03/08/2010

Beppe Grillo sul suo blog: "Ci presenteremo alle politiche"

Beppe Grillo sul suo blog: "Ci presenteremo alle politiche"

Il Movimento a Cinque Stelle correrà alle prossime elezioni, che si voti ora ("sarebbe pura follia”) o nel 2013. I candidati saranno scelti via web dagli iscritti.

 


MILANO - Il post si intitola «Comunicato politico numero trentaquattro» e annuncia la discesa in campo del MoVimento 5 Stelle, creato da Beppe Grillo, alle prossime politiche. «Ci presenteremo alle elezioni, che siano ora o nel 2013, e alle elezioni comunali del 2011 che riguardano molti capoluoghi di provincia come Milano, Torino, Bologna e Genova» scrive il padre del «Vaffaday» sul suo blog. Senza tradire la linea «aperta» e centrata sul web seguita sino ad ora dai grillini, il comico genovese spiega quindi che la «scelta dei candidati sarà fatta online attraverso il portale dagli iscritti». Ormai collaudato anche il motto: «Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene?. Noi neppure».

«GOVERNO DI TRANSIZIONE» - Il «Comunicato politico numero trentaquattro» contiene, oltre all'annuncio della discesa in campo del MoVimento 5 Stelle, una analisi della situazione politica attuale, che Grillo definisce «la telenovela estiva del governo e dell'opposizione che occupa tutta l'informazione». «Nomi su nomi, raggruppamenti nuovi e vecchi. Interviste a degli ectoplasmi e a cadaveri estratti dai sarcofaghi come Rutelli», ironizza il comico genovese, mentre «la miccia dell'economia è accesa, ma nessuno se ne cura. Le aziende fuggono all'estero dopo i cervelli. La disoccupazione aspetta il botto della fine della cassa integrazione dei prossimi mesi». «È fuor di dubbio - secondo Grillo - che si stia andando a rotta di collo verso il precipizio, ci rimane da sapere quante ossa ci spaccheremo quando arriveremo al suolo». Il padre del Vaffaday sostiene, proprio per questo, un governo di transizione, ritenendo che andare ora alle elezioni sarebbe «pura follia». «Una soluzione per guadare la melma in cui siamo immersi - sostiene Grillo - è un governo tecnico di durata sufficiente per mettere, per quanto si può, sotto controllo il debito pubblico che sta esplodendo nel silenzio generale, per ridare la scelta del candidato agli elettori, per eliminare i rimborsi elettorali ai partiti, nel rispetto del referendum, e per fare una legge sul conflitto di interessi che elimini alla radice il problema Berlusconi».


27/07/2010

In piazza per 24 ore contro manovra e intercettazioni

In piazza per 24 ore contro manovra e intercettazioni

Indetta per il 28 e 29 luglio da Popolo viola, Fnsi e Cgil una nuova manifestazione contro la "legge bavaglio" e la manovra economica. Parteciperà anche l'Italia dei valori

 

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Il Popolo Viola torna il piazza contro la "legge bavaglio" e per protestare contro la manovra economica del governo. La manifestazione, di 24 ore, è stata indetta  davanti a Montecitorio per il 28 e il 29 luglio (giorno in cui il ddl intercettazioni approda in aula) insieme a Fnsi e Cgil.


La mobilitazione, fa sapere il movimento, vuole dare sostegno alle "migliaia di lavoratori che a causa di questa manovra vedono a rischio il loro posto" e vuole inoltre "sostenere magistrati, editori e giornalisti contro la legge bavaglio".

In piazza scenderà anche l'
Italia dei Valori. "Continueremo a batterci dentro e fuori il Parlamento - spiega il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando - per ribadire il nostro 'no' convinto ad una manovra che premia gli evasori e i furbetti del quartierino e pesa sulle spalle dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione". "Il ddl intercettazioni - aggiunge - lede lo Stato di diritto, aiuta la criminalità e le mafie e imbavaglia la libera informazione e la libera circolazione delle idee sulla Rete".

Il sit-in comincerà in Piazza di Montecitorio alle 22 del 28 luglio e andrà avanti per tutta la giornata del 29.


04/03/2010

Il cellulare che legge le labbra

Il cellulare che legge le labbra

 

Dai laboratori del Karlsruhe Institute of Technology. Dovete fare una telefonata riservata ma non potete? Arriva il telefonino che utilizza la labiolettura

 

Due ricercatori registrano i potenziali elettrici dei muscoli labiali per rendere possibile la loro «traduzione» (Foto Deutsche Messe Hannover)
Due ricercatori registrano i potenziali elettrici dei muscoli labiali per rendere possibile la loro «traduzione» (Foto Deutsche Messe Hannover)

Viene dalla Germania l’ultima novità in fatto di tecnologie per telefonini ed è già stata ribattezzata Soundless Communication, ovvero comunicazione che fa a meno dei suoni.

BASTA MUOVERE LE LABBRA - I ricercatori del Karlsruhe Institute of Technology hanno realizzato un programma che legge i movimenti delle labbra e li trasforma in un segnale di senso compiuto inviato a chi ascolta dall'altra parte. Basta cioè muovere le labbra senza emettere suono. L'ideale per quando bisogna fare una telefonata importante, ma non si può parlare a voce alta. La tecnologia, che è stata presentata per la prima volta alla fiera dell’elettronica CeBIT, si basa su un sistema che misura gli impercettibili movimenti muscolari e li converte in impulsi elettrici poi trasformati in una voce computerizzata. Il margine di errore sarebbe di circa uno su 100, ovvero una parola su 100 potrebbe arrivare distorta all’interlocutore, ma un tasso così basso di fallacità non dovrebbe distorcere in alcun modo il significato di un discorso. L’unica vera pecca della tecnologia è che non sarà pronta prima di 5/10 anni.

L’IMPORTANZA DEL TELEFONONO SILENZIOSO – Il telefonino che legge le labbra e permette di chiacchierare al telefono al silenziatore potrebbe risolvere i problemi di privacy, ma non solo. Si pensi all’etichetta, per esempio, e a un utilizzo civile del cellulare al teatro o nei ristoranti. E si pensi anche a chi non è in grado di emettere suoni in seguito a patologie o incidenti. Infine è ipotizzata un’applicazione parallela del programma che riconosce la labiolettura nella traduzione simultanea. Il software potrebbe essere abbinato a un traduttore automatico, con due passaggi fondamentali: uno consistente nella conversione dei movimenti muscolari e un altro nella traduzione degli impulsi elettrici in un differente idioma.


02/03/2010

Nuova frana nel Messinese: evacuate 120 persone

Nuova frana nel Messinese: evacuate 120 persone

 

Ancora paura nelle contrade Lineri e Ricchio del comune di Caronia, La terra si muove a sette km all'ora. Visibili le prime crepe

 

PALERMO - La terra non da tregua agli abitanti del messinese: un nuovo movimento franoso, che procede a sette chilometri l'ora, sta interessando le contrade Lineri e Ricchio del comune di Caronia, nel Messinese, dove dalla mezzanotte sono state fatte evacuare 120 persone in un'area collinare di circa 50 ettari.

PRIME CREPE - Evacuate anche le case più a monte della zona interessata, dove cominciano a vedersi le prime crepe. Sul posto, nella notte, sono intervenuti carabinieri e forze dell'ordine, e stamattina sono arrivati gli uomini della Protrezione civile. Il 14 febbraio scorso un'altra frana ha interessato il Comune di San Fratello, sempre nel Messinese, dove è stato evacuato un terzo dei circa 4500 abitanti.

DA GENNAIO 250 FRANE - La frana ha interessato anche la scuola media di Lineri, dove stamattina era stato sbarrato l'ingresso sia agli alunni che agli insegnanti. La zona dove si è verificato il movimento franoso dista in linea d'aria una decina di chilometri da San Fratello. Nell'area dei Nebrodi, che comprende anche Caronia, da gennaio si sono registrate circa 250 frane. (Fonte Ansa)


15/01/2010

Haiti è su una «zattera». In movimento

Haiti è su una «zattera». In movimento

 

LA GEOLOGIA. La placca caraibica in moto verso est. Perché a Santo Domingo le scosse non hanno fatto danni


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«Haiti è una delle zone più a rischio della Terra in fatto di terremoti. Lo racconta la sua storia, lo mostrano le mappe geologiche dove si vede l’isola al bordo di una piccola placca stretta fra altre gigantesche. In gioco ci sono forze straordinarie capaci di distruzioni immani quando si manifestano». Gianpaolo Cavinato, dell’Istituto di geologia ambientale e geoingeneria del Cnr, ha studiato i movimenti sismici nei continenti, talvolta li ha inseguiti con impressioni così forti difficili da tradurre in parole. Negli ultimi cinquecento anni nell’area si sono già verificati 12 terremoti più violenti dell’attuale superando i 7,5 gradi della scala Richter. La crosta della Terra è suddivisa in tanti pezzi che i geologi chiamano placche con uno spessore variabile da dieci chilometri a oltre settanta, a seconda dal luogo, negli oceani o sui continenti. Le placche si scontrano fra loro, alcune si inabissano sotto le altre, e altre ancora scivolano sullo stesso piano e dove vengono a contatto il movimento sviluppa energia. Questo accade lungo le faglie, cioè le fratture, che segnano la spaccatura della crosta. Haiti emerge dalla placca caraibica che è come una zattera in moto verso est. A nord si scontra con la grande placca nordamericana in viaggio invece verso ovest alla velocità di 2 centimetri all’anno e a sud con la altrettanto estesa placca sudamericana che s i sposta a nord-ovest di 1,5 centimetri all’anno. Quindi la «zattera» si trova stretta fra imponenti masse che agiscono di continuo sul suo territorio.

Ma non basta. La stessa placca caraibica è percorsa al suo interno da faglie minori che aumentano sia i rischi, sia le forze in gioco. Su una di queste è addirittura collocata la capitale di Port-au-Prince rimasta vittima di imponenti distruzioni. Il suo territorio è infatti diviso in due parti in movimento nella stessa direzione ma con velocità diverse intorno a 70 millimetri all’anno. «Nel continuo scivolare strette fra loro — spiega Cavinato — accumulano un’energia che ad un certo punto deve liberarsi ma non si sa dove e quando». Questa volta il punto sotterraneo in cui si è scatenata la violenza distruttrice, l’ipocentro come lo chiamano i geologi, era a 10 chilometri di profondità e a 16 chilometri dalla capitale. Santo Domingo, al contrario, dall’altra parte dell’isola, è in una posizione meno pericolosa perché le due faglie esistenti sul territorio della Repubblica Dominicana restano lontane, transitando una a nord e l’altra marginalmente a sud. La città, dunque, è meno soggetta a rischi. E Il terremoto è rimasto lontano. Ma da dove arriva la forza che fa muovere senza sosta le placche della crosta terrestre? «Il nostro pianeta è come una macchina termica— precisa lo scienziato—con un cuore incandescente. È proprio il calore che ha al suo interno ad alimentare un’energia capace di spostare le placche». Così il volto della Terra continua a cambiare e a rimodellarsi. Circa 300 milioni di anni fa c’era il supercontinente unico, Pangea, che lentamente si è diviso nei continenti attuali. Ma non era la prima volta che accadeva. Per il nostro pianeta è un fatto ciclico e già in precedenza si era verificato: insomma, è un continuo comporsi e scomporsi proprio grazie al calore che, come in una pentola, quando bolle sposta il coperchio. «La regione dei Caraibi è tra le più calde — sottolinea Cavinato — e la prova sta anche nelle catena di vulcani attivi presenti lungo la costa pacifica del Nicaragua. Un dozzina di bocche di fuoco che testimoniano dei potenti scontri geologici in atto nelle profondità».

Gli stessi specialisti della sede dell’Onu crollata avevano evidenziato i rischi legati alle faglie pianificando interventi e costi. Mai ascoltati. È proprio risalendo lungo la linea dei vulcani che si incontra la famosa faglia di Sant’Andrea che separa la placca nordamericana dalla placca pacifica. È qui che si aspetta il Big One, il super terremoto che potrebbe scuotere disastrosamente la costa californiana riportando alla memoria il tremendo ricordo di San Francisco con il tragico mattino del 18 aprile 1906 e l’imponente incendio che fece più vittime del sisma. In quell’occasione si misurò uno spostamento della faglia di 6,5 metri. Ma più recentemente, e ripetutamente, la terra ha tremato a Los Angeles. Nel 1994 ci furono una settantina di vittime e anche nel luglio 2008 il fenomeno seminò paura. Anzi alcuni scienziati hanno interpretato quest’ultimo come un preavviso del Big One. Proprio per cercare indizi del suo arrivo i geologi americani hanno scavato un buco, una perforazione sino a 3,2 chilometri di profondità vicino alla cittadina di Parfield, tra San Francisco e Los Angeles. L’operazione, nota come «Safod Project» è condotta dal Geological Survey per prelevare campioni del suolo in prossimità della faglia e capire nello studio delle loro caratteristiche se manifestano segni utili a qualche previsione. «Purtroppo possiamo ancora fare ben poco per anticipare lo scatenarsi di un sisma — dice con amarezza Cavinato —. Ci limitiamo a misurare e valutare gli spostamenti superficiali del suolo o a cogliere qualche indicazione in profondità per tentare, ad esempio, di calcolare l’accumulo di energia. Sono dei tentativi — aggiunge — perché le faglie sono lunghe centinaia e centinaia di chilometri e studiando un solo punto non possiamo decifrare come e dove i fenomeni possono accadere e con quali caratteristiche».

Qualche aiuto ora arriva anche dallo spazio e con i satelliti Gps è possibile sorvegliare lo slittamento delle superfici. Indagini più sofisticate si conducono con i satelliti Lageos della Nasa e dell’Asi italiana facendo rimbalzare nello spazio un raggio laser e calcolando quanto i continenti si separano fra loro. Adesso c’è la frontiera più avanzata dei satelliti radar attraverso i quali si tengono sotto controllo le deformazioni del suolo. La Protezione civile italiana ha già chiesto all’Agenzia spaziale italiana Asi di scandagliare l’area di Haiti con la costellazione dei satelliti radar «CosmoSkymed » le cui immagini sono in corso di elaborazione dalla società «e-Geos». «Per una stima della situazione stiamo effettuando anche un confronto con le immagini della zona raccolte nell’aprile scorso — commenta Alessandro Coletta, responsabile della missione in Asi — e con i continui sorvoli dei giorni prossimi forniremo agli scienziati una fotografia delle modifiche avvenute. Sono dati utili per interpretare meglio la natura geofisica dell’area e possono essere preziosi, speriamo, per il futuro».

Giovanni Caprara


20/09/2009

Terremoto all'alba nelle Marche

Terremoto all'alba nelle Marche

 

Il movimento tellurico a oltre 37 km di profondita'. Alle 5,50 sisma di magnitudo 4,6 Richter ma molto profondo: non risultano danni alle prime verifiche

 

ANCONA - Una scossa di terremoto, di magnitudo 4,6 Richter è stata registrata alle 5.50 di domenica mattina nelle Marche, fra le province di Ancona e quella di Macerata. Nonostante l'intensità del movimento tellurico, fortunatamente non sono registrati danni, probabilmente per la grande profondità dell'epicentro che secondo l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato fra i Comuni di Filottrano, Santa Maria Nuova, in provincia di Ancona, e di Appignano, Montecassiano e Montefano, in provincia di Macerata. La scossa è avvenuta a una profondità di 37,7 chilometri.

Il terremoto è stato avvertito distintamente dalla popolazione in una vasta area. Molta la gente scesa in strada e molti quelli che hanno deciso di passare il resto della notte fuori casa ricordando il vicino terremoto dell'Abruzzo ma anche quello che colpì le Marche e l'Umbria il 26 settembre 1997. Secondo i primi rilievi della Protezione civile, in ogni caso, non ci sarebbero stati danni a persone e cose ma stanno continuando le verifiche. Giá alle 6 un elicottero ha fatto una prima ricognizione sulla zona. Tante sono state le chiamate alla stessa Protezione civile e ai Vigili del fuoco.


02/08/2009

Grillo pronto a lanciare il suo partito «Sarà un esempio di democrazia diretta»

Grillo pronto a lanciare il suo partito «Sarà un esempio di democrazia diretta»

 

La novità. Liste regionali dopo l'estate, in autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale

 

Beppe Grillo (Ansa)
Beppe Grillo (Ansa)

MILANO - «L'assalto alla diligenza Italia è in corso. Tutti vogliono la loro parte di bottino. Partiti, lobby, criminalità organizzata, interessi locali, gruppi stranieri. Gli unici esclusi sono i cittadini, coloro che si ostinano a chiamarsi italiani e a pagare le tasse. La democrazia è diventato un semplice esercizio di potere». Beppe Grillo alza il livello della sua partecipazione all'agone politico e, dopo le liste con il 'bollino' per le amministrative, dopo il tentativo di candidatura alla segreteria Pd, annuncia la formazione di un partito tutto suo. Il comico genovese annuncia che dopo l'estate lancerà «le Liste regionali a Cinque Stelle per le elezioni del 2010» e che «in autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini. Un esempio di democrazia diretta».

POVERI - Secondo Grillo, «ci aspetta un Autunno Flambè. Le aziende, terminata la cassa integrazione, saranno costrette a licenziare, o a chiudere. Otto milioni di italiani sono poveri. Poveri, ascoltate il suono della parola: Po-ve-ri. Una parola dell'Ottocento, Charles Dickens e le navi di emigranti verso le Americhe. A 150 anni dall'Unità d'Italia ci sono otto milioni di poveri. Questa Italia è fallita». E ancora: «Quando i soldi finiranno, o meglio, quando saranno costretti a annunciare che i soldi sono finiti, allora inizierà il ballo. Nessuno può dire che tipo di ballo sarà. Secessionista, peronista, federalista, pre unitario, fascista. Una danza a cui dobbiamo partecipare, non assistere». «Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) - conclude Grillo. - Noi neppure».


04/07/2009

Vicenza, corteo contro la base Usa «Varcheremo la linea rossa»

Vicenza, corteo contro la base Usa «Varcheremo la linea rossa»

 

LA PROTESTA. La manifestazione a pochi giorni dal vertice G8 che si terrà a L'Aquila. Bloccati alcuni Disobbedienti


Partecipanti al corteo No Dal Molin (Ansa)
Partecipanti al corteo No Dal Molin (Ansa)

MILANO - La «variabile» che mette più paura, perché imprevedibile, è quella di una nuova, forte scossa di terremoto. Ma a pochi giorni dal via, a tenere alta l'attenzione dei responsabili della macchina organizzativa del G8 dell'Aquila è anche il fitto calendario di iniziative di protesta che peraltro non dovrebbero interferire con il sofisticato «mix» di misure prese a tutela dei «grandi» della terra. E a Vicenza, in occasione della manifestazione contro l'ampliamento della base statunitense (10mila persone secondo le previsioni degli organizzatori), è prevista quella che può anche essere considerata una «prova generale» di pacifisti, sinistra antagonista, sindacati di base e semplici cittadini. «Non abbiamo mai nascosto le nostre intenzioni, oggi varcheremo la linea rossa ed entreremo nella base, per noi non è un'occupazione» annuncia Cinzia Bottene, da sempre leader del movimento 'No dal Molin', spiegando le intenzioni del corteo. «Lo faremo per sollecitare Obama perché venga a Vicenza - sottolinea Cinzia Bottene - e si renda così conto della scelta scellerata che stanno facendo», ricordando inoltre di aver «già inviato una lettera di invito, tramite canali istituzionali al presidente Usa».

BLOCCATI - Intanto, la Digos di Padova ha fermato alcune auto di giovani 'disobbedienti' in partenza dal festival di Radio Sherwood per la manifestazione di Vicenza. All'interno delle auto la polizia avrebbe scoperto sacchetti con bulloni e biglie e un giovane è stato fermato e portato in questura. Dal presidio del 'No dal Molin' Luca Casarini, laeder dei centri sociali del nordest, attacca: «Qui sta avvenendo una cosa inaudita e vergognosa. Vengono fermati i giovani in partenza da alcune città per venire a Vicenza. Si vuole impedire di manifestare e la cosa più grave è che questa città viene militarizzata con i carabinieri del 'Tuscania' di solito impegnati in Afghanistan».

MANIFESTAZIONI - In vista del G8 che si terrà a L'Aquila dall'8 al 10 luglio, Abruzzo Social Forum e comitati cittadini aquilani vorrebbero limitare le manifestazioni «in loco» a iniziative di controinformazione e di sensibilizzazione sulla realtà del sisma, nel timore che eventuali incidenti possano oscurare mediaticamente quelli che sono i problemi della ricostruzione. E questo finirà con il dirottare sulla capitale, marcia del 10 luglio esclusa, la maggior parte delle iniziative di Cobas e centri sociali. Un primo appuntamento è quello di martedì 7 in piazza Barberini, a poche centinaia di metri dall'ambasciata Usa di via Veneto, quando i no global daranno il «benvenuto» ai partecipanti al vertice con musica sparata ad altissimo volume. Per l'8 e il 9 sono invece previste, sempre nella capitale, varie «iniziative comunicative». Il 10 mattina, il rendez-vous con gli aderenti alla rete romana è fissato invece a Largo Passamonti, allo Scalo San Lorenzo, da dove partiranno i pullman per la marcia in programma a L'Aquila.

FIACCOLATA - Fitto anche il cartellone di eventi griffati Abruzzo Social Forum (che comprende tra gli altri Associazione Peppino Impastato, Coord.to NO G8 Sulmona e Lanciano, FIOM-CGIL Reg.le, Funzione Pubblica CGIL Reg.le, Giovani Comunisti-Abruzzo, Kabawil, Legambiente, Libera-Abruzzo, Rete Molisana Basta G8, Ufficio Pastorale Social Lanciano-Ortona), che verrà aperto la notte del 6 da una fiaccolata a tre mesi esatti dal sisma. Martedì 7 è prevista la partecipazione alla tappa pescarese di Goletta Verde; mentre giovedì 9, in occasione dell'avvio del processo riguardante la discarica di rifiuti tossici rinvenuta a Bussi sul Tirino, i rappresentanti delle associazioni saranno in tribunale a Pescara per un sit-in.

MISURE - Sul fronte della sicurezza, tutto è stato già definito nei minimi dettagli, anche se la macchina organizzativa è abbastanza flessibile da potersi adattare ad eventuali cambi di programma dell'ultima ora. L'arrivo di tutte le delegazioni è concentrato tra il 7 e l'8 ed è diluito tra gli aeroporti di Fiumicino, Ciampino e Pratica di Mare. Gli spostamenti tra la capitale e la caserma della Guardia di Finanza, «location» del vertice, avverranno soprattutto in elicottero, sfruttando il locale eliporto e l'aeroclub di Preturo, la cui pista è stata rifatta di recente. Su tutti vigileranno i caccia e gli aerei-spia (compreso un «Predator», il velivolo senza pilota forte dell'esperienza accumulata in Iraq e Afghanistan) dell'Aeronautica militare. Complessivamente, il dispositivo prevede l'impiego di almeno 6-7mila tra militari e forze dell'ordine, con grande attenzione per tutti gli obiettivi sensibili: nei giorni scorsi, a Roma in molti hanno lamentato improvvisi blackout delle comunicazioni, e qualcuno li ha collegati alle prove dei «jammer», i dispositivi che oscurano i cellulari durante il passaggio dei cortei ufficiali.