06/02/2011

Grave incidente di Kubica nel rally di Andora

Grave incidente di Kubica nel rally di Andora

Trasferito con l'elicottero dei vigili del fuoco all'ospedale. Il pilota di F1 della Renault è uscito di strada a velocità sostenuta schiantandosi contro il muro di una chiesetta

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23/01/2011

Schianto in auto, morti tre ragazzi

Schianto in auto, morti tre ragazzi

Nel piacentino - le vittime avevano 16, 18 e 26 anni. L'impatto contro il muro di una casa. Grave il conducente, 22 anni, alla guida sotto l'effetto dell'alcol

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04/09/2010

Finiscono con l'auto contro un muro. Morti tre giovani di 18 e 19 anni

Finiscono con l'auto contro un muro. Morti tre giovani di 18 e 19 anni

Viaggiavano a bordo di una macchina tra via Tuscolana e via Vermicino quando il conducente ha perso controllo

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25/12/2009

Como, spesi 16 milioni di euro per un muro da abbattere

Como, spesi 16 milioni di euro per un muro da abbattere

 

Un'ennesima storia di sprechi nella pubblica amministrazione, documentata dalla rubrica "Di Tasca Tua". Si parla, questa volta, di una recinzione che copre la vista del lago e che sarà demolita con un costo aggiuntivo di altri 2 milioni

 

 

Centocinquanta metri di lunghezza per un metro e settanta di altezza. Sono queste le misure del muro sul lago di Como, edificato nel 2006 per un costo di oltre 15 milioni di euro e destinato a essere abbattuto dopo le proteste dei cittadini. Allungata negli ultimi mesi nonostante che il sindaco Bruni parlasse di una sua demolizione entro il febbraio 2010, l'opera, benché inutile e paesaggisticamente dannosa, è stata costruita per non perdere i fondi stanziati dalla legge Valtellina di 20 anni fa. E come se non bastasse l'abbattimento costerà altri 2 milioni di euro a carico della Regione.


13/12/2009

Show di Corona in tv. Dà un pugno al muro e rischia la frattura

Show di Corona in tv. Dà un pugno al muro e rischia la frattura

 

Durante il programma di canale 5 «matrix». Scatto d'ira per il fotografo condannato in primo grado a Milano a 3 anni e 8 mesi per estorsione

 

 

 

MILANO - Questa volta Fabrizio Corona lo show lo ha fatto in televisione. Ieri se­ra puntata di Matrix , la tra­smissione di approfondimen­to giornalistico di Canale 5, dedicata al paparazzo condan­nato due giorni fa per le foto e i ricatti ai vip. Corona è in studio: difende il suo modo di lavorare, contesta la sen­tenza dei giudici milanesi. A modo suo. A un certo punto non sopporta più le doman­de e le provocazioni. Si alza di scatto e dà un pugno con forza contro la scenografia della trasmissione. Non è fin­zione, l’urto è violento. Du­rante l’interruzione pubblici­taria vengono chiamati i me­dici del 118.

MANO FASCIATA - Alla ripresa della trasmissione la mano destra di Corona è vistosamente fa­sciata. Il conduttore Alessio Vinci fa sapere che i medici sospettano che ci sia una frat­tura. Poi gli chiede come sta. «Il dolore non è una cosa che mi riguarda», risponde con aria da spaccone il fotografo. Giovedì scorso Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi per estorsione e ten­tata estorsione dai giudici del­la quinta sezione penale del tribunale di Milano nell’ambi­to della cosiddetta inchiesta «Vallettopoli». In sostanza è stato riconosciuto colpevole di aver ricattato sportivi e per­sonaggi famosi per alcune fo­to ritenute compromettenti. Dopo la sentenza Corona ave­va commentato a caldo: «Me ne vado, mi vergogno di esse­re italiano». Ieri sera Corona ha ribadito la sua linea di difesa. E dopo lo scatto d’ira ha chiesto scu­sa a Belen Rodriguez, la sua attuale compagna. «Le avevo promesso di mantenere la cal­ma », ha detto il fotografo.


15/11/2009

Sarkò picconatore a Berlino? La Rete lo castiga con le foto burla

Sarkò picconatore a Berlino? La Rete lo castiga con le foto burla

 

Il caso. L'immagine del presidente francese a Berlino scatena la fantasia degli internauti

 

Le foto brula in Rete: sopra Sarkozy nell’affresco di Michelangelo

 

PARIGI - Tutto è cominciato con la pubblicazione di una foto su Facebook. L'immagine, che sarebbe stata scattata il 9 novembre del 1989 e postata dallo stesso Nicolas Sarkozy, ritrae l'attuale presidente francese mentre piccona una sezione del Muro di Berlino. Alcuni internauti, già a poche ore dalla pubblicazione della foto, hanno subito messo in discussione l'autenticità dell'immagine e molti hanno sottolineato di non credere che in quella giornata storica di 20 anni fa il Presidente fosse a Berlino. Alcuni buontemponi invece hanno immediatamente ideato le contromosse. Hanno creato diversi gruppi su Facebook e su Twitter in cui prendono in giro il Presidente francese dimostrando, prove (fasulle) alla mano, che Nicolas Sarkozy, nei momenti più importanti della storia dell'umanità, è sempre stato al posto giusto nel momento giusto.

IL PRESIDENTE ONNIPRESENTE - Grazie alla fantasia del popolo del web, Sarkò diventa non solo il principale protagonista degli eventi che hanno segnato la storia francese (dalla presa della Bastiglia fino ai mondiali di calcio del 1998 vinti dalla nazionale transalpina), ma anche delle più famose vicende internazionali. Sul blog "Coups droits" di Alain Auffray, giornalista del quotidiano di sinistra Liberation, l'utente Hunter scrive che da oggi in poi «la storia dell'umanità deve essere riscritta». Infatti dalle immagini postate sulla rete si evince che il Presidente Francese è il vero artefice della storia. Egli sostituisce addirittura Dio e nell’affresco La Creazione di Adamo di Michelangelo lo vediamo, con vistosi occhiali da sole e circondato dagli angeli, dare vita al primo essere umano. La volontà di Sarkò può tutto: come mostrano le immagini postate sul web è lui che crea da solo le tre Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino a Giza, in Egitto. È lui che scopre l'America al posto di Colombo nel 1492 ed è alla guida del popolo parigino durante la Rivoluzione Francese. È la sua sagoma quella vicino a Winston Churchill a Yalta durante il celebre summit della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. È sempre l'attuale Presidente francese il primo essere umano a mettere piede sulla Luna. E poi è lui che ferma i carri armati in Piazza Tienanmen. Infine Sarkò è anche il protagonista di scoperte scientifiche e di eventi più «popolari». Ad esempio la vera mente che inventa la penicillina è quella del Presidente francese. E nonostante tutti gli impegni che ha, riesce anche a diventare il quinto membro dei Beatles e il vincitore di una medaglia olimpica.

COMMENTI IRONICI - I commenti ironici sul web la fanno da padrone: «Peccato che quel giorno Sarkò fosse in Inghilterra per registrare canzoni insieme ai Beatles - scrive un utente che usa il nickname "Franpi Barriaux" su Twitter - Sicuramente avrebbe impedito l'uccisione di Kennedy». E tornando alla notte dei tempi un altro utente spiega: «Giocando con due pietre, Sarkozy scoprì il fuoco». E ancora: «Fu proprio lui ad accordare la chitarra di Jimmy Hendrix prima del concerto di Woodstock>. Per adesso Sarkozy non ha ancora rilasciato nessun commento e nessuno sa se sia infastidito dalla burla multimediale. Sulla sua pagina di Facebook sono arrivati molti commenti violenti. Molti accusano il presidente di essere un bugiardo per aver scritto che la notte del 9 novembre del 1989 era a Berlino: «Ecco un'altra bugia del nostro presidente» taglia corto un utente di Facebook, mentre altri usano l'ironia: «Sicuramente signor presidente. La credo. Anch’ io, assieme a mio fratello, quel giorno, ho distrutto il muro. Ma nel mio giardino». Anche il giornalista francese Alain Auffray ha definito «una menzogna» il post del presidente pubblicato sul social network: «È impossibile che Sarkozy fosse a Berlino quel giorno - scrive il redattore di Liberation sul suo blog -. La mattina del 9 novembre nessuno né a Parigi, né a Berlino, poteva immaginare che il muro sarebbe crollato. Solo alle 20 si è cominciato a parlare di libera circolazione dei berlinesi. E non prima delle 23 i cittadini di Berlino Est hanno cominciato ad ammassarsi davanti alla frontiera».

 

LA FOTOGALLERY

Francesco Tortora

corriere.it


Francia: polemica su una foto di Sarkozy a Berlino alla caduta del Muro

Francia: polemica su una foto di Sarkozy a Berlino alla caduta del Muro

 

Siti e giornali francesi smentiscono il presidente sulla data: non era là il 9 novembre 1989. Ma il primo ministro Fillon assicura di averlo incontrato tra la porta di Brandeburgo e il check-point Charlie

 

Sarkozy piccona il Muro (da Libération.fr)
Sarkozy piccona il Muro (da Libération.fr)

PARIGI - Scoppia la polemica in Francia sulla presenza di Nicolas Sarkozy a Berlino il 9 novembre 1989 quando cadde il Muro. Il presidente francese domenica ha messo su Facebook il ricordo di quel giorno e una foto che lo ritrae mentre sta picconando la divisione in cemento armato, ma molti giornali e siti internet mettono in dubbio l'autenticità non tanto della foto in sé, ma la data esatta.

LE MONDE - Secondo "Le Monde", Sarkozy si sarebbe "sbagliato" di una settimana, visto che il suo viaggio a Berlino risalirebbe al 16 novembre 1989. In particolare, un'agenzia AFP, datata 17 novembre, riferiva di un viaggio di Nicolas Sarkozy, Alain Juppé e Jean-Jacques de Peretti a Berlino il 16 novembre. Proprio M. de Peretti, che in un primo tempo aveva confermato la versione di Sarkozy, ha confermato di non essere stato a Berlino «due volte». E lo stesso Alain Juppé, in una sua biografia, parla del 16 novembre.

FILLON: «ERA A BERLINO, L'HO VISTO» - A difendere il presidente è il primo ministo François Fillon, che assicura di aver incrociato Sarkozy a Berlino proprio la sera del 9 novembre 1989. «Ero a Berlino dal 7 novembre per partecipare a un dibattito sulle relazioni Est-Ovest», ha spiegato Fillon, che a quei tempi faceva parte della commissione Difesa dell'Assemblea nazionale. «Abbiamo passato tutto il pomeriggio e la serata ad assistere alle prime grandi manifestazioni nei pressi del Muro. Verso le 23 abbiamo incrociato tra la porta di Brandeburgo e il check-point Charlie Alain Juppé (allora primo ministro), che era accompagnato da Nicolas Sarkozy e da Philippe Martel, responsabile delle relazioni internazionali del Rpr (l'ex partito gollista)», ha detto il premier.


28/09/2009

Como: «Il muro sul lago verrà abbattuto»

Como: «Il muro sul lago verrà abbattuto»

 

Domenica si e' svolta una manifestazione di protesta. Il sindaco Stefano Bruni: la barriera sarà sostituita da paratie mobili. «Avremo l'aiuto della Regione»


(foto Newpress)

MILANO - «Il muro, che era previsto dal progetto, non ci sarà più; verrà abbattuto e sarà interamente sostituito da paratie mobili». Lo ha dichiarato oggi il sindaco di Como Stefano Bruni, sotto assedio nelle ultime ore, insieme all'assessore alle Grandi opere, Fulvio Caradonna, sul caso del muro costruito sul lungolago. «Nei prossimi giorni - ha detto il primo cittadino - saremo in grado di fornire i dettagli tecnici, ma il muro verrà abbattuto. Dovrà essere sostenuto un certo costo, tuttavia la Regione è con noi. Ho parlato questa mattina con Roberto Formigoni e il presidente sostiene questa ipotesi; è questa la priorità».

(foto Newpress)

(foto Ipp)

 

LA PROTESTA - Sembrerebbe chiudersi, così, la diatriba che ha visto l'intera città sollevarsi contro il primo cittadino del capoluogo lariano per difendere il lungolago, dove da due anni è in costruzione un sistema di paratie mobili anti-esondazione. Il muro «dello scandalo», che domenica ha visto scendere in piazza esponenti politici e comaschi senza bandiera, doveva essere alto 25 centimetri e degradare poi nell'acqua. La barriera di cemento che ha rischiato di mandare a casa la giunta di centrodestra era una varian­te al progetto originale, com­piuta in corso d’opera e priva di apparenti giustificazioni. Il sindaco Bruni, Pdl, ha visto prima mon­tare l’ira dei comaschi con cen­tinaia di email inviate ai gior­nali locali, poi la manifestazione di piazza per chiederne l'abbattimento e infine l'affondo della Lega nord e di qualche esponente della maggioranza, schierati ufficialmente contro il progetto. Di fronte alla sollevazione popolare, Bruni si è dovuto arrendere: «Niente muro».

L'INCHIESTA - Il sistema anti-esondazione, del costo di 15 milioni di euro, è finanziato dalla Legge Valtel­lina perché rientra tra le opere giudicate necessarie dopo l’al­luvione del 1987. Il pm Simone Pizzotti nei giorni scorsi aveva aperto un fascicolo contro ignoti e disposto l'acquisizione della documentazione relativa al progetto, per accertare eventuali violazioni alle norme edilizie.



18/04/2009

Cisgiordania, il muro innalzato per separare adesso unisce

Cisgiordania, il muro innalzato per separare adesso unisce

 

I soldi verranno usati per progetti di un’organizzazione giovanile non-profit di Ramallah. Graffitari palestinesi dipingono sulla barriera i messaggi che giungono dal web

 

Il muro che separa Israele dalla Cisgiordania (dal sito www.sendamessage.nl)
Il muro che separa Israele dalla Cisgiordania (dal sito www.sendamessage.nl)

L’idea è di avvicinare il mondo ai palestinesi. Attraverso la barriera di separazione costruita da Israele che separa la Cisgiordania dal mondo. È un progetto olandese-palestinese. Il sito «Send a message» (con versioni in varie lingue, tra le quali l’italiano) consente di inviare un testo online: al costo di 30 euro, verrà dipinto da graffitari palestinesi sul muro. Il committente riceverà tre foto dell'opera. «Tu paghi 30 euro, i palestinesi pittano»: è l’invito sulla versione italiana del sito.

IL PROGETTO NON-PROFIT - Le richieste pervenute finora sono 910, tra le quali molti messaggi d’amore e battute scherzose, ha detto alla Cnn Justus van Oel, uno sceneggiatore olandese che lo gestisce gratis. Caspar Nieuwenhuis, un direttore di teatro olandese, l’ha usato per chiedere alla fidanzata di sposarlo. Il piano era di far mandare in onda la foto della sua proposta di matrimonio in tv. Non ha funzionato. Alla fine, l’ha mostrata alla fidanzata dal desktop del portatile. Lei ha pianto e ha detto di sì. I soldi verranno usati per progetti del «Peace and Freedom Forum», un’organizzazione giovanile non-profit con sede a Ramallah. Tra questi: la costruzione di un parco per bambini, l’acquisto di biciclette, un servizio di lavanderia per gli studenti dell’università palestinese di Bir Zeit. Ma il messaggio più lungo è una lettera aperta ai palestinesi commissionata dal sito all’intellettuale sudafricano Farid Esack. Il 10 maggio verrà scritta sul muro a El-Ram, nei pressi di Ramallah. È composta da 1.998 parole. «Send a message» invita i lettori a sponsorizzare una delle 1.662 sezioni di 1 metro e mezzo ciascuna del messaggio, inviando 20 euro (il nome degli sponsor sarà indicato sotto ciascuna sezione).

LO SCRITTORE MUSULMANO - «Una volta nella mia terra alcune persone pensarono di poter costruire la propria sicurezza sull’insicurezza altrui», scrive Esack. «Vengo dal Sudafrica dell’apartheid. Arrivando nella vostra terra, la terra di Palestina, è inevitabile un senso di deja vu. Sono colpito dalle somiglianze. In un certo senso, siamo tutti figli delle nostre Storie. Ma possiamo anche decidere di restare colpiti dalla Storia altrui. Forse questa abilità si chiama moralità». Esack è uno scrittore musulmano e attivista politico che nel 1996 Nelson Mandela nominò alla guida di una commissione per l’uguaglianza tra i sessi. Il quotidiano israeliano Haaretz, riportando la notizia della lettera aperta, nota che il testo, critico nei confronti delle «uccisioni mirate (da parte di Israele, ndr) di coloro che osano resistere», «non fa alcun riferimento all’ideologia antisemita di Hamas, né al lancio di razzi da parte dei palestinesi sui civili israeliani o ai kamikaze». Israele, che ha iniziato a costruire la barriera di separazione nel 2002, afferma che ha permesso di prevenire gli attacchi terroristici palestinesi. I palestinesi dicono che costituisce un’appropriazione illegale della loro terra, perché non segue il confine precedente alla guerra del 1967 e, in diversi punti, penetra profondamente all'interno della Cisgiordania per integrare le colonie israeliane. Nel 2004 la Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha dichiarato che la barriera viola il diritto internazionale.

Viviana Mazza


11/04/2009

Lucca: schianto in auto, morti 4 giovani

Lucca: schianto in auto, morti 4 giovani

 

Stavano tornando alle 2 dopo una serata trascorsa in Versilia. Due uomini e due donne di età compresa tra 23 e 26 anni sono finiti contro un muro in un tratto pianeggiante

 

LUCCA - Due uomini e due donne di età compresa tra 23 e 26 anni sono morti in un incidente avvenuto poco prima delle 2 nei pressi di San Macario, in provincia di Lucca, sulla statale Sarzanese-Valdera. I quattro erano tutti all'interno di una vettura che si è schiantata contro un muro che delimita la strada in un tratto pianeggiante. Secondo quanto appreso, i quattro giovani stavano rientrando a Lucca dopo una serata trascorsa in Versilia.

VITTIME - Le vittime sono Marco Melgiovanni, 26 anni, Natascia Angelini, 23, Benedetta Di Francesco, 25, e Ivan Garbini, 23. Melgiovanni risulta il conducente della Bmw 320 che, per cause tuttora in corso di accertamento, è finita fuori strada. Da una prima ricostruzione sembra che l'auto viaggiasse a forte velocità.