17/08/2011

Scandalo «News of the world»: una lettera inchioda Murdoch e i big del gruppo

Scandalo «News of the world»: una lettera inchioda Murdoch e i big del gruppo

Gli avvocati del giornale: sia ruper che james hanno mentito ai parlamentari. Nella missiva uno dei giornalisti incriminati spiegava: pagamenti ai detective fatti dai manager del gruppo

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10/07/2011

L'ultimo numero di News of the World

L'ultimo numero di News of the World

Molti collezionisti a caccia dell'edizione domenicale. Rupert Murdoch in arrivo a Londra per gestire la crisi. Stampate cinque milioni di copie, quasi il doppio

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23/11/2009

La guerra del web: Murdoch si allea con Gates in funzione anti-Google

La guerra del web: Murdoch si allea con Gates in funzione anti-Google

 

NewsCorp sarebbe in trattativa con Microsoft per cedere a quest'ultima il diritto esclusivo d'indicizzare i propri siti, i siti del magnate australiano sarebbero rintracciabili solo con il motore di ricerca bing

 

Rupert Murdoch (Reuters)
Rupert Murdoch (Reuters)

Un patto del web tra Microsoft e la NewsCorp di Rupert Murdoch. Obiettivo: dare fastidio a Google. Si apre un altro fronte nella guerra che il tycoon australiano, proprietario di un vasto impero mediatico che sul web spazia dal Washington Post e il Sun, ha dichiarato al motore di ricerca di Mountain View, colpevole, secondo Murdoch, di trarre ingiustamente profitti dai contenuti giornalistici prodotti dal network NewsCorp. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Murdoch sarebbe in trattativa con Microsoft per cedere a quest'ultima il diritto esclusivo d'indicizzare nel proprio motore di ricerca Bing, che, soprattutto nei Paesi anglofoni, vuole proporsi come vera alternativa a Google, i risultati inerenti ai siti di proprietà di NewsCorp. In parole povere, Microsoft sarebbe disposta a pagare per sottrarre a Google il traffico generato dalle risultati delle ricerche sul network di Murdoch, che scomparirebbe dalla lista di siti indicizzati da Google. Quest'ultima, alle accuse dell'imprenditore australiano, che ha parlato senza mezzi termini di furto di contenuti da parte di Big G. ha sempre replicato che il motore di ricerca porta traffico ai siti e che per titolari dei domini web in qualsiasi momento è possibile decidere di escludere il loro sito dall'indicizzazione di Google.

LA TRATTATIVA - La trattativa con Microsoft, dunque, ancora alla fase iniziale, sarebbe dunque uno strumento di pressione per costringere Google a pagare, sotto la minaccia di vedere avvantaggiato un proprio concorrente. Una prospettiva che finora Google non ha mai preso in considerazione: dopo un meeting la scorsa settimana tra i vertici di Microsoft e gli editori dei principali giornali online britannici, cui Microsoft s'impegnava a garantire migliori posizioni nei risultati delle ricerche, un portavoce di Google aveva dichiarato che l'azienda non era per nulla preoccupata, liquidando il tutto così: «Dal punto di vista economico non è la voce principale dei nostri ricavi». Microsoft pagherà dunque per trasformarsi nel contenitore ufficiale dei siti e delle news di Murdoch? E' ancora tutto da vedere. Nessuna delle due parti ha per ora rilasciato alcun commento. Anche se pochi giorni fa, rispondendo ad una domanda sul tema, Murdoch aveva definito improbabile che l'azienda di Redmond pagasse per garantirsi l'esclusività dei suoi contenuti online: «Se dovessero pagare tutti per tutto quello che inseriscono nel loro motore, non avrebbero nessun profitto». Pochi giorni dopo, però, la trattativa è cominciata.

Elvira Pollina


11/11/2009

Google contrattacca: se Murdoch vuole se ne vada

Google contrattacca: se Murdoch vuole se ne vada

 

Murdoch attacca, ma Google non piega la testa. Il motore di ricerca ha emesso un comunicato ufficiale con il quale si rivolge a tutti gli editori: "Non diciamo al signor Murdoch o a qualunque altro editore che dovrebbero togliere i loro contenuti da Google: ci limitiamo a ricordare che ognuno può decidere se e come i contenuti possono essere inclusi nelle ricerche del motore, e che ci sono modi molto semplici di rimuoverli se così
decidono".

Il magnate dell’informazione Rupert Murdoch aveva accusato il motore di ricerca di "rubare" le notizie trasmesse via internet dalle sue testate, minacciando di bloccare i contenuti online di "Wall Street Journal", "The Times" e "Sun". 

La società di Mountain View ribadisce gli editori in genere sono ben contenti del servizio, perché costituisce una "formidabile fonte di promozione", in quanto consente di avere "circa 100 mila click al minuto" nel completo rispetto del copyright. "Gli editori mettono i loro contenuti sul web perchè vogliono farli trovare; pochissimi scelgono di non includerli nella ricerca di Google news e sul web. Ma se ce lo chiedono, noi li togliamo".


19/10/2009

Parte la sfida a Rai-Mediaset Il digitale terreste sul decoder Sky

Parte la sfida a Rai-Mediaset Il digitale terreste sul decoder Sky

 

Televisore Hd a rate con soli 50 euro d'anticipo. E i canali Hd da 16 diventando 30 entro la fine del 2010

 

Rupert Murdoch, proprietario di Sky (Fotogramma)
Rupert Murdoch, proprietario di Sky (Fotogramma)

Sky «risponde» alla concorrenza del digitale e alla rinuncia alla piattaforma satellitare da parte della Rai e promuove la sua rivoluzione d'ottobre: incrementa da 16 a 30 i suoi canali in HD entro il 2010, offre, a partire dal 23 ottobre, un televisore Full HD per tutti gli abbonati Sky con soli 50 euro di anticipo e rate a partire da 6 euro al mese e a dicembre lancia la Digital Key, una chiavetta che, collegata al decoder Sky, permette di accedere a tutta l'offerta gratuita in chiaro del digitale terrestre integrata nell'Epg di Sky (ovvero la Guida elettronica dei programmi, un modo per avere sullo schermo l'elenco dei programmi trasmessi dai canali della piattaforma satellitare). Nella guerra delle offerte, il contrattacco di Sky prevede anche la possibilità, da subito, di abbonarsi ai pacchetti Sky Cinema, Sport e Calcio senza sottoscrivere tutti i cinque generi del pacchetto Mondo.

PIU' CANALI HD - Già oggi, sottolinea una nota Sky, 1 milione di famiglie italiane vedono i 16 canali in HD di Sky con cinema, sport, intrattenimento, documentari nella qualità dell'altra definizione senza costi aggiuntivi rispetto al pacchetto prescelto. E Sky conferma che il numero di canali HD continuerà a crescere, diventando 30 entro la fine del 2010. Inoltre annuncia l'arrivo di un nuovo strumento che semplificherà l'accesso a tutti i canali in chiaro presenti sulle principali piattaforme televisive, con un unico decoder e un solo telecomando. A partire dal 23 ottobre, grazie all'offerta «Sky, Tv Tutto Incluso» sia chi è già abbonato sia chi intende abbonarsi a Sky, potrà entrare nel mondo dell'Alta Definizione in modo rivoluzionario.

IL TELEVISORE - Con 50 euro di anticipo sarà possibile acquistare un televisore Full HD - da scegliere tra vari modelli per dimensioni e marca - pagando le successive 36 rate mensili in abbinamento con la sottoscrizione di qualsiasi combinazione di pacchetti Sky (in occasione delle prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi invernali di Vancouver sarà possibile per la prima volta in Italia vedere tutti gli eventi e seguire in diretta tutte le gare cui parteciperanno atleti italiani). «Sky, Tv Tutto Incluso», segnala Sky, «è frutto di un accordo con i principali produttori di televisori e con le più importanti catene della grande distribuzione dell'elettronica di consumo».

I PACCHETTI - In più da oggi si può accedere ai pacchetti Sport Calcio e Cinema in modo più conveniente, senza sottoscrivere tutti i cinque generi del pacchetto Mondo. Le nuove combinazioni di pacchetti potranno essere sottoscritte sia da coloro che sono già abbonati a Sky sia da coloro che intendono abbonarsi.

DIGITALE - A dicembre, infine, quella che è forse l'iniziativa più aggressiva contro la concorrenza: Sky consentirà ai propri abbonati di completare il passaggio alla tv digitale accedendo anche ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre grazie a Digital Key, una piccola penna Usb con funzione di sintonizzatore Tv Digitale Terrestre che, collegata al decoder Sky Hd o My Sky Hd, consentirà di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sul digitale terrestre in un modo semplice: infatti la chiavetta integrerà nella Guida Tv Sky la programmazione dei canali dtt consentendo di fare zapping su tutta l'offerta digitale in chiaro senza cambiare telecomando.


07/08/2009

Il «Sunday Times» sarà il primo sito a pagamento di Murdoch

Il «Sunday Times» sarà il primo sito a pagamento di Murdoch

 

MEDIA. L'iniziativa dovrebbe preludere alla trasformazione del sistema mediatico del magnate

 

 

Il «Sunday Times»
Il «Sunday Times»

MILANO - Il Sunday Times sarà il primo sito news a pagamento di Rupert Murdoch, agendo da banco di prova della rivoluzione on line del magnate australiano. Il proprietario del colosso mediatico News Corporation ha infatti annunciato di voler avviare il prossimo anno l'accesso a pagamento per tutti i suoi siti di informazione, dando così inizio alla trasformazione del sistema mediatico, accelerata in questi ultimi mesi dalla crisi economica e dal collasso della pubblicità.

A NOVEMBRE - Secondo fonti del gruppo ascoltate dallo stesso Times di Londra, il gruppo di Murdoch lancerà alla fine di novembre il sito autonomo del Sunday Times, oggi legato alla piattaforma del Times. Tuttavia, non è ancora chiaro se News International, l’affiliata che controlla i giornali britannici di Murdoch, avvierà da subito abbonamenti o addebiterà gli accessi. Al momento, soltanto il Wall Street Journal fa pagare l'accesso al suo sito.


07/07/2009

Tv, Sky scavalca Mediaset

Tv, Sky scavalca Mediaset

 

Relazione annuale al Parlamento del garante nella comunicazione. I ricavi: Rai 2.723 milioni, Sky Italia 2.640, Rti 2.531. Richiamo di Calabrò: «Nei Tg più completezza»

 

 

Berlusconie Murdoch (Imagoeconomica)
Berlusconi e Murdoch (Imagoeconomica)

Sky diviene il secondo gruppo televisivo italiano per ricavi, dopo la Rai che mantiene la supremazia, e prima di Mediaset che scende al terzo posto. È quanto rileva la Relazione annuale al Parlamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata dal presidente Corrado Calabrò alla Camera. I ricavi per operatore risultano così distribuiti: Rai 2.723 milioni di euro, Sky Italia 2.640 milioni, Rti (Reti televisive italiane, la società cui fa capo Mediaset) 2.531 milioni. «La Rai è ancora la principale media company italiana - si legge nella Relazione - con oltre 2,7 miliardi di euro di ricavi anche se in decremento rispetto al 2007 a causa della flessione della pubblicitá (-3,6%). Sky Italia consolida la sua posizione, divenendo addirittura il secondo gruppo televisivo per ricavi». «Il gruppo Mediaset (che scende al terzo posto con un calo della pubblicità dello 0,3%) vede il rafforzamento della propria offerta a pagamento sulla piattaforma digitale terrestre (passando da 125 a 199 milioni di euro». Per l'Agcom si tratta di una struttura caratterizzata dalla presenza «ormai comparabile di tre soggetti, con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore» tv.

NUOVO PANORAMA - «Ne emerge - nota Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni nella sua relazione annuale al Parlamento - una struttura dominata dalla presenza, ormai comparabile, di tre soggetti, con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore televisivo». Mediaset «è leader nella pubblicità e nuovo concorrente nelle offerte a pagamento»; Sky è «di gran lunga leader nella pay tv e nuovo concorrente nella pubblicità"; mentre Rai «mantiene le classiche posizioni attraverso una quota di rilievo nella pubblicità e prelevando le risorse residue del canone». Più in generale, aggiunge il garante, «il fatturato pubblicitario si è contratto portando la quota al 46,4% del totale, mentre, seguendo la tendenza mondiale, è sensibilmente aumentata la componente a pagamento (+12%)».

JAMES MURDOCH: «È SOLO L'INIZIO» - «È solo l'inizio» ha commentato con un sorriso James Murdoch, presidente di Sky Italia, amministratore delegato di New Corporation per Europa e Asia, dopo la relazione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha certificato per il 2008 il sorpasso di Sky su Mediaset nei ricavi. «L'azienda va bene - risponde ai cronisti James Murdoch - e siamo molto orgogliosi. Il mercato è ampio, c'è spazio per altri soggetti: più competizione vuol dire più dinamismo. Speriamo di continuare a crescere, potranno farlo anche gli altri. I clienti sono felici - conclude - e vogliamo renderli ancora più soddisfatti».

CONFALONIERI: «IMPORTANTE E' FARE UTILI» - «Prendo atto del sorpasso» di Sky Italia sui ricavi rilevato dal presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò ai danni di RTI. Fedele Confalonieri, al termine della relazione annuale dell'Agcom sottolinea che «l'importante è la bottom line, è fare gli utili. Ci davano del monopolista...»


PROBLEMA DI COMPLETEZZA NELL'INFORMAZIONE - Calabrò ha poi osservato che nel panorama dell’informazione televisiva «emerge un problema di completezza e obiettività dell’informazione, specie nei telegiornali, anche al di fuori del periodo elettorale». Parlando a Montecitorio, Calabrò lamenta anche come sia rimasta "scetticamente inevasa l’esigenza della riforma della Rai, tuttavia irrinunciabile se non altro per dare alla gestione maggiore efficienza e alle testate maggiore indipendenza alla politica".


03/07/2009

Grande fratello da record Reclusi spiati per 5 mesi

Grande fratello da record Reclusi spiati per 5 mesi

 

Palinsesti: Bonolis e De Filippi confermano un progetto comune. Novità Mediaset. Berlusconi jr. contro Sky: «Perde abbonati»

 

 Alessia Marcuzzi (Omega)
Alessia Marcuzzi (Omega)

Mediaset raffor­za le barricate. All’onda lunga della crisi, il gruppo risponde schierando i suoi sorridenti vol­ti noti alla guida dei rispettivi programmi di successo. «Il mer­cato chiede certezza», ha spiega­to il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi durante la ce­na- evento per la presentazione dei palinsesti autunnali, «abbia­mo dei progetti nuovi, ma pen­siamo di lanciarli quando il mer­cato sarà pronto e noi più sere­ni a sperimenta­re ». Poche rivolu­zioni, dunque. Ma qualche novi­tà c’è. A partire dall’occhio del Grande Fratello che per la decima edizione, per la prima volta al mondo, abbatte il confine dei cen­to giorni allun­gandosi sui palin­sesti di Canale 5 per cinque mesi: da ottobre a febbraio. Confermata come pa­drona di «casa» Alessia Marcuz­zi. Ma non sarà l’unico reality dell’ammiraglia Mediaset. A ini­zio settembre andrà in onda un nuovo format, condotto da Pao­la Perego, di cui ancora non esi­ste il titolo (l’originale è Lost in tribe), dove due squadre di con­correnti vip verranno spediti verso non meglio precisati «ma­ri caldi» (poi, il direttore Donel­li ha rivelato che la location po­trebbe essere l’India).

Il timone della domenica pomeriggio pas­sa invece a Barbara D’Urso che, a sua volta, lascia quello di Mat­tino 5 a Federica Panicucci. C’è poi il ritorno di Paolo Bo­nolis che, da metà ottobre, ri­porterà in video il suo Chi ha in­castrato Peter Pan?. Il condutto­re, seduto al tavolo a fianco di Fedele Confalonieri, è stato il primo ad essere intercettato da Piero Chiambretti che ha trasfe­rito nella sala della cena il cast del suo Chiambretti night. Lì Bo­nolis ha ribadito di non aver ri­cevuto nessuna proposta per il prossimo Sanremo: «Se me l’avessero chiesto, l’avrei rifat­to ». E più tardi, sia lui che Ma­ria De Filippi, hanno conferma­to l’intenzione di lavorare ad un progetto comune: «Un evento dedicato alla celebrazione di grandi successi musicali». Su questa ipotesi è intervenuto an­che il vicepresidente: «Si sono trovati. Il progetto non è da escludere. Ma non sarà un con­tro- Sanremo». Nessuna guerra alla Rai e al suo Festival, dun­que. Il «nemico» di Mediaset sembra definitivamente diven­tato Sky. Berlusconi ha preferi­to parlare di «concorrenza», ma i riferimenti a Murdoch e al suo gruppo non sono mancati.

Nell’intervista che Chiambretti ha fatto a Pier Silvio — presen­tato come «l’unico che possa chiamare Berlusconi 'papi' sen­za finire sui giornali» — il di­scorso è presto virato sul ma­gnate australiano: «Perché la si­nistra spinge Murdoch che è proprietario del Wall Street Journal, giornale di destra, e di Fox che ha spinto molto per Bu­sh? », ha chiesto Chiambretti. «Perché pensano che qualun­que modo sia buono per andare contro un nemico politico». E ancora: «È più pericoloso lo Squalo o il Caimano»? (sopran­nomi di Murdoch e Silvio Berlu­sconi). «Non mi fanno paura. Ma qualche squalo l’ho incontrato, un caimano mai». A fine serata, le stilettate sono diventate tecni­che. Sulla sfida digitale-satelli­te, Berlusconi ha citato i dati della pay-tv di Mediaset: «Un +70% delle attività complessive di Premium» e li ha accostati al­l’ascolto Sky che «a maggio, in Sardegna (dove l’analogico è sta­to spento, ndr), da quando il di­gitale è andato a regime, ha per­so il 2,5%. Sky è ferma e il loro bilancio tra disdette e nuovi ab­bonati è negativo. Pensiamo di averli bloccati con la nostra of­ferta. Abbiamo deciso di fare concorrenza a un signore che è monopolista di fatto».

E per po­tenziare il digitale, Mediaset punta ora ad arricchire il bouquet dei canali gratuiti: «Stiamo lavorando al progetto Italia 2, una rete che sarà molto giovane e spregiudicata e che partirà nel 2010». Ma conclude: «La sfida è ancora lunga».

Chiara Maffioleti


20/02/2009

Piersilvio: «Sky è solo la tv delle élite. Vogliamo incalzare Murdoch ovunque»

Piersilvio: «Sky è solo la tv delle élite. Vogliamo incalzare Murdoch ovunque»

 

Berlusconi junior: «Mi fa tenerezza la sinistra che appoggia l'australiano: è il loro opposto», «Veltroni non ha fatto sceneggiate, è stato serio. Mentana? Ho deciso io»

 

(Ansa)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MILANO — «Mi fanno quasi tenerezza, per non dire altro, quelli che nel centrosinistra si sono innamorati di Murdoch. Pensi: un signore che ha scalato e conquistato il Wall Street Journal, bibbia dei repubblicani americani e del capitalismo globale, che ha lanciato Fox-tv, il network che ha sostenuto per due mandati George W. Bush... ». Sorride Pier Silvio Berlusconi raccontando l'apparente paradosso italiano. Apparente soprattutto alla luce dello psicodramma che stanno attraversando i democratici dopo le elezioni sarde. Forse a renderlo così tranquillo è anche il fatto di aver superato il caso Mentana in scioltezza con il colpo di aver preso Alessio Vinci dalla Cnn, incassando anche i complimenti del network tv roccaforte del giornalismo mondiale. Ma concede ben poco alla diplomazia il vicepresidente esecutivo di Mediaset quando parla di concorrenza. Soprattutto dopo avere letto le cronache da Davos e le parole di James Murdoch, figlio di Rupert, e numero uno delle attività europee del colosso multimediale NewsCorp. «Ho letto che in Italia si sente ostacolato dall'establishment... Sarà, ma a noi sembra esattamente il contrario».

 
 
 
In Italia però Murdoch c'è arrivato come vaso di coccio tra le due corazzate Rai e Mediaset...
«No, si è insediato come monopolista del satellite. Un monopolio che ancora oggi ha ben saldo nelle sue mani».

Mi scusi ma i suoi accenti sembrano tanto dovuti alla reazione di chi soffre la concorrenza sul proprio territorio...
«Esattamente il contrario. Noi facciamo tv generalista gratuita. Loro tv tematica a pagamento. Sono due modelli di business completamente diversi. E gli ascolti lo dimostrano: Canale 5 da sola con il 23% è la prima rete italiana, gli oltre cento canali Sky fanno l'8-9% tutti insieme».

A dire il vero Sky è sulla bocca di tutti...
«Più che altro è sulla bocca del sistema mediatico. Sky può essere vista da 4,7 milioni di famiglie italiane su un totale di 24 milioni. A volte le élite scambiano le proprie abitudini e i propri consumi come fossero quelli di tutti. Ma non è così».

Ora non faccia lei la vittima.
«Tutt'altro. Senza voler parlare della crisi economica, e guardando agli ascolti televisivi, questo per noi è uno dei periodi migliori. Come le dicevo, Canale 5 è la prima rete italiana, si sta facendo un ottimo lavoro. Italia 1 è terza rete assoluta e Retequattro è sopra gli obiettivi. E se guardiamo al target commerciale, gli ascolti del pubblico tra 15 e 64 anni, quelli più interessanti per gli investitori pubblicitari, la nostra leadership è ancora più netta».

A proposito di pubblicità: che aria tira? La tv è il primo mezzo a captare i segnali di ripresa.
«Per ora oggettivamente di segnali di ripresa non se ne captano. Noi ci stiamo difendendo bene, ma il mercato è ancora molto complicato e la visibilità sul futuro è scarsissima».

Torniamo a Sky: ha appena detto che non vi dà fastidio, questa è una notizia.
«Un momento. Noi siamo in concorrenza, in forte concorrenza con Sky».

Decida, concorrenza o no?
«Mi faccia dire: sul fronte del fatturato le dimensioni di Sky Italia sono già simili alle nostre. E certo non sono i nuovi arrivati, nati in un garage, che si battono contro una multinazionale. Il gruppo Newscorp nel 2008 ha fatturato dieci volte il gruppo Mediaset e il loro utile netto è pari ai nostri ricavi in Italia».

D'accordo ma è concorrenza o no?
«Loro hanno tanti canali di nicchia con prodotti principalmente acquistati, professionali ma freddi, preconfezionati. Noi investiamo oltre un miliardo di euro ogni anno in contenuti italiani e offriamo gratuitamente una tv calda, fatta con i talenti più forti: riusciamo ad aggregare i migliori conduttori, autori e produttori. E regaliamo al pubblico il grande intrattenimento, fiction di alta qualità, informazione. E poi film e telefilm da tutto il mondo. Siamo in concorrenza con Sky, ma la loro è un'offerta complementare alla nostra. Tanto è vero che anche chi paga la pay via satellite guarda soprattutto le nostre reti gratuite».

Così calda la vostra tv che ogni tanto qualcosa vi scappa di mano, vedi il caso Mentana. Chi ha preso la decisione di metterlo fuori?
«Nessuno l'ha messo fuori, si è dimesso lui con un comunicato. Ho deciso io di non affidargli le finestre dentro il Grande Fratello. E l'ho fatto più per motivi editoriali che commerciali. Intanto la notizia era stata ampiamente data da tutti i tg. E a fronte di novità cruciali eravamo pronti a dare spazio al Tg5. Ma farlo a prescindere da nuove notizie sarebbe stato un approccio troppo sensazionalistico. E comunque Matrix è un programma di approfondimento: che senso avrebbero avuto dei commenti nel bel mezzo del Grande Fratello?
I commenti li abbiamo affidati a Emilio Fede con tutto il tempo necessario ».

Mentana come Veltroni, dimissioni pubbliche.
«Dimissioni quelle di Veltroni senza sceneggiate. Date pubblicamente e confermate. Un comportamento serio».

Dicono però che con Mentana vi siete tolti dalle scatole un giornalista che è sempre stato scomodo. Magari con il consenso del centro-destra e di suo padre.
«Questa è grossa. Che c'entra mio padre? Mi ha chiamato a cose fatte, stupito: "Ma che cosa è successo?". Non sapeva nulla di Mentana come da anni non sa quasi nulla della vita quotidiana di Mediaset. Anche della scelta di Alessio Vinci non era al corrente».

Un colpo di reni la mossa di bussare alla Cnn...
«È successo tutto in 48 ore. Mercoledì scorso abbiamo iniziato a pensare alla nuova conduzione. Siamo partiti da una rosa ampia, con nomi noti e professionisti capaci. Ma a un certo punto abbiamo capito che dovevamo uscire dal quadrato, innovare davvero, anche rischiando di più. Abbiamo consultato Alessio Vinci e giovedì l'ho incontrato con Mauro Crippa ».

Vi deve aver convinto vista la velocità.
«Mi è piaciuto subito: davvero preparato e con un piglio molto televisivo. Lui era onorato della proposta e la Cnn ha accettato subito di liberarlo perché Mediaset e Canale 5 sono un marchio di qualità internazionale. Con buona pace di chi in Italia finge atteggiamenti snob verso la tv generalista».

A sentir Mentana dalle parti di Mediaset i metodi sono sovietici.
«E certo… Per questo Vinci condurrà con il colbacco...».

Battute a parte, Fiorello intanto ha scelto Sky: ed è chiara la volontà di Sky di offrire anche contenuti «caldi» come i vostri.
«È la concorrenza. E le dico onestamente che noi non siamo stati a guardare: abbiamo deciso di iniziare un'avventura tostissima, provare a rompere il monopolio nella pay tv con Mediaset Premium. Ci siamo inventati, primi al mondo, l'offerta tv con carta prepagata e dopo un esordio solo con partite di calcio in pay-per-view, dall'anno scorso abbiamo lanciato una proposta completa, con offerte 24 ore su 24 ricchissime per qualità e quantità. Risultato: già nel 2008 circa 400 milioni di fatturato. E trasmettiamo sul digitale terrestre, la piattaforma che entro il 2012 vedranno tutti gli italiani».

E allora perché state facendo un'offerta satellitare con la Rai e Telecom alternativa a Sky?
«Non è alternativa a Sky. Vogliamo solo far vedere il digitale terrestre anche nelle zone più sperdute dove solo il satellite riesce a far giungere il segnale. Non è giusto che chi può ricevere la tv generalista solo via satellite, pagando il canone per la Rai o gratuitamente nel caso di Mediaset, non possa accedere a tutta la nostra offerta. Noi la concorrenza a Murdoch la facciamo già non sul satellite ma con Premium, la pay sul digitale terrestre. E per il futuro non escludo che ci misureremo con loro anche all'estero».

Come all'estero?
«Si tende a dimenticare che Murdoch oltre ai giornali, ai network tv in tutto il mondo e alla major cinematografica, possiede anche il primo canale pay in Gran Bretagna, il primo in Germania e l'elenco può continuare. Se noi non cresciamo c'è il rischio che l'Italia perda un altro presidio industriale, quello televisivo. È già successo nell'informatica, nella farmaceutica… Mediaset è un'eccellenza italiana, andrebbe perlomeno difesa».

Ci sta dicendo che dopo Telecinco ci sarà una Mediaset inglese, tedesca...

«Non vogliamo perdere terreno nel nostro Paese, anzi vorremmo conquistarne. E per continuare a competere davvero dobbiamo pensare anche a una solida presenza in Europa».

Allora è vero che avete aperto vari dossier: Prosieben in Germania, Itv in Gran Bretagna, Digital Plus in Spagna.
«Guardi, noi siamo un'azienda sana che non ha mai fatto follie. E con questa crisi ci vuole ancora più prudenza ma ci potrebbero anche essere grandi opportunità. Come sempre, se ci fosse l'occasione giusta saremmo pronti a coglierla. È già successo con Endemol che è leader mondiale dell'intrattenimento tv e continua a crescere».

 


05/02/2009

Ufficiale Sky: dal primo aprile Fiorello alla corte di Murdoch

Ufficiale Sky: dal primo aprile Fiorello alla corte di Murdoch

 

Contratto di un anno. Si inizia con con la messa in onda del «Fiorello Show». Con un programma di quattro volte alla settimana per mezz'ora sul canale 109 Sky Vivo

 

Fiorello all'uscita da palazzo Grazioli dove il 22 gennaio scorso ha incontrato Silvio Berlusconi (Ansa)
Fiorello all'uscita da palazzo Grazioli dove il 22 gennaio scorso ha incontrato Silvio Berlusconi
ROMA - È ufficiale: Fiorello arriva a Sky er pun anno e comincia con un programma di quattro volte alla settimana per mezz'ora dal primo aprile. A comunicarlo è la stessa Sky.

L'ACCORDO - In una nota, la pay tv italiana «conferma di aver formalizzato nei giorni scorsi un accordo di collaborazione con Fiorello. L'accordo ha una durata di un anno e si sviluppa attraverso un percorso di iniziative artistiche che prevedono tra l'altro un'esclusiva relativa a programmi televisivi incentrati sullo stesso Fiorello. Lo showman - è spiegato - collaborerà in modo continuativo, assieme al suo gruppo di lavoro, con Sky arricchendone la programmazione d'intrattenimento con il suo talento straordinario e la sua creatività inimitabile».

STO LAVORANDO - «Sto lavorando con molta passione a questo nuovo progetto - ha detto Rosario Fiorello - che mi riporterà davanti al pubblico, dal vivo, una forma di spettacolo che mi ha stimolato particolarmente nel corso di questi ultimi anni. Ringrazio Sky di essersi appassionata al progetto, di aver scelto di sostenerlo e di condividere con me questa nuova avventura».

FIORELLO SHOW -La collaborazione tra Sky e Fiorello partirà «il primo aprile con la messa in onda del Fiorello Show, che sarà visibile con quattro appuntamenti settimanali sul canale 109 di Sky, attualmente denominato Sky Vivo, ma che in quella data cambierà nome e palinsesto. Il programma - spiega ancora la nota - della durata di mezz'ora, proporrà una sintesi televisiva di alcuni momenti degli show che Fiorello realizzerà dal vivo, sera dopo sera, davanti a un pubblico di 2.500 persone, in un teatro tenda in Piazzale Clodio, a Roma, dove lo spettacolo sarà in pianta stabile fino al 19 giugno». Al Fiorello Show «lavorerà il team artistico di Fiorello, lo stesso che lo ha accompagnato in questi anni nelle sue produzioni televisive, teatrali e radiofoniche di straordinario successo: gli autori Francesco Bozzi, Riccardo Cassini, Alberto di Risio e Federico Taddia, con la regia di Giampiero Solari».

LA RAI - E la tv di Stato come l'ha presa? «In bocca al lupo a Fiorello, artista di grandissima e riconosciuta qualità, per questa nuova avventura. Per lui le porte della Rai sono sempre aperte». A ribadirlo è il direttore generale di Viale Mazzini, Claudio Cappon.