07/09/2011
La caccia a Gheddafi porta in Niger
La caccia a Gheddafi porta in NigerLE ULTIME BATTUTE DEL CONFLITTO. Libia, l'ex rais in fuga tratta per l'asilo politico
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20/02/2010
Mauritania, individuati i rapiti italiani
Mauritania, individuati i rapiti italiani
Il quotidiano “El Mundo” riferisce che le autorità del Mali avrebbero individuato il covo dove sono nascosti i nostri due connazionali sequestrati da militanti di Al-Qaeda in Mauritania. Nessun blitz militare per “preservare l'incolumità degli ostaggi"

Oggi scade anche il secondo ultimatum fissato da al Qaeda nel Maghreb Islamico per l'ostaggio francese, Pierre Camatte, nelle mani dei terroristi dallo scorso 26 novembre. Ma Camatte avrebbe ottenuto un nuovo ultimatum: fonti ufficiali francesi hanno infatti riferito a El Mundo che -durante i tre viaggi compiuti febbraio dal ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in Mali- il presidente Amadou Toumani è riuscito a ottenere che i terroristi prorogassero l'esecuzione di Camatte fino al prossimo martedì, 23 febbraio. Ovviamente, scrive il quotidiano spagnolo, la sorte della coppia italiana e quella dei tre cooperanti spagnoli non è legata al destino di Camatte, ma i negoziatori ritengono che sarebbe "molto positivo che Camatte non fosse giustiziato".
Venerdì il Mali ha rilasciato quattro militanti di al Qaeda di cui i terroristi avevano chiesto la liberazione e le autorità del Mali si erano dette fiduciose del rilascio di "tutti gli ostaggi".
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05/11/2009
Rivelazioni del pentito: «È stato Provenzano a tradire Riina»
Rivelazioni del pentito: «È stato Provenzano a tradire Riina»
Nel '92 l'allora capitano del Ros De Donno gli consegnò delle mappe di Palermo. Nuove rivelazioni di Massimo Ciancimino ai magistrati: «Indicò ai carabinieri la zona esatta del nascondiglio»
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| Massimo Ciancimino (Afp) |
PALERMO - Fu Bernando Provenzano a tradire Totò Riina e consegnarlo alla polizia. Lo ha detto Massimo Ciancimino, che sta rilasciando dichiarazioni spontanee ai magistrati nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli. «Il boss indicò ai carabinieri la zona esatta del nascondiglio in cui trascorse l'ultima parte della latitanza Totò Riina» rivela il figlio di don Vito. Provenzano avrebbe dunque «venduto» il boss corleonese: circostanza che confermerebbe che, a una prima fase della trattativa ne sarebbe seguita una seconda con un nuovo interlocutore.
MAPPE DI PALERMO - Ciancimino ha raccontato che, nel periodo delle stragi mafiose del '92, l'allora capitano del Ros Giuseppe De Donno gli consegnò delle mappe di Palermo, chiedendogli di darle a suo padre e sperando di avere un contributo utile per l'arresto del boss latitante. Don Vito avrebbe trattenuto una copia delle mappe e un'altra l'avrebbe affidata al figlio perché la consegnasse a un uomo di fiducia del geometra Lo Verde, nome con cui l'ex sindaco indicava Provenzano. L'uomo del capomafia avrebbe poi restituito a Ciancimino la mappa con un cerchio proprio sopra la zona del quartiere Uditore in cui si nascondeva Riina. La cartina fu poi consegnata ai carabinieri e nel gennaio il boss '93 finì in manette.
APPUNTI E LETTERE - Ciancimino, imputato di riciclaggio, tentata estorsione e fittizia intestazione di beni dopo essere stato condannato a 5 anni e 8 mesi in primo grado, ha consegnato ai pm Nino Di Matteo e Paolo Guido una serie di appunti e lettere del padre, sindaco mafioso di Palermo morto nel 2002. Tra questi, materiale definito di interesse investigativo che potrebbe servire per riscontrare le dichiarazioni sulla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. La scorsa settimana davanti la quarta sezione della corte d’appello, Ciancimino aveva sostenuto che ci sono «molte cose che non vanno» nella sua inchiesta e ha sostenuto che alcune intercettazioni in cui c’erano elementi a sua discolpa erano state indicate nei brogliacci come «irrilevanti». Stessa sorte sarebbe toccata a conversazioni con notizie di reato che «vengono valutate» dai magistrati.
NASTRI SEGRETI - Non sono invece arrivati in Procura i nastri contenenti le registrazioni dei colloqui che l'ex sindaco di Palermo incideva di nascosto. «Io non so cosa contengano quei nastri», ha precisato Massimo, annunciando di volerli prelevare dalla cassetta di sicurezza dove sono custoditi a Vaduz, nel Lichtenstein, per consegnarli ai magistrati. Oltre agli appunti vocali per la redazione di un libro, l'ex sindaco avrebbe registrato anche alcuni colloqui avuti con i carabinieri del Ros, tra i quali l'allora colonnello Mario Mori. Mercoledì Ciancimino è stato sentito anche dai pm di Catania, con i quali ha parlato di imprenditori catanesi coinvolti in affari di mafia ma anche della conduzione delle indagini nei suoi confronti sul tesoro del padre Vito: «Io non ce l'ho con i magistrati che hanno coordinato le indagini su di me. Non sono loro infatti che eseguono le perquisizioni o che trascrivono le intercettazioni» ha detto, e alla domanda se il riferimento fosse ai carabinieri ha risposto: «Sì, ma dovranno essere i magistrati competenti ad accertare i fatti e a verificare se siano state sottratte prove a mio favore».
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01/04/2009
Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman
Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman
Il mezzo riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. E' rimasto per 24 ore nascosto all'interno del vano della ruota di scorta
TORINO - Un 16enne afghano è arrivato dalla Grecia all'Italia, per la precisione fino in provincia di Torino, nascosto nel vano della ruota di scorta di un pullman. È il viaggio della disperazione di un giovane profugo, giunto a Chieri sull'autobus che riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. «È saltato fuori mentre scaricavamo le valigie - racconta Luigi Menini, il titolare della ditta di trasporti a cui appartiene il pullman - e ho subito chiamato carabinieri e Croce Rossa». Indolenzito e privo di forze, il giovane è stato portato al pronto soccorso, dove gli sono state somministrate due flebo.
24 ORE SOTTO IL PULLMAN - «Quando l'ho visto - riprende Menini - non riuscivo a credere ai miei occhi. Quel giovane è rimasto nascosto in quel vano angusto per più di 24 ore». E non era solo: un altro ragazzo, probabilmente connazionale, è saltato fuori da un altro pullman (in totale erano tre) che riportava a casa la scolaresca dalla Grecia. «Il mio autista ha subito avvisato la polizia stradale - dice Menini - mai avremmo immaginato che ci fosse un altro clandestino».
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