16/05/2012
La Grecia fa paura, spread alle stelle. Nuove elezioni indette per il 17 giugno. Mutui, titoli: che succede se si lascia l'euro
La Grecia fa paura, spread alle stelle. Nuove elezioni indette per il 17 giugno. Mutui, titoli: che succede se si lascia l'euroBorse europee in calo. Atene lancia l'allarme: rischio panico in banca. Il differenziale tra Btp e Bund raggiunge i 471 punti poi scende a 433, quello tra titoli tedeschi e spagnoli oltre 500. Il ricordo AL 92, quando fummo costretti ad abbandonare lo Sme. La svalutazione della moneta nazionale e l'aumento dei tassi d'interesse
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19/01/2012
Liberalizzazioni: dal gas alle Rc auto, scatola nera delle auto e ricette scontate. Il piano del governo, pronta la bozza delle liberalizzazioni
Liberalizzazioni: dal gas alle Rc auto, scatola nera delle auto e ricette scontate. Il piano del governo, pronta la bozza delle liberalizzazioniIL NUOVO TESTO. Venerdì l'esecutivo deciderà sui punti per rilanciare lo sviluppo: dall'abolizione delle tariffe minime per le professioni, fino alla libera vendita dei carburanti. Ecco le novità punto per punto. Cancellati gli orari delle farmacie.
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08/09/2010
Case, gli italiani tornano a comprare
Case, gli italiani tornano a comprareNel primo trimestre dell'anno le compravendite di immobili sono salite del 2,3%. Erano in discesa dal 2007. Boom nel Nord-Est, aumenti più tiepidi nel Triveneto e nel Sud
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14/08/2010
Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia
Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famigliaLe maggiori sofferenze a roma, lodi e milano. Indagine della Cgia di Mestre: dal 2002 (anno di introduzione dell'euro) al 2009 debiti cresciuti del 91,7%
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05/07/2010
Consumi, crolla la spesa media mensile
Consumi, crolla la spesa media mensileI DATI DELL'ISTAT. Giù dell'1,7%. Oltre 1/3 delle famiglie riduce la qualità o la quantità di cibo acquistato. Cresce spesa per il mutuo.
ROMA - Nel 2009 la spesa media mensile delle famiglie italiane è calata dell'1,7%. a 2.442 euro, secondo l'indagine Istat realizzata lo scorso anno su un campione di circa 23 mila famiglie. L'Istat spiega che per consumi delle famiglie si intendono i beni e servizi acquistati o autoconsumati dalle famiglie per il soddisfacimento dei propri bisogni. Vi rientrano i beni che provengono dal proprio orto o azienda agricola, i beni e i servizi forniti dal datore di lavoro ai dipendenti a titolo di salario, i fitti figurativi (cioè quello che una famiglia con casa di proprietà spenderebbe se fosse in affitto). Questo, dicono i tecnici dell'Istituto, spiega il valore di spesa mensile, che a prima vista può risultare troppo alto.
Tornando ai dati, il calo è ancor più accentuato (-2,9%) se si considera la mediana, con la metà delle famiglie che non ha raggiunto una spesa mensile di 2.020 euro. Oltre 1/3 delle famiglie dichiara di aver ridotto la qualità o la quantità di cibo e bevande che acquista, mentre cresce la spesa per il mutuo.
L'Istituto di statistica spiega che la variazione incorpora sia la dinamica inflazionistica (0,8% indice Nic), sia la diminuzione del valore del fitto figurativo (-1,1%) , "dunque la riduzione della spesa media mensile per consumi in termini reali appare alquanto significativa". La contrazione della spesa per consumi appare particolarmente evidente tra le famiglie con livelli di spesa medio-alti. Diminuisce del 3%, a 461 euro al mese rispetto al 2008, la spesa media per generi alimentari e bevande (che rappresenta il 18,9% della spesa totale) con una percentuale di famiglie che dichiara di aver diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti acquistati pari al 35,6% rispetto al 2008. All'abitazione viene ormai destinato oltre 1/3 della spesa totale (il 33,5% del 2009 contro il 32,1% del 2008), con una quota di famiglie che vive in affitto al 17,1%, come nel 2008 e una spesa media effettiva per il canone locativo pari a 372 euro (447 euro delle regioni del Centro e i 295 euro del Mezzogiorno, dove tuttavia si osserva l'incremento maggiore rispetto all'anno precedente). Il 74% delle famiglie vive in abitazione di proprietà e di queste il 15,9% paga un mutuo (era il 16,3% nel 2008). Questa voce di bilancio, pur non essendo una spesa per consumi ma piuttosto un investimento, "rappresenta un'uscita consistente che, per circa 2 milioni 902 mila famiglie, è pari, in media, a 510 euro al mese (erano 465 nel 2008)", spiega Istat. La spesa non alimentare risulta stabile a livello nazionale e pari a 1.981 euro mensili mentre diminuisce quella per servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni.
In aumento la spesa per combustibili ed energia, che si associa a un periodo invernale particolarmente lungo e rigido. Diminuisce anche la quota di spesa destinata al tempo libero e alla cultura (dal 4,3% al 4,2%): in particolare quella per l'acquisto di nuove tecnologie, CD, DVD, giornali ed aumenta quella per l'acquisto di televisori (indotta dal passaggio al digitale terrestre), per attività sportive e per totocalcio, lotto e altri giochi con vincita. Nel 2009, la Lombardia è la regione con la spesa media mensile più elevata (2.918 euro), seguita da Veneto (2.857) ed Emilia Romagna (2.799). Fanalino di coda, ancora una volta, la Sicilia con una spesa media mensile (1.721) di oltre mille euro inferiore a quella delle regioni con la spesa più elevata.
Redazione online
13/05/2010
New York: il procuratore generale mette sotto inchiesta 8 importanti banche
New York: il procuratore generale mette sotto inchiesta 8 importanti bancheSecondo l'accusa avrebbero fornito false informazioni alle agenzie di rating sui mutui, lo rivela il new york times
NEW YORK - Il procuratore generale di New York Andrew Cuomo avrebbe aperto, secondo quanto rivela il New York Times, un'inchiesta su 8 tra le principali banche del mondo: Goldman Sachs, Morgan Stanley, UBS, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Credit Agricole e Merrill Lynch, ora controllata dalla Bank of America.
L'ACCUSA - L'accusa è di aver fornito false informazioni ad alcune tra le principali agenzie di rating tra le quali Standard & Poor's, Fitch e Moody's allo scopo di far sopravvalutare l'afffidabilità di titoli creati per sostenere i mutui da loro concessi. Si tratta in sostanza di far sopravvalutare le obbligazioni create dal raggruppamento di tanti mutui in un maxibond, a sua volta frazionato in titoli trasferiti al pubblico degli investitori. In pratica le banche che prestano il denaro in questo modo trasferiscono il rischio del pagamento delle rate al mercato dei risparmiatori. Se i mutui sono classificati dalle agenzie di rating come «prime» il rischio è minore perchè gli indebitati sono più affidabili, se sono classificati come «subprime» è ovviamente maggiore.
Redazione online
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12/11/2009
Economia:«Mutui, 230 mila famiglie a rischio. Ora attenzione al tasso variabile»
Economia:«Mutui, 230 mila famiglie a rischio. Ora attenzione al tasso variabile»
Bankitalia: la rata può raggiungere anche il 32% del reddito. Bankitalia: la rata può raggiungere anche il 32% del reddito
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| Dietro il semaforo, palazzo Koch sede della Banca d'Italia (La Presse) |
ROMA - La crisi finanziaria «ha accentuato i timori per la capacità delle famiglie, in particolare quelle a basso reddito, di ripagare prestiti, mutui e credito al consumo». E ad essere più in difficoltà sono certamente le 230 mila famiglie meno abbienti, già alle prese con una rata del mutuo che ha raggiunto il 32% del reddito disponibile contro una media del 17%. A dirlo sono i dati della Banca d’Italia illustrati ieri alla Camera da Roberto Rinaldi, capo del servizio di supervisione degli intermediari specializzati. La valutazione sulle famiglie in difficoltà per le rate di mutuo, risulta dall’indagine condotta da Bankitalia tra il 2004 e il 2006, prima quindi della crisi.
Oggi la situazione (i risultati della nuova indagine non sono ancora pronti) potrebbe però essere ancora più grave. Nel settore dei prestiti per l’acquisto di una casa si stanno ripetendo, in qualche modo, proprio le condizioni del 2004 quando la stragrande maggioranza dei contratti veniva stipulata a tasso variabile per cogliere le opportunità offerte dai bassi tassi di interesse. Con la conseguenza di trovarsi a pagare rate troppo onerose, e lo dicono appunto i dati di fine 2006, al momento del successivo rialzo. Allora rappresentavano il 90% del totale, oggi, nel primo trimestre del 2009, il 70%. È tornata la corsa al variabile, più conveniente grazie ai bassi tassi, rispetto alla scelta della rata fissa, che di solito presenta una rata mensile o semestrale più elevata anche se costante nel tempo e quindi immune dall’andamento del costo del denaro (attualmente il tasso di riferimento della Bce è pari all’1%). Ed è tornato il rischio di un aggravio della rata legato all’inasprimento delle condizioni di mercato.
Tanto che Bankitalia avverte le banche: «È essenziale che gli intermediari forniscano alla clientela una corretta e sostanziale informazione sui rischi connessi alla stipula di mutui il cui onere finanziario può lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse » ha detto Rinaldi. Proprio poche settimane fa l’Abi ha sottoscritto un avviso comune per una moratoria sui mutui a favore delle famiglie in difficoltà. Lasciando da parte i mutui, il credito al consumo nel suo complesso, dice Bankitalia, è più costoso che altrove: circa il 10% più elevato rispetto al dato medio dell'area dell'euro. I tassi più alti si riscontrano nelle carte di credito revolving (oltre il 17%), seguono i prestiti personali (11%) e la cessione del quinto, con un tasso del 9% senza le spese accessorie.
Stefania Tamburello
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21/10/2009
Da gennaio la moratoria dei mutui
Da gennaio la moratoria dei mutui
La possibilità di sospendere le rate varrà per dodici mesi. Piano famiglie dell'associazione bancaria: i destinatari sono le persone che hanno perso il lavoro o in cassa integrazione
MILANO - Per le famiglie che hanno difficoltà a far quadrare i bilanci mensili arriva una moratoria dei mutui, ovvero la possibilità di sospendere le rate fino a un massimo di un anno. L'opzione, deliberata dall'esecutivo dell'Abi (associazione bancaria italiana), partirà dal 1° gennaio 2010.
PIANO FAMIGLIE - «Il comitato esecutivo ha deliberato di realizzare un progetto relativo a un piano di sostegno alle famiglie che tende a rendere più generali e omogenei i diversi interventi sul territorio delle associate» ha annunciato il presidente Corrado Faissola, sottolineando che il progetto prevederà la dilazione delle rate del mutuo e che la sospensione varrà per un anno. Dopo il piano per le imprese varato a inizio agosto con il governo e le associazioni imprenditoriali, l'Abi lancia quindi un piano famiglie che, spiega Faissola, partirà da gennaio.
SENZA LAVORO - Destinatari dell'iniziativa sono quelli già indicati per gli altri accordi varati dalle singole banche e quindi chi ha perso il posto di lavoro o chi è entrato in cassa integrazione, chi ha visto la cessazione dell'attività di lavoro autonomo e chi ha avuto la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia. L'Abi ha dunque incaricato il presidente Faissola e il direttore generale Giovanni Sabatini di seguire la fase di messa a punto e di approfondimento delle caratteristiche tecniche del piano. Inoltre è in arrivo, ha aggiunto Faissola, «un'interlocuzione con le altre realtà coinvolte, tra cui la presidenza del Consiglio dei ministri e le associazioni dei consumatori che avevano sollecitato l'iniziativa».
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07/05/2009
La Bce taglia ancora i tassi Nuovo minimo storico all'1%
La Bce taglia ancora i tassi Nuovo minimo storico all'1%
TRICHET: «IL LIVELLO DEI TASSI NON è AL MINIMO POSSIBILE». Dal 13 maggio il principale riferimento sul costo del denaro scenderà all’1%, contro l’attuale 1,25%
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| Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet (Ap) |
ROMA - Nuova riduzione e nuovo minimo storico per i tassi di interesse nell’area euro: a partire dal 13 maggio il principale riferimento sul costo del denaro scenderà all’1%, contro l’attuale 1,25 per cento. Lo ha deciso il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, nel corso della riunione a Francoforte, effettuando una manovra in linea con le attese dei mercati.
«NON È IL MINIMO POSSIBILE» - Il taglio deciso giovedì porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. Anche se il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet ha sottolineato che l'istituto «non ha deciso oggi che l'attuale livello dei tassi sia il minimo possibile», anche se al momento, ha aggiunto il numero uno della Bce, i tassi «sono appropriati».
GLI ALTRI TASSI - Il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell'Eurozona si attesta sull'1%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra 0 e 0,25%. Diverse, rispetto al tasso di interesse nell’area euro, le dinamiche sugli altri due principali riferimenti dei tassi. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali scende a sua volta di 0,50 punti, all’1,75 per cento, mentre non è stato ritoccato il tasso che la stessa Bce pratica sui depositi che detiene per conto delle banche commerciali: è già allo 0,25 per cento e ridurlo lo avrebbe azzerato.
LE BORSE - L'annunciato taglio dei tassi da parte della Bce fa allungare il passo alle principali borse europee: Milano e Londra guadagnano il 2,42%, Parigi l'1,6% e Francoforte l'1,58%, Amsterdam sale del 2,36%. Bene il comparto bancario con Commerzbank (+14,93%) e Dexia (+8,91%), ad eccezione di Lloyds (-8,22%), che ha indicato una crescita dei crediti a rischio. Salgono le materie prime con Kazakhmys (+7,91%) e Rio Tinto (+5,07%), mentre si muove contrastata l'automobile, presa tra lo scivolone di Porsche (-12,33%) dopo la fusione con Volkswagen (+0,79%) e il balzo di Renault (+4,56%).
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30/04/2009
Berlusconi. «Possiamo uscirne prima e meglio di altri dalla crisi economica»
Berlusconi. «Possiamo uscirne prima e meglio di altri dalla crisi economica»
Il premier all'assemblea della coldiretti. «Serve più fiducia per aggredire i mercati stranieri». Alla fine mangia la mortadella e fa il cameriere
| Silvio Berlusconi in una foto di archivio (LaPresse) |
ROMA - Per superare la crisi serve «più fiducia nella possibilità di aggredire i mercati stranieri». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento all'assemblea agricoltori della Coldiretti riuniti all’Eur, citando fra i mercati da «aggredire» la Cina e quelli dei Paesi in via di sviluppo «dove i benestanti sono sempre di più e si guarda all’Italia con simpatia e amore».
A FIANCO DEGLI AGRICOLTORI - «Il vostro traguardo è ambizioso e per raggiungerlo avrete il nostro governo al vostro fianco». Lo assicura il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento durante la convention della Coldiretti. «Se ci saranno difficoltà da superare - dice il Cavaliere - e se dovremo intervenire con decreti legge per eliminare gli ostacoli, lo faremo». Il presidente del Consiglio spiega come siano già stati individuati alcuni provvedimenti in accordo con il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia: «Noi - spiega - infatti siamo orgogliosi della nostra agricoltura e dei nostri prodotti». Una filiera agricola più corta e la lotta alla contraffazione sono le due linee guida principali secondo il premier che ribadisce che «il governo sarà dalla parte degli agricoltori perchè ne apprezza il sacrificio». «Il vostro traguardo è ambizioso e per raggiungerlo avrete il nostro governo al vostro fianco». Lo assicura il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento durante la convention della Coldiretti. «Se ci saranno difficoltà da superare - dice il Cavaliere - e se dovremo intervenire con decreti legge per eliminare gli ostacoli, lo faremo». Il presidente del Consiglio spiega come siano già stati individuati alcuni provvedimenti in accordo con il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia: «Noi - spiega - infatti siamo orgogliosi della nostra agricoltura e dei nostri prodotti». Una filiera agricola più corta e la lotta alla contraffazione sono le due linee guida principali secondo il premier che ribadisce che «il governo sarà dalla parte degli agricoltori perchè ne apprezza il sacrificio».
BANCHE - E un Berlusconi a tutto campo quello che ha parlato all'Eur. È passato dall'argomento credito, «il nostro sistema bancario è solido ma oggi dobbiamo insistere e chiedere alle banche di continuare a fare le banche, continuando a dare ciò che è necessario», a quello relativo al problema sicurezza: «Continueremo a utilizzare l'esercito per continuare a garantire la legalità in Italia sempre, credo che sia fatto distintivo di questa gestione democratica».
VELINE - Il premier aveva esordito con una battuta sulle recenti polemiche circa le future candidature femminili nel Pdl : «Vi chiedo scusa perché non sono riuscito a portarvi le veline...». «Mi rifarò pensando ai vostri 20mila punti vendita: se avete bisogno di belle commesse, sapete a chi rivolgervi...». «L’ironia è necessaria» ha continuato Berlusconi, «solo se si è sereni e allegri si riescono a fare cose importanti». Il premier poi iniziando a fare una serie di espressioni buffe con il viso aggiunge: «Chi aveva parlato di demagogia? Un certo - dice prendendo tempo - un certo onorevole Casini. Chi ha parlato di filiera italiana come fanciullaggine? Un certo D'Alema. Io non parlo mai male dei miei oppositori, ma quando se la tirano, se la tirano».
MANGIA LA MORTADELLA - Alla fine accetta la «sfida» lanciata dal presidente della Coldiretti Sergio Marini e davanti al pubblico del Palalottomatica di Roma assaggia un pezzetto di mortadella. A offrirgliela su un vassoio è il numero uno dell'organizzazione degli agricoltori, non appena il Cavaliere ha terminato il suo intervento. Si tratta, spiegano Berlusconi e Marini, di «una sfida» che raccoglie senza esitazione e per dimostrare la bontà dei prodotti italiani mentre assaggia la pietanza il Cavaliere mima con un gesto la squisitezza del gusto. Dopo di che Berlusconi si impossessa del vassoio, sul quale sono deposti i dadini di mortadella e salame, scende le scale del palco e si improvvisa cameriere offrendo la pietanza ai presenti.







