12/12/2009
Virus A, si vaccinano in pochi Utilizzata solo una dose ogni 70
Virus A, si vaccinano in pochi Utilizzata solo una dose ogni 70
Immunizzato il 14% del personale sanitario e l’11% delle donne incinte. Contagi in calo, ma Fazio avverte: «Può arrivare una seconda ondata»
MILANO - L'estate scorsa il Ministero della salute parlava di 48 milioni di dosi di vaccino anti-influenza A da somministrare alla popolazione italiana in due tranche , una prima di Natale e una dopo. E firmava il primo contratto di acquisto. Obiettivo: proteggere 24 milioni di cittadini dal virus H1N1. Al 6 dicembre 2009, le persone vaccinate risultavano 689.172, 5.730 di queste anche con la seconda dose, come previsto dall’Agenzia italiana per il farmaco. In altre parole: finora è stata utilizzata circa una dose ogni 70 ordinate. I dati sono ufficiali e si possono leggere nel comunicato n˚ 586 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, rintracciabile anche sul sito Internet. Se si guardano le cifre più nel dettaglio, si scopre che la copertura delle categorie a rischio si aggira attorno al 14% per gli operatori sociosanitari (compresi i medici) e all’11 per le donne in gravidanza. Gli italiani non hanno creduto, finora, nella vaccinazione contro l’influenza A e, di fronte a un’epidemia che potrebbe rivelarsi la più mite della storia — secondo dati ottimistici, ma supportati da una accurata ricerca dell’università Usa di Harvard pubblicata su Plos —, hanno preferito lavarsi le mani. Letteralmente, perché sembrano avere avuto più successo dell’immunizzazione i suggerimenti «igienici» di Topo Gigio.
Non solo in Italia
Ma gli italiani non sono i soli ad avere snobbato il vaccino. Gli australiani, che per primi si sono confrontati con il nuovo virus nei mesi scorsi, resistono alla campagna di immunizzazione gratuita, prevista dal governo contro un’eventuale seconda ondata di infezioni. Anche in Germania la vaccinazione si è rivelata un flop e solo il 5% della popolazione si è vaccinata (il 15% dei medici), così il governo sta progettando di vendere il surplus delle 50 milioni di dosi acquistate a Paesi che ne hanno bisogno; per esempio l’Ucraina, che ha mostrato un certo interesse. E in tutta Europa, tranne che in Francia, l’influenza ha ormai raggiunto il suo picco, secondo i dati dell’Oms.
Il contratto
C’è da chiedersi adesso che cosa succederà in Italia. Il primo contratto che il governo ha stipulato con un’azienda produttrice, la Novartis, è datato 21 agosto 2009 e si riferisce al prodotto Focetria (la seconda azienda fornitrice di vaccini è la Sanofi Pasteur che produce il Celvapan). Un contratto in parte «segreto »: la cifra che lo Stato deve pagare alla ditta farmaceutica per l’acquisto è «omissis» (secondo indiscrezioni si aggirerebbe attorno ai 200 milioni di euro, come riferito da un articolo del Corriere del 15 ottobre), ma in compenso lo Stato si accolla i risarcimenti per eventuali danni da vaccinazione. Adesso il rischio è quello di buttare via soldi e vaccino, nonostante il viceministro Fazio abbia appena firmato un’ordinanza per estendere l’offerta vaccinale anche ai sani, fra i sei mesi e i 17 anni di età, e agli adulti a rischio sopra i 65 anni, convinto che nel nuovo anno «il virus si ripresenterà con un altro picco». Se il vaccino non verrà utilizzato, non potrà, presumibilmente, essere conservato per l’anno prossimo dal momento che, come il virus dell’influenza stagionale, anche quello della nuova influenza andrà incontro a modificazioni che via via richiederanno aggiustamenti nella composizione del vaccino stesso. Ma perché la vaccinazione è andata a rilento e le persone non hanno risposto all’invito delle autorità sanitarie? Il Ministero della salute, interpellato, non commenta, ma si possono ipotizzare alcune spiegazioni. «La prima sta in un problema tecnico — dice Ovidio Brignoli, vicepresidente della Simg, la società italiana che raccoglie i medici di famiglia, e membro dell’Unità di crisi per l’influenza del ministero —. L’intenzione del ministero era quella di coinvolgere i medici di famiglia, poi sono entrate in gioco le Regioni. Il vaccino è multidose e si rischiavano sprechi, coinvolgendo i medici invece che i servizi delle Asl». Soltanto la Regione Toscana ha delegato ai medici la vaccinazione, e la percentuale, in termini di adesione alla campagna, non è risultata diversa da quella delle altre Regioni. «Quando i problemi organizzativi sono stati superati — continua Brignoli — i casi di influenza hanno cominciato a diminuire. E parallelamente la richiesta di vaccinazione. Rischiamo così di ritrovarci in casa milioni di dosi di antinfluenzale inutilizzabili».
La diffidenza
Si ha però l’impressione che una certa diffidenza della gente nei confronti del vaccino, a fronte di un’epidemia tutto sommato — e almeno finora — lieve, abbia contribuito al flop della campagna, in Italia come all’estero. Complici siti Internet e blog che hanno rilanciato dubbi e preoccupazioni su adiuvanti, tipo squalene, e additivi, tipo tiomersale, che hanno ipotizzato connivenze fra industrie e governi e che hanno accusato l’Organizzazione Mondiale della Sanità di avere esagerato con gli allarmismi. «Sicuramente va registrata una certa perdita di fiducia nella medicina e nell’informazione ufficiale — conclude Brignoli — a vantaggio di chi offre pareri sul Web, spesso non 'accreditati'».
Adriana Bazzi
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01/12/2009
Virus A, morto a Lecce bimbo di due anni
Virus A, morto a Lecce bimbo di due anni
Il bambino è deceduto all'ospedale Vito Fazzi dove era ricoverato da sabato in condizioni gravissime. Il piccolo, a quanto si è appreso, non era affetto da altre patologie
| Una foto di archivio di siringhe per il vaccino H1N1 (Ansa) |
LECCE - Un bambino di due anni affetto dall'influenza A H1N1 è morto nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove era ricoverato in condizioni gravissime da sabato scorso. Il bimbo, di San Pancrazio Salentino (Brindisi), a quanto si è appreso, non era affetto da altre patologie. Aveva manifestato il primi sintomi la sera di venerdì scorso. Poi la febbre era rapidamente salita tanto che l'indomani mattina il pediatra aveva fatto ricoverare il bambino nel vicino ospedale di Manduria. Viste le gravi condizioni del piccolo paziente, i medici ne hanno successivamente disposto il trasferimento a Lecce dove il bimbo è giunto in stato di coma. Già ieri era intervenuta la morte cerebrale e il bimbo era tenuto in vita dalle macchine.
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30/11/2009
Influenza A: anche in Italia mutazione del virus
Influenza A: anche in Italia mutazione del virus
IL VACCINO RESTA EFFICACE. Lo ha reso noto il ministero del Welfare. Per ora un solo caso. È stata riscontrata in un paziente ricoverato a fine agosto a Monza, con polmonite grave, poi guarita
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ROMA - Anche in Italia, come in Norvegia e in altri Paesi nel mondo, è stata rilevata una mutazione del virus A/H1N1. La conferma arriva dal ministero del Welfare, dopo che l'Istituto superiore di sanità si è messo a lavoro per stanare eventuali «metamorfosi» del virus che ha innescato la pandemia influenzale. «Circa una settimana fa - ricorda il dicastero in una nota - le autorità sanitarie norvegesi hanno segnalato l'identificazione di una singola mutazione dell'emoagglutinina (proteina virale di superficie) del virus della nuova influenza A/H1N1, consistente nel cambiamento di un unico aminoacido (una glicina al posto di un acido aspartico), in alcuni pazienti affetti da una grave polmonite. Casi sporadici della stessa mutazione sono stati riportati, a partire da aprile, in diversi Paesi del mondo sia in pazienti con polmoniti gravi che in pazienti con decorso benigno della malattia».
IL VACCINO RIMANE EFFICACE - «A seguito di tali segnalazioni, l'Istituto superiore di sanità ha rivalutato le sequenze di oltre 100 ceppi virali identificati da altrettanti pazienti diagnosticati negli ultimi mesi in diverse regioni italiane - prosegue la nota - La mutazione è stata rinvenuta sino ad ora in un solo paziente, affetto da una grave forma di polmonite risolta a seguito di trattamento con ECMO», ovvero la macchina salva-polmoni, «eseguito in terapia intensiva. Nessuno degli altri pazienti esaminati, inclusi quelli con manifestazioni gravi o letali, presentava detta mutazione. I dati italiani confermerebbero quindi che la mutazione in oggetto non appare per ora predominante nei casi gravi o letali di nuova influenza; inoltre, la stessa mutazione ha un carattere sporadico e non sembra allo stato attuale in fase di diffusione». «Tale mutazione - ribadisce il ministero - non influisce sull'efficacia del vaccino nè sull'efficacia del trattamento con farmaci antivirali. A questo proposito si ricorda che, secondo i dati dell'Iss, su oltre 160 pazienti analizzati sinora, si è riscontrato un unico caso di resistenza a oseltamivir», il medicinale antivirale usato per contrastare la nuova influenza. «Tale resistenza - puntualizza il ministero - è insorta a seguito del trattamento prolungato di un paziente affetto da gravi patologie preesistenti ed è rimasta isolata, non avendo dato seguito ad episodi di trasmissione del ceppo resistente».
FAZIO: «MUTAZIONI POSSIBILI, BISOGNA VACCINARSI» - «Le mutazioni possono avvenire e la vaccinazione ci protegge da un virus incattivito e da eventuali cambiamenti». Così il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, oggi, a Torino, a margine di un incontro sul «Rischio clinico e libera professione», ha risposto ai giornalisti a proposito del caso di mutazione del virus dell'influenza A di cui si è venuti a conoscenza. «È una situazione - ha detto - che abbiamo riscontrato in un paziente ricoverato a fine agosto a Monza, che ha avuto una polmonite grave da cui poi si è ripreso. Quanto è avvenuto è la dimostrazione di quello che abbiamo sempre detto: che il virus muta». A questo proposito il viceministro Fazio ha sottolineato la raccomandazione della vaccinazione «proprio perchè - ha detto - anche se questa è una mutazione che poi non si è trasmessa e si è verosimilmente verificata durante la degenza, le mutazioni possono avvenire e le vaccinazioni ci proteggono». Il viceministro Fazio, inoltre, ha ricordato che «il Governo ha stanziato 25 milioni di euro per mettere in piedi una rete per l'emergenza respiratoria, che prevede 14 centri nazionali d'intesa con le Regioni. Il nostro Paese si sta dotando di tutti i sistemi necessari per poter controbattere le fasi più difficili dell'epidemia». A proposito di nuovi picchi dell'epidemia Fazio ha precisato: «Ce n'è stato uno, ce ne potrebbe essere un altro adesso che arriva il freddo, o forse a febbraio. In una pandemia i picchi procedono a focolai».
LE PROSPETTIVE - Il primo caso italiano di mutazione del virus dell'influenza A riscontrato dall'Istituto Superiore di Sanità «non desta preoccupazione e non deve allarmare». Il virologo Fabrizio Pregliasco invita a «non leggere in modo negativo» i dati resi noti dal ministero del Welfare e spiega: «la mutazione c'è stata, ma per ora si tratta di una variante minimale e come tale va considerata». Certo, conclude, «la situazione deve essere tenuta sotto controllo nel caso in cui la mutazione si diffondesse in una seconda ondata influenzale. Ma al momento non desta alcuna preoccupazione».
«È un virus camaleontico - spiega l'esperto - ecco perchè è fondamentale non abbassare la guardia e vaccinarsi. La "metamorfosi" registrata in Italia rende il virus più aggressivo, anche se non lo rende maggiormente contagioso. Guardando al passato, però - afferma - vediamo che i virus pandemici sono stati sempre contraddistinti da ondate distinte. Non ci sono automatismi, ma c'è la possibilità che questa mutazione, tra l'altro attesa, dia il "la" a nuove ondate».
CHE COSA CAMBIA NEL VIRUS - La mutazione registrata nel nostro Paese, dello stesso tipo stanata in Norvegia, «ha come caratteristica quella di legare i recettori a livello di più proteine, minando maggiormente i polmoni» chiarisce ancora Pregliasco. La mutazione, in particolare, si è registrata «in un aminoacido, il D225G, presente nell'emoaglutinina, ovvero l'uncino con cui il virus va ad agganciare le cellule a livello polmonare». Si tratta, tuttavia, di un cambiamento «che è stato correlato anche a casi più blandi, e la variazione non va ad intaccare l'efficacia di vaccini e antivirali». Ma il virus, riconosce l'esperto, potrebbe mutare ulteriormente e diventare più aggressivo. «Ecco perchè - fa notare - è fondamentale vaccinarsi per rallentare la sua corsa».
«SISTEMA DI MONITORAGGIO FUNZIONA BENE» - La «frenata» che l'influenza A sembrava avere avuto nelle ultime settimana «non deve farci assolutamente abbassare la guardia» continua il virologo. «È possibile che lo scenario muti, speriamo che ciò non avvenga ma certo non possiamo escluderlo». Più che la mutazione, a preoccupare è la «possibile ricombinazione del virus, un fenomeno in cui si verifica - continua Pregliasco - lo scambio di materiale genetico tra due virus differenti che si trovano ad infettare la stessa cellula. Ma si tratta solo di ipotesi, e non è detto che lo scenario cambi». La nota positiva «è che queste prime mutazioni - fa notare - mostrano che il sistema è in grado di monitorare il virus costantemente, tenerlo sott'occhio passo dopo passo». E la corsa alla vaccinazione «è un assist fondamentale - ribadisce il virologo - per fronteggiare la pandemia». Chi ha fatto il vaccino con lo squalene, «l'adiuvante finito sotto accusa - conclude - può sentirsi ancora più sicuro perchè maggiormente protetto da eventuali mutazioni. L'adiuvante ha infatti la funzione di accelerare la risposta immunitaria dell'organismo, e rende più trasversale la difesa dal virus».
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24/11/2009
Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk
Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk
RICHIAMATO UN LOTTO DEL PREPARATO. Lo rende noto l'Oms. In corso accertamenti da parte delle autorità canadesi
GINEVRA - In Canada è stato registrato un insolito numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l'influenza A. Lo ha reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità canadesi, ha spiegato il portavoce Thomas Abraham, «stanno compiendo le corrette ricerche» e «hanno richiamato un lotto di vaccini della GlaxoSmithKline».
VACCINAZIONE COMUNQUE RACCOMANDATA - «Dobbiamo capire cosa sia accaduto in Canada», ha aggiunto Abraham, precisando però che l'Oms insiste nel raccomandare l'immunizzazione contro il virus A/H1NI. Nei giorni scorsi, l'Oms aveva reso noto che per la gran parte dei 30 decessi registrati dopo la gigantesca vaccinazione in corso era stato finora escluso un collegamento diretto con i vaccini. Secondo l'Oms, che citava dati derivati da 16 Paesi, i decessi sono stati una frazione infinitesimale dei 65 milioni di dosi di vaccino finora somministrate; e ogni 100 casi di reazione collaterale, 5 sono stati così gravi da provocare la morte.
GARACI (ISS): REAZIONI AVVERSE NELLA MEDIA - In generale le reazioni avverse verificatesi per il vaccino antipandemico «Sono reazioni avverse che si possono verificare con qualsiasi vaccino, e comunque le segnalazioni fatte sono nella media e si tratta anche di situazioni molto leggere e lievi». Lo ha precisato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Enrico Garaci, a margine del 4/o Forum Risk Management in Sanità apertosi oggi ad Arezzo. «Le reazioni avverse cioè - ha affermato Garaci - possono essere presenti ma vengono monitorate e sono nella media della normalità». Quanto all'evolversi della pandemia di influenza A in Italia, «la situazione è tranquilla e bisogna proseguire - ha sottolineato il presidente Iss - sulla via delle vaccinazioni». Inoltre, «le situazioni di mutazione del virus H1N1 - ha avvertito Garaci - possono avvenire e ciò è nella fisiologia della stessa evoluzione del virus. Comunque - ha concluso - si tratta di mutazioni che non incidono sull'efficacia del vaccino e che rappresentano casi isolati».
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21/11/2009
H1N1, mutazioni del virus in Norvegia. Oms: vaccino funziona
H1N1, mutazioni del virus in Norvegia. Oms: vaccino funziona
Registrati tre nuovi casi di mutazione del virus responsabile dell'Influenza A: due i i morti. Un'evoluzione dell'agente patogeno che al momento non sembra preoccupare gli esperti
Quello che temevano i virologi si sta avverando. Il virus H1N1, responsabile dell'influenza A, sta mutando. In Norvegia sono stati identificati tre casi nei quali il virus ha subito una mutazione, ha annunciato l'Organizzazione mondiale della sanità. L'Oms ha reso noto inoltre che mutazioni si erano già verificate in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e negli Usa, ma finora non erano mai state rese pubbliche. Le mutazioni, afferma l'Oms, «sembrano verificarsi in modo sporadico e spontaneo. Finora non sono stati trovati legami tra il piccolo numero di pazienti contagiati con il virus mutato e la mutazione non sembra diffondersi», ma ammette che «l'informazione è ancora incompleta» e quindi «il significato di tutto questo per la salute pubblica è percio non chiaro».
VACCINO RESTA EFFICACE - Secondo le autorità norvegesi, però, le mutazioni non dovrebbero avere implicazioni nell'efficacia dei vaccini contro il virus H1N1. Anche Gianni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità, ha affermato che le mutazioni non hanno effetto sui vaccini. «Sembrerebbe una mutazione associata a polmoniti, ma che potrebbe conferire minore contagiosità al virus. Al momento si tratta di una mutazione che lascia inalterata l'efficacia di antivirali e vaccino», ha affermato. «Comunque c'è bisogno di maggiori approfondimenti per valutare le implicazioni che potrebbe avere questa mutazione».
TRE CASI - In Norvegia due casi sono stati riscontrati in persone che sono già decedute, il terzo su una gravemente ammalata. I tre casi coinvolgono persone tra le prime che sono state contagiate nel Paese scandinavo. «La mutazione potrebbe interessare la capacità del virus entrare più in profondità nel sistema respiratorio e causare una malattia più grave», ha dichiarato in una nota l'Istituto norvegese di sanità pubblica. Secondo Geir Stene Larsen, direttore dell'Istituto, non ci sono prove che il virus mutato sia in circolazione tra la popolazione, ma si tratterebbe «di mutazioni spontanee avvenute nei tre pazienti, anche se si tratta di casi di particolare interesse». Nelle analisi su succcessive vittime causate dal virus H1N1 queste mutazioni non sono state ritrovate. La Norvegia in proporzione ha un numero di vittime (23 confermate) superiore alla media degli altri Paesi europei. Secondo gli studiosi questo è dovuto al fatto che nella nazione, a causa del clima, l'influenza A si è propagata prima che fosse avviato il piano di vaccinazione.
RESISTENZA - Le autorità sanitarie britanniche stanno approfondendo cinque casi verificatisi in un ospedale del Galles in cui una varietà del virus resistente al farmaco Oseltamivir si è propagata con un contagio da persona a persona. Tre persone hanno contratto il virus da altri due pazienti mentre erano ricoverate per altre ragioni. Casi di pazienti che sviluppavano resistenza all'antivirale erano già noti, ma a parte un contagio, mai confermato, da persona a persona negli Usa, questa sarebbe la prima volta che una variante resistente del virus viene trasmessa da un malato a una persona sana. Secondo quanto riporta la Bbc, due pazienti sono guariti, due sono ricoverati e uno è in condizioni gravi. «L'insorgere di varianti dell'influenza A resistenti all'antivirale non è inaspettato nel caso di pazienti affetti da altri problemi di salute il cui sistema immunitario è compromesso e che risultano quindi positivi ai test per il virus nonostante il trattamento», ha detto Roland Salmon, direttore del centro di monitoraggio per le malattie contagiose della sanità pubblica gallese, aggiungendo: «In questo caso, la variante resistente non sembra essere più grave del virus che circola da aprile». Altre quattro persone in Nord Carolina sono risultate positive a un tipo di virus della nuova influenza resistente all'Oseltamivir nelle ultime sei settimane. Lo hanno detto le autorità sanitarie statunitensi.
USA - Secondo dati che arrivano dagli Stati Uniti, la pandemia avrebbe raggiunto il suo picco negli Usa e starebbe declinando, dicono fonti sanitarie ufficiali, secondo le quali uno dei motivi è da ricercarsi nell'avviata vaccinazione. Finora negli Stati Uniti sono state contagiate 22 milioni di persone e si sono verificati 3.900 decessi, tra i quali 171 bambini tra i casi confermati e 500 tra quelli non ancora confermati.
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06/11/2009
La pandemia: «Fermare il virus prima che muti»
La pandemia: «Fermare il virus prima che muti»
L’Oms: «Può combinarsi con l’aviaria. Sui decessi indagine per omicidio a Roma
ROMA — Impedire che il virus nel prendere il largo senza controllo si mescoli con quello dell’aviaria (H5N1) ed esca dalla «ricombinazione» più forte e pericoloso. Un allarme contenuto nei bollettini dell’Organizzazione mondiale della sanità e rilanciato dal viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio, in visita al Cotugno di Napoli e poi in Parlamento per un’informativa a Camera e Senato: «Se avvenisse, il rischio per noi sarebbe grande. La mortalità salirebbe al 30-50%. Attualmente invece siamo fermi sullo 0,002%, molto bassa, inferiore a quella di una influenza di stagione». La mutazione è un’evenienza dietro l’angolo quando è in circolazione un agente patogeno nuovo. Finora però l’H1N1 non ha mostrato segnali di variazione.
SORVEGLIANZA - «Sembra molto stabile, non è stato osservato nulla di allarmante », tranquillizza il responsabile della ricerca presso i Centri Europei per il controllo delle malattie, Johan Gieseke. Per sventare l’avvio di una eventuale mutazione, è attiva una rete di sorveglianza alla quale partecipa anche l’Italia: «Per ora il virus pandemico appare fragile, tanto che basta una passata di sapone per ucciderlo. Ma non possiamo escludere un cambiamento brusco. Dunque bisogna evitare che si creino le condizioni », avverte Antonina Dolei, segretario della Società italiana di virologia.
IL BILANCIO - In Italia i morti per influenza A sono saliti a 26. Ieri alla lista si sono aggiunti un uomo di 42 anni, ricoverato a Campobasso, gravemente obeso, e una ragazzina di 13 anni a Desio, affetta da una malattia rara che comporta gravi problemi respiratori. Dunque altre vittime in condizioni di salute già molto precarie, come Chantal Carleo, 18 anni, e il tecnico di radiologia Maurizio Scavizzi, 58 anni, deceduti rispettivamente al Bambin Gesù e allo Spallanzani. Le loro famiglie hanno presentato un esposto ritenendo che non siano stati opportunamente protetti dall’infezione. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. L’ultimo bilancio del ministero del Welfare elenca «25 decessi legati con certezza al virus A/H1N1. Tutti i pazienti, tranne uno, presentavano gravi patologie ». Persone che avrebbero rischiato anche se colpite da un altro virus. Ben 124 i ricoveri in reparti ospedalieri ad alta specializzazione (rianimazione) e con assistenza respiratoria. Colpiti soprattutto i giovani.
SCUOLE VUOTE - Un bambino ogni trenta tra 5 e 14 anni è a casa per malattia. Gli italiani influenzati dall’inizio della pandemia, comparsa ad ottobre, sono circa 540 mila. La curva dei casi si sta rapidamente innalzando e toccherà l’apice poco prima di Natale tanto che in Veneto si sta ipotizzando la chiusura anticipata di certe scuole. La Regione con la massima incidenza è la Campania. Entro la prossima settimana verrà completata la terza fase di distribuzione dei vaccini. La profilassi viene offerta a operatori dei servizi essenziali, persone con malattie croniche (i dermatologi ospedalieri dell’Adoi, riuniti ieri in congresso, la consigliano ai malati di psoriasi), alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e ai bambini: «Vaccineremo i giovani anche dopo che la pandemia avrà toccato l’apice», ha detto Fazio. Entro novembre saranno immunizzati 5 milioni di italiani. Raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni.
Margherita De Bac
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