04/11/2009

La democrazia «dal vivo» della Bbc: ecco il «grande fratello» della politica

La democrazia «dal vivo» della Bbc: ecco il «grande fratello» della politica

 

Nella banca dati audiovisiva le sedute delle istituzioni britanniche e dell'Europarlamento. Nasce Democracy Live, un sito da cui seguire in video tutte le attività parlamentari in diretta e in differita

 

Uno scorcio dell'home page di Democracy Live
Uno scorcio dell'home page di Democracy Live

Le dirette parlamentari non sono il programma più eccitante del palinsesto televisivo. Ore di interventi fiume più adatte ai maniaci della politica che a cittadini desiderosi di tenersi aggiornati sulle posizioni dei propri rappresentanti. Ma cosa succederebbe se tutta l’attività parlamentare fosse visionabile sul web, in diretta e in differita, con la possibilità di andare direttamente a sentire i discorsi, gli spezzoni, addirittura le frasi che interessano? Democrazia dal vivo. O, come hanno fatto quelli di Bbc, Democracy Live. L’emittente inglese ha infatti creato un sito web che permette a tutti di assistere alla politica istituzionale del Paese. Vedere la homepage è come essere seduti in una cabina di regia: 8 monitor puntati sulla Camera dei Comuni, la Camera dei Lord, l’Assemblea gallese e quella dell’Irlanda del Nord, il Parlamento scozzese, eventuali commissioni, e il Parlamento europeo. Insomma, tutte le istituzioni che interessano ai britannici.

RICERCA MIRATA - I video possono essere in diretta o registrati. Ma l’aspetto più interessante consiste nella possibilità di cercare contenuti e momenti specifici dell’attività parlamentare. Attraverso il motore di ricerca del sito si può frugare il materiale video per parole specifiche e i risultati porteranno esattamente in quel punto, quando il tal deputato ha pronunciato una frase determinata. Senza doversi sorbire la precedente ora di dibattito. Tutto ciò è possibile, spiega la Bbc nel suo blog, grazie a una tecnologia avanzata di speech-to-text che crea delle trascrizioni delle parole pronunciate nei video. Non mancano sul sito alcuni elementi tipici dell’era partecipativa del web: da un lato c’è la lista dei video più visti; dall’altro la frase del giorno, pronunciata da qualche politico. Soprattutto, gli utenti possono decidere di prendersi le clip preferite per ripubblicarle sui propri blog, che – nota la Bbc– «sono ormai parte del dibattito politico quanto i media tradizionali».

SERVIZIO PUBBLICO - Quella della Bbc è sicuramente una convinta ridefinizione dell’idea di servizio pubblico ai tempi di Internet; tra l’altro Democracy Live è ricco di informazioni utili per capire i meccanismi e il funzionamento della politica inglese, e comprende pure un dizionario di «politichese». Notevole anche la sezione Historic Moments, che raccoglie i video storici più significativi del dibattito parlamentare: in primo piano spicca l’appassionante discorso di dimissioni tenuto nel 2003 da Robin Cook, l’allora leader dei Comuni (ministro per i Rapporti col Parlamento) in seguito alla decisione di entrare in guerra in Iraq.

Carola Frediani


15/10/2009

Nasce la «Banca del Mezzogiorno» Tremonti: «Non sarà un carrozzone»

Nasce la «Banca del Mezzogiorno» Tremonti: «Non sarà un carrozzone»

 

Il governo vara un nuovo istituto di credito per il Sud. Acceso dibattito in consiglio dei ministri, il ministro dell'economia: il mezzogiorno è l'unica parte d'italia senza banche proprie

 

Giulio Tremonti (Ansa)
Giulio Tremonti (Ansa)

ROMA - «Si chiamerà Banca del Mezzogiorno» perché il nome Banca del Sud era già stato depositato. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, presentando in conferenza stampa a palazzo Chigi la nuova Banca per la cui istituzione è stato appena varato un ddl dal Consiglio dei ministri. «Il mezzogiorno è l'unica parte d'Italia senza banche proprie. C'erano, ma sono venute meno» ha detto Tremonti.

ACCESO DIBATTITO - Il disegno di legge per l'istituzione della Banca del Sud è stato oggetto di un acceso dibattito in Consiglio dei ministri (Cdm). Secondo quanto si apprende, il provvedimento è stato duramente criticato sia dal ministro agli Affari regionali, Raffaele Fitto, sia dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Il ministro degli Affari regionali, in qualità di ministro concertante, ha contestato nel merito il provvedimento e ha chiesto di mettere a verbale le sue critiche. In particolare, il ministro Fitto sarebbe stato protagonista di un acceso scambio di battute con il titolare dell'Economia. Le divergenze sarebbero state appianate grazie all'invito alla coesione del premier Silvio Berlusconi. Sia Fitto che Prestigiacomo hanno quindi votato a favore del provvedimento. Ora il confronto si sposterà in Parlamento, dove potrebbero essere apportate alcune modifiche che tengano conto, almeno in parte, delle critiche dei "sudisti". Al tempo stesso, il Cdm ha affidato al ministro dello Sviluppo Claudio Scajola il compito di coordinare i ministri interessati al Piano per il Mezzogiorno. Soluzione che però sembrerebbe continuare a non convincere i ministri dissidenti.
«Siamo d'accordo che la banca del mezzogiorno non esaurisce gli interventi che devono essere fatti. Molti ministri hanno posto l'accento sull'esigenza di un piano per il sud» ha detto Tremonti.

TREMONTI - «È un po' come è stato in Francia il Credit Agricole, che nasce dal territorio ma poi confluisce in una struttura unica. La nuova banca servirà a finanziare le piccole e medie imprese », ha spiegato il ministro dell'Economia illustrando la nascente Banca del Mezzogiorno. «Il nostro modello è un po' quello, ma è un modello disegnato dallo Stato ma realizzato dai privati». Poi Tremonti ha sottolineato che «Lo Stato avrà il ruolo del socio promotore. Ma la Banca del Mezzogiorno non può diventare "un carrozzone" anche perchè l'Unione europea non lo consente. Ora - ha aggiunto Tremonti - anche resistenze preconcette su questa iniziativa vengono meno. In sede Abi e Confindustria c'è apprezzamento crescente».
«È un ruolo da definire, stiamo studiando, ma un ruolo molto importante nella Banca del Mezzogiorno lo può avere Poste Spa» ha aggiunto ancora Tremonti che poi ha spiegato: «Lo Stato non avrà un ruolo nella Banca del Mezzogiorno. Ne sarà promotore, sottoscriverà una quota simbolica di minoranza, ma la scommessa è che la banca cammini con le sue gambe».
Il ministro dell'Economia ha poi auspicato una discussione «intensa ma veloce» in Parlamento per giungere in tempi rapidi all'approvazione del ddl che istituisce la nuova banca.
«La nostra dimensione territoriale è il territorio del Sud e quella imprenditoriale è la piccola e media impresa. Per il Sud è fondamentale che sul territorio ci siano assistenza e finanziamento all'impresa nella logica del piccolo e medio credito. È quello che ha fatto la fortuna del Nord, a partire dal Veneto» ha detto ancora il ministro dell'Economia. «La nostra logica è che i grandi numeri si fanno con i piccoli numeri. In questa banca non si parlerà inglese. La nostra logica, la nostra visione è quella dell'albergo che vuole ampliarsi, del Comune che vuole fare un centro congressi, dell'esercente di uno stabilimento balneare che vuole aprire una pizzeria» ha spiegato Tremonti. Per il quale ipotesi come quelle di una «Mediobanca del Sud» sono «robe che non hanno senso».