16/10/2010
Audace colpo al museo, «mimetizzato» da cespuglio
Audace colpo al museo, «mimetizzato» da cespuglioIN OREGON. Ladro maldestro pizzicato dalle forze dell'ordine e immortalato in imbarazzante travestimento
12:05 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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21/08/2010
Il Cairo, ritrovato Van Gogh rubato. Arrestati due italiani
Il Cairo, ritrovato Van Gogh rubato. Arrestati due italianiIl quadro "I papaveri" era stato trafugato dal museo Mahmoud Khalil della capitale egiziana tra le 11 e le 13 di sabato. La tela, valutata a circa 35 milioni di euro, è una delle opere di maggior valore dei musei del Paese africano
23:50 Scritto in ARTE | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
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08/09/2009
Il libro di Berlusconi imbarazza il Canada
Il libro di Berlusconi imbarazza il Canada
HA UN VALORE DI 460 mila dollari. Il volume donato dal Cavaliere durante il G8 finirà in un museo. «Il premier Harper non può tenerlo»
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| Il premier canadese Stephen Harper (Ap) |
TORONTO - Ha un valore di 460 mila dollari il prezioso volume dalla copertina in marmo (foto in basso), donato dal premier Silvio Berlusconi al collega canadese Stephen Harper in occasione del G8 all'Aquila, secondo gli esperti canadesi citati dal quotidiano «Toronto Star».
Il libro su Antonio Canova, con la copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 kg, era stato donato ai leader dei paesi partecipanti al vertice. Il volume è stato prodotto in un numero limitatissimo di esemplari ed al Canada è toccata la copia numero uno (provocando un raddoppio del valore, secondo gli esperti canadesi). Il premier canadese non potrà tenere per sè il prezioso volume: la legge federale proibisce ai politici di accettare doni dal valore superiore ai mille dollari. Il libro, di proprietà del governo, finirà quindi in un museo.
00:21 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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12/03/2009
CIELI STELLATI PER SPIEGARE LE SCOPERTE DI GALILEO
CIELI STELLATI PER SPIEGARE LE SCOPERTE DI GALILEO
FIRENZE - Luci soffuse, pannelli e pavimenti scuri a richiamare il buio, e in alto le stelle. E' un'ambientazione volutamente notturna quella della mostra 'Galileo, immagini dell'universo, dall'antichità al telescopio', che si aprirà il 13 marzo a Palazzo Strozzi a Firenze e proseguirà fino al 30 agosto, e che è una delle tappe principali delle celebrazioni galileiane 2009 che ricordano le prime scoperte del grande scienziato pisano.
La mostra, presentata oggi da, tra gli altri, il curatore e ideatore Paolo Galluzzi, direttore dell'Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, da James Bradburne, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, dall'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi, dal presidente dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze Michele Gremigni, racconta in sei sezioni la storia dell'astronomia: si parte dagli albori (Mesopotamia, Egitto, cosmo biblico), si prosegue con la Grecia classica di Platone e Aristotele, l'idea del cosmo geometrico di Tolomeo, gli studi scientifici islamici, la cristianizzazione del cosmo, le tesi di Copernico e Tycho Brahe.
Una sezione è appositamente dedicata a Galileo: ci sono i dettagli delle sue scoperte e anche uno dei suoi primi cannocchiali e numerosi disegni della luna realizzati grazie a questo strumento. In una teca anche una reliquia, un dito della mano destra 'staccato' durante una traslazione della salma. Il percorso termina con coloro che possono essere considerati eredi dello scienziato, Keplero e Newton, e quindi con l'affermazione definitiva della scienza moderna.
Nel viaggio il visitatore è accompagnato da 250 opere provenienti dai maggiori musei del mondo tra disegni, dipinti, strumenti scientifici, atlanti astrologici e reperti archeologici. Chiaramente ogni singola opera ha un riferimento astronomico, come nei dipinti di Botticelli, Rubens, Guercino e Durer, così come negli oggetti: tra i più importanti l'Atlante Farnese, il monumentale arazzo astronomico di Toledo, e il dipinto di Jan Bruegel il vecchio 'Linder Gallery interior' esposto per la prima volta. Il tutto è arricchito dalla multimedialità e sono previsti percorsi dedicati a ragazzi e famiglie.
"Si tratta - ha detto Bradburne - di una mostra che ha un peso chiave in tutte le celebrazioni italiane di Galileò. "Il cielo - ha spiegato Galluzzi- non è solo un oggetto di studio dell'astronomia ma interpreta anche le aspettative dell'umanità, dai bisogni pratici come prevedere il tempo alle paure inconsce, al destino, alle suggestioni delle stelle. Galileo è stato uno scienziato trasversale, e la sua scienza era profondamente connessa con le arti dello spirito, dalla musica all'astrologia. Questa è la chiave dell'esposizione". La mostra, sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, è promossa da Ente Carifi e Fondazione Palazzo Strozzi con la Regione, il ministero dei Beni culturali e il Comitato nazionale per le celebrazioni galileiane.
17:06 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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01/03/2009
Il grande sogno di Muhammad Yunus: la povertà rinchiusa in un museo
Il grande sogno di Muhammad Yunus: la povertà rinchiusa in un museo
Il «banchiere dei poveri» è in Italia per parlare della possibilità di aprire una filiale della Grameen Ban. L'inventore del microcredito lunedi' mattina in diretta
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| Muhammad Yunus |
«Relegheremo la povertà nei musei. Ce ne sarà uno in ogni Paese, ci porteremo i bambini in visita: resteranno orripilati scoprendo la condizione infame che così tanti essere umani hanno dovuto sopportare per così lungo tempo e condanneranno i loro progenitori che hanno permesso tutto ciò». E’ questo il primo dei «sogni a occhi aperti» di una lunga lista che Muhammad Yunus ha messo nero su bianco nel suo ultimo libro, «Un mondo senza povertà». Desideri che l’economista del Bangladesh e premio Nobel per la Pace 2006 vuole veder realizzati nei prossimi 40 anni. Tra questi ce ne uno che sembra già a portata di mano, è l’idea che a quanto pare sta conquistando imprenditori, multinazionali e filantropi in tutto il mondo: curare il capitalismo malato con dosi massicce di iniziativa economica con finalità sociali.
Di questo, Yunus, l’inventore del microcredito che tutti chiamano «il banchiere dei poveri», è venuto a parlare in Italia e di questo si discuterà lunedì mattina nell’incontro pubblico con il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, trasmette in diretta dalle ore 11 (metterò il link di riferimento per chi vuole sentire e intervenire e per consentire ai moltissimi, soprattutto giovani e studenti, che non hanno trovato posto in sala, di seguire gli interventi). L’economista ripercorrerà la storia della sua Grameen Bank (la banca «del villaggio») fondata nel 1977 per sostenere i poveri più poveri del Bengala, in particolare le donne, attraverso il microcredito senza garanzie. La Graamen, oggi diffusa in 57 Paesi, è diventata anche perno di un gruppo che va dalle telecomunicazioni alla sanità.
Yunus, avvicinato ieri al suo arrivo a Milano, ha confermato al le indiscrezioni che circolano sulla possibilità di aprire una filiale della Grameen Bank anche in Italia, dopo l’esperienza fatta in altri Paesi europei. «Ne stiamo discutendo, ci stiamo lavorando, speriamo di poter dire qualcosa a breve» ha affermato. Negli incontri di questi giorni tra Milano e Roma, Yunus promuoverà intanto il suo progetto di business sociale. «Un dollaro investito in un’impresa con finalità sociali - spiegherà tra le altre cose Yunus - è assai più efficace di un dollaro dato in beneficenza. Il dollaro dato in beneficenza viene consumato una sola volta, mentre quello investito in un’impresa continua a ripetere senza fine, come ogni altro capitale di impresa, il proprio ciclo produttivo creando benefici per un numero sempre crescente di persone».
L’impresa sociale è controllata da investitori privati, si muove nel libero mercato, senza perdite e senza massimizzare il profitto, al servizio del pianeta e delle persone. Qualche esempio? L’azienda che produce e vende prodotti alimentari di alta qualità ma a basso prezzo puntando a un mercato di bambini poveri e malnutriti, senza farvi incidere costi di pubblicità e di confezionamento. Quella che sviluppi sistemi di energia elettrica da fonti rinnovabili e li venda a un prezzo ragionevole a quelle comunità rurali che non sono allacciate alla rete elettrica. Quella che ricicla rifiuti, liquami e altri prodotti di scarto che altrimenti finirebbero a inquinare aree abitate da poveri. C’è anche un secondo «modello», quello di società orientate al profitto ma possedute e controllate da persone disagiate; qui la finalità sociale sta tutta nel fatto che i dividendi e l’incremento della capitalizzazione vanno direttamente a beneficio dei poveri. Come possono fare i poveri a compiere un passo del genere? Solo se qualcuno fa loro credito, soprattutto se micro e senza garanzie. Tutto dipende dall’idea che abbiamo dei poveri. Per Yunus sono come Bonsai, piante a tutti gli effetti con un vaso di ridotte dimensioni che non consente loro di crescere. Tutto quello che dobbiamo fare è dare terra.
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22/02/2009
Un museo sottomarino per ammirare l'antica civiltà egiziana
Un museo sottomarino per ammirare l'antica civiltà egiziana
L'avveniristica costruzione dovrebbe sorgere ad Alessandria d'Egitto. Il costo supererà i 140 milioni di dollari. I lavori dovrebbero partire all'inizio del 2010

ALESSANDRIA D'EGITTO - Passeggiare sott'acqua e ammirare i reperti di una delle civiltà più antiche del mondo. Il governo egiziano ha confermato la costruzione di un gigantesco museo sottomarino nel Mediterraneo: l'avveniristica costruzione dovrebbe sorgere ad Alessandria d'Egitto, il più importante centro culturale dell'ellenismo dove un tempo sorgeva l'imponente palazzo reale di Cleopatra e il mitico Faro. Come tante opere dell'antichità queste due costruzioni furono distrutte da due terribili terremoti (la residenza della regina Cleopatra s'inabbissò nel V secolo D.C. mentre il Faro d'Alessandria riuscì a sopravvivere altri nove secoli) e i reperti furono inghiottiti dal mare. Adesso grazie a tunnel sottomarini e a strutture supertecnologiche i turisti di tutto il mondo potranno contemplare i tantissimi reperti della celebre civiltà egiziana seppelliti negli abissi.


LAVORI - I lavori dovrebbero partire all'inizio del 2010 e terminare entro due anni e mezzo: adesso si attende il definitivo ok di una Commissione internazionale scientifica istituita dall'Unesco che dovrebbe confermare che la costruzione non danneggerà i reperti sommersi. Il progetto del museo sottomarino è stato affidato a Jacques Rougerie, architetto francese di fama mondiale che in passato ha già portato a termine ambiziose opere. La costruzione si dovrebbe estendere su una superficie di 22.000 metri quadrati e secondo i dati presentati dall'architetto potrà ospitare fino a 3 milioni di visitatori all'anno.


PROBLEMI - Uno dei dilemmi che ostacolano il progetto è quello dei finanziamenti. Il governo egiziano si è accollato le spese, che dovrebbero superare i 140 milioni di dollari, ma spera che compagnie private partecipino economicamente alla costruzione. Inoltre non mancano problemi tecnici e di logistica. Tra questi quello che più preoccupa gli ingegneri è se la struttura sarà abbastanza forte da resistente alle correnti sottomarine. «Come idea è perfetta» dichiara al Guardian di Londra Ashraf Sabri che lavoro per un centro subacqueo specializzato in archeologia marina. «Però bisognerebbe esplorare bene i territori sottomarini e fare un lavoro scientifico per capire cosa si può fare e cosa no. Tutto ciò però non è stato ancora fatto».
CAPITALE CULTURALE - Dopo i fasti del passato Alessandria, sebbene ogni anno ospiti circa 12 milioni di turisti, non è più una delle grandi capitali dell cultura internazionale. Anche a livello locale Il Cairo e Luxor continuano ad attrarre più investimenti e turisti. La costruzione di questo incredibile museo potrebbe riportarla in auge: «Per troppo tempo la grande storia e il multiculturalismo di Alessandria non sono state sufficientemente rispettate» dichiara Naguib Amin, manager del «Supreme Council for Antiquities». A chi accusa i governanti egiziani di sprecare inutilmente soldi e che la somma poteva essere usato per ristrutturare i tanti edifici fatiscenti presenti nella città di Alessandria, il manager risponde: «Siamo certi che il museo sarà una componente essenziale che rivitalizzerà la città».


22:00 Scritto in ARCHEOLOGIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: archeologia, museo sottomarino, egitto, costruzione, alessandria d'egitto, lavori, museo | OKNOtizie |
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01/11/2008
Un museo a cielo aperto sul vulcano Volut, scatti di lava per Creator Vesevo
Un museo a cielo aperto sul vulcano Volut, scatti di lava per Creator VesevoIl catalogo (Gallimard) curato da Jean-Noël Schifano. Lo scrittore parteno-francese ha curato il progetto d'arte en plein air, il fotografo l'ha interpretato in bianco e nero
C'è un triplo sguardo che si solidifica negli scatti di Alain Volut nel bel catalogo «Creator Vesevo» (Gallimard). Quello dello scrittore parteno- francese Jean-Noël Schifano che ha curato il progetto di un museo en plein air sul Vesuvio; quello degli artisti che hanno interpretato con cifra personalissima la materia lavica; e, naturalmente, quello del fotografo francese ormai impregnato della sulfurea cultura campana (vive e lavora a Pozzuoli).
UN RACCONTO RUVIDO - Risultato: un racconto ruvido e solare ad un tempo, in cui le immagini del backstage — Volut ha fotografato le varie fasi di lavoro, dalla roccia pura, all'opera d'arte — restituiscono il divenire della materia. Nel bianco e nero di foto che s'offrono porose agli occhi del fruitore, si legge la meraviglia della creazione, lo sforzo dell'atto demiurgico ma anche la fatica di «stare» sul vulcano. Perché, come scrive il sindaco di Ercolano, Nino Daniele, che ha promosso il progetto, il Vesuvio è contemporanemente tra i posti più pericolosi del mondo ma anche tra i più abitati.
GLI ARTISTI - Gli artisti di «Creator Vesevo» sono: Miguel Berrocal, Mark Brusse, Lello Esposito, Alexandros Fassianos, Johannes Grützke, Dimas, Macedo Denis, Monfleur Rúrí, Antonio Seguí, Vladimir Velickovic. Il catalogo del museo all'aperto «Creator Vesevo. Lava in mostra permanente», assai ben fatto e in tre lingue, si presenta oggi alle 17, nella Sala rari della Biblioteca Nazionale di Napoli a Palazzo Reale. Con gli autori intervengono il sindaco di Ercolano, l'artista Lello Esposito e il direttore della Biblioteca nazionale Mauro Giancaspro. Modera Ciro Cacciola.
12:52 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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