'undici di Manolo Jimenez.

Redazione online


16/03/2010

Inter, contro il Chelsea sfida- verità

Inter, contro il Chelsea sfida- verità

 

Gli ottavi di champions league. La squadra di Mourinho difende a Londra la vittoria per 2 a 1 dell'andata. Il tecnico torna da ex.

 

 

LONDRA - Una passeggiata nel verde di Hyde Park. Per rilassare i muscoli, scacciare la tensione e allontanare le polemiche. L'Inter di Mourinho si prepara alla partita clou della stagione con un imperativo: nervi saldi. Perché la sfida con il Chelsea, dopo la vittoria di misura dell'andata (2-1), sarà una partita per cuori forti. E anche perché le polemiche tra il tecnico portoghese e il ribelle Balotelli (rimasto a casa per «scelta tecnica») non devono assolutamente distrarre l'ambiente. Contro la squadra di Ancelotti è vietato sbagliare. I nerazzurri, che in campionato sono reduci da un'inattesa crisi di risultati (il Milan è arrivato a -1, riaprendo di fatto la lotta scudetto), hanno l'obbligo di concentrarsi su quello che è sempre stato il principale obiettivo della stagione. Un altro fallimento europeo scatenerebbe nuovi e aspri processi; la qualificazione ai quarti, al contrario, riaccenderebbe quegli entusiasmi che nelle ultime settimane (tra liti nello spogliatoio, accuse agli arbitri e prestazioni deludenti) si sono un po' sopiti.

LE SFIDE - Una cosa è certa: servirà una grande Inter. Non certo quella di Catania. Non certo quella delle ultime giornate di serie A. Lo «Special One» lo ha ripetuto spesso: in Europa si va avanti curando i particolari. E i particolari stanno nelle mille sfide che si accenderanno allo Stamford Bridge (fischio d'inizio alle 20 e 45, arbitra il tedesco Wolfgang Stark): Milito contro Drogba, Eto'o (o Pandev) contro Anelka, Cambiasso contro Lampard, Lucio contro Terry, Motta contro Ballack, Snejder contro Mikel. E, ovviamente, Mourinho contro Ancelotti.

OLTRE I QUARTI - Il tecnico portoghese, che torna in Inghilterra da ex, carica i suoi: «Darò tutto quello che posso per influenzare la mia squadra. Ho visto e rivisto sette volte il video della partita d'andata, stoppando e mandando indietro». Il massimo, insomma, per preparare al meglio questa «piccola finale». Mou parla dello stadio, della città, dei tifosi e dei giocatori che erano con lui ai tempi del Chelsea. «Emozionato? Certo. Non confondete il mio controllo emotivo con la mancanza di voglia di vincere», avverte l'uomo che ha vinto due Premier League e tutte le coppe nazionali con i Blues fermandosi due volte in semifinale di Champions. Ma attenzione: «Per me - chiarisce - non sarebbe speciale eliminare il Chelsea, quanto portare l'Inter oltre la barriera dei quarti a cui si è fermata negli ultimi anni». Sconfiggere il tabù. Rendere «speciale» l'Inter anche in Europa.

Redazione online