20/01/2012

Falsi certificati per aiutare i boss. Sei arrestati, anche medici in manette

Falsi certificati per aiutare i boss. Sei arrestati, anche medici in manette

Reggio calabria. Accertato dalle indagini il rilascio al capo cosca Giuseppe Pelle di atti fasulli che gli avrebbero però evitato il carcere

Continua...


20/08/2010

Negli sms a "Quelli che il calcio" messaggi per i boss

Negli sms a "Quelli che il calcio" messaggi per i boss

Secondo il procuratore aggiunto della Dna Enzo Macrì, gli affiliati comunicherebbero con i capimafia detenuti in carcere utilizzando i messaggini mandati durante la trasmissione Rai che, si precisa, è totalmente estranea alla vicenda

Continua...


16/04/2010

«La mafia italiana famosa per Gomorra»

«La mafia italiana famosa per Gomorra»


E sull'emergenza affollamento carceri: «Scontare ai domiciliari l'ultimo anno di pena». Il premier: «Sarebbe la sesta al mondo, ma fiction e letteratura sono un supporto promozionale»

 

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (Eidon)
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (Eidon)

ROMA - «La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo, ma guarda caso è quella più conosciuta, perchè c'è stato un supporto promozionale che l'ha portata ad essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese. Ricordiamoci le otto serie della Piovra programmate dalle tv di 160 paesi nel mondo e tutta la letteratura in proposito, Gomorra e il resto...». Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a margine della presentazione dei dati sulla lotta alla criminalità organizzata, dopo la riunione del Consiglio dei ministri. Già in passato il Cavaliere aveva citato lo sceneggiato della Rai come esempio di trasmissione che danneggia l'immagine del Paese. Ora ha aggiunto anche il libro di Roberto Saviano. «Vorrei dire che tutti i mafiosi di cui si parla nelle fiction - ha però chiosato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano - , l'ultima è il Capo dei capi, sono sottoposti al regime di 41 bis».

«MAFIE DISTRUTTE ENTRO LEGISLATURA» - Il premier ha ribadito la volontà del governo di porsi come obiettivo di legislatura «di avere distrutto tutte le organizzazioni criminali». «Abbiamo superato le cinquecento operazioni di polizia giudiziaria, con quasi cinquemila arresti di presunti criminali - ha sottolineato - . La nostra azione di contrasto alla criminalità organizzata non ha nessun paragone possibili con precedenti governi». «In meno di due anni di governo - ha aggiunto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - abbiamo arrestato 23 latitanti della lista dei 30, considerati come i più pericolosi. L'ultimo, due giorni fa, è Nicola Panaro detto 'Nicolinò vero reggente del clan dei Casalesi». Il ministro ha poi evidenziato che «sono stati sottratti alla criminalità organizzata oltre 10 miliardi di euro». «Sono 16.679 i beni sequestrati alla criminalità organizzata - ha precisato Maroni - per un controvalore di 2 miliardi di euro mentre ne sono stati confiscati 4407, al 31 marzo, per un controvalore di 2 miliardi. Complessivamente il patrimonio sottratto alla mafia da quando siamo al governo supera largamente i 10 miliardi di euro». Maroni ha poi fatto osservare come «gli interessi delle organizzazioni criminali si stanno spostando fuori dall'Italia perchè sta diventando un paese in cui queste organizzazioni non si sentono più a proprio agio».

ULTIMO ANNO DI CARCERE AI DOMICILIARI - Berlusconi ha poi spiegato che l'esecutivo è al lavoro sul fronte dell'emergenza affollamento nelle carceri e che a questo proposito si potrebbe pensare di far scontare ai detenuti l'ultimo anno di carcere ai domiciliari. «Stiamo lavorando per aumentare la capacità delle carceri - ha detto - e a un decreto legge che preveda che a chi manca solo un anno di detenzione vada ai domiciliari. Nessuno ha interesse a sottrarsi a questa misura perché se scappassero vedrebbero raddoppiata la durata della loro detenzione».

Redazione online


12/01/2010

Operazione anti-'ndrangheta a Rosarno

Operazione anti-'ndrangheta a Rosarno

Eseguiti 17 arresti contro i membri del clan Bellocco. Sequestrati beni per centinaia di migliaia di euro, colpita la cosca dominante nella piana di gioia tauro

Un'immagine di Rosarno (Ansa)
Un'immagine di Rosarno (Ansa)

REGGIO CALABRIA - E’ in corso una vasta operazione di polizia nel territorio di Rosarno, contro il clan Bellocco egemone nel territorio della piana di Gioia Tauro per dare esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare. A darne notizia è il capo della squadra mobile di Reggio Calabria Renato Cortese. Agli arrestati viene contestato il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Eseguito anche un sequestro di beni per alcune centinaia di migliaia di euro.

L'INDAGINE - L’operazione prende spunto da un’indagine della polizia che nel luglio scorso aveva portato all’esecuzione di alcuni fermi nei confronti di affiliati all’ ’ndrangheta che avevano realizzato una base operativa criminale a Bologna e in altri centri dell’Emilia Romagna. Il tutto partì dopo un duplice omicidio effettuato a Scilla nel giugno scorso. La squadra mobile di Reggio Calabria fa sapere che gli arresti di oggi nulla hanno a che vedere con i disordini e gli scontri di questi giorni.


20/03/2009

Nipote del boss ucciso davanti alla scuola

Nipote del boss ucciso davanti alla scuola

 

L'omicidio è avvenuto con due colpi di pistola alla testa. Agguato a Locri, la vittima è Domenico Cavaleri, parente dei capi della cosca Cordì

 

LOCRI (Reggio Calabria) - È stato ucciso a Locri, in un agguato, Domenico Cavaleri, di 40 anni, nipote dei boss della 'ndrangheta Antonio e Cosimo Cordì, capi dell'omonima cosca. Cavalieri è stato assassinato con due colpi di pistola alla testa mentre si trovava per strada davanti ad una scuola media.

UN SOLO KILLER - Cavaleri, era il figlio di Maria Cordì, sorella di Antonio e Cosimo Cordì. Cavaleri era un operaio forestale. Nel momento dell'agguato, stava camminando lungo una strada nei pressi della scuola media Maresca, nel centro di Locri. A sparare contro l'operaio forestale è stata una persona, armata di pistola e che era presumibilmente insieme ad un complice, che si è poi allontanata. Cavaleri è morto all'istante.


19/11/2008

Agguato mortale a Reggio Calabria: ucciso un uomo, grave il figlio 14enne

Agguato mortale a Reggio Calabria: ucciso un uomo, grave il figlio 14enne

La vittima si chiamava Salvatore melara. Il delitto è avvenuto a Palmi. L'uomo, 38 anni, colpito mentre era in auto sulla strada per Gioia Tauro

 

 


REGGIO CALABRIA - Era in auto con il figlio quattordicenne quando è stato affiancato da due sicari su un'altra vettura che hanno fatto più volte fuoco, uccidendolo e ferendo gravemente il ragazzo. È accaduto a Palmi (Reggio Calabria): Salvatore Melara 38 anni, pregiudicato del luogo, è stato assassinato al volante della sua Smart, mentre il figlio Francesco, ferito alla testa, è ora in fin di vita. Il ragazzo, dopo un primo ricovero nell'ospedale di Gioia Tauro, è stato portato nel reparto di neurochirurgia degli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. I medici, che lo hanno sottoposto ad una Tac, stanno valutando se ci sono le condizioni per sottoporlo ad intervento chirurgico.

LA RICOSTRUZIONE - La vittima, con precedenti penali, era alla guida di una Smart ed aveva a fianco il figlio, che stava accompagnando a scuola a Polistena. Secondo una prima ricostruzione fatta dalla Polizia, che sta svolgendo le indagini, la Smart è stata affiancata da una vettura con due persone a bordo, una delle quali ha sparato con una pistola a tamburo contro Salvatore Melara, che è morto all'istante. Due colpi hanno invece raggiunto alla testa il ragazzo.

PRECEDENTI - Salvatore Melara aveva precedenti per rapina e reati contro la persona. Il 13 giugno del 2002 ferì con un colpo di pistola ad una gamba un carabiniere che avrebbe dovuto notificargli un ordine di carcerazione. Salvatore Melara nell'agosto scorso era uscito dal carcere dopo avere scontato una condanna a quattro anni di reclusione e aveva iniziato a lavorare per un'azienda edile dell'area industriale di Gioia Tauro. L'uomo era considerato un esponente non di primo piano della criminalità della Piana di Gioia Tauro nell'ambito della quale, comunque, sarebbe maturata la vendetta per la quale l'uomo è stato ucciso.


11:26 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: agguato, reggio calabria, morti, ammazzati, n'drangheta | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook