04/07/2011

Lorenzo trionfa al Mugello, Dovi e Stoner si accontentano del podio

Lorenzo trionfa al Mugello, Dovi e Stoner si accontentano del podio

GRAN PREMIO D'ITALIA / Valentino Rossi solo sesto. Tre successi spagnoli nella prova toscana del motomondiale: Marquez vince la Moto2 e Terol la 125

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06/06/2010

Rossi, stagione finita: stop di 4-6 mesi

Rossi, stagione finita: stop di 4-6 mesi

Fratturatosi tibia e perone nelle prove libere al Mugello, Valentino è stato operato al Cto di Firenze: l'intervento è riuscito, ma i tempi di recupero saranno molto lunghi. Il mondiale sarà una corsa a tre fra Lorenzo, Pedrosa e Stoner.

 

 

 

Stagione finita per Valentino Rossi, fratturatosi tibia e perone della gamba destra dopo la caduta, in mattinata, nelle prove libere al Mugello. Il centauro di Tavullia è stato operato nel pomeriggio al CTO di Firenze, l'operazione è riuscita ma i tempi di recupero sembrano anche peggiori di quelli immaginati immediatamente dopo l'incidente. Il dottor Claudio Costa della Clinica Mobile ha riportato le previsioni del  professor Buzzi che ha effettuato l'intervento e secondo il quale lo  stop previsto va dalle otto alle dodici settimane. "Buzzi ha parlato di un  periodo compreso fra i quattro e i sei mesi, questa è la prognosi per questo tipo di fratture. Io ho sempre dato tempi diversi dalla scienza, ma per ora la  prognosi è questa. La stagione è ovviamente compromessa in modo molto triste", ha aggiunto. L'intervento è perfettamente riuscito: "Rossi è già sveglio e sorride. L'operazione è stata fatta molto  bene, un magnifico lavoro".

La dinamica della caduta
- A circa 15 minuti dalla fine del turno delle prove libere Rossi era terzo, davanti a tutti c'era Jorge Lorenzo. Rossi passa sul rettilineo, stacca forte, va verso la prima curva, sale sulla collina. Il suo compagno di squadra sembra migliorare il suo tempo e Valentino arriva dentro le due curve Biondetti: via la prima, mentre nel cambio di direzione non si capisce bene cosa sia successo. Sullo schermo, poi, l'immagine di Valentino a terra che si tiene la gamba destra. Da sotto il casco si vede la smorfia di dolore. Ecco cosa è successo: nel cambio di direzione, la moto di Vale si 'intraversa', perdendo aderenza sulla gomma posteriore. Inevitabilmente, la stessa gomma, con l'abbassarsi della velocità di rotazione, ha riacquistato la presa sull'asfalto trasformandosi in una balestra per Rossi, proiettato in aria per cadere pesantemente sulla gamba destra.
I soccorsi, tempestivi ed efficaci del circuito del Mugello trasferiscono Vale nel centro medico della pista. Tra i medici che si precipitano da Rossi c'è Claudio Costa della Clinica Mobile e Claudio Macchiagodena, medico responsabile della Dorna. Tra i primi a uscire dal centro medico c'è Katie Baines, addetta stampa del Team Yamaha che avverte i giornalisti della lesione di Valentino. Rossi ha una frattura esposta della tibia della gamba destra: l'osso è uscito dalla gamba, fortunatamente senza ledere vasi sanguigni o nervi. Vale viene quindi sedato. Solo successivamente si sarebbe venuto a sapere anche della contemporanea rottura del perone. Rossi è quindi stato trasferito in elicottero al CTO di Firenze per l'operazione.

La sostituzione
- Il recupero di Rossi sarà lungo, la sua frattura e la lesione che ne deriva è molto importante, ma le gare vanno avanti. "Vale è insostituibile", ha affermato William Favero della Comunicazione Yamaha, ma sino a quando vale resterà fuori il team lo sostituirà: "La soluzione privilegerà un pilota Corporate, penso che utilizzeremo uno dei collaudatori, Fujiwara o Yoshikawa", ha confermato Favero. Questa la soluzione, almeno per le prossime due gare, il Gp d'Inghilterra e il Gp d'Olanda.

Il mondiale
- Con Vale fuori dai giochi, la storia di questo mondiale Motogp è ora nelle mani dei tre piloti che hanno ottenuto la prima fila del Mugello: Pedrosa, Lorenzo e Stoner. Pedrosa partirà in pole al Mugello, ma chi è chiamato a prendere il largo con Rossi fuori dai giochi, o almeno a provarci, è proprio Lorenzo. Lo spagnolo che già si trova sulla vetta della classifica iridata, può iniziare una fuga solitaria anche puntando ai piazzamenti. "La caduta di Rossi è stata una pessima notizia per il mondo delle moto - ha commentato Lorenzo - per tutti i piloti e specialmente per Vale che ha sofferto di una lesione veramente importante. Tutti speriamo si rimetta presto perché il campionato non è lo stesso senza di lui".


05/06/2010

Frattura a tibia e perone, Rossi operato: Mondiale a rischio

Frattura a tibia e perone, Rossi operato: Mondiale a rischio

Valentino è caduto al Mugello durante il secondo turno di prove ufficiali: frattura alle ossa inferiori della gamba destra. Verrà sottoposto a intervento chirurgico nel pomeriggio al Cto di Firenze. L'esperto: "Ci vorrano almeno 3-4 mesi".

 

 

 

Finisce decisamente male il week end del Gp d'Italia per Valentino Rossi. Il pilota-mito del motociclismo aveva iniziato il suo sabato, come di consueto da qualche stagione a questa parte, con un nuovo casco che, in questa edizione, reca una carta jolly nella parte superiore.  Rossi era all'attacco, per confermare, nonostante il fastidio alla spalla - causato da una caduta in allenamento con la moto da cross - la sua supremazia sul compagno di squadra, lo spagnolo Jorge Lorenzo, attuale leader della classifica iridata. Le prove libere dovrebbero servire per finire la messa a punto della moto in vista del turno di prove ufficiali del pomeriggio, ma il livello era già molto elevato.

Rossi a circa 15 minuti dalla fine del turno era terzo, davanti a tutti c'era Jorge Lorenzo. Rossi passa sul rettilineo, stacca forte, va verso la prima curva, sale sulla collina. Il suo compagno di squadra sembra migliorare il suo tempo e Valentino arriva dentro le due curve "Biondetti", via la prima, mentre nel cambio di direzione non si capisce bene cosa sia successo. Sullo schermo il blu e il giallo che fanno la livrea di Rossi si mischiano. Poi l'immagine che ogni motociclista non vorrebbe mai vedere. Valentino è a terra, si tiene la gamba destra. Da sotto il casco si vede la smorfia di dolore. Ecco cosa è successo: nel cambio di direzione, la moto di Vale si 'intraversa', perdendo aderenza sulla gomma posteriore. Inevitabilmente, la stessa gomma, con l'abbassarsi della velocità di rotazione, riacquista la presa sull'asfalto trasformandosi in una balestra per Rossi che viene proiettato in aria per cadere pesantemente sulla gamba destra.

I soccorsi, tempestivi ed efficaci del circuito del Mugello, trasferiscono Vale nel centro medico della pista della Ferrari. Tra i medici che si precipitano da Rossi c'è Claudio Costa della Clinica Mobile e Claudio Macchiagodena, medico responsabile della Dorna. Le condizioni non sono buone, i due sanitari lo capiscono subito. Tra i primi a uscire dal centro medico c'è Katie Baines, addetta stampa del Team Yamaha che avverte i giornalisti della lesione di Valentino. Rossi ha una frattura esposta della tibia e del perone della gamba destra e come se non bastasse l'osso è uscito dalla gamba, fortunatamente senza ledere vasi sanguigni o nervi. Vale viene quindi sedato.

Nel frattempo la notizia si sparge nell'autodromo e una folla di tifosi difficile da contenere, arriva al centro medico. Il dolore deve essere atroce per Rossi, che ha accanto a se Claudio Costa, vero angelo custode per i piloti della Motogp. "La frattura è più seria di quello che ci aspettavamo - dice Costa - per il fatto di essere esposta e scomposta. Speriamo che Vale riesca a risorgere da questa frattura e dal dolore". Costa è visibilmente commosso e alla domanda riguardo al decorso clinico della guarigione, riusciva a dire: "Adesso non riesco a rispondere, non ce la faccio". E' Claudio Macchiagodena a ribadire: "Ci vorranno dalle 6 alle 8 settimane dipende da molti fattori". Immediatamente si organizza il trasferimento di Valentino, con l'elicottero, al CTO di Firenze dove il centauro di Tavullia è arrivato per le 12.50 e nel pomeriggio verrà operato dal primario, il prof. Buzzi. Nel frattempo per Rossi, tifoso interista, arrivano anche gli auguri di pronta guarigione della società nerazzurra
attraverso il proprio sito internet.

Il parere dell'esperto -
Normalmente una frattura esposta, quando cioè l'osso fuoriesce dalla pelle, come accaduto a Valentino Rossi, richiede, in assenza di complicazioni, sei mesi di tempo per il recupero, ma un bravo sportivo se la può cavare in 3-4 mesi. Lo dice all'Agi il primario di Ortopedia dell'Istituto Neurotrautomatologico Italiano (Ini) di Grottaferrata Francesco Bove, riferendosi all'infortunio capitato a Valentino Rossi. "L'unico pericolo è costituito dall'infezione perché l'osso - avverte Bove - si è esposto, è uscito dalla pelle venendo a contatto con il terreno e l'asfalto ricco di germi". In casi del genere "immediatamente va fatta una profonda pulizia - spiega Bove - dei monconi ossei: e adesso, giustamente, bisogna aspettare alcuni giorni perché la situazione sia ottimale per favorire l'intervento chirurgico, in quanto il campo operatorio deve esser pulito. Ovvio che la prognosi resti riservata perché lo sviluppo della situazione si vedrà nei prossimi giorni".

In presenza di una frattura esposta, per il cui trattamento "è preferibile - aggiunge il Primario dell'Ini - impiegare fissatori esterni", i tempi di recupero arrivano fino a sei mesi, "sempre - precisa - in assenza di complicazioni". E per la riabilitazione? "E' rapida e comunque per riprendere il tono muscolare serve pur sempre qualche mese - risponde Bove - Le nostre previsioni sul recupero molto dipendono dagli eventi e vengono fatte per step successivi: se tutto va bene, come mi auguro, credo che Valentino Rossi, che è un bravo sportivo, ce la possa fare in 3-4 mesi".


04/06/2010

Rossi il mohicano prenota il Mugello

Rossi il mohicano prenota il Mugello

GP d'Italia, Prime prove libere: cade stoner, alla fine per lui settimo tempo. Nonostante i problemi alla spalla ha girato sotto il record della pista. Dietro a lui Lorenzo e Capirossi

 

 

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SCARPERIA (Firenze) - Venerdì Rossi parlava dell'infortunio della sua spalla come il più grave della carriera: «Sono demoralizzato, sono messo male». Sabato è stato l'unico pilota a scendere sotto il muro dell'1'50" al termine delle prove libere del Gp d'Italia. Ha girato sotto il record della pista che appartiene al suo compagno di team, Jorge Lorenzo,. Il quele però è lì, più «lento» di 369 millesimi del pesarese. Insomma, il duello tra i piloti Yamaha andrà sicuramente in scena. La buona notizia per Valentino è che la spalla infortunata migliora e su un tracciato con meno curve forse dà meno problemi del previsto. E tra l'altro il Mugello è un circuito che Rossi ama moltissimo. Ma almeno oggi, più del tempo fatto segnare, fa discutere il nuovo look di Valentino. Il campione del mondo per l'appuntamento con il proprio pubblico si è presentato con un'acconciatura stile «ultimo dei Mohicani».

MENO DOLORE - «Sono felicissimo di trovarmi nuovamente al Mugello - dice Rossi dopo le prove - . Abbiamo condotto una prima sessione buona. Abbiamo lavorato bene, provando diverse soluzioni di set-up e le gomme Bridgestone, sia dure che tenere. Ho ancora dolore alla spalla, ma questo tracciato non è così male ed oggi non ho sofferto come a Le Mans. Ovviamente non è possibile prevedere in che modo la spalla si comporterà nel corso dell'intero weekend, ma a giudicare da queste prime battute credo si possa nutrire fiducia. La cosa importante è lavorare al cento per cento per trovare il giusto assetto e garantirci la miglior velocità per domenica».

GLI ALTRI - La conoscenza del circuito della Ferrari ha dato un input in più anche a Loris Capirossi. Il «nonno» della MotoGP, infatti, ha fatto segnare il terzo tempo di giornata a sei decimi da Valentino, anche se è stato costretto a girare al limite con la sua Rizla Suzuki, tanto da finire nella ghiaia nei minuti finali della sessione. Chi, invece, è caduto ad inizio giornata, purtroppo, è stato Casey Stoner. All'australiano della Ducati non è servito neanche montare le forcelle del 2009. Per lui il settimo tempo, preceduto anche dalla Yamaha del team Tech3 di Colin Edwards, quarto a 1"021, per un millesimo più veloce di Dani Pedrosa con la prima delle Repsol Honda Hrc. Sesto tempo per Ben Spies con l'altra Yamaha del team di Poncharal. Per il texano, alla sua prima volta tra le curve del Mugello, un ritardo di un secondo e due decimi. A chiudere la «top ten» Andrea Dovizioso, ottavo con l'altra Repsol Hrc, davanti a Nicky Hayden in ritardo con la seconda Ducati ufficiale e quella del team Panigas Amarillas di Hector Barbera. Le due Honda del team San Carlo Gresini di Simoncelli e Melandri, sono rispettivamente in 12° e 13° posizione.


17/12/2008

Tata sponsor delle Ferrari in Formula 1

Tata sponsor delle Ferrari in Formula 1

Il gigante indiano è già fornitore di Maranello e partner di Fiat. Montezemolo: «Accordo tecnologico importante», l'annuncio durante l'incontro con i giornalisti per gli auguri di Natale

 

 

Cordero di Montezemolo e Ratan Tata (Ansa)
Cordero di Montezemolo e Ratan Tata
MODENA - In controtendenza rispetto alla situazione di crisi, la Ferrari ha trovato un nuovo, importantissimo sponsor per il 2009: il costruttore indiano Ratan Tata, già fornitore del gruppo di Maranello e in stretta sinergia con Fiat, farà per la prima volta apparizione col suo marchio sulle Ferrari di Formula 1. Lo hanno annunciato il presidente di Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, e il capo della scuderia, Stefano Domenicali, nell'appuntamento con i giornalisti della F1 per gli auguri di Natale. «Per la prima volta un marchio indiano - ha detto Montezemolo - comparirà sulla Ferrari. Un fatto storico. Abbiamo fatto un accordo tecnologico importante, anche con i suoi ingegneri in tutta l'area del software». Parlando di Fiat, il presidente ha sottolineato che da quando al vertice ci sono lui e Sergio Marchionne, non c'è stato alcun aiuto di Stato: «Nessun parlamentare può dire di avere ricevuto da me o da Marchionne una telefonata in cui è stato chiesto aiuto economico».

IL GIGANTE INDIANO - L'imprenditore Ratan Tata, partito dalla Nano (l'utilitaria da 2mila euro attesa in primavera) mette così a segno un altro colpo. Pochi mesi fa ha acquisito Jaguar e Land Rover dalla Ford, con l'obiettivo di rilanciare due marchi storici. A dicembre 2006 Tata ha raggiunto il primo accordo con la Fiat per produrre in India la Grande Punto e la Linea. Ha 70 anni ed è a capo del suo impero da 15: un gigante che fornisce da solo il 3,2% del Pil indiano e che è proprietario anche dell'Hotel Taj Mahal, uno dei bersagli degli attacchi terroristici del 26 novembre. La Nano, l'auto più economica del mondo, doveva essere il regalo per il 71esimo compleanno di Ratan Tata, il 28 dicembre, ma la protesta dei contadini indiani lo ha costretto a trasferire il sito produttivo allungando i tempi di qualche mese. Intanto il manager sta valutando una più stretta cooperazione con il gruppo tedesco Daimler.

 


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08/12/2008

«Ferrari in pole position per cambiare la F1»

«Ferrari in pole position per cambiare la F1»

Intervista Il capo della squadra corse disegna presente e futuro della Rossa Domenicali: «Anche noi dovremo ridurre i costi Ma i tifosi stiano tranquilli, saremo protagonisti»

 

 

MARANELLO (Modena) — Stefano Domenicali, team principal della Ferrari, grande capo della Rossa, non è uomo dai toni alti, dai colori forti, nonostante la sua vita vada a 300 all'ora. Non potrebbe essere altrimenti considerata una giornata di lavoro che inizia alle 8 e finisce alle dieci di sera quando va bene, spesa tra riunioni, incontri con i tecnici, un rapporto quotidiano e costante con Montezemolo, il presidente che l'ha promosso a direttore d'orchestra, senza dimenticare però di dare attenzione al più giovane meccanico bisognoso magari di consigli, senza scordarsi di essere riconoscente, qualità rara, al suo predecessore, Jean Todt. È lo stesso Domenicali a dettare la sua linea di condotta: «Io mi sento di essere, e voglio essere, protagonista della storia della Ferrari, ma intendo fuggire da qualsiasi mania di protagonismo».

 

La Ferrai al motor show di Bologna (Ansa)
La Ferrari al motor show di Bologna
Chiaro no? Il momento, però, è delicato, C'è crisi in F1: il ritiro della Honda è un segnale preoccupante. Lo stesso Domenicali è sorpreso per questo abbandono? «È stato un fulmine a ciel sereno per tutti. La crisi è forte e si possono capire le ragioni che costringono una casa automobilistica, alle prese con migliaia di licenziamenti, ad operare tagli così drastici. Mi dispiace molto, ma non dobbiamo dimenticare che la F1 ha già vissuto momenti difficilissimi. È fondamentale saper reagire con sangue freddo per evitare di commettere errori strategici che potrebbero poi essere pagati a caro prezzo una volta che la situazione sarà migliorata». Conosce bene Ross Brawn, come reagirà a una botta simile? «Sicuramente reagirà nella maniera giusta, come ha sempre fatto nei momenti difficili — anche se erano ben diversi — attraversati insieme a Maranello: con calma, razionalità e determinazione». Si avverte il pericolo che l'esempio Honda possa essere imitato da altri gruppi. «Il rischio teorico esiste, inutile nasconderlo, non riguarda solo i costruttori ma tutte le squadre. Nella situazione attuale tutti sono determinati a continuare nel loro impegno in F1, ovviamente lavorando in maniera incisiva sulla riduzione dei costi, come testimonia l'unanimità raggiunta nel corso dell'ultima riunione della Fota». La Ferrari prevede dei tagli dei costi? «Ovviamente anche noi ridurremo i costi, un processo che era già iniziato negli anni scorsi ma che ora subisce, per forza di cose, una brusca accelerazione. Siamo in prima linea nel processo di rinnovamento del nostro sport che deve rimanere comunque una competizione tecnologica e sportiva con un reale collegamento alla produzione stradale».

I tifosi della Ferrari possono stare comunque tranquilli? «Sì, possono stare tranquilli sul fatto che la Ferrari continuerà ad essere protagonista: correre fa parte del nostro dna e lottare per la vittoria è la nostra magnifica condanna». Un voto alla McLaren campione del mondo? «Campione del mondo piloti». Quel che conta, su dica la verità, il titolo piloti ha un altro sapore rispetto a quello costruttori. «Non sono d'accordo. La vittoria è completa quando si vincono i due titoli, come è successo spesso a noi. Difatti, la nostra è una soddisfazione limitata al Mondiale costruttori». Torniamo al suo giudizio sulla McLaren. «Intanto è una squadra che ha saputo reagire a una prima fase della stagione difficile dove noi avevamo dimostrato una evidente superiorità. Poi, è cambiato e migliorato lo stile nei rapporti con gli altri team, in particolare con noi...». Un voto, Domenicali... «Darei alla McLaren un 7,5». E la Ferrari che voto si merita? «Abbiamo conquistato il Mondiale costruttori che mantiene altissimo il rendimento della Ferrari: basta pensare che è il quattordicesimo titolo su 20. Tutto questo negli ultimi 10 anni, un bel ruolino di marcia. Diverso da quello della McLaren che l'ultimo suo titolo mondiale lo aveva festeggiato nel '99».

Problemi, intoppi, incidenti della stagione Ferrari? «Abbiamo sofferto qualche problema di affidabilità, per esempio la rottura del motore in Ungheria che ci è costata una scontata vittoria di Massa. Indimenticabile il caso del bocchettone a Singapore». Senza questi due episodi che finale ci sarebbe stato? «Credo proprio che Massa sarebbe stato campione mondiale, e non ci sarebbe stato da dire nulla». Voto alla Ferrari? «Darei un 7». Qual è la forza della Rossa? «Quella di essere un gruppo, una squadra vera, che non si esalta dopo le vittorie. Così come affronta con maturità i momenti negativi». E la debolezza? «Ci sono state aree, settori della squadra che non hanno presidiato come si doveva certe situazioni». Come interverrà? «Tra poco annunceremo qualche piccola variazione che va proprio in questa direzione». Massa è un uomo traumatizzato o un campione affermato? «Ha vissuto un'esperienza straordinaria, ha gestito bene situazioni emotive forti, ormai ha raggiunto la maturità piena. Non ha più bisogno di cordoni ombelicali che lo tengano legato al passato».

Raikkonen doveva regalare certezze, ha invece dato insicurezze. «Nella carriera di un pilota c'è sempre un momento di flessione. Il nostro sforzo è fargli ritrovare la fiducia in se stesso. Lui deve sapere che alle sue spalle, con lui, insieme a lui, lavora una squadra in grado di esaltare il suo talento che, credetemi, è unico al mondo». I tifosi volevano Alonso. «I risultati non hanno aiutato Raikkonen, ovvio che si parli, e tanto anche, di altri fuoriclasse, vedi Alonso. Ma Raikkonen non è mai stato in discussione. E non ci si dimentichi che la scorsa stagione erano in molti a chiedere la testa di Massa». Alonso che cerca la Ferrari, Alonso che aspetta la Ferrari, Alonso che si offre... Non s'è mai visto un pilota della sua portata pronto a tutto pur di arrivare al Cavallino. «Credo che sia un segno di maturità del pilota, ha capito che siamo una squadra completa. Non dimentichiamo cos'ha vissuto alla McLaren, un'evidente situazione di disagio. Eppoi, la Ferrari ha un fascino particolare: senza la Ferrari la F1 sarebbe tutta un'altra cosa, questo lo hanno capito tutti». Capitolo Kers: è vero che siete indietro? «Tutti si sono resi conto della complessità del tema. È vero che rispetto ai nostri programmi siamo leggermente in ritardo. Ma siamo in buona compagnia, basti pensare che alla prima gara non tutte le squadre disporranno di questo nuovo dispositivo tecnico». Fiducioso per la prossima stagione? «La Ferrari è sempre pronta per vincere. Ma per favore niente proclami». Stefano Domenicali è così, lo show non fa per lui. Ma intende «fare la storia della Ferrari»: questo è lo spettacolo che preferisce.


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04/12/2008

Il sogno Ferrari si chiama Scuderia Spider 16M

Il sogno Ferrari si chiama Scuderia Spider 16M

Presentato ufficialmente al motorshow il nuovo gioiello da 259 mila euro: 499 esemplari già tutti prenotati

 

 

 

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BOLOGNA - Si avvicina Natale e, solitamente, è tempo di sogni. Ma per farlo ad occhi aperti basta recarsi al MotorShow di Bologna e piazzarsi davanti allo stand 19 della Ferrari. In bella mostra su tutte spiccano la monoposto Ferrari F2008 che ha corso nell’ultimo campionato di Formula 1 e l’ultima auto sfornata dalla fabbrica di Maranello: la Scuderia Spider 16M. Un abbinamento non casuale perché questa spider, disponibile in 499 esemplari, in vendita alla cifra da capogiro di 259mila euro e già tutti prenotati, in barba alla crisi, è stata realizzata per celebrare il sedicesimo titolo Costruttori conquistato, nel 2008, in Formula 1. Una vittoria che è ricordata con una targhetta dorata posizionata sul retro dell’auto.

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TARGA D'ARGENTO - Entrando in auto, spicca la targhetta "serie limitata" realizzata in argento e posizionata al centro della plancia sopra le bocchette di aerazione mentre per quanto concerne l’intrattenimento c’è l'impianto audio a cui è possibile abbinare l’iPod Touch da 16 GB personalizzato Ferrari estraibile con alloggiamento sulla vela centrale della plancia. Dal punto di vista tecnico, questa vettura è caratterizzata da un peso a secco di 1340 Kg ( 80 kg in meno rispetto alla F430 Spider) abbinato ad una potenza di 510 cavalli, erogata dal motore V8. Questo fa si che il rapporto peso- potenza sia di di 2.6 kgcv. Un dato di assoluto rilievo che assicura un dato di accelerazione da 0-100 km/h in 3.7 secondi e una velocità massima di 315 km/h. Non a caso, in pista a Fiorano, i collaudatori della Rossa sono riusciti a far bloccare il cronometro sul tempo di 1'26''5. Il migliore di qualsiasi altra spider Ferrari. Vista la sportività e le prestazioni impressionanti è destinata a clienti più appassionati che cercano esclusività, prestazioni elevate e divertimento di guida anche su una spider. Per chi, invece, desidera una guida sempre all’aria aperta ma meno impegnativa, sullo stand del Cavallino, c’è la Ferrari California. La prima Ferrari sia a montare un motore V8 anteriore sia ad adottare la capote rigida ripiegabile. La gamma delle supercar a 8 cilindri è completata dalla F430, il modello che meglio rappresenta la vocazione sportiva della Ferrari nell'ambito delle berlinette a motore posteriore-centrale. Per chi non riesce a rinunciare al sound del motore 12 cilindri, invece, c’è la 599 GTB Fiorano e la 612 Scaglietti ricca di contenuti e personalizzazioni. Ferrari, però, è sinonimo di competizioni e monoposto e quindi al Motor Show sarà protagonista nella pista del MotorSport Stadium di gare ed esibizioni. Sabato 6 dicembre sarà infatti di scena Luca Badoer alla guida di una Ferrari di Formula 1, per l’ormai tradizionale passerella con simulazioni di pit-stop. Nella stessa giornata saranno presenti anche i piloti del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli e Coppa Shell, per l'altrettanto consueta appendice del calendario sportivo della Casa di Maranello, e le vetture del Programma Fxx. Un vero e proprio Ferrari Day che ogni anno attira a Bologna decine di migliaia di ferraristi da tutto il mondo.


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20/11/2008

La Ferrari regala un test a Rossi

La Ferrari regala un test a Rossi

I giri il dono della casa di maranello per la sua nuova conquista del motomondiale. Il «Dottore» è sceso in pista al Mugello con la vettura di F1, ma non è stata una prova per farlo entrare nel circus

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FIRENZE - Un giro sulla «Rossa» per il «Dottore». Valentino Rossi è sceso in pista al Mugello con la Ferrari F2008, la monoposto che ha disputato la stagione di Formula 1 appena conclusa. Poco dopo le 11, il fenomeno di Tavullia si è calato nell'abitacolo della «Rossa», usando un casco uguale nel disegno a quello utilizzato nei gran premi della Moto Gp, per effettuare due giri di pista con andatura molto prudente, utili ai meccanici per verificare il corretto funzionamento della vettura e al pilota per saggiare le condizioni della pista.

I TEST - Ad assistere ai test erano presenti anche il Team manager Yamaha, Davide Brivio, il padre Graziano Rossi e il direttore generale della Gestione sportiva, Ferrari Stefano Domenicali. Le prove, non dovranno servire a Rossi per decidere su un eventuale futuro in Formula 1, come era accaduto circa tre anni fa nei precedenti test, ma sono più semplicemente il regalo che la Ferrari ha voluto fare al «Dottore» per la conquista del campionato 2008 in Moto Gp.


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